Pubblicato in: As Travars-Recensioni

L’impero del vampiro di Jay Kristoff- Review Party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicata a “L’impero del vampiro” di Jay Kristoff. Un grazie enorme ad Alessandra per aver organizzato l’evento e la Mondadori per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Disponibile su:    

Collana: Fantastica

ISBN: 9788804728177

720 pagine

Prezzo: € 25,00

Cartaceo

In vendita dal 14 settembre 2021

Dal pluripremiato autore bestseller della trilogia Nevernight, una nuova magnifica serie.
Sono passati ventisette lunghi anni dall’ultima alba.
Per quasi tre decenni, i vampiri hanno mosso guerra all’umanità; hanno costruito il loro impero eterno, a costo di demolire il nostro. Ormai, solo poche minuscole scintille di luce resistono in un mare di oscurità.
Gabriel de León, metà uomo, metà mostro e ultimo dei Santi d’argento – confratello nonché una delle migliori spade del sacro Ordine d’argento, dedito a difendere il regno dalle creature della notte -, è tutto ciò che si frappone tra il mondo e la sua fine.
Imprigionato dagli stessi mostri che ha giurato di distruggere, è costretto a raccontare la sua storia. Una storia di battaglie leggendarie e amore proibito, di fede perduta e amicizie trovate, della guerra del Re Sempiterno e della ricerca dell’ultima speranza rimasta all’umanità.
Il Sacro Graal.

TW: sangue, violenza, tortura, omicidio, omofobia

Sono trascorsi ventisette anni dall’ultima alba e i vampiri hanno preso possesso del mondo, creando un vasto impero e distruggendo quello umano. Sono poche le luci che contrastano l’oscurità, come il sacro Ordine d’Argento, ma ora Gabriel de León è l’ultimo Santo. Imprigionato dai mostri che ha combattuto per decenni, è costretto a raccontare la sua storia allo storico, Jean-François della casata Chastain. Inizia così un epico racconto, di lotte, amori passionali, vendette, fede e morti.

Ho trovato molto difficile esprimere a parole ciò che mi ha trasmesso “L’impero del vampiro”. Mi ha coinvolta sin dall’inizio, travolgendomi emotivamente e spingendomi a divorarlo perché la storia è tremendamente avvincente e che mi ha lasciata con il desiderio di saperne di più, quindi…dov’è il secondo libro, Jay? Io ne ho bisogno!

Un romanzo complesso, stratificato, un racconto epico, di vampiri, ma anche di legami, d’amore e amicizia, di fede e la sua perdita, di speranza e lotta, di dipendenza e lutto. Non è semplicemente una storia di lotta contro il male e i mostri che popolano il mondo, non solo. Si tratta di un libro che affronta con delicatezza e arguzia temi come l’amore e l’amicizia, il sacrificio e la fede, la perdita della speranza e la lotta per ritrovarla, la dipendenza da qualcosa (droghe, alcool, ricordi…) e la depressione quando si ha perso ogni cosa. Lo stile è coinvolgente, la storia è ben scritta e i personaggi caratterizzati perfettamente. In un racconto di oltre 700 pagine è normale trovare momenti più lenti e altrettanti rocamboleschi e Jay Kristoff li dosa sapientemente.

Il worldbuilding è deliziosamente complesso e ho trovato molto affascinante il racconto delle varie casate di vampiri, i loro poteri e influenze, i loro schemi politici, il complicato mondo dell’Ordine d’Argento, con i loro riti e la loro fede, l’apprendistato di Gabriel, le lotte interne ed esterne e il contrasto socioeconomico che il protagonista si ritrova ad affrontare e subire nel corso della sua crescita. Jay Kristoff racconta di un mondo terrificante, popolato da diversi tipi di mostri e, soprattutto, da vampiri terribili e al tempo stesso affascinanti, in grado di donare vita eterna e poteri straordinari, un mondo dove non esiste alba, solo oscurità e semi-oscurità.

