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Truel1f3 di Jay Kristoff- Review party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a Truel1f3 di Jay Kristoff. Come sempre, un grazie enorme a Raggy Words per aver organizzato l’evento e alla casa editrice per la copia in anteprima che non ha influenzato in alcun modo le mie opinioni.

Jay Kristoff
pubblicato da Mondadori

Eve e Lemon hanno scoperto la verità su se stesse e l’una sull’altra. Sono cresciute legate da una solida amicizia, ma le recenti rivelazioni hanno messo in crisi il loro rapporto e le hanno allontanate (forse) per sempre. Ora però non c’è tempo per i rimpianti: l’intero Yousay è sull’orlo di una nuova guerra nucleare tra lo sciame della BioMaas Incorporated e l’esercito della Daedalus Technologies. Una situazione in cui nuove e vecchie lealtà saranno messe a dura prova, si formeranno improbabili alleanze e prenderanno corpo inaspettati tradimenti. E non è tutto, perché i sembianti sono determinati a impossessarsi di Libertas, il virus capace di liberare gli androidi dall’obbedienza alle Tre Leggi della robotica. E per farlo c’è bisogno sia di Ana Monrova, la ragazza rapita e conservata in animazione sospesa, sia della sua sembiante, Eve. Solo alla fine si scoprirà chi sono i veri eroi… e potrebbe essere davvero una sorpresa.

Truel1f3 è l’ultimo volume della trilogia di Jay Kristoff, iniziata con Lifel1k3, dove la guerra oramai è alle porte, alleanze sono state formate e l’intero continente di Yousay è in pericoloso per lo scontro tra la BioMass e la Deadalus. Dopo aver percorso parte del continente insieme ai personaggi, il lettore si ritrova a fare i conti con le città di Megopolis e CityHive, tra rapimenti, violenze, segreti e inquietanti mosse. Tra tradimenti, manipolazioni, personaggi diventati pedine di un gioco più grande di loro, non solo Eve, Lemon, Cricket e Ezekiel devono lottare per impedire l’ennesima distruzione del loro pianeta, ma, aiutati da inaspettati personaggi, tra cui Faith, Abraham, anche impedire che vengano creati altri sembianti e che il virus Libertas venga messo in circolazione, annullando le Tre Leggi del tutto, ma con conseguenze non sempre prevedibili.

Tra i tre libri, devo ammettere che Truel1f3 è quello che mi ha deluso di più. Rocambolesco come i precedenti, pieno zeppo di guai inaspettati, alleanze e tradimenti, viaggi e salvataggi all’ultimo minuto, indecisioni e prese di coscienza, i personaggi continuano a crescere, consci delle loro azioni e dalla parte da cui stanno. Almeno alcuni. Ho trovato lo sviluppo della storia abbastanza interessante, soprattutto vedere il conflitto creato in Eve su Ana e sull’obiettivo di Gabriel, la sofferenza di nuovi e vecchi personaggi e il loro cambiamento. Ho davvero apprezzato le interazioni e i legami che si sono formati tra i vari personaggi, come tra Lemon e Grimm, Abraham e Cricket e via discorrendo. Seguirne la crescita e lo sviluppo è stato molto interessante e Truel1f3 è il tipo di libro pieno di colpi di scena, che non sfigura davanti ai suoi precedenti.

Al tempo stesso, nonostante abbia molto apprezzato i personaggi, in particolare la presa di coscienza di Lemon e il suo sviluppo, ci sono state cose che mi hanno un po’ delusa. In particolar modo, ho trovato la risoluzione del conflitto tra le due corporazioni affrettata e poco credibile, così come lo scontro con i sembianti. Tutta la storia, a partire dal primo, anticipava uno scontro finale, un esercito di sembianti, una battaglia tra le due più grandi corporazioni del paese e, nonostante perdite e lutti, ho trovato tutto poco sviluppato. Inoltre, dallo stesso titolo, che rimanda a una realtà virtuale interattiva, mi aspettavo di più e speravo sarebbe stato più approfondito. I personaggi, Eve, in particolare, sembrano, in alcuni momenti, poco coesi e inaspettati nelle loro decisioni, cosa che non rimanda a un’indecisione del personaggio stesso, quando a una confusione generale, a mio parere. Devo, quindi, ammettere di aver trovato questo libro molto frettoloso e poco coeso, soprattutto perché lo sviluppo dei personaggi sembra, in alcuni punti, poco credibile o affrettato e i ruoli costantemente cambiati e stravolti non hanno aiutato.

Purtroppo posso dedicargli solo tre stelline.

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Il regno dei demoni di Victoria Aveyard- Review Party

Salve e benvenut3 al review party dedicato a “Il regno dei demoni” di Victoria Aveyard, sequel di “Il regno delle ceneri”. Un grazie enorme a Silvia per aver organizzato l’evento e alla casa editrice per la copia in anteprima che non ha influenzato in alcun modo le mie opinioni.

di Victoria Aveyard (Autore), Alessandra Petrelli (Traduttore), Mondadori, 2022

Disponibile su: 

Il destino del mondo giace sul filo di una lama. Combattendo insieme alla sua banda di improbabili compagni, Corayne sta imparando ad abbracciare l’antico potere che le scorre nelle vene e a comprendere lo straordinario potere della spada ereditata dal padre. Ma il suo viaggio è tutt’altro che concluso. L’esercito della regina Erida, infatti, sta marciando attraverso Allward spalleggiato da Taristan, che lungo il cammino apre portali su mondi da incubo radendo al suolo interi regni. Se vuole salvare il mondo che conosce, Corayne non ha altra scelta se non radunare un esercito tutto suo. Per farlo, lei e i suoi compagni dovranno percorrere terre pericolose e affrontare assassini, bestie ultraterrene e mari tempestosi. Ma Taristan ha scatenato un potere malefico molto più letale dei suoi eserciti di mostri. Qualcosa di tremendamente pericoloso attende nell’ombra, qualcosa che potrebbe consumare il mondo e spegnere ogni speranza di vittoria.

“Il regno dei demoni” riprende subito dopo la fine burrascosa del libro precedente e troviamo Corayne e i Compagni alle prese con le conseguenze della chiusura dello Spectrum, tra mostri e cadaveri, nell’oasi di Nezri. Nonostante questa vittoria, però, il prezzo pagato è stato alto, tra soldati uccisi, traumi psicologici e la necessità di trovare degli alleati al più presto. Prima che Taristan, appoggiato dalla regina Erida, conquisti e distrugga ogni cosa sul loro cammino, nella loro sete di sangue. Quindi, tra traversate di deserti, mari burrascosi, incontri inaspettati, mostri, incubi e poteri da scoprire, Corayne prosegue nel suo cammino, appoggiata dal suo gruppo e pronta a tutto per salvare il suo mondo.

