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Vanessa Len interview

Hello, booklovers! I’m here with a interview with the brilliant Vanessa Len! Before diving in it, I present you the AWESOME BOOK!

It should have been the perfect summer. Sent to stay with her late mother’s eccentric family in London, sixteen-year-old Joan is determined to enjoy herself. She loves her nerdy job at the historic Holland House, and when her super cute co-worker Nick asks her on a date, it feels like everything is falling into place.
But she soon learns the truth. Her family aren’t just eccentric: they’re monsters, with terrifying, hidden powers. And Nick isn’t just a cute boy: he’s a legendary monster slayer, who will do anything to bring them down.
As she battles Nick, Joan is forced to work with the beautiful and ruthless Aaron Oliver, heir to a monster family that hates her own. She’ll have to embrace her own monstrousness if she is to save herself, and her family. Because in this story . . .
. . . she is not the hero.

Only a Monster is out: 1 February 2022 in Australia and New Zealand (Allen and Unwin); 17 February in the UK (Hodderscape), and 22 February in the USA and Canada (Harper Collins). 

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First of all, thank you so much for this opportunity. I loved your book so much and I can’t wait to hold and hug a physical copy!

Thank you so much!!!

1) Only a monster is the first book in a trilogy, set in a world where monsters exist and they can time travel stealing other people’s (humans) time and where the main character is not the hero… What inspired you to write this original and captivating story?

ONLY A MONSTER is told from a monster girl’s point of view, and it blurs the lines between good and evil by humanising the monsters and depicting the hero as a threat.

The inspiration came from my own experience of loving big blockbuster action films as a child. They often have very clearly demarcated ‘good’ and ‘bad’ guys, but when I was growing up, there weren’t many heroes who looked like me in them. Instead, I would sometimes see myself in the ‘bad guys’. Sometimes, the only Asian characters onscreen would in the fight scenes, getting beaten up and killed by the hero.

I have a line in the book about how in movies, the camera follows the hero after the bad guys have been killed. But I know that in my own viewing experience, I can find myself aware of the few people who look like me onscreen, which sometimes means being aware of people lying dead on the ground as the camera moves away.

I thought it would be interesting to write about that feeling when a good, upright and decent hero – like the ones in the films I’d loved – is fighting against you rather than for you.

2) If you were a monster, what family would you belong to and would you use your powers or would you feel guilty/conflicted about them?

The Hathaway family has a special affinity with animals, and they can take their pets with them when they time travel. In the book, it’s described by one of the characters as ‘the most useless family power in London’, but I love the idea of being able to travel with an animal friend!

Having said that, I wouldn’t time travel if I were a monster haha – I would feel too terrible about the cost. But then again … if I were faced with the same dilemma as Joan … I’m not sure what I would do!

3) What’s the character you feel is the closest to you and why and who was the most difficult to write?
I personally loved Joan and Aaron! (Okay, I love them all, it’s impossible not to, but they are my favourites!)

I suppose I feel the most affinity with Joan because she’s the protagonist, but I like aspects of them all – Joan’s resourcefulness, Nick’s tragic backstory, Aaron’s haughty exterior and soft interior, Ruth and Gran’s amorality, Tom’s under-the-radar intelligence, and Jamie’s stoicism. Nick was the most difficult to write because he’s concealing so much at the beginning, and Ruth and Gran were the most fun to write!

4)If you could choose one time period to live, what, or better, when, would it be?

I would like to live in a time period when the pandemic is just a memory!

5) Could you tell me more about your writing process and future projects? Maybe a little bit about the sequels?

My writing process is different for each project, but right now I’m editing the sequel to ONLY A MONSTER, and for this one I figured out the plot beforehand, and then wrote the manuscript after that.I’m really excited to be back in this world – it’s been so much fun to delve deeper into the characters, and to pay off what I’d set up in book 1.

Thank you so much for this opportunity!

Thank you so much for these great questions!

Vanessa Len is an Australian author of Chinese-Malaysian and Maltese heritage. An educational editor, she has worked on everything from language learning programs to STEM resources, to professional learning for teachers. Vanessa is a graduate of the Clarion Workshop in San Diego, and she lives in Melbourne.
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Intervista a Caterina Costa

Ciao Caterina, prima di iniziare vogliamo ringraziarti per il tempo che ci dedicherai e farti i complimenti per il tuo lavoro.
La prima domanda che vogliamo farti è la seguente:

Come mai hai deciso di suddividere ogni storia in una striscia di quattro quadrati? E’ un formato che ti è stato richiesto da altri o da esigenze esterne, o che hai deciso tu in maniera indipendente?


Forse mi sono involontariamente ispirata ad altri webcomic che ho visto negli anni, ma la ricordo come una scelta molto naturale. Inoltre, postando su Instagram, questa struttura rende molto più facile la condivisione dei miei lavori, perché la somma delle vignette quadrate è sempre un quadrato.

La forza del tuo lavoro è anche nella sua brevità, ma hai mai pensato di creare una storia molto più lunga, magari una graphic novel completa, partendo da una o più strisce?


