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La morte è solo l’inizio di Gloria Goderecci e Isaak Friedl- Review party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party di “La morte è solo l’inizio”. Un grazie enorme alla casa editrice per la copia in anteprima, che non ha in alcun modo influenzato le mie opinioni.

di Isaak Friedl (Autore) 
 Gloria Goderecci (Illustratore)
Tunué, 2021

Un patto scellerato che travolge le vite e trascina negli abissi più profondi… o è solo l’inizio?

Un patto scellerato che travolge le vite e trascina negli abissi più profondi. Demoni, orge, donne sexy, armi da fuoco, scheletri, moto da cross e tanto altro ancora fanno da sfondo ad un viaggio ben più difficile. Un viaggio che va, in continuazione, dalla morte alla ricerca della vita. I protagonisti, così diversi tra loro, ci trascinano in una storia senza scrupoli…

“La morte è solo l’inizio” è una graphic novel creata da Isaak Friedl e illustrata da Gloria Goderecci e mescola horror, sovrannaturale e young adult in una storia la cui trama mi ha immediatamente attirata. Un giovane muore e riesce a tornare in vita, travolgendo la propria e di molti altri. Scheletri, vita e morte mi avevano affascinata, ma posso affermare che questa graphic novel non mi abbia particolarmente impressionata.

I disegni, tetri e scuri, brillanti e colorati, rappresentano e vanno di pari passo con la storia, non mi hanno colpita più di tanto, ma non sono disposta a bocciarli del tutto, avendoli trovati ben fatti, pur non essendo del mio stile. Devo ammettere, però, di essere rimasta delusa dalla trama in sé che appare caotica e poco consistente. Iniziata in maniera abbastanza lineare, subito divaga mescolando reami, demoni, orge, moto cross, angeli, violenze e morti spesso e volentieri gratuite. Abbiamo nudi e squartamenti, sesso e sangue in abbondanza, una trama che si dipana e aggiunge sotto trame, poi non sviluppate bene o affatto, arrivando alla conclusione lasciata aperta per un successivo, probabile, volume, ma che lascia al lettore, o almeno a me, nulla di fatto.

Mi dispiace doverlo scrivere, ma non sono stata colpita positivamente da quest’opera.

Date un’occhiata alle altre recensioni!

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Arianna di Jennifer Saint- Review party

Salve a tutt* e benvenut* alla mia tappa dedicata al review party di “Arianna” di Jennifer Saint. Grazie mille a Valeria per aver organizzato l’evento e creato le grafiche e a Sonzogno per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

di Jennifer Saint (Autore) 
 Ginevra Lamberti (Traduttore)
Sonzogno, 2022


Arianna e la sorella Fedra, principesse di Creta e figlie del temuto re Minosse, crescono ascoltando riecheggiare il rumore degli zoccoli del fratello, il Minotauro, nel labirinto costruito sotto il palazzo. Ogni anno, quattordici giovani ateniesi vengono sacrificati per placare la fame del mostro. Quando il principe Teseo giunge a Creta per immolarsi alla creatura, Arianna si perde nei suoi occhi verdi e se ne innamora follemente. Ma aiutarlo a scappare dal labirinto significherebbe tradire la famiglia e il regno, e la ragazza conosce fin troppo bene le implicazioni di un gesto simile. Assillata dai dubbi ma determinata a farsi valere, Arianna prenderà una decisione che ribalterà tanto la sua sorte quanto il destino di Fedra. Entrambe dovranno affrontare le conseguenze di una scelta coraggiosa e sovversiva, che le spingerà a mettere in discussione il proprio ruolo in quanto figlie, mogli e madri in un mondo in cui le donne non sono altro che pedine su una scacchiera dominata dagli uomini e dagli dèi. Con uno stile vibrante e ipnotico, Jennifer Saint reinventa con originalità la famosa storia del Minotauro, della fuga di Teseo, dell’incontro con Dioniso e degli amori tormentati di Fedra e Arianna, dando vita a un’eroina indimenticabile e sfaccettata che saprà commuovere e incantare i lettori e le donne di oggi.

Arianna e Fedra sono le principesse di Creta e figlie del temuto Minosse, sorelle del famoso Minotauro e “prigioniere” di quell’isola e della crudeltà paterna. Quando il principe Teseo giunge sull’isola, parte degli ateniesi che sono sacrificati annualmente al Minotauro, Arianna si innamora perdutamente di lui, finendo per tradire padre e patria e ribaltando sia la sua sorte che quella di Fedra.

Chi conosce, anche vagamente la storia di Arianna, del Minotauro, Teseo e di Fedra, la ritroverà in questo rifacimento, all’interno del quale la scrittrice ripercorre le loro vicende, gli amori tormentati, le sofferenze e i lutti, focalizzandosi sulle due sorelle, Arianna e Fedra. Il romanzo, diviso da quattro parti e narrato da Arianna e Fedra, è un romanzo abbastanza interessante, soprattutto per chi ama la mitologia e ha piacere nel ritrovare personaggi, dei e eroi nei libri che legge.

Se si considera l’epoca in cui Arianna viveva è realistica la descrizione di una principessa ingenua, il cui primo amore la porterà a commettere errori e a stravolgerne la sorte, trasformandola da principessa a traditrice, a esiliata sull’isola di Nasso alla moglie di un dio e madre dei suoi figli. Arianna è un personaggio in linea con il suo tempo, ingenua, in grado, poi, di rifarsi una vita e rimboccarsi le maniche, un’eroina dell’epoca, le cui idee apparentemente femministe, contrastano con la sua passività e un adeguarsi alla realtà dei fatti. L’ammirazione nei confronti di Medusa e della sua vicenda, la rabbia, giusta e giustificata, nei confronti degli dei e degli uomini e di come le donne sono usate, abusate e maltrattate da loro, scema in una mancanza di ribellione e di attività, lasciando lettori come me frustrati e amareggiati.

La storia di Arianna mi aveva spinta a desiderare di leggerne il libro, intrigata dalla possibilità di come l’autrice avrebbe trasformato l’eroina, aspettandomi più forza e carisma, ma purtroppo non è andata in questo modo. Non sono riuscita ad apprezzare Arianna in quanto personaggio e protagonista e l’ho trovata leggermente priva di spessore.