Il destino del mondo come lo conoscono giace sul filo su una lama. La storia, raccontata come nel libro precedente, da molteplici punti di vista, segue le vicende dei due gruppi, Taristan e Erida e Corayne, Andry, Dom, Valtik, Sorasa, Charlie e Sigil. Il regno dei demoni permette, tra viaggi e scontri, incontri e sorprese, la possibilità di approfondire ancora di più i suoi personaggi. Corayne non è più la ragazzina sprovveduta e persa del primo libro, che si ritrova il destino del mondo, letteralmente, tra le mani. Tra lezioni di combattimento con la spada e l’appoggio del suo gruppo, è cresciuta e si sta pienamente rendendo conto dei sacrifici cui stanno andando incontro, diventando, a ogni passo compiuto, sempre più sicura di sé, di ciò che desidera, di chi desidera e di ciò che è disposta a fare per ottenerlo. Troviamo un Dom e un Andry alle prese con i loro demoni interiori, appesantiti da ciò che hanno visto, subito e perso, il senso di urgenza di trovare alleati fidati che possano appoggiarli nella lotta contro Taristan, mentre, lontano, la cugina Ridha cerca di fare lo stesso. In questo libro è inoltre possibile conoscere meglio Sorasa e il suo passato, qualcosina di più su Valdik e Charlie ed è stato davvero un piacere.

Dal punto di vista geografico, inoltre, il mondo dei protagonisti si allarga, introducendo città, deserti e ghiacci, nuovi personaggi, come il principe Oscovko, i fiordi dove Ridha cerca e trova alleati, come altri Vedera. Così come, dall’altro lato, le conquiste spietate di Taristan e Erida e il loro esercito di non-morti, che, passo dopo passo, mirano a conquistare con la violenza ogni regno sul loro cammino. Erida, pur essendo un personaggio crudele e violento, resta uno dei più sfaccettati del libro. Una giovane donna, costretta a crescere in fretta dalla corona che porta, convinta delle sue decisioni, compresa quella di allearsi con Taristan e appoggiare le sue conquiste e il suo legame con Nimbus, fiera di se stessa e della sua dignità, in una lotta, pur lontana, tra il suo gruppo ed esercito e Corayne, i compagni ed alleati.

Dal punto di vista dei personaggi è stato un piacere seguire la loro crescita e vederli più sicuri di sé e sfaccettati, così come geograficamente è stato interessante seguirli nei loro viaggi, conoscere nuovi alleati e imparare nuove cose su Nimbus, i regni, i mostri. Stilisticamente parlando, cosa che ho notato dal primo libro, quindi è proprio dello stile dell’autrice, Victoria Aveyard tende ad essere leggermente prolissa nello scrivere. Dal punto di vista della trama accade poco, a parte lunghissimi viaggi, riflessioni e approfondimenti sui personaggi e ciò, almeno per me, ha reso il libro un po’ lento da leggere e finire. Ci sono colpi di scena, alcuni prevedibili, altri inaspettati (altri direttamente annunciati sin dall’inizio), cose che mi hanno piacevolmente colpito e altre che ho trovato un po’ inutili.

Nel complesso, però, non posso non dire che la storia è accattivante (lo sarebbe di più se lo stile fosse più rapido e intenso), ma non è difficile affezionarsi ai personaggi, buoni e cattivi che siano e non vedo davvero l’ora di leggere ciò che accadrà in seguito.

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Dev1at3 di Jay Kristoff- Review party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a Dev1at3 di Jay Kristoff. Un grazie enorme a Raggy Words per aver organizzato l’evento e alla casa editrice per le copie in anteprima, che non hanno in alcun modo influenzato le mie opinioni.

Jay Kristoff
pubblicato da Mondadori

E l’alba della battaglia decisiva tra le rovine della città di Babel. Eve e Lemon sono state amiche per la pelle, ma in questa lotta si trovano l’una contro l’altra. Eve è divisa tra i ricordi della propria vita umana, che ancora conserva, e la scoperta di essere un’androide. Insieme alle sue “sorelle” e ai suoi “fratelli”, ora deve trovare la vera Ana Monrova, il cui DNA è fondamentale per creare un esercito di sembianti. Nel frattempo per Lemon è giunto il tempo di fare i conti con un potere che ha troppo a lungo rifiutato, e che qualcuno vuole usare come arma. La svolta per lei è l’incontro con un ragazzo, Grimm, che le propone di portarla fuori da quella terra devastata e piena di orrori, verso un’enclave abitata da altri devianti come lei. Lì, finalmente Lemon scoprirà un senso di appartenenza, e forse anche l’amore. Ma non tutto è come appare: tra amici e nemici, buoni e cattivi che si scambiano continuamente di ruolo, anche Lemon si unirà alla ricerca di Ana Monrova, e dovrà trovarla prima che ci riesca la sua vecchia amica.

Dopo il finale scioccante di Lifel1k3 leggere il seguito era obbligatorio e impellente e mi sono immediatamente gettata nella lettura. La vita di Eve, così come la conosceva, non era altro che una menzogna. Tradita, ferita e usata, la giovane decide di allearsi con i suoi “fratelli” e “sorelle”, altri androidi sembianti e mettersi alla ricerca di Ana Monrova, nel tentativo di riportare in vita i loro familiari uccisi e di scoprire i segreti nascosti di chi credeva fosse suo padre. Prima migliore amiche, ora dai lati opposti di una guerra in procinto di avvenire, Eve e Lemon sono lontane per la prima volta. Le due giovani, Ezekiel e Cricket si ritrovano, per la prima volta, separati, intraprendendo percorsi diversi e cercando di raggiungersi e impedire che qualcosa di terribile possa accadere, sia al mondo che all’un l’altro.

Il mondo introdotto da Lifel1k3 si espande, permettendo al lettore non solo di apprezzare il percorso individuale dei diversi personaggi, che hanno ora propri punti di vista e avventure, ma anche l’occasione di conoscere le corporazioni BioMass e Daedalus, la Fratellanza e altre megalopoli. Tra rapimenti, rifugi sotterranei, nuove e vecchie conoscenze, poteri sovrannaturali e fanatismo violento mascherato da religione, le regole del gioco sono di nuovo cambiate.

Rispetto al primo libro, cosa che ho apprezzato moltissimo, sono stati i diversi punti di vista che vengono sviluppati e che permettono al lettore di seguire i percorsi di Eve, Cricket, Ezekiel e Lemon. Lemon, in particolare, si ritrova a dover accettare e comprendere un potere a lungo rifiutato, dal quale si è sempre nascosta per paura di violenze e rifiuti. Quando l’incontro con altri devianti le apre un nuovo mondo, sotterraneo, fatto di persone come lei e poteri sovrannaturali, tutto cambia. In fuga da chi vuole usarla come arma, nella guerra incombente tra le due corporazioni, Lemon si ritrova a dover imparare a fidarsi e a difendersi. La squadra, precedentemente composta da Eve, Lemon, Cricket e Ezekiel, si spacca, si allarga, i personaggi si ritrovano ai lati opposti, impersonando ruoli che costantemente cambiano, tra rifugi sotterranei, menzogne e altre verità, poteri e nuove conoscenze, tra improbabili alleati, violenze e false speranze.