È sicuramente qualcosa che mi piacerebbe molto fare! Il primo esperimento con storie più lunghe è stato con il mio primissimo libro, Vita da Pomodoro, un’antologia realizzata insieme ad altre 6 fumettiste.
È stato molto difficile per me scrivere qualcosa di più lungo, perché in genere nei miei lavori cerco sempre di trasmettere un’emozione, una sensazione, un concetto, e per questo tipo di comunicazione la vignetta breve è ciò che più mi è congeniale.
Al momento sto cercando di leggere più fumetti e di imparare a narrare storie più lunghe, perché penso che potrei farne qualcosa di bello!

Ci racconti la tua esperienza dell’Inktober e di cosa ti ha insegnato come fumettista? In futuro pensi che parteciperai nuovamente all’evento?


Per me l’Inktober del 2018 è stato la svolta, mi ha cambiato la vita.
È iniziato tutto come un gioco, un esperimento, ma mi ha portato tante cose fantastiche. Ho deciso di fare un fumetto al giorno anziché un’illustrazione e ho scoperto la mia vocazione!
Intanto mi ha fatto capire che sono in grado di produrre tanto in poco tempo, perché le parole a cui ispirarsi uscivano il 1 ottobre e ogni giorno c’era una nuova parola da usare, io all’epoca andavo in università tutti i giorni e da pendolare tornavo spesso a casa verso le 20. Però ce l’ho fatta! Ogni sera mi mettevo lì e creavo i miei fumetti.
È stato anche l’inizio del mio successo su internet, perché dai miei fumetti per l’Inktober è arrivata la prima ondata di lettori su Instagram.
Penso parteciperò ogni anno e spero di riuscirci ancora!

Abbiamo notato che molti colori – ad esempio il giallo – sono ricorrenti: c’è un criterio particolare dietro questa scelta? E quali tecniche e/o strumenti grafici usi per creare i tuoi disegni?


La scelta di usare il giallo è stata casuale, è sempre stato uno dei miei colori preferiti.
Disegnando e sperimentando mi sono accorta che stava meglio di altri colori come sfondo, faceva risaltare le immagini in primo piano e illuminava la scena.
Durante gli anni ho usato diverse tecniche, ho iniziato con la china su carta e le Bic, ho usato Photoshop, Paint Tool Sai, gli acquerelli… Ora uso Procreate su un iPad 2018, che penso sia il software meglio sviluppato per i disegnatori. Il suo unico problema sono i livelli limitati, però in confronto a Photoshop o ad altri programmi conosciuti ha dei pennelli meravigliosi e insuperabili.

Nelle note del tuo libro racconti che il tuo primo approccio al mondo dei fumetti sono stati i cartoni animati che vedevi da piccola: quali erano i tuoi preferiti? E oggi, invece, quali sono le tue fonti di ispirazioni principali?


Il primissimo che ho iniziato a ridisegnare penso sia stato Futurama, sapevo tutti i personaggi a memoria e i miei compagni di classe mi chiedevano sempre di disegnarli per loro.
Poi A tutto Reality, che è stato il cartone animato che mi ha fatto iniziare a disegnare in digitale. Avevo un gruppo di amici a distanza, nato su Facebook, in cui ognuno si creava il suo personaggio in stile ATR e insieme giocavamo e ci sfidavamo a gare di disegno. È iniziato tutto da lì!
Oggi invece non ho più un’ispirazione precisa, ormai il mio tratto e il mio stile sono abbastanza radicati da non aver bisogno di copie così fedeli. Questo non significa che abbia smesso di sperimentare!
Spesso mi piace provare a cambiare stile, fare qualcosa di più cartoon o di più realistico, cambiare il tratto e i colori… solo che ora sono tutti esperimenti che partono da me.

Ti piace la cultura giapponese, nello specifico i manga e gli anime? E, invece, nel panorama italiano c’è qualche fumettista che ti ha ispirato o che ti senti di consigliare?


Da bambina guardavo tanti anime e leggevo qualche manga, ho avuto un periodo attorno agli 11 anni in cui ho provato a ricrearne lo stile ma non faceva per me. Ho iniziato a creare fumetti per puro caso, sono sempre stata interessata sia all’animazione che all’illustrazione e il fumetto è ciò che univa queste due tecniche al meglio. Quindi non ci sono veri spunti a cui mi sia ispirata, non sono mai stata una grande lettrice di fumetti (anche se di fiera in fiera mi è venuta sempre più
voglia di iniziare) fatta eccezione per Dylan Dog e W.I.T.C.H..

Hai dei nuovi progetti in lavorazione? Cosa ti piacerebbe creare prossimamente? Ci puoi dare qualche anticipazione o è ancora tutto segreto?


Per il momento sono abbastanza ferma, fatta eccezione per la mia piattaforma su Webtoon che è stata appena aperta e mi sta portando molte soddisfazioni!
Spero di avere presto qualche progetto nuovo!