La sua vicenda e caratterizzazione contrasta e si oppone nettamente con quella della sorella minore Fedra che, come lei, subisce il tradimento di Teseo, ma che, al contrario di Arianna, è un personaggio più vitale, rabbioso e in grado di osservare il mondo attorno a sé ed adeguarsi ad esso. Costretta a diventare la futura regina di Atene e moglie di Teseo, lottando contro la sofferenza di aver perso la sorella, Teseo le ha infatti raccontato che Arianna è morta su Nasso, Fedra non si immobilizza, non cede e impara a gestire non solo il marito, ma anche la sua nuova città.

Se teniamo conto sia dei luoghi stessi che delle esperienze delle due sorelle, essi si rimandano a vicenda, evocandosi e differenziandosi. L’isola di Nasso, limitata geograficamente, rappresenta un luogo ristretto e tranquillo, mentre Atene, con il suo caos e l’essere aperta al mondo, rimanda a spazi infiniti e possibili da raggiungere, ma le storie di Arianna e Fedra si rimandano a vicenda, contrastandosi. Arianna passa da una prigione, Creta, a quella che potrebbe esserne un’altra, l’isola di Nasso, ma che si rivela un luogo dove lei troverà la pace e la tranquillità domestica nell’amore di Dioniso e dei figli, Fedra passa, effettivamente, da una prigione a un’altra, dall’essere principessa di Creta a regina di Atene, all’essere moglie di Teseo e madre, passando da una catena all’altra, vedendo sia il matrimonio che la maternità come esperienze prive di via di fuga, sentendosi in trappola.

Caratterialmente sono, quindi, molto diverse l’una dall’altra e ho apprezzato molto il personaggio di Fedra, di cui avrei voluto poter leggere di più, mentre la storia, pur avendo la sua voce narrante, si concentra principalmente sulla protagonista Arianna. Mi sono piaciute le descrizioni sia dei luoghi che dei personaggi, lo stile di scrittura è coinvolgente, ma dal punto di vista della trama e della caratterizzazione non sono stata in grado di apprezzare il libro.

“Arianna” viene definito un retelling femminista, ma che non riesce a convincermi né parlando di “retelling” né di “femminismo”. Si tratta, spesso e soprattutto nella parte finale, caotica al massimo, di un’accozzaglia di miti e di riferimenti, in particolare se si tiene conto sia della vicenda di Fedra e di Ippolito, sia di Arianna e della sua fine. Arianna manifesta ingenuità in momenti decisamente poco credibili, come il non sapere ciò che avveniva durante i riti dionisiaci, portando al suo conseguente distacco da lui e se l’ingenuità poteva essere compresa all’inizio, quando lei era stata usata e ingannata da Teseo, risulta, alla fine del libro e con una protagonista decisamente più grande, molto poco credibile.

Dal punto di vista femminista, mi dispiace, ma non ho trovato che tentativi di discorsi fini poi nel vuoto e non confermati da azioni. Se Arianna manifesta la sua ammirazione nei confronti di Medusa, le vicende dimostrano quanto sia lei effettivamente figlia e donna del suo tempo. Le donne, all’interno di tutta l’opera, sono abusate, maltrattate, usate, uccise e hanno, anche chi potrebbe avere un lieto fine, brutte esperienze e pessimi destini. “Arianna” è il tipo di romanzo, apparentemente femminista, all’interno del quale essere donne significa non averla vinta, significa soffrire e morire e dove, in nettissimo contrasto, tutti gli uomini, chi più chi meno, vengono visti come crudeli e manipolatori. Anche chi non doveva essere rappresentato così. Se gli dei vengono, giustamente, visti come capricciosi e caotici, gli uomini protagonisti della storia non sono affatto da meno, da Minosse, a Teseo, al dio Dioniso, i cui atteggiamenti non rimandavano a quelli dei suoi familiari, ma che si conferma come loro. Se esistono uomini vittime di altri uomini, Perseo, Ippolito, Dedalo, sono solo una minoranza se confrontati alle donne e alle stragi che avvengono loro.

In conclusione, per quanto lo stile di scrittura e le descrizioni mi siano piaciuti, per quanto abbia adorato il personaggio di Fedra, non riesco appieno a dare un voto alto a questo libro, le cui mancanze, dal personaggio di Arianna, al finale bruscamente mescolato, al fintamente femminista, mi impedisce di amare l’opera.

Date un’occhiata a ciò che pensano *l* altr* compagn* di recensioni!

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L’incredibile famiglia Appenzell di Sébastien Perez Benjamin Lacombe- Review party

Buonsalve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a “L’incredibile famiglia Appenzell” di Sébastien Perez e Benjamin Lacombe! Un grazie enorme a Franci per aver organizzato l’evento, a Valeria per le grafiche e alla casa editrice Rizzoli per la magnifica copia! Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

ACQUISTA IL LIBRO
di Sébastien Perez (Autore) 
 Benjamin Lacombe (Autore) 
 Francesca Mazzurana (Traduttore)
Rizzoli, 2021


Da un matrimonio segreto nasce una famiglia speciale. Questa è la sua storia.
Un volume prezioso per un racconto deliziosamente dark che ci parla del diritto di ciascuno a essere “unico” e “diverso”. Con le illustrazioni di Benjamin Lacombe.

“L’incredibile famiglia Appenzell”, testo di Sébastien Perez e illustrazioni meravigliose di Benjamin Lacombe, è una storia stupenda e avvincente, che coinvolge immediatamente il lettore nella storia. Voce narrante di questa squisita opera, Victoria Appenzell ripercorre, tramite fotografie e lettere lasciatale dalla nonna Eugénie, la storia della sua famiglia, consegnando al lettore un racconto “unico” e “peculiare”. Victoria Appenzell ci presenta i suoi familiari uno ad uno, contraddisti da desideri, sogni e peculiarità, quasi stessimo sfogliando con lei l’album di famiglia. Storie a lieto fine, alcune un po’ meno, costellano questa magnifica opera. Le illustrazioni che costellano questa deliziosa e intrigante opera sono come fotografie retrò, ingiallite dal tempo, come se, insieme alla protagonista che narra la storia, il lettore stesse osservando quelle stesse foto.

Un inno all’inclusione, al diverso, un romanzo straordinario adatto a tutti, dai piccoli ai grandi, in un racconto che ripercorre la storia di un’intera famiglia…particolare, le cui qualità, che possono essere viste come “spaventose”, diverse e via discorrendo, donando loro valore e importanza. Si tratta di una storia che mostra il diverso, un invito a guardare una famiglia senza pregiudizi, le cui peculiarità e caratteristiche sono narrate con amore e affetto dalla protagonista. Le illustrazioni sono parte integrante della storia e sono straordinarie, su pagine ingiallite, piccoli sprazzi di vita raccontati a noi lettori.