All’interno di Dev1at3, se in Lifel1k3 era Eve la protagonista principale a compiere un percorso di crescita, muovendosi in un mondo devastato e in rovina, nel sequel Lemon è il personaggio principale. Da spalla, personaggio comico e secondario, la giovane prende coscienza dei propri poteri sovrannaturali, della propria identità e forza e, pur rimpiangendo la sua amicizia con Eve, pur lottando per ritrovare chi ha perso, Lemon incontra nuovi alleati, cresce e si sviluppa individualmente, diventando un personaggio più sicuro di sé e delle proprie capacità, cosa che ho adorato e apprezzato. Questo percorso, alla ricerca della propria identità, slegata dal gruppo e da Eve, lo intraprendono anche Ezekiel e Cricket, tra nuovi e vecchi amici e alleati e lo compiono anche gli altri sembianti.

Dev1at3 mi è piaciuto leggermente di più rispetto al primo libro. L’universo introdotto viene allargato, pericoli nuovi sono introdotti e i personaggi crescono, si lasciano, si cercano, lottano per se stessi e per gli altri. Ho particolarmente apprezzato aver potuto leggere di più su Lemon e la Fratellanza e notare quanto ogni personaggio, a modo suo, si stia sviluppando. Essendo il secondo libro di una trilogia, Dev1at3 prepara il terreno allo scontro finale, che non vedo l’ora di leggere.

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Lifel1k3 di Jay Kristoff- Review party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicata a Lifel1k3 di Jay Kristoff! Un grazie enorme a Raggy words per aver organizzato l’evento e alla casa editrice per la copia in anteprima che non ha influenzato in alcun modo le mie opinioni.

Jay Kristoff
pubblicato da Mondadori


Eve ha diciassette anni, e l’ultima cosa di cui ha bisogno è un segreto da custodire. No, grazie, è già abbastanza impegnata a guardarsi le spalle e a districarsi tra mille problemi. Problema numero uno: il robot gladiatore che ha passato mesi a costruire è stato ridotto a un relitto fumante. Problema numero due: ha perso con gli allibratori i pochi crediti che aveva, l’unico mezzo per comprare le medicine indispensabili a Nonno. Problema numero tre: un gruppo di fanatici puritani la vuole uccidere e… che altro? Ah, sì, ha appena scoperto che può distruggere le macchine con il potere della mente. Forse ha vissuto momenti peggiori, ma non riesce proprio a ricordarseli. Quando però scopre la carcassa di un ragazzo androide di nome Ezekiel, nell’ammasso di rottami che chiama casa, tutto cambia; si mette in viaggio per salvare chi ama insieme a lui, alla sua amica Lemon e al suo compagno robotico Cricket: attraverseranno deserti di vetro nero, combatteranno contro cyborg assassini, esploreranno megalopoli abbandonate, fino a scoprire i segreti sepolti nel suo passato… anche se ci sono segreti che è meglio non portare alla luce.

La vita di Eve, diciassette anni, non è mai stata semplice, ma di colpo tutto è peggiorato. Il suo robot da combattimento è distrutto, ha perso crediti con gli allibratori con cui ha scommesso e non sa come pagare le medicine per suo nonno, ma soprattutto, ha appena scoperto di poter manipolare energia con la sua mente, mettendo pazzi fanatici sulle sue tracce. A rendere tutto ancora più complicato è il ritrovamento di un sembiante, un ragazzo androide di nome Ezekiel che pare conoscere qualcosa su di lei. Da lì inizia un’avventura fatta di colpi di scena, viaggi spericolati, pericoli e fughe e, soprattutto, segreti che era meglio tenere celati.

  1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.
    IL TUO CORPO NON TI APPARTIENE.
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge.
    LA TUA MENTE NON TI APPARTIENE.
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.
    LA TUA VITA NON TI APPARTIENE

Lifel1k3, primo volume della trilogia di Jay Kristoff, portata in Italia da Mondadori, è uno sci-fi, ambientato in un mondo post-apocalittico, distrutto da violenza, guerre e radiazioni, all’interno del quale esiste un immenso divario tra ricchi e poveri e nel quale si muove e cresce la protagonista della storia, Eve, una giovane diciassettenne. La ragazza, insieme al fidato robottino Cricket, alla migliore amica Lemon e al nonno, si ritrova costretta a farsi strada in un mondo popolato da sette pericolose, come la Fratellanza, che va contro ogni tipo di modifica genetica e tecnologica, gang e via discorrendo, sopravvivendo di lotte tra robot e rovistando tra rifiuti per pezzi potenzialmente da rivendere al mercato. Quando un giorno la sua vita viene stravolta, ogni cosa cambierà. E non necessariamente per il meglio.

Jay Kristoff, con il suo stile particolare, parole inventate, modi di dire peculiari, getta immediatamente il lettore all’interno della storia, lasciandolo alle prese con robot parlanti, ma dotati di una propria coscienza, pur essendo limitati dalle Tre Leggi (presenti all’inizio del libro), un pianeta distrutto con zone radioattive, corporazioni che minacciano il controllo dell’intero pianeta e poteri sovrannaturali che nessuno sa spiegarsi. Oltre a un ragazzo androide affascinante che stravolgerà la vita di tutti. Pur non essendo una storia estremamente originale (robot che acquisiscono una propria coscienza e intelletto, guerre tra multinazionali, segreti nascosti e pericolosi), Lifel1k3 è un libro molto intrigante, che ha catturato subito la mia attenzione.

Dal punto di vista stilistico, vorrei fare due considerazioni. Jay Kristoff ha uno stile molto particolare e gettando il lettore all’interno della storia sin dall’inizio è normale trovare l’ambientazione leggermente confusionaria. Una volta colta, come le differenze tra i vari robot, le gang e via discorrendo, tutto è molto più semplice e la storia diventa scorrevole e accattivante. Credo, almeno per quanto mi riguarda, che sia una delle caratteristiche tipiche degli sci-fi, doversi abituare leggermente a un’ambientazione molto originale e fantasiosa. Per quanto riguarda la caratterizzazione, Eve è protagonista quasi assoluta della storia, nonostante sporadicamente intervengano altri personaggi, tra cui Lemon. Tra nuove e vecchie tecnologie, stomaci dei Kraken, megalopoli, furti e fughe rocambolesche, Eve, accompagnata da Lemon, Cricket e Ezekiel compiono un percorso di crescita, alla ricerca di verità e persone. Tra battute, false minacce e prese in giro, ho molto apprezzato i nuovi e vecchi legami formatisi tra questi personaggi. Uno dei rapporti che ho amato di più è quello tra Eve e Lemon, legate da un passato in comune, supportandosi, aiutandosi e amandosi e affrontano un viaggio non proprio semplice. Il percorso, sia fisico che psicologico che intraprendono come squadra non è affatto semplice, ma devo ammettere che, tralasciando il percorso di Eve, alcuni personaggi restano un po’ statici e poco sviluppati.

