Pubblicato in: As Travars-Recensioni

Il filo avvelanato di Laura Purcell- Review Party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a “Il filo avvelenato” di Laura Purcell. Un enorme grazie a Franci per aver organizzato l’evento, ad Ambra per le grafiche e alla Mondadori per l’opportunità di leggere questo libro in anteprima. Le mie opinioni non sono state influenzate in alcun modo.

Disponibile su:    

Collana: Fantastica

ISBN: 9788804734550

420 pagine

Prezzo: € 20,00

Cartaceo

In vendita dal 21 settembre 2021

GRAN BRETAGNA, PRIMA METÀ DELL’OTTOCENTO. Dorothea Truelove è giovane, bella e ricca. Ruth Butterham è giovane, ma povera e consumata da un segreto oscuro e terribile. Un segreto che rischia di condurla alla forca. I loro destini si incrociano alla Oakgate Prison, dove Ruth è rinchiusa in attesa di processo per omicidio e dove Dorothea si dedica ad attività caritatevoli; soprattutto, qui la ragazza trova il luogo ideale per mettere alla prova le neonate teorie della frenologia – secondo cui la forma del cranio di una persona spiega i suoi peggiori crimini – che tanto la appassionano.
L’incontro con Ruth fa però sorgere in lei nuovi dubbi, che nessuna scienza è in grado di risolvere: è davvero possibile uccidere una persona usando solo ago e filo? La storia che la prigioniera ha da raccontare – una storia di amarezze e tradimenti, di abiti belli da morire – scuoterà la fede di Dorothea nella razionalità e nel potere della redenzione.
Per tutti gli amanti della letteratura gotica, un racconto da brivido dedicato al male celato dietro il volto dell’innocenza.

Dorothea Truelove è una giovane ricca e bella che si dedica alle attività caritatevoli, appassionata di frenologia. Le sue ricerche e teorie, le sue attività caritatevoli presso le carceri femminili si scontrano spesso con ciò che il padre vorrebbe per lei, per ciò che viene considerato “appropriato” per una giovane donna. All’interno della Oakgate Prison, Dorothea incontra Ruth Butterham che da una parte le consentirà di mettere alla prova la sua scienza, secondo la quale la forma del cranio potrebbe spiegare le tendenze umane a compiere crimini, ma che anche la spingerà a mettere in dubbio ciò in cui ha sempre creduto.

Le due protagoniste sono molto diverse tra loro. Da un lato Dorothea è presa alla sua scienza, dai rapporti, spesso conflittuali, con il padre, dal doloroso ricordo della madre che ha perso anni fa, con i suoi spasimanti e la società che si aspetta determinate cose da lei per il sesso e l’età. Dall’altro Ruth è accusata di un crimine che la porterà alla forca e la giovane, povera e con un orribile vissuto alle spalle, si considera un mostro, colpevole di aver ucciso, pur involontariamente, diverse persone con ago e filo. Davvero è possibile una cosa simile? La storia segue due sequenze temporali: il punto di vista di Dorothea è ambientato nel presente, mentre quello di Ruth, che narra la storia alla giovane, e al lettore, è nel passato, mentre ripercorre i traumi subiti, i lutti, le difficoltà socioeconomiche, gli abusi e soprusi e ciò che l’ha condotta in quella cella. Il racconto di Ruth è doloroso e agghiacciante e mi ha coinvolto emotivamente. La giovane narra delle difficoltà economiche della sua famiglia, delle violenze da parte delle compagne di scuola prima e delle sue padrone dopo, intrecciando la sua storia alla profonda convinzione di possedere un potere, di riuscire a inculcare negli abiti che tesse tutta la sua rabbia, il risentimento, l’odio e la gelosia e così colpire fisicamente chi li indossa.

Ho trovato questa storia molto particolare. Mi ha colpito il personaggio di Ruth, con la sua rabbia, gelosia e desiderio di rivalsa e vendetta, così come il suo senso di colpa e il suo dolore. Mi è piaciuto il modo in cui il romanzo è stratificato, con i due punti di vista che, non solo rappresentano il passato e il presente, ma anche le nette differenze socioeconomiche delle due protagoniste.

Ci sono, però, alcune cose che non mi hanno convinta. L’ambientazione è della Londra Vittoriana, il libro pubblicizzato per “gli amanti della letteratura gotica”, ma non ho riscontrato molte caratteristiche della letteratura gotica e l’ambientazione è accennata molto superficialmente. Per quanto riguarda la trama, l’ho trovata interessante e mi è piaciuto il modo in cui le storie di Dorothea e Ruth si sono intrecciante. Per la caratterizzazione, per quanto abbia adorato Ruth e l’abbia trovata intrigante e complessa come personaggio, non posso dire lo stesso di Dorothea. Ho trovato il suo personaggio molto distaccato, certe volte ossessivo e non mi è piaciuta la sua passione per la frenologia (ma questo riguarda più me che il personaggio, devo ammettere). Il suo punto di vista mi ha spesso annoiata, i suoi capitoli non mi hanno coinvolta, ho trovato molto superficiali e, certe volte, egoistiche, le sue preoccupazioni, il suo oscillare tra David e l’altro pretendente e il risentimento nei confronti della nuova compagna del padre, nonostante siano servite come contrasto con i problemi decisamente più reali di Ruth. Viene accennata, anche se non molto approfondita, la netta separazione tra poveri e ricchi e gli abusi subiti sia in quanto donne che in quanto povere.

Nonostante ciò il romanzo è intrigante, Ruth è un bellissimo personaggio e mi è molto piaciuta la tensione tra il reale e il fantastico e come, fino alla fine, sia Dorothea che il lettore attraverso di lei, non sanno se credere o meno nei poteri di Ruth. Il costante dubbio, se la giovane fosse pazza o avesse poteri magici, il racconto fino al travolgente finale, tutto mi ha abbastanza colpito. Non posso, però, per le cose elencate poco sopra, dare un punteggio alto, quindi per me il romanzo è da 3 stelle.

Date un’occhiata alle altre tappe del review party! Ecco a voi il calendario!

Autore:

What you should know about me is: I'm in love with books. I love diving in them, living my heroine's and heroes' adventure, discovering new worlds and characters. I've always loved reading and writing. The idea of creating is thrilling and scary at the same time. 'I'd rather die on an adventure than live standing still."

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