Le illustrazioni sono straordinarie, personaggi alla Tim Burton e mi hanno molto ricordato quelle della saga di Ransom Riggs, anch’essa costellata da personaggi particolari. Interessante e inclusivo come racconto, mostrando al lettore quanto il diverso sia fonte di ricchezza e valore, guardando ad esso con uno sguardo privo dei pregiudizi inculcati dalla società in cui viviamo, o anche libero dalla paura stessa del diverso.

Un’opera stupenda, coinvolgente, dalle illustrazioni dark e intriganti e lo consiglio davvero a tutti.

Five stars rating vector icon
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ONLY A MONSTER BY VANESSA LEN- ARC REVIEW

With the sweeping romance of Passenger and the dark fantasy edge of This Savage Song, this standout YA contemporary fantasy debut from Vanessa Len, is the first in a planned trilogy.

It should have been the perfect summer. Sent to stay with her late mother’s eccentric family in London, sixteen-year-old Joan is determined to enjoy herself. She loves her nerdy job at the historic Holland House, and when her super cute co-worker Nick asks her on a date, it feels like everything is falling into place.

But she soon learns the truth. Her family aren’t just eccentric: they’re monsters, with terrifying, hidden powers. And Nick isn’t just a cute boy: he’s a legendary monster slayer, who will do anything to bring them down.

As she battles Nick, Joan is forced to work with the beautiful and ruthless Aaron Oliver, heir to a monster family that hates her own. She’ll have to embrace her own monstrousness if she is to save herself, and her family. Because in this story . . .

. . . she is not the hero. 

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I’ve just finished reading this book by the Amazing Vanessa Len and it’s absolutely one of my favourite ever! It has everything I could have hoped for and more! Monsters pov, time travel, enemies to lovers, wonderful rep, twelve families with peculiar powers, heists… I loved everything! The worldbuilding is Amazing, so is the characterization, there’s a grumpy cinnamon rolls I’ve already adopted (Aaron❤️) and I loved how the author explored grief, family, morally grey characters in a fascinating and intriguing setting, full of twists And surprises, secrets, lies, enemies who are not enemies and lovers who are not lovers and so much more in this AWESOME book that left me breathless, shaking, crying and squealing all the time. It was so rare to feel so invested in a book.

I loved the references to Doctor who,Back to the future and Friends (I laughed so much when he talked about that hairstyle) and I couldn’t love this book and these characters more. I’m gonna hug it ASAP and I suggest to preorder it right away.

A monster anti hero pov, a peculiar squad and found family, mysterious powers, love and family set in a London you can’t help fall in love with…whenever that is 😏 I loved the vibes, the adventures, the everything and how this book filled me and wrecked me at the same time. 
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Vanessa Len interview

Hello, booklovers! I’m here with a interview with the brilliant Vanessa Len! Before diving in it, I present you the AWESOME BOOK!

It should have been the perfect summer. Sent to stay with her late mother’s eccentric family in London, sixteen-year-old Joan is determined to enjoy herself. She loves her nerdy job at the historic Holland House, and when her super cute co-worker Nick asks her on a date, it feels like everything is falling into place.
But she soon learns the truth. Her family aren’t just eccentric: they’re monsters, with terrifying, hidden powers. And Nick isn’t just a cute boy: he’s a legendary monster slayer, who will do anything to bring them down.
As she battles Nick, Joan is forced to work with the beautiful and ruthless Aaron Oliver, heir to a monster family that hates her own. She’ll have to embrace her own monstrousness if she is to save herself, and her family. Because in this story . . .
. . . she is not the hero.

Only a Monster is out: 1 February 2022 in Australia and New Zealand (Allen and Unwin); 17 February in the UK (Hodderscape), and 22 February in the USA and Canada (Harper Collins). 

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First of all, thank you so much for this opportunity. I loved your book so much and I can’t wait to hold and hug a physical copy!

Thank you so much!!!

1) Only a monster is the first book in a trilogy, set in a world where monsters exist and they can time travel stealing other people’s (humans) time and where the main character is not the hero… What inspired you to write this original and captivating story?

ONLY A MONSTER is told from a monster girl’s point of view, and it blurs the lines between good and evil by humanising the monsters and depicting the hero as a threat.

The inspiration came from my own experience of loving big blockbuster action films as a child. They often have very clearly demarcated ‘good’ and ‘bad’ guys, but when I was growing up, there weren’t many heroes who looked like me in them. Instead, I would sometimes see myself in the ‘bad guys’. Sometimes, the only Asian characters onscreen would in the fight scenes, getting beaten up and killed by the hero.

I have a line in the book about how in movies, the camera follows the hero after the bad guys have been killed. But I know that in my own viewing experience, I can find myself aware of the few people who look like me onscreen, which sometimes means being aware of people lying dead on the ground as the camera moves away.

I thought it would be interesting to write about that feeling when a good, upright and decent hero – like the ones in the films I’d loved – is fighting against you rather than for you.

2) If you were a monster, what family would you belong to and would you use your powers or would you feel guilty/conflicted about them?

The Hathaway family has a special affinity with animals, and they can take their pets with them when they time travel. In the book, it’s described by one of the characters as ‘the most useless family power in London’, but I love the idea of being able to travel with an animal friend!

Having said that, I wouldn’t time travel if I were a monster haha – I would feel too terrible about the cost. But then again … if I were faced with the same dilemma as Joan … I’m not sure what I would do!

3) What’s the character you feel is the closest to you and why and who was the most difficult to write?
I personally loved Joan and Aaron! (Okay, I love them all, it’s impossible not to, but they are my favourites!)

I suppose I feel the most affinity with Joan because she’s the protagonist, but I like aspects of them all – Joan’s resourcefulness, Nick’s tragic backstory, Aaron’s haughty exterior and soft interior, Ruth and Gran’s amorality, Tom’s under-the-radar intelligence, and Jamie’s stoicism. Nick was the most difficult to write because he’s concealing so much at the beginning, and Ruth and Gran were the most fun to write!

4)If you could choose one time period to live, what, or better, when, would it be?

I would like to live in a time period when the pandemic is just a memory!

5) Could you tell me more about your writing process and future projects? Maybe a little bit about the sequels?