In un mondo distrutto da guerre, radiazioni e violenza, dove la tecnologia ha compiuto passi da gigante, modificando corpi, migliorandoli e trasformandoli (tra bracci elettronici, occhi che zoomano e impianti nel cervello) Lifel1k3 pone quesiti interessanti sull’importanza del consenso e sui limiti che dovrebbe porsi la tecnologia, che, spesso e volentieri, nel suo percorso, dimentica e/o trascura i desideri altrui. In un mondo dove esistono i logika, macchine senzienti, ma obbligate dalle Tre Leggi a obbedire all’essere umano, la linea tra obbedienza cieca e abuso è più sottile che mai e spinge il lettore a chiedersi: cosa sia la coscienza? Quali sono i limiti delle tecnologie e quando il migliorare la vita umana sfiora e supera regole non scritte? Cosa significa essere umano se una macchina è programmata per avere i tuoi stessi sentimenti? Cosa ci distingue dall’essere liberi e schiavi?

Lifel1k3 è una storia accattivante e ben scritta, in grado di attirare il lettore immediatamente. Ho letto l’intera trilogia in pochi giorni e spero che la possiate apprezzare anche voi! Date uno sguardo anche alle altre recensioni, i nomi dei blog li trovate sopra!

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Scholomance 2 – La prova finale di Naomi Novik

Disponibile su:     
ISBN: 9788804731610
312 pagine
Prezzo: € 19,90
Cartaceo
In vendita dal 18 ottobre 2022

“Nella saggezza troveremo rifugio”: così recita il motto della Scholomance.

Qualcuno potrebbe persino sostenere che sia vero – peccato che qui la saggezza sia difficile da trovare, figuriamoci il rifugio.

La nostra amata scuola, infatti, da sempre fa del suo meglio per “divorare” noi studenti, ma ora che sono arrivata all’ultimo anno e mi sono guadagnata in qualche modo una manciata di alleati, mi sono accorta che la Scholomance ha sviluppato un desiderio molto particolare per me. E sebbene finora sia sempre riuscita a contrastare le ondate infinite di nefasti che mi ha scagliato contro tra un estenuante compito a casa e l’altro, non ho idea di come io e i miei compagni riusciremo a sopravvivere alla prova finale, il giorno del diploma.

Certo, io potrei accettare il mio destino, abbracciare la stregoneria nera e salpare per acque molto meno pericolose. Sarebbe facile. Ma non ho intenzione di mollare. Non cederò ai nefasti né al destino. E soprattutto non alla Scholomance. Riuscirò a portare me e i miei amici fuori da questo posto orribile una volta per tutte, fosse l’ultima cosa che faccio.

“Stai molto lontana da Orion Lake”

Così si concludeva il libro precedente e nello stesso modo si apre il secondo volume della trilogia di Naomi Novik, trovando una El confusa e circondata da nuove matricole. Seguirà il consiglio di sua madre? Già conosciamo la risposta.

Dopo essere sopravvissuta all’anno precedente, formato un’alleanza ed avere, più o meno, un ragazzo, El è pronta ad affrontare il suo ultimo anno alla Scholomance. Quindi, è tempo di compiti, diplomarsi, incantesimi, alleanze e preprazioni. Peccato che qualcosa non stia andando come dovrebbe. Ci sono sempre meno nefasti, lasciando un Orion abbattuto e sconsolato perché non può più combatterli e accumulare mana e i pochi presenti e la stessa scuola sembrano fare di tutto per ostacolare El e spingerla nella direzione in cui lei, testardamente, rifiuta di andare: quella di cedere alla profezia dei suoi parenti e diventare una strega oscura. Non ha nessuna intenzione di mollare e cedere al suo destino, né alla stessa scuola. In un nuovo anno pieno di battaglie, nuove amicizie, alleanze e lo stringersi sempre più forte di legami, El naviga la scuola e la sua vita a testa alta e con modi scortesi e bruschi, come la conosciamo e amiamo.

Dal punto di vista dell’azione, non ve n’è molta, ma i personaggi crescono, stringono legami e scoprono di non essere soli, aiutandosi a vicenda, creando alleanza, allevando famigli e aggiungendo nuove persone alla cerchia. El, che aveva stretto un’alleanza con Liu e Aadhya, si ritrova “amica” di Chloe, corteggiata dalla cerchia di New York, ostacolata da quella di Bangkok e a rendersi conto che, nonostante la situazione sia terribile nella scuola, qualcosa di tremendamente oscuro e pericoloso sta accadendo anche al di fuori delle mura stesse, quando notizie di cerchie scomparse si fanno strada nei gossips.

Ho adorato la caratterizzazione e il legame tra i vari personaggi. Non solo tra El, Liu e Aadhya, ma anche tra loro e Chloe, Orion e altri personaggi introdotti. Per quanto riguarda il legame tra El e Orion è decisamente uno dei miei preferiti, fatto di pugni sulle spalle (El), corteggiamenti (Orion), alzate di occhi (El), appuntamenti (Orion). Vedere El crescere e rendersi conto di non essere sola, di avere amici e persone cui contare, persone che vanno al di là delle alleanze, che tengono davvero a lei a prescindere da ciò che lei può dare loro è stato commovente e molto motivante. Ritroviamo una El cresciuta, forte e sempre più testarda e quando in lei si fa strada il desiderio di proteggere e salvare tutti quanti, poca resistenza incontra nei suoi amici e alleati. Tra piani e strategie, allenamenti e incantesimi, nuove pozioni e scoperte, il secondo libro della saga, pur non avendo molta azione, è al tempo stesso emozionante e coinvolgente quanto il primo.

Dopo il finale, non vedo assolutamente l’ora di leggere il seguito!

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Gallant di V.E. Schwab

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a Gallant, scritto dalla geniale VE Schwab. Un grazie enorme a Raggy Words per aver organizzato l’evento e alla casa editrice per la copia in anteprima che non ha influenzato in alcun modo le mie opinioni.

Disponibile su:     

Le ombre non sono vere.

I sogni non ti faranno del male.

E tu sarai al sicuro fin quando ti terrai lontana da Gallant.

Per tutta la vita Olivia Prior, cresciuta nel tetro Collegio per ragazze indipendenti Merilance, si è chiesta chi sia davvero e a quale luogo appartenga. Ha un unico indizio per scoprirlo: un quadernino malconcio dalla copertina verde. È il diario della madre, pieno di enigmatiche frasi che sembrano indovinelli (e che mostrano la sua discesa nella follia) e disegni che paiono semplici macchie d’inchiostro…

Ma un giorno arriva una lettera, che la richiama a casa, a Gallant. Proprio il luogo da cui il diario materno l’ha messa in guardia.

E Olivia, senza pensarci due volte, parte.

Qui trova il suo ultimo parente in vita e la dimora di famiglia. Un palazzo sontuoso con una sala da ballo, uno studio che custodisce una misteriosa scultura e un grande giardino rigoglioso. E, nel giardino, un muro diroccato con una porta di ferro. Una porta che Olivia non dovrà mai e poi mai aprire.