“Chi cazzo ti ha detto che ero un eroe?” esclama Gabriel, nel raccontare la sua storia a Jean-François, sottolineando quando i racconti su di lui appaiano distanti dalla realtà dei fatti. Non ci sono eroi in questa storia e il suo protagonista è decisamente particolare. Sagace, sboccato, drogato, deluso dal e arrabbiato con il mondo, senza fede, Gabriel mi ha colpito sin dall’inizio. Non è il cavaliere delle leggende. Certo, ha fatto (quasi) tutto ciò che viene raccontato su di lui, ma è amareggiato, ferito, tristemente e dolorosamente umano, pur non essendolo del tutto e conservando ancora la sua rabbia. Uno degli aspetti che spicca, sin dalle prime pagine, è il rapporto che si crea tra Gabriel e Jean-François. Da un lato un eroe in disgrazia, dall’altro uno storico vampiro, mandato lì per trascrivere il suo racconto e i loro battibecchi, le battute, gli scambi irritati, il continuo saltare da un tempo dall’altro per irritare il vampiro…sono tutti aspetti che ho trovato creativi e divertenti, soprattutto perché ho amato il modo in cui la storia viene narrata.

La storia oscilla avanti e indietro, intrecciando tre sequenze temporali, che si incastrano sapientemente come pezzi di un puzzle. La prima è ambientata del presente e funge da cornice all’intero racconto. Al suo interno troviamo Gabriel che racconta la sua storia e Jean-François che la trascrive, abbellendola con disegni e interrogando il cavaliere. Uno degli aspetti che mi ha incuriosito della storia è come Jean-François sembri incarnare il lettore, fermando il racconto, chiedendo delucidazioni, invitando Gabriel a raccontare in modo più esaustivo la sua storia. Immaginando di consegnare la storia ai posteri e rivestendo i panni di chi non sa nulla di quel mondo, Jean-François sembra rappresentare chi sta leggendo, che è all’oscuro di tutto ed è quindi necessario essere più specifici possibile. In questo modo il lettore viene a conoscenza di un mondo popolato da mostri per un evento misterioso accaduto decenni addietro, dell’esistenza della progenie di vampiri ed esseri umani, i “sanguepallido”, alla cui categoria appartiene Gabriel, alla sua vocazione presso l’Ordine, cosa sia l’Ordine e via discorrendo.

Le successive due sequenze temporali si dividono in due diversi momenti del passato di Gabriel. In una Gabriel narra la sua infanzia, i legami con i genitori e le sorelle e gli eventi che cambiarono la sua esistenza, spingendolo nell’Ordine d’Argento, il suo apprendistato, le rivalità con gli altri giovani e via discorrendo. Presenta, quindi, al lettore un Gabriel curioso, disposto a tutto per provare le proprie capacità, per appartenere al complesso e stratificato mondo dell’Ordine d’Argento, un microcosmo di lotte e differenze socioeconomiche, dove il tipo di sangue rappresentava prestigio o scherno. Il lettore segue, quindi, Gabriel nella sua crescita, apprendendo i riti, le armi, facendo conoscenza con persone che gli cambieranno la vita. L’altra sequenza temporale, l’ultima, riguarda, invece, l’interesse principale di Jean-François: Il Santo Graal. Sono trascorsi molti anni dal Gabriel di Santa Michon, dall’apprendistato e Gabriel è ormai adulto, è cresciuto, disilluso, drogato e costretto/convinto a unirsi a un gruppo di fedeli alla ricerca di un modo per sconfiggere il sine die e portare la fine del mondo dei vampiri.

Gabriel è protagonista assoluto della storia, oscillando tra le sequenze temporali, interrompendo il racconto, fermandosi per riprendere fiato e trovare coraggio, bisticciando con Jean-François. Come scritto in precedenza, Gabriel è un personaggio particolare, arrabbiato, deluso e intrigante nel suo dolore e la sua rabbia. Il modo in cui narra la storia, fermandosi, andando avanti e indietro, da un lato irrita il lettore e lo stesso storico, dall’altro fa comprendere la difficoltà del protagonista di parlare di certi avvenimenti.