My writing process is different for each project, but right now I’m editing the sequel to ONLY A MONSTER, and for this one I figured out the plot beforehand, and then wrote the manuscript after that.I’m really excited to be back in this world – it’s been so much fun to delve deeper into the characters, and to pay off what I’d set up in book 1.

Thank you so much for this opportunity!

Thank you so much for these great questions!

Vanessa Len is an Australian author of Chinese-Malaysian and Maltese heritage. An educational editor, she has worked on everything from language learning programs to STEM resources, to professional learning for teachers. Vanessa is a graduate of the Clarion Workshop in San Diego, and she lives in Melbourne.
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Piccoli favori di Erin A. Craig- Review party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a “Piccoli favori” di Erin A. Craig. Un grazie enorme a Erika per aver organizzato l’evento e a Fanucci per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state influenzate in alcun modo.

di Erin A. Craig (Autore) 
 Giorgia De Santis (Traduttore)
Fanucci, 2022

https://www.ibs.it/piccoli-favori-libro-erin-a-craig/e/9788834741856

Ellerie Downing vive nella tranquilla cittadina di Amity Falls nella catena montuosa del Pugno di Dio – cinque picchi che si innalzano verso il cielo come fossero dita di una mano – delimitata da una foresta quasi impenetrabile di pini alti e stretti. I Downing sono apicoltori da sempre e il miele prodotto dai loro alveari è amato e apprezzato in tutta Amity Falls. Tuttavia, un tempo la vita non era così serena: i primi cittadini hanno dovuto affrontare il Male nei boschi adiacenti ma oggi, per fortuna, le occasioni di scontro sono molto rare. Quando però un carico di rifornimenti scompare, alcuni temono che i mostri che per lungo tempo hanno terrorizzato la regione siano tornati. Mentre l’autunno si trasforma in inverno, movimenti sempre più spaventosi affliggono la città e portano a una tribù di creature diaboliche e mistiche, gli Osservatori Oscuri. Gli Osservatori promettono di soddisfare i desideri più profondi degli abitanti, per quanto smisurati e irrealizzabili, e solo in cambio di un piccolo favore. Ma le loro vere intenzioni sono molto più sinistre. Gli Osservatori Oscuri vagano per il Paese, riducendo in rovina tutto ciò che incontrano. Per salvare il villaggio, Ellerie dovrà scoprire il vero nome del leader degli Osservatori Oscuri, la misteriosa donna vestita di bianco. Si ritroverà così in una corsa contro il tempo prima che tutta Amity Falls, la sua famiglia e il ragazzo che ama vadano in fiamme.

Ellerie Downing ha sempre vissuto nella tranquilla cittadina di Amity Falls, aiutando i genitori nella loro fattoria, il padre apicoltore, trascorrendo il tempo con il gemello e le sorelle minori, crescendo e ponendosi domande su cosa le porterà il futuro. La vita nel villaggio scorre tranquilla, quasi monotona a volte, ma non è sempre stato così. Un tempo la cittadina ha dovuto affrontare il Male presente nei boschi adiacenti, ma adesso le minacce sembrano essere scomparse. Quando un carico di rifornimenti scompare, gli abitanti iniziano a temere che i “mostri” del passato possano essere tornati. Occhi argentati che li osservano dagli alberi, raccolti andati misteriosamente a male, incendi improvvisi…La tranquilla vita di Ellerie inizia ad essere stravolta e quando la madre viene ferita e suo padre è costretto ad allontanarsi per le cure, Ellerie si ritrova a dover badare alla fattoria e al resto della famiglia. Con l’avanzare dei mesi e l’avvicinarsi dell’inverno, le cose possono solo peggiorare, in particolar modo quando Ellerie scopre che le frequenti e crescenti tensioni tra gli abitanti del paese sono dovute a creature chiamate Osservatori Oscuri, disposti a distruggere tutto ciò che le è caro. Aiutata dalle sorelle e dal ragazzo che sta iniziando ad amare, la giovane dovrà affrontare questa avventura imprevista.

Ho adorato leggere Piccoli favori. La storia è avvincente e l’atmosfera mi ha molto ricordato alcuni racconti di Stephen King o l’inizio di film horror, come Midsommer. Una cittadina rigogliosa, campi di grano e raccolti, abitanti che si aiutano a vicenda e si tengono lontani dai boschi, temendo la presenza di mostri misteriosi. Abitanti (apparentemente) cordiali, che rispettano le Regole imposte per far crescere la comunità e come comportarsi da buoni vicini e cristiani, ma non tutto è come sembra e man mano che la storia prosegue Ellerie e il lettore con lei inizieranno a scoprire quanto marcio sia effettivamente presente nella sua cittadina e quanto i suoi abitanti covino vendette e risentimenti. L’atmosfera è affascinante e inquietante al tempo stesso, soprattutto perché, sin dal primo incidente, il lettore inizia a cogliere la tensione sotterranea e la consapevolezza che sta accadendo qualcosa di strano. Questa sensazione di angoscia e curiosità è presente all’interno di tutto il libro e, anche scoperta la ragione, si resta con il timore di ciò che potrà accadere ai personaggi, fino all’ultima pagina.

Dal punto di vista della scrittura, è molto coinvolgente e, come scritto in precedenza, l’autrice è stata capace di trasmettere quel senso di angoscia e attesa nel corso del romanzo che, per comodità, potrei dividere in due parti: dall’inizio alla scoperta degli Osservatori Oscuri e da questo punto fino alla fine. Grossolanamente ho trovato la prima parte, purché pregna di attesa e angoscia più lunga e forse un po’ più lenta rispetto alla seconda. Dalla rivelazione fino alla fine, invece, la trama scorre velocemente, forse troppo e avrei preferito alcune situazioni fossero sviluppate e spiegate meglio. Ho trovato incredibilmente affascinante il concetto dei “piccoli favori” da cui deriva il nome del libro stesso e avrei preferito fosse sviluppato in maniera più approfondita, mentre sembra un po’ troppo frettoloso. Ho, invece, apprezzato il modo in cui l’autrice conclude la storia, in un finale leggermente aperto che lascia il lettore con alcune domande, ma che, nel complesso, può ritrovarsi abbastanza soddisfatto. O almeno così è stato per me.