Tuttavia, nessuno da Gallant le ha spedito quella lettera.

Nessuno le racconterà cosa tormenta i sogni del cugino, cos’è successo alla madre, o cosa la attende dall’altra parte del muro.

Sono state le ombre a ricondurre Olivia a Gallant?

E cosa vorranno in cambio?

Se mi conoscete anche solo un po’, dovreste sapere quanto io adori Victoria Schwab e qualunque cosa lei possa scrivere. Questo libro non fa eccezione.

TW: bullismo, sangue, omicidi.

In questo nuovissimo standalone Il giardino segreto incontra Crimson Peak e Coraline, nel creare una storia geniale e coinvolgente, narrata dalla protagonista, Olivia e il suo percorso alla ricerca di un posto cui appartenere, nel tentativo di trovare la sua famiglia.

Olivia Prior è cresciuta nel Collegio per ragazze indipendenti Merilance, un posto freddo e al quale non sente di appartenere, bullizzata e ferita e l’unica cosa che le rimane della sua famiglia è il diario di sua madre, parole che ormai ha imparato a memoria, anche quando esse precipitano nella follia.

La casa si sceglie.

Home is a choice” è ciò che sua madre ha scritto nel suo diario, inframmezzato da disegni cupi e dal significato sconosciuto. Olivia sente il bisogno di appartenere a qualcosa, a qualcuno, quindi quando una lettera arriva, invitandola a tornare a Gallant, nello stesso luogo da cui sua madre l’ha messa in guardia più volte nel diario, Olivia non può che accettare, speranzosa di trovare lì qualcuno che possa prendersi cura di lei. Eppure lì nessuno la sta aspettando, nessuno ha scritto la lettera e suo cugino Matthew è ostile, la casa è infestata da gul e nulla sembra avere senso. Olivia, però, ha sempre avuto la capacità di vedere i gul e adesso che ha incontrato una parte della sua famiglia non è intenzionata ad andarsene. Anzi, è sempre più ansiosa di scoprire cosa le nascondono e cosa la stessa casa le vuole celare. Così come il misterioso muro che è in grado di condurla in un’altra Gallant, un posto infestato da gul corporei, un posto in rovina e fatiscente, dove è la Morte a comandare e dove Olivia è costretta a prendere una posizione, sempre lottando per capire dove e a chi appartenere.

Gallant è una storia straordinaria, coinvolgente, sulla vita e la morte, sulle ombre e sui demoni e su una giovane donna attratta da entrambi i mondi. Una storia che parla dell’appartenenza, a qualcuno, a qualcosa, di famiglia e di lottare per sentirsi parte, finalmente di qualcosa, ancorata, salva. Una fiaba oscura e inquietante.
Lo stile di scrittura della Schwab è, come sempre, straordinario e questa storia sarà in grado di catturare il lettore sin dalla prima pagina. Inquietante e meraviglioso, intrigante e commovente, ha riempito il mio cuore di nostalgia, amore e speranza.


La storia è narrata da Olivia, che è un personaggio principale, testardo e brillante, che ha vissuto tutta la sua vita a Merilance, un luogo in cui è stata ferita e bullizzata perché non può parlare, ma che, nonostante il suo non proprio roseo passato, è colma di determinazione e resilienza. La storia è quasi come una fiaba: una giovane orfana che riceve un messaggio da un parente lontano che si offre di prendersi cura di lei, di ospitarla nella sua casa e nel seguire la lettera, Oliva potrà finalmente conoscere qualcosa in più su sua madre, sui membri della sua famiglia. La realtà è, però, ben diversa dalla fantasia e la giovane si ritroverà coinvolta in un’avventura oscura e in una guerra tra luci e ombra, passato e presente. Gallant è piena di segreti, lutti e perdite e lei dovrà fare di tutto per proteggere se stessa e i suoi abitanti dalle minacce.

La storia è brillantemente scritta, piena di colpi di scena e ruota attorno al personaggio di Olivia che parte come una giovane persa e curiosa per poi diventare coraggiosa, forte e determinata alla fine del libro, sicura di sé e della storia della sua famiglia. La storia è intrecciata con parti del diario della madre della giovane e con misteriosi e inquietanti disegni e il lettore, seguendo la protagonista, cerca di capirne il significato. Ho adorato l’ambientazione e soprattutto come il grigiore di Merilance sia in netto contrasto con i colori di Gallant, pieno di fiori, verde e Sole e anche il modo in cui le due Gallant, separate dal muro fatiscente, siano, ancora una volta, uno lo specchio dell’altra. La prima, luminosa, pur con pochi abitanti e la seconda popolata da ombre, ma fatiscente, oscura e grigia. Interessante anche il modo in cui la stessa Olivia venga attratta dai colori, dopo una vita trascorsa a Merilance e quanto respinga il mondo dell’altra Gallant, pur essendone attratta e incuriosita.

Se Olivia è il personaggio principale della storia, le parole della madre “incombono” sulla giovane e sull’intera storia, intrecciandosi, mescolando passato e presente e aiutando sia Olivia che il lettore a comporre i pezzi della storia, in un commovente e triste quadro, una storia d’amore, legami, perdita e lutto. Quasi come se avessimo due storie, che si intrecciano e vivono l’una accanto all’altra. Non solo Olivia è egregiamente descritta e caratterizzata, ma anche gli altri personaggi, come Matthew e ciò che ha perduto, nei suoi sacrifici e nella sua rabbia, Hannah e Edgar, nella loro testardaggine e nei loro modi di proteggere non solo se stessi, ma anche ciò che rimane della famiglia Prior, rappresentando Matthew e Olivia una casa, una famiglia e persone disposte a tutto per lottare per loro.

Gallant è una storia d’amore, perdita e sacrificio, una storia di persone che lottano per appartenere a qualcuno, a qualcosa e alla forza che bisogna possedere nel resistere non solo alle “ombre” esterne, ma anche a quelle interne e ai pensieri negativi e insidiosi. Ho adorato il messaggio che trasmette questo libro, un messaggio di forza e speranza, di continuare a combattere contro ogni tipo di oscurità, che sia reale o che sia nelle nostre menti.

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Foundryside di Robert Jackson Bennett-Review party

Salve e benvenut3 alla mia tappa del review party dedicato a Foundryside di Robert Jackson Bennett. Un grazie enorme a Valeria per aver organizzato l’evento e avermi fatto conoscere questa splendida trilogia, di cui Foundryside è il primo volume, e alla casa editrice per la copia in anteprima, che non ha influenzato in alcun modo le mie opinioni.