Se mi ha colpito Gabriel e il suo rapporto con Jean-François, rapporto che ho trovato stimolante e divertente, non sono da meno i personaggi secondari che riempiono il libro e le interazioni che Gabriel ha con essi, personaggi snob e antipatici, severi e litigiosi, pieni di rabbia e risentimento, tutti quanti ben scritti e caratterizzati e che accompagnano Gabriel nella sua crescita e vocazione. Anche in questo caso le differenti sequenze temporali presentano personaggi diversi l’una dall’altra, nonostante alcuni travalichino i decenni. Nel passato di Gabriel, incontriamo il maestro Manogrigia e il serafino Talon, il rivale Aaron de Coste, che si scontra più e più volte con Gabriel nel corso del loro apprendistato, ma il cui rapporto si approfondisce e cambia nel tempo, le ricerche con la sorella novizia Chloe Sauvage, ma soprattutto spicca Astrid Rennier, personaggio che cambierà la vita di Gabriel, la cui presenza indugia su di lui anche nel presente, durante il racconto con Jean-François. Nella timeline di Gabriel adulto troviamo, invece, nuovi e vecchi personaggi, ma a farla da padrone è Dior Lachance e il suo rapporto, sboccato, pieno di insulti e prese in giro, con Gabriel e la cui presenza cambierà ogni cosa.

La caratterizzazione dei personaggi è splendida. Se Gabriel spicca in quanto protagonista, gli altri non sono da meno e sono complessi nelle loro paure, desideri, nella loro fede e speranza, nei loro rapporti d’amore e d’amicizia. Sono, inoltre presenti, relazioni LGBTQIA+, che ho molto apprezzato, soprattutto una in particolare perché evidenzia e rimprovera l’omofobia presente in alcuni personaggi secondari e quanto l’amore venga visto come in contrasto con la fede e la missione, scoperchiando una complessa riflessione su Dio, le scritture, dovere verso se stessi e ciò a cui non si è disposti a sacrificare. La fede è un elemento ben presente all’interno del racconto, fede che aiuta e dona forza a coloro che appartengono all’Ordine d’Argento, ma anche, e si evince nel corso della storia, fede perduta, rabbia nei confronti di un Dio che sembra aver dimenticato ognuno di loro.

“Non chiedermi se Dio esiste, ma perché è così stronzo.”

Il romanzo inizia proprio in questo mondo e il contrasto tra la fede, l’orribile mondo che li circonda, l’amore e il desiderio e ciò che viene considerato peccato è ben presente in molti personaggi, come Gabriel, Astrid, Aaron, Baptiste.

“E se il tuo Dio definirebbe il mio amore un peccato, allora non è un Dio che conosco.”

In quanto figli del peccato e sanguepallido, Gabriel, Aaron, Baptiste si muovono in un mondo che non li accetta, pur servendosi di loro come paladini contro i mostri e l’oscurità. Questo continuo contrasto, tra il sangue che scorre nelle loro vene e l’umanità, tra la fede e il peccato (peccato secondo altri uomini, secondo scritture passate e regole), tra bene e male, spicca nel corso dell’intero romanzo. Come scritto in precedenza, nessuno dei personaggi è un eroe e tutti sono contraddistinti da rabbia, vendetta, desiderio, risentimento e amore.

Decido di concludere qui la mia recensione, altrimenti finirei per scrivere un romanzo sul romanzo e non posso non consigliare assolutamente “L’impero del vampiro” (pur facendo attenzione ai numerosi trigger warnings).

Date un’occhiata alle altre recensioni del review party! Ecco a voi il calendario:

Autore:

What you should know about me is: I'm in love with books. I love diving in them, living my heroine's and heroes' adventure, discovering new worlds and characters. I've always loved reading and writing. The idea of creating is thrilling and scary at the same time. 'I'd rather die on an adventure than live standing still."

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...