Parlando dei personaggi, sono molto ben caratterizzati e realistici nelle loro reazioni ed emozioni ed è stato intrigante vederli essere messi alla prova dagli “imprevisti” che inizieranno ad accadere nel villaggio e notare le loro reazioni. La protagonista della storia è Ellerie, una giovane che è costretta ad assumere il peso e la responsabilità della sua famiglia e della fattoria, ritrovandosi in una posizione del tutto inaspettata che la spingerà a scoprire la sua forza interiore e a far leva sulla propria capacità di adattamento e testardaggine. Lontana dai genitori, in conflitto con il gemello Samuel, Ellerie si scopre resiliente, testarda e forte, costretta a far fronte a una serie di incidenti e disastri e a mantenere in vita sia le sorelle minori Merry e Sadie, che la stessa tenuta dove vivono, tra l’occuparsi delle api, vero sostentamento dei Downing, razionamento, fame, incendi e distruzione. Ho adorato il personaggio di Ellerie e quanto la giovane cresca e maturi nel corso del romanzo, spinta delle avversità e necessità. Interessante notare come la giovane affronti sia problemi concreti e materiali, come la mancanza di cibo, il magazzino da aggiustare, sia emotivi come la nostalgia, i litigi con il fratello, la preoccupazione per i genitori, sia, ancora, sovrannaturali, come la presenza dei “mostri” e degli Osservatori Oscuri.

Piccoli favori è costellato da personaggi interessanti e ben sviluppati, che cambiano crescendo o le cui situazioni portano alla luce la loro vera natura, come nel caso del fratello gemello di Ellerie, Samuel, che rivela ben presto la sua codardia e cattiveria, abbandonando la famiglia nel momento del bisogno e rifacendosi a un orgoglio maschile ferito. Interessante notare, sin dall’inizio, come Ellerie viva in una società patriarcale, dove i capi del villaggio sono uomini, dove lo stesso padre si aspetta che sia il figlio maschio a occuparsi dell’apicoltura e non Ellerie e come, nel corso della storia, siano le donne a “prevalere” e a farsi valere, ingegnandosi e impegnandosi a salvaguardare e proteggere se stesse, le famiglie e la comunità. Ellerie, Merry e Sadie, Rebecca (anche se a modo suo) si ingegna per proteggersi e essere al sicuro. Anche all’interno dei rapporti interpersonali c’è sempre una sorta di aspettativa che si “pretende” dalle donne, cosa che non avviene nella relazione tra Ellerie e Whitaker, uno dei cacciatori che si ritrova coinvolto negli strani avvenimenti di Amity Falls.

La presenza sovrannaturale nel romanzo è ben integrata con le vicende “umane”, come i conflitti tra sorelle e fratelli, tra vicini, le emozioni scaturite da alcuni incontri, la frustrazione del doversi sobbarcare un peso inaspettato e via discorrendo. Un romanzo ben stratificato, le cui parti si amalgamano in maniera intrigante e che spingono il lettore a immergersi nella storia. Ci sono stati momenti nel corso della lettura dove ho percepito distintamente l’angoscia e la preoccupazione di Ellerie, i suoi dubbi e paure e incertezze. L’autrice ha uno stile di scrittura molto coinvolgente e ho adorato poter leggere questa storia.

La consiglio a tutti quelli che sono alla ricerca di una storia intrigante e ben sviluppata, i cui colpi di scena, pur non essendo fitti, arrivano al momento giusto e spingono il lettore a voler scoprire cosa accadrà fino alla vera fine.

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Uno di noi è il prossimo di Karen M. McManus- Review party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a “Uno di noi è il prossimo” di Karen M. McManus. Un grazie enorme ad Ambra per aver organizzato l’evento e alla Mondadori per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state influenzate in alcun modo.

di Karen M. McManus (Autore) 
 Roberta Verde (Traduttore)
Mondadori, 2022

Obbligo o verità. Può costarti la vita. Tu cosa scegli?
Il sequel di Uno di noi sta mentendo.


È passato un anno dalla tragica morte di Simon Kelleher, in tanti hanno cercato di imitare la sua app, ma nessuna è riuscita ad affermarsi, anche perché, prosciolti da ogni accusa Nate, Bronwyn, Addy e Cooper, i gossip portati alla luce si sono sempre rivelati poco appetitosi. Fino a questo momento, almeno. Attraverso la chat degli studenti della Bayview High, infatti, ha preso piede una nuova inquietante versione di Obbligo o verità , destinata a portare alla luce altri oscuri segreti degli allievi della scuola e verso la quale tutti provano una morbosa attrazione. È come se tutti a scuola si fossero dimenticati della fine fatta da Simon che, per il modo in cui usava il gossip come arma, aveva finito per soffrire più di chiunque altro. Tra i primi a essere coinvolti c’è anche Maeve, sorella di Bronwyn, costretta suo malgrado ad affrontare una situazione scomoda a causa della sua scelta. Del resto, si sa: a scuola basta commettere un errore per ritrovarti un’etichetta appiccicata addosso per il resto della vita. La posta si fa via via più alta e quando il gioco prende una piega inaspettata è ormai chiaro che bisogna trovare, e fermare, chi lo sta orchestrando prima che sia troppo tardi…

Sequel di “Uno di noi sta mentendo”, “Uno di noi è il prossimo” riprende un anno dopo la tragica morte di Simon Kelleher e lo scandalo che aveva minacciato di rovinare di vite di Nate, Cooper, Addy e Bronwyn. I quattro giovani sono cresciuti, Addy e Nate lavorano, Cooper e Bronwyn sono all’università e il liceo di Bayview ha cercato invano di creare app di gossip come quella di Simon, fallendo. Quando una chat inizia a proporre una contorta versione di “Obbligo e verità”, costringendo i partecipanti a una serie di sfide sempre più pericolose per non rivelare i loro oscuri segreti, la sorella di Bronwyn, Maeve, il suo amico Knox e la compagna di scuola, Phoebe, si ritrovano loro malgrado coinvolti. Un gioco sempre più crudele, con l’intenzione di ferire più persone possibile, se non, addirittura, ucciderle… Maeve, Knox, Phoebe devono trovare il modo per fermare il creatore, prima che sia troppo tardi.

Mi è piaciuto leggere “Uno di noi sta mentendo”. Ho trovato la storia intrigante, carina e ben scorrevole, nonostante ci siano delle tematiche che avrei preferito fossero state evitate o sviluppate meglio. Per quanto riguarda il suo seguito, è stato un piacere ritrovare i personaggi principali della storia precedente, come Bronwyn, Nate, Addy e Cooper, Kris e via discorrendo. Ho adorato rivederli insieme, trovarli affiatati e sempre amici (e nel caso di Bronwyn e Nate qualcosa di più), apprendere di imminenti cambiamenti nelle loro vita.