Collana: Fantastica
ISBN: 9788804740940
600 pagine
Prezzo: € 19,00
Cartaceo In vendita dal 4 ottobre 2022

ANCIA GRADO È UNA LADRA, e una ladra tremendamente brava. Il suo ultimo obiettivo, un magazzino sorvegliatissimo sul molo di Tevanne, non sembra per niente fuori della sua portata.
Ciò che Sancia non sa è che quello che le hanno chiesto di rubare è un manufatto dal potere inimmaginabile, che potrebbe rivoluzionare la tecnologia magica delle istoriazioni. Le compagnie mercantili che controllano questo potere – l’arte di usare speciali segni per far diventare gli oggetti quotidiani senzienti – l’hanno già usato per trasformare Tevanne in una spietata macchina capitalista. E se dovessero riuscire a decifrare i segreti del manufatto, riscriverebbero il mondo stesso per adattarlo ai loro scopi.
Nemici potenti vogliono Sancia morta e il manufatto per sé. E nella città di Tevanne non c’è nessuno che possa fermarli.
Per avere una possibilità di sopravvivere e di fermare il letale processo che si è messo in moto, la ragazza dovrà schierare alleati improbabili, imparare a sfruttare il potere del manufatto e, soprattutto, dovrà trasformarsi in qualcosa che non avrebbe mai immaginato.

Prima di iniziare la mia recensione, vorrei cogliere l’occasione per dire che Foundryside è uno dei migliori libri che abbia letto quest’anno. All’inizio, nonostante fossi abituata a letture lunghe, ero un po’ intimorita dalle 600 pagine, ma vi posso garantire quanto questo libro sia straordinariamente interessante e ti catturi subito.

Sancia Grado è una ladra eccellente e protagonista della storia. Vive a Tevanne, un luogo che rimanda moltissimo alla Venezia dell’epoca vittoriana, dove a farla da padrone sono quattro compagnie mercantili, che dividono nettamente la società in ricchi e poveri. Sancia fa parte della zona di Foundryside, vivendo di lavoretti, piccoli furtarelli, finché non viene assunta per rubare un oggetto che si rivelerà importantissimo non solo per il suo futuro, ma per tutti. Il manufatto rubato, infatti, se decifrato, potrebbe essere in grado di, letteralmente, riscrivere tutto il mondo come Sancia lo conosce. Nemici la vogliono morta e per sopravvivere e proteggere se stessa e il manufatto, Sancia sarà costretta ad allearsi con personaggi improbabili, imparare a usare tale manufatto e diventare qualcosa di completamente diverso da ciò che era.

Una ladra che ruba un oggetto potente e si ritrova nei guai. Potrebbe essere una trama già sentita, letta e conosciuta, ma questo libro è eccezionale e Robert Jackson Bennett è stato in grado di costruire un mondo intrigante e assolutamente accattivante. A farla da padrona è l’ambientazione e la tecnologia magica, le istoriazioni. Come scritto in precedenza, vagamente ispirata alle città come Venezia, Genova e le città marinare, con i loro canali e gilde mercantili, Tevanne è un luogo spietatamente capitalista, che è stato in grado di sfruttare questa tecnologia. Cosa sono le istoriazioni? L’arte di usare simboli per convincere oggetti comuni ad essere senzienti, piegando la loro iniziale realtà in qualcos’altro. Lanterne convinte di essere piene di gas e quindi volanti, ruote in grado di dirigere carrozze verso destinazioni ben precise, muri in grado di mantenersi solidi, porte che non si aprono a meno che non si possegga una chiave con simboli precisi e così via. A differenziare ricchi e poveri e l’immensa disparità, le costanti lotte per superarsi tra le varie case mercantili, sono proprio queste invenzioni. Sancia, suo malgrado, lottando per sopravvivere giorno per giorno, si ritrova in possesso di un manufatto in grado di manipolare la realtà in un modo ancora più avanzato rispetto alle comuni istoriazioni.

Se l’ambientazione, la tecnologia magica delle istoriazioni, sono incredibili e intriganti, la caratterizzazione dei personaggi non è affatto da meno. Giovane protagonista, testarda, chiusa e poco incline a fidarsi degli sconosciuti (a ben ragione), Sancia è un personaggio incredibilmente sfaccettato, dal suo passato colmo di traumi, al duro presente e alla difficoltà di sopravvivere giorno per giorno in una città ostile e che dove la giustizia appare non esistere affatto, la giovane compie un gigantesco percorso di auto-affermazione, di accettazione di se stessa, crescita e cambiamento che stravolgerà la sua intera esistenza. Finalmente rendendosi conto di non essere qualcosa che non è, bensì qualcuno, una persona con una dignità da rispettare e proteggere. Parlando dei suoi nuovi alleati, tra cui il capitano Gregor Dandolo, Berenice, Orso, oltre che ai suoi colleghi Giovanni e Claudia, ogni personaggio compirà un percorso di cambiamento, accettazione, apprendendo cose lungo tale percorso che cambieranno le loro idee sul mondo che li circonda e sui poteri che esso possiede.

Ho amato leggere questo libro. Non solo l’ambientazione, le istoriazioni, sia le nuove che le antiche, il passato che si mescola tra mito e leggenda, presente e futuro, la caratterizzazione, questo libro è colmo di colpi di scena, furti, avventure, salvataggi all’ultimo minuto, bombe a mano, oggetti che sfidano la gravità, persone volanti e chi più ne ha più ne metta, in grado di trascinare il lettore in una storia mozzafiato e lasciarlo ancora più appassionato e ansioso per il libro successivo. Tra divinità, leggende, miti e tecnologia che rasenta la magia, Foundryside è appassionante fino all’ultima pagina e non posso che raccomandarlo a tutti quanti.

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Victories greater than death- La pietra di Talgan di Charlie Jane Anders

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a Victories greater than death- La pietra di Talgan di Charlie Jane Anders. Un grazie enorme a Franci per aver organizzato l’evento e alla casa editrice Fanucci per la copia in anteprima, che non ha in alcun modo influenzato le mie opinioni.

Charlie Jane Anders
pubblicato da Fanucci
“Per favore, ricorda quello che ti ho detto. Corri. Non smettere di correre per nessuna ragione al mondo.”
Tina Mains non è un’adolescente comune. Ha un lume di salvataggio interplanetario nel petto, e trascorre ogni giorno di vita sulla Terra in trepidante attesa che questo lume si attivi e che i suoi alleati alieni, che da piccola l’avevano nascosta sulla Terra per proteggerla, la vengano a prendere per riportarla nello spazio e permetterle di compiere il suo destino: sconfiggere un terribile nemico intergalattico e far trionfare la giustizia. In quest’ardua impresa spaziale, Tina potrà fare affidamento sulla sua migliore amica Rachael e su un equipaggio di alieni e terrestri determinato a portare a termine la missione, costi quel che costi. Riusciranno a salvare l’universo da ciò che lo minaccia e a ristabilirne l’equilibrio?

Victories greater than death è un romanzo di fantascienza accattivante, ben scritto e con personaggi delineati e a tutto tondo. Esattamente come la protagonista Tina, il lettore viene gettato in un mondo completamente nuovo, fatto di terminologia sconosciuta, razze aliene e scienze avanzate.

Devo quindi ammettere di essermi trovata un po’ spaesata e titubante e di averlo trovato un po’ confusionario. Il lettore si ritrova circondato da modi di dire molto fantasiosi e particolari (addirittura divertenti e ironici), molte razze aliene, armi e via discorrendo, dopo pochissime pagine, gettato all’interno dell’azione. È emozionante. Confusionario. Brillante.

Ci sono molte cose di cui vorrei parlare nella mia recensione. Una di quelle che mi ha immediatamente colpita è stata straordinaria attenzione data al genere e al modo in cui ognun3 si presenta con il proprio, all’importanza e rispetto del consenso dal semplice chiedere se ci si può abbracciare al capire quando qualcun3 ha bisogno di starsene da sol3. All’interno del libro è presente, dal punto di vista dei generi, razze etc, una grandissima diversità, affrontata e descritta in modo magistrale. Non solo. In un romanzo di fantascienza, sono molte le tematiche trattate sociali, come genocidio, eugenetica, abuso genitoriale, persone cacciate di casa e senzatetto, i danni del colonialismo e le sue conseguenze, le violenze perpetrate nei confronti di chi viene ritenuto inferiore e debole. Sono molti i temi sociali sviluppati e abilmente amalgamati in uno sci-fi interessante e ben scritto, lasciando il lettore speranzoso per un futuro che potrebbe migliorare.

Il worldbuilding è ben sviluppato, si incontrano specie molto diverse e le cui particolarità vengono descritte, dai tubicini sul viso come vermi, alle orecchie di volpe, al colore giallo e blue della pelle, tutto al contrario della protagonista. Una scelta fatta di proposito, quasi sicuramente per permettere al lettore di identificarsi con lei. Di Tina non sappiamo nulla, almeno dal punto di vista fisico, mentre è possibile seguire il suo sviluppo psicologico nel corso del libro. Infatti la giovane, pur credendo di essere preparata ad assumere il suo ruolo una volta acceso il lume, si rende conto che non tutto è come ha sempre desiderato, non tutto va secondo i piani e lei, Rachael e i loro alleati si ritrovano coinvolti rapidamente in una guerra tra specie, ma soprattutto tra ideologie. Da un lato la Flotta Reale e dall’altro la Compassione che, nonostante il nome propositivo, rappresenta la parte xenofoba e elitista della galassia in una guerra contro chi è diverso e più debole.

Interessante è il modo in cui tutti i personaggi, di diverse specie e lingue possano poi comunicare tra loro tramite la tecnologia, abbattendo distanze e separazioni in una società idealmente realizzata in questo libro. Alieni e terrestri uniti contro un nemico comune, personaggi profondamente “umani” nel senso di fallaci. Non si tratta di eroi giusto perché eroi, o personaggi dai poteri improvvisi e abilità nascoste, bensì personaggi in grado di commettere errori, imparare, seguire i loro istinti, sviluppare i loro talenti e lottare per la cosa più giusta, imparando a comprendere ciò che li circonda e il vero obiettivo.

Lo stile della Sanders è accattivante, divertente, molto coinvolgente e capace di trascinare subito all’interno della storia con battute sarcastiche, riferimenti pop e legami tra personaggi che, legati chi dalla necessità, chi dalla sopravvive, chi dall’amicizia, creano una forte connessione gli uni con gli altri, romantica e non.
Importantissimo il lavoro della traduttrice Leonarda Grazioso, che, nel caso di personaggi di genere non binario ha saputo esprimere il loro genere usando perifrasi, senza asterischi o schwa o altri modi solitamente usati. In un universo creato da Sanders dove la comunità queer è ampiamente compresa e accettata, leggere questo libro è stata una boccata d’aria fresca. Abbiamo personaggi che si innamorano, che si chiedono chi sono e i loro gusti, amicizie strette, cotte e via discorrendo, creando legami forti tra i vari personaggi.
Inoltre lo stile di scrittura usa diversi metodi come le registrazioni della Capitana, la chat, le imprecazioni e saluti particolarmente pieni di inventiva, in uno stile accattivante e coinvolgente.
I persone dal primo all’ultimo sono ben descritti e delineati, nei loro sogni, desideri, abilità, traumi, problematiche e via discorrendo, creandoli a tutto tondo anche con poche semplici frasi. L’insicurezza e il bisogno di starsene da sola di Rachael, l’abuso genitoriale di Keziah, la sfiducia nel genere umano di Elza e via discorrendo. Anche i cattivi della storia hanno le loro motivazioni, tutti i personaggi rappresentati non sono né bianchi né del tutto neri, ma la maggior parte moralmente grigi.

Concludo la mia recensione con una piccola confessione. Se ho trovato il libro ben scritto e intrigante, dal punto di vista emotivo non mi ha molto coinvolta. Non sono riuscita a connettere con nessuno dei personaggi e nonostante la storia sia scritta in modo scorrevole non è riuscita a catturarmi. È il caso in cui il “problema” è del lettore e non del libro, perché obiettivamente posso dire che è un bel libro. Emotivamente non mi ha sfortunatamente lasciato molto.

Nonostante ciò, però, è un libro che mi sento di consigliare agli amanti del genere della fantascienza, a chi sta cercando un libro colmo di diversità e rappresentazione queer ben fatta.

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Demone nel bosco di Leigh Bardugo

Salve a tutt* e benvenut* alla tappa dedicata a “Demone nel bosco”, una graphic novel scritta da Leigh Bardugo e illustratata da Dani Pendergast. Un grazie enorme a Beatrice per avermi coinvolta e alla casa editrice per l’opportunità e la copia in anteprima, che non ha influenzato in alcun modo le mie opinioni. Date un’occhiata alle altre recensioni, i nomi sono qui in alto!

di Leigh Bardugo  (Autore), Dani Pendergast (Illustratore), Roberta Verde (Traduttore)
In commercio dal: 27 settembre 2022
Pagine: 216 p., ill. , Rilegato
Età di lettura: Young Adult

Il prequel di Tenebre e Ossa, saga bestseller e ora anche serie Netflix, tassello indispensabile del GrishaVerse che permette di gettare un po’ di luce sulle origini di un destino tanto grandioso quanto sinistro, quello del temuto e potentissimo Oscuro.
Eryk e sua madre, Lena, hanno trascorso la loro esistenza fuggendo incessantemente da un luogo all’altro, con la convinzione che, forse, per loro non esista proprio un porto sicuro. Perché entrambi non solo sono Grisha, ma sono i più potenti e letali tra loro. Temuti da chi vorrebbe ucciderli e braccati da chi vorrebbe sfruttarne i doni, devono cercare di tenere nascoste le loro capacità ovunque vadano. Ma talvolta i segreti più pericolosi trovano comunque il modo di venire a galla… Questo graphic novel, scritto da Leigh Bardugo e illustrato da Dani Pendergast, è il prequel di “Tenebre e Ossa”, tassello indispensabile del GrishaVerse che permette di gettare un po’ di luce sulle origini di un destino tanto grandioso quanto sinistro, quello del temuto e potentissimo…

Precedentemente presente in Ruin and Rising come bonus chapter, Demone nel bosco assume una nuova veste come graphic novel, con le splendide illustrazioni di Dani Pendergast. Si tratta di una brevissima storia, prequel di tutti eventi del Grishaverse, che mostra un giovanissimo Oscuro che, in compagnia della madre, vaga per il mondo alla ricerca di un posto sicuro dove restare. Costretti a nascondere la loro identità, non solo in quanto Grisha in un mondo particolarmente violento e pericoloso nei loro confronti, ma anche perché potenti e letali, cambiando luoghi, nomi e storie, la graphic novel si concentra su un particolare momento della loro vita e sul desiderio finale di Eryk. Eryk e sua madre Lena credono di potersi fermare in un villaggio, di aver trovato finalmente un posto in cui restare almeno per qualche mese, ma tra bullismo, invidie e violenza, nulla sarà facile.