In “Uno di noi è il prossimo” ho amato poter conoscere meglio Maeve e apprezzare l’introduzione di Knox e Phoebe. Se l’idea di base, un altro gioco crudele che usa i gossips per ferire le persone, era interessante, ho trovato il suo sviluppo un po’ fiacco e lento. Ci sono state situazioni che ho ritenuto eccessive e, come nel libro precedente, tematiche che avrei evitato o che avrei preferito fossero sviluppate meglio. C’è molto slut-shaming, episodi di violenza sessuale, abusi e traumi e, sfortunatamente, molti episodi mi sono sembrati gratuiti. I personaggi sono abbastanza ben fatti e sviluppati e mi è piaciuto il rapporto esistente tra Maeve e Knox e quello che si va a creare con Phoebe, nella loro ricerca del colpevole. Come nel libro precedente, il gioco è presente e integrato alla vita di ciascuno dei personaggi, con le loro problematiche, traumi e difficoltà familiari e ho apprezzato il modo in cui fossero amalgamati. Ogni personaggio è ben scritto e sviluppato, sia nei rapporti interpersonali con altri personaggi e con la famiglia, sia a se stante, con le preoccupazioni, dubbi, paure e desideri di ognuno.

Tra i personaggi ho preferito Maeve che, da personaggio secondario, la cui intelligenza e capacità da hacker ha aiutato i quattro di Bayview nel libro precedente, qui spicca come personaggio principale e che non ha nessuna intenzione di subire in prima persona l’inferno capitato a sua sorella. Phoebe è un personaggio interessante, la cui vita è stata stravolta, spingendola a rimettersi in sesto, tra tensioni familiari, amicizie sbagliate e incontri evitabili. Knox è un altro personaggio che ho apprezzato, sia nel suo rapporto con Maeve, sia nella sua testardaggine e curiosità.

Dal punto di vista della trama, l’ho trovata un po’ lenta ed è impossibile non fare il confronto con il libro precedente, all’interno del quale l’indagine era più avvincente e sviluppata.

Nel complesso, forse a causa del confronto con il libro precedente, la cui eredità è ben chiara nel seguito, non ho apprezzato “Uno di noi è il prossimo” come avrei voluto. I personaggi sono interessanti e i rapporti interpersonali ben fatti, ma la trama è un po’ lenta e le rivelazioni o scontate o poco credibili. Si tratta di un thriller carino, adolescenziale, ma che non spicca in particolar modo.

In conclusione non posso dare più di tre stelline.

Pubblicato in: As Travars-Recensioni

Violet e il libro proibito di Kelly Barnhill- Review party

Buonsalve e benvenut* alla mia tappa del Review party di “Violet e il libro proibito” di Kelly Barnhill! Grazie mille a DeA per la copia in anteprima e a Franci per aver organizzato l’evento! Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate!

Autore Kelly Barnhill
Editore DE AGOSTINI
Genere Bambini e Ragazzi
Formato Cartonato
Pagine 368
Data di uscita 18.01.2022
Nelle fiabe, tutte le principesse sono bellissime, i draghi orrende e spietate creature e le storie… semplici e innocue storie. Ma questa non è affatto una fiaba come le altre. Nel regno di Andulan, la figlia del re si chiama Violet. È una ragazzina solitaria, con gli occhi di colore diverso e una massa di ricci che le nasconde la faccia. Si vede brutta, e questo la rende insicura. C’è solo un momento in cui non si sente sbagliata: quando racconta storie. Perché Violet è una lettrice voracissima e una voracissima narratrice di favole. Se apre bocca rapisce tutti, dalle dame di corte al più umile dei servitori. Quando insieme al suo migliore amico, Demetrius, trova nei sotterranei del castello un misterioso libro, è convinta di aver scoperto una miniera di storie che cambierà la sua vita. E la sua vita cambia, ma non come aveva immaginato… Dal polveroso tomo si leva la voce spaventosa di una divinità dimenticata, che inizia a sussurrare ai servitori, alle ancelle, al popolo, ammaliando l’intero reame. Ammalia il re, offrendogli l’opportunità di catturare l’ultimo drago sopravvissuto. E ammalia la principessa Violet, con l’illusione di renderla bellissima. Ma ogni parola sussurrata dal libro proibito ha un prezzo, e tremende conseguenze. E Violet, per salvare il regno, dovrà trovare il modo di ascoltare solo le voci amiche, e di raccontare l’unica storia che potrà guarire il suo mondo.

Nelle fiabe le principesse sono bellissime, i draghi cattivi e le storie innocue, ma in questa fiaba non è affatto come le altre. Nel regno di Andulan la principessa figlia del re si chiama Violet e non si sente affatto bella. Non con i suoi occhi spaiati, le chiazze sul viso o la massa di capelli ricchi e crespi. La giovane si sente brutta e insicura. Nonostante sia amata da genitori e sudditi e dal suo migliore amico Demetrius, Violet non si sente adatta come principessa e solo quando inventa le sue storie riesce a sentirsi “giusta”. Quando esplorando il castello lei e Demetrius trovano un libro misterioso, riportando alla luce un antico nemico, tutto nella sua vita cambierà.

“Violet e il libro proibito” è un libro avvincente, adatto non solo per i ragazzi dai 10 anni in su, ma anche per chi ama e apprezza una buona storia con draghi, principesse e storie potenti. L’ambientazione è ben fatta, mescolando fantasy, universi multipli e dei del passato con re, regine e principesse. La storia è narrata dal cantastorie del palazzo, dalla nascita e crescita di Violet, agli eventi del suo regno, mostrandosi complesso e vulnerabile nei suoi dubbi e paure.

Violet spicca in quanto protagonista, non solo per le sue fragilità e complessità, dubbi e insicurezze, ma anche per il suo coraggio, l’amore per la lettura e il sapere, la sua immaginazione e la passione per le storie. Demetrius, l’amico leale e coraggioso, è un’altra figura fondamentale, non solo all’interno della storia, ma soprattutto nella vita di Violet, apprezzandola, amandola e accettandola sin dall’inizio.

Protagoniste del libro sono, indubbiamente, le storie e la loro importanza, capaci non solo di cambiare, influenzando, i personaggi, ma anche di garantire potere e sicurezza di sé e delle proprie capacità a Violet, al cantastorie, a Demetrius, al re. Le storie, i racconti, non sono innocui, ma sono una miniera di conoscenza e rappresentano salvezza e saggezza all’interno dell’universo di Violet.

Ho adorato leggere questo libro e in una fiaba apparentemente semplice, l’autrice affronta temi moderni e importanti, come il lutto, l’amore, l’amicizia, quanto la bellezza non corrisponda necessariamente ad avere un aspetto canonicamente bello o “adatto”, ma alla bontà del proprio cuore, alla bellezza e coraggio interiore, alla determinazione e al fare la cosa giusta. In “Violet e il libro proibito” l’autrice “capovolge” la realtà, avendo come protagonista una principessa bruttina, ma brillante, vivace e coraggiosa, un drago spaventato e dei antichi e malvagi.

In questo libro l’autrice narra di un percorso di crescita, accettazione durante il quale Violet imparerà ad amare ed accettare se stessa per le proprie qualità, imparando ad apprezzarsi ed ad avere fiducia non solo in sé, ma nelle persone che la amano.

Una storia avvincente, divertente e ben scritta. Assolutamente da consigliare.

Pubblicato in: As Travars-Recensioni, Book preview, Most anticipated

Silk Fire by  Zabé Ellor- ARC review

July 5th 2022 by Rebellion 

Add it on Goodreads here!

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Koré knew that meddling in politics could end badly, particularly when trying to sabotage his aristocratic father’s campaign before it destroys the city he has come to love. And when a chance encounter with a dying god imbues him with magic-breathing powers, it gets worse: he suddenly becomes a commodity – and a political player.

But the corruption in his city runs deeper than just one man, and an ally’s betrayal unleashes an army of the dead on his home street. Koré must trust the world with his deepest secret to stand beside the woman and man he’s finally let himself love, as only the bright truth of dragon’s fire can break the iron fist of a necromancer’s hold.

Thank you so much, NetGalley, Rebellion and Solaris, for the chance to read and review this book in exchange of an honest review.

TW: dubious consent, rape, attempted rape, abusive relationship, torture, violence, murder

Set in a planet-sized sexist and matriarchal city, where magic and technology intertwined, Koré is a male courtesan and his quest for vengeance against his aristocratic father, who hurt and abandoned as a child, draws him into a complex plot of political schemes, necromancers, dragons and violence, in a war that could destroy everything and everyone Koré holds dear.
When by accident he’s imbued by a dying god’s power, Koré finds himself not only as a political player, but as someone to use and hurt, a product to take advantage of. But the corruption doesn’t stop to only a man, it runs deeper and deeper and Koré will have to trust himself and the woman and man he loves to save everything and everyone.

I loved reading Silk Fire, it was definitely one of my most anticipated reads in 2022 and it didn’t disappointed me at all. The story is told by Koré, a male courtesan, an intricated and well rounded character, determined to undermine his aristocratic father, avoiding his climb to success. He’s sought-after and, at the same time, used and abused, for his “brightness”, his essence, in a complex matriarchal society where men are used for procreation or as objects. It was really interesting reading about a matriarchal society in a fantasy book, where usually the society is patriarchal, and the author was able to underline the sexism and injustice in this system, through Koré’s POV. It’s disheartening reading how the men in this book are mistreated, abused and hurt, almost like the women in our modern society.
Silk Fire can be seen almost as a sociopolitical commentary, showing, in fantasy world with a matriarchal society, not only the deep divide between rich and poor, but also that some people would go to any length to get what they want, usually power (essence, brightness in Silk Fire), disregarding others’ lives or pain.

One of the things I loved the most in Silk Fire is the worldbuilding, where magic and technology blends, where hovercrafts and dinosaurs coexist, where gods and dragons are real and not only tales. The reader is right away thrust into a unknown world, where the author created everything anew, from traditions to rules, from past histories and traumas, clothes, weapons, political games and strifes, animals, powers, gods, dates, ages and languages. At first it can be a bit disorienting and confusing, but slowly the reader is able to settle into this new world and to understand its rules, with Koré as companion.
As a violent and cruel society where being “bright” grants power, having “essence” that can be share, hoard, heal and so much more, Koré climbs the social ladder and tries to protect himself and his loved ones as a brothel owner, in a world where backstabbing and betrayals are ordinary.

If the worldbuilding is magnificent, lush and rich, the plot is no less engaging and full of twists, surprises and discoveries. The political games, the backstabbing and endorsements, the districts and allies, everything was intriguing and it was interesting reading how Koré moves, or tries to, among them all, forging alliances, using people, letting being used, hurting, betraying and trying to get what he wants, meeting captivating characters, like Ria, Faziz, Akizeké, with their own agendas and secrets.
I have to admit I was left breathless by the characterization.
Koré is wonderful and complex character, hurt and abused all his life and the reader was able to understand his feelings and actions through chapters swinging from present to past and viceversa, underlining Koré’s past, traumas and abuses and how, at the present, he struggles to love and see himself as someone worthy of love and respect, without strings attached. Even with characters as Dzaro and Ria, who showed him love and protection, Koré has trouble to see himself as worthy and to see the truth in front of him.
Koré often dissociated himself from what happened or is happening to him, struggling to call the abuse he’s experiencing with its own name and he’s convinced to have everything under control, even when he’s hurt.


Zabé Ellor did an outstanding job dealing with delicate and important themes, like abuse, rape, sexual assault, sexism and so much more with care and attention, involving the reader in the story and in Koré’s feelings and actions.
During the book, as the reader slowly gets to know him, Koré struggles to let people in, convinced he’s unlovable and unworthy, almost basking himself in his revenge, bent and obsessed by his father and by what he lost. It was also interesting how, in the beginning, Koré sees his father’s defeat as his big achievement, like him losing could repair his losses and traumas, but slowly starts to see the big picture and learn to fight for the people he loves and to love himself first.
Revenge, guilt, self-blame are deeply entrenched in Koré. Even when he meets Ria and Faziz and he starts to feel something for them, Koré fights against intrusive thoughts, past traumas and pain and he has to go through a painful, but necessary journey towards self love, respect and worth.
If Koré stands out as main character in all his complexity, the others are no less and each of them is intricated and, let’s be honest, sometimes problematic, with their own agendas and, as Koré, they act out of duty, jealousy, bitterness, rage, guilt and selfishness. Faziz, Ria, Dzaro, are complex and intriguing characters and the reader is able to get to know them through Koré’s eyes and to understand their importance in his life.