Ho davvero apprezzato questa storia, non solo perché mi ha permesso di conoscere un giovane Oscuro, un ragazzino giovane, consapevole dei propri poteri e dei rischi legati ad essi, ma al tempo stesso più “umano”, con desideri e curiosità, voglia di restare e fare amicizia, proteggere se stesso e sua madre, conoscere altre persone. Un personaggio intelligente, ma costretto dalla propria natura a scappare e nascondersi, covando, quindi, il risentimento e la speranza di poter creare un posto in cui i Grisha non possano essere cacciati, discriminati e uccisi per ciò che sono. Viene, quindi, rappresentato un mondo in cui i Grisha non sono temuti e rispettati, come quello che abbiamo conosciuto nella trilogia e duologia, bensì quello antecedente a ciò che creerà l’Oscuro per sé e i suoi simili.

Pur trattandosi di una breve graphic novel, io l’ho divorata in meno di un’ora, i personaggi spiccano e sono molto ben delineati. Non solo l’Oscuro, in quanto protagonista con i suoi poteri, desideri e forza, ma anche Lena/Baghra, descritta come una donna forte e testarda, potente, che non permette a nessun uomo del villaggio o consiglio di metterle i piedi in testa, lottando contro misoginia e ignoranza. In un luogo, ben racchiuso e delineato come il villaggio, esiste un microcosmo popolato da gerarchie decise dai poteri posseduti, gerarchie che fanno emergere violenze e bullismo, istinto di sopravvivenza e tradimenti che contraddistingueranno la storia e il suo finale. Annika e il suo desiderio di diventare più forte e proteggere la sorella, il bullismo di Lev, personaggi ben scritti e caratterizzati, i cui destini si intrecceranno con quelli di Eryk, cambiando ogni cosa.

Dal punto di vista delle illustrazioni, le ho trovate davvero meravigliose. I colori sono luminosi e vividi, i disegni ben delineati e prevalgono colori come il bianco, per la neve, il nero, l’oscurità e i poteri di Eryk e Lena, ma anche i brillanti come l’azzurro, il viola, l’arancio. Colori caldi e freddi che si mescolano sapientemente in una graphic novel davvero imperdibile non solo perché permette al lettore di conoscere l’Oscuro prima che diventi l’Oscuro, ma anche per l’arte stessa.

Una graphic novel assolutamente consigliata.

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The final gambit by Jennifer Lynn Barnes Book Tour

Hello and welcome to my stop for “The final gambit” by Jennifer Lynn Barnes! A huge thanks to Tbr and beyond tours for this chance and to the publisher for the copy!

Genre: Young Adult Mystery
Publishing date: August 30th, 2022
Goodreads | Amazon | Barnes & Noble | Book Depository | Indigo | IndieBound

Avery’s fortune, life, and loves are on the line in the game that everyone will be talking about.
To inherit billions, all Avery Kylie Grambs has to do is survive a few more weeks living in Hawthorne House. The paparazzi are dogging her every step. Financial pressures are building. Danger is a fact of life. And the only thing getting Avery through it all is the Hawthorne brothers. Her life is intertwined with theirs. She knows their secrets, and they know her.
But as the clock ticks down to the moment when Avery will become the richest teenager on the planet, trouble arrives in the form of a visitor who needs her help—and whose presence in Hawthorne House could change everything. It soon becomes clear that there is one last puzzle to solve, and Avery and the Hawthorne brothers are drawn into a dangerous game against an unknown and powerful player.
Secrets upon secrets. Riddles upon riddles. In this game, there are hearts and lives at stake—and there is nothing more Hawthorne than winning.

Avery only has to survive a few more weeks in the Hawthorne House in order to inherit billions, while paparazzi are dogging her every steps and financial problems arise. Living in the Hawthorne House, though, means to know, now better, the Hawthorne brothers, their secrets and they hers. But when danger comes to their house with a mysterious visitor and a kidnapping, they have to face a lethal and unknown player, ready to do everything in his power to beat Avery and to get revenge on the late Tobias Hawthorne. Between riddles, secrets, insecurities, puzzles and pasts best left buried, Avery, the brothers and Libby and Alisa are involved into another, more dangerous game, until the very surprising ending.

The final gambit is the last book of The inheritance games and it was such a pleasure to read. I’ve read this book in one setting because it was, like the others, fluid, captivating and so intriguing. The reader is finally able to get answers to unaswered questions about the pasts and the characters, Toby’s, Tobias’ and others’ lives, while facing an unknown opponent in a game made of, again, riddles and threats. While Avery and her family have to face this new threat, the characters’ growth is parallel. The reader is able to know them better and better in their relationships with each other, new loves and old ones, new and old wounds and while Avery and Jameson are the cutest couple ever, getting, understanding, supporting and loving one other every step of the way, the others aren’t less. It was intriguing and refreshing reading about the brothers and their bonds with each other and the old man and, mostly, now, with Avery. Above all, it’s so good to see how much Avery has grown since the first book and how much she has learned, becoming a smart and brilliant player, a strategist like the brothers.

The riddles, games and threats are, like in the previous books, amazing and fascinating to follow and understand, getting the reader more and more involved into the story and it was so good and thrilling. The story, filled with secrets uncovered, lies and games and plot twists, it’s amazing and a perfect ending. I will miss these characters so much!

Jennifer Lynn Barnes (who mostly goes by Jen) was born in Tulsa, Oklahoma. She has been, in turn, a competitive cheerleader, a volleyball player, a dancer, a debutante, a primate cognition researcher, a teen model, a comic book geek, and a lemur aficionado. She’s been writing for as long as she can remember, finished her first full book (which she now refers to as a “practice book” and which none of you will ever see) when she was still in high school, and then wrote Golden the summer after her freshman year in college, when she was nineteen.
Jen graduated high school in 2002, and from Yale University with a degree in cognitive science (the study of the brain and thought) in May of 2006. She’ll be spending the 2006-2007 school year abroad, doing autism research at the University of Cambridge in the United Kingdom.
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