I appreciated very much the polyamorous relationship in Silk Fire and how it was developed and written, without being weighed down by pettiness, jealousy and love triangles, but, instead, showing the deep love and respect Koré, Faziz and Ria feel for one other. Thanks to them, Koré starts a long and difficult journey of self love, starting to realize his abuse and trauma, to understand his worth and respect as his own person and not as what he can give to others.
The relationship is well rounded and I also loved how they aren’t perfect, they make mistakes, they hurt one other out of fear, duty, selfishness, but, at the same time, they are willing to learn, to be better, to support, help and love one other.

The author wrote a brilliant and engaging story, with a captivating and intriguing worldbuilding, breathless plot twists, sweet and tender moments, heartwreching ones, but, mostly, an intense and amazing journey of self love and worth in Koré character.
Three of my favourite quotes (taken from the earc, so they can be changed in the final draft) are:


“I carry so many cages within me. I’d grown used to them, until he pointed out the weight”.


“Love
meant ripping out my own soul. But I’m sick of believing my abusers. I’m sick of thinking my own self wrong.”


“Love hasn’t blunted by edges. It’s casted me wicked sharp where it matters most.”

Overall, Silk Fire is one of my favourite books ever and I can’t wait to hold and hug a physical copy!

Pubblicato in: As Travars-Recensioni

Bound by firelight by Dana Swift- Book tour Tbr and beyond tours

Hello and welcome to my stop for “Bound by firelight” by Dana Swift book tour! A huge thank you to Tbr and beyond tours for this opportunity!

Genre: Young Adult Fantasy
Publishing date: January 18th, 2022
Goodreads | Amazon | Barnes & Noble | Book Depository | Indigo | IndieBound
The heart-pounding sequel to Cast in Firelight, perfect for fans of epic, sweepingly romantic fantasy by Sabaa Tahir, Susan Dennard, and Mary E. Pearson.
After a magical eruption devastates the kingdom of Belwar, royal heir Adraa is falsely accused of masterminding the destruction and forced to stand trial in front of her people, who see her as a monster. Adraa’s punishment? Imprisonment in the Dome, an impenetrable, magic-infused fortress filled with Belwar’s nastiest criminals—many of whom Adraa put there herself. And they want her to pay.
Jatin, the royal heir to Naupure, has been Adraa’s betrothed, nemesis, and fellow masked vigilante . . . but now he’s just a boy waiting to ask her the biggest question of their lives. First, though, he’s going to have to do the impossible: break Adraa out of the Dome. And he won’t be able to do it without help from the unlikeliest of sources—a girl from his past with a secret that could put them all at risk.
Time is running out, and the horrors Adraa faces in the Dome are second only to the plot to destabilize and destroy their kingdoms. But Adraa and Jatin have saved the world once already. . . . Now, can they save themselves?

Thank you so much, NetGalley, Random House Children’s and Delacorte Press, for the chance to read and review this book in exchange of an honest review.

After the devastating magical eruption that devasted the kingdom of Belwar, royal heir Adraa is falsely accused and arrested. Sent to the Dome, the impenetrable fortress filled with criminal herself put there, Adraa will have to fight to prove her innocence and save her own life. On the other side, Jatin, the royal heir of Naupure and Adraa’s betrothed is willing to do anything to save Adraa, helped by friends and unexpected allies. But when Jatin and Adraa discover there’s a plan to destroy their kingdom, they will have to be ready for anything.

Bound by firelight starts right after the thrilling ending of Cast in firelight, in a Belwar where people are seeing Adraa as a monster, rioting and rallying against the royal family and where Vencrin and Bloodlurst are still major problems. The author expands the universe with the Dome’s introduction, a prison where the divide and power imbalances are strongly present and where Adraa finds herself in a complicated situation. Alone and without allies, or so she thought, Adraa is forced to do anything in her power to adapt to this new situation, trying to understand what happened at her trial and what is happening in this facility, between lies and manipulations, fights and tortures, deaths and unexpected allies.

Jatin finds himself without his partner and helped by Prisha, Riya, Hiren and Kalyan and by an ex classmate they start to concoct a plan to help Adraa escape from the prison, but nothing is what it seems and there’s more to the eye. The story is told by two POVs, Adraa’s and Jatin’s and I loved reading this book, because the author talked about brilliantly, about self-doubts, traumas, guilt, fears and what it means to have a voice, or not have one, to fight back, to be oneself and face the world, but also the importance of having a partner, to let others in and trusting them.

One of the most intense and lovely relationshis in this book is the one between Adraa and Jatin, who came a long way since the first book. Rivals, betrothed, allies, partners, I love their chemistry and how much they trust, help and support one other. Their relationship shines even more in this sequel, because, even among self-doubts about ruling countries and self-worths, they know they love each other and that their love is strong and it can face everything and that’s truly beautiful. Like in the first book, the author talks about addiction, torture and Bloodlurst, power imbalances and unfairness, mainly in the Dome as setting, a new and scary universe where the hierarchy is strong and built on violence and intimidation and where Adraa has to move and fight back.

I loved reading about the interactions between characters, new and old ones, in a romantical way or in parents/children or siblings one and I was really happy to see how the author addressed jealousy, love, family problems and doubts in this book. The characters’ growth is parallel to their fights against usurpers, violence, lies and manipulations and I really admire both Adraa and Jatin as characters. I was really happy to be able to read this book and I think it’s a brilliant sequel and a wonderful way to end this duology.

Between war, lies, violence, magic and self affirmation, this book is absolutely amazing. I loved the banter and the sweet moments, the intense and wild ride, the action and fights and I was so in love with everything. The ending is an open and hopeful one and I truly appreciated it, because it shows how much Adraa and Jatin have done and are still doing for their kingdoms, themself and each other, confident and powerful. I totally recommend it.

Jatin will do anything for the people he loves. And he loves me.”

“No one can save me but myself.”

“In this world, I don’t need to throw myself away or hide behind a mask.”

“I like you well enough. Always. Thank you for liking all part of me.” Every part. Every version. Every facet of myself that got me here, that he helped shape. “I love you.”

Dana Swift started making up fantasy worlds when she was eleven years old and hasn’t stopped since. She graduated from the University of Texas at Austin, where she earned degrees in English and Advertising. While in college, Dana competed as a saber fencer and learned a thing or two about fighting, parrying and how it feels to fall in love with your sparring partner. She currently lives with said husband in Miami, Florida. 
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And here you can find the tour schedule!