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Il ladro di Megan Whalen Turner- review party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicata a “Il ladro” di Megan Whalen Turner. Un grazie a Francesca e alla Fanucci per la copia in anteprima che non ha influenzato il mio giudizio in alcun modo.

Megan Whalen Turner
edito da Fanucci, 2022
Eugenides, il Ladro della Regina, può rubare qualsiasi cosa, o almeno così dice. Ma la troppa sicurezza, si sa, fa brutti scherzi: colto in flagrante, viene arrestato. Per riconquistare la sua libertà, Gen riceve un’insolita proposta dal magus del re di Sounis; deve unirsi a una spedizione per recuperare il leggendario Dono di Hamiathes, una pietra che si dice sia nascosta in un elaborato labirinto sotto un fiume. Costretto, Gen accetta senza remore. Il viaggio all’inizio è irto più di pericoli psichici che fisici: il magus e gli altri uomini del re – il soldato Pol, gli aristocratici Sophos e Ambiades – lo insultano per il suo basso rango e la scelta della professione, negandogli persino cibo e cure mediche adeguate. Ma Gen non si dà per vinto: dentro di sé sa bene qual è la sua vera missione… La ricerca del Ladro di una gemma inestimabile costituisce lo sfondo per una storia di redenzione, tolleranza e amicizia in questo primo libro di Megan Whalen Turner che intreccia le storie di Gen e la sua avventura con estro e stile in un romanzo pieno di intrighi, peripezie e colpi di scena.

Gen è un ladro capace di rubare qualunque cosa, o almeno così dice e il suo vantarsi lo fa arrestare. Quando il magus del re di Sounis gli offre la possibilità di uscire dalla prigione in cambio del furto di una leggendaria pietra, Gen non può che accettare e intraprende così un viaggio con il magus, un soldato, Pol, due apprendisti aristocratici, Sophos e Ambiades verso una destinazione, all’inizio, misteriosa. Maltrattato e non considerato per il suo rango e professione, Gen stringe i denti, rispondendo con sarcasmo e intelligenza, ben sicuro di quella che sarà la sua missione. Quella vera.

“Il ladro. Il ladro della regina” è il primo volume di una saga YA fantasy composta da ben sei libri e scritta da Megan Whalen Turner, serie pubblicata inizialmente nel 1996. Ho deciso di leggere questo libro per due motivi principali. Anni fa una delle mie amiche mi aveva “convinta”, o meglio fortemente costretta a leggere uno dei suoi romanzi preferiti, “The thief” e avevo ceduto. E non mi era piaciuto. Ero arrivata a metà libro e mi ero allegramente arresa, decidendo che non era fatto per me. Quando l* mi* collegh* stavano parlando di organizzare un evento per lo stesso libro, tradotto edito da Fanucci anni dopo, ho deciso di dargli una seconda possibilità.

Ho molto da dire, quindi procederò per gradi. Dal punto di vista della trama, si può dividere grossolanamente “Il ladro” in due parti principali, o meglio, tre, se consideriamo il finale. Nonostante si tratti di un libro di poche pagine, sono 240 circa, la prima parte appare esageratamente lunga e prolissa, descrivendo, forse fin troppo, il viaggio che Gen e il suo gruppo intraprendono verso una destinazione non subito rivelata. Accade davvero poco in questa parte. L’autrice si focalizza sulle descrizioni dell’ambiente e sul worldbuilding non proprio sviluppato del tutto e sulle relazioni tra i personaggi che, personalmente, ho apprezzato.

Gen è un ladro capace e in quanto tale viene visto e usato dal magus per ottenere la leggendaria pietra, il Dono di Hamiathes. Ciò comporta prese in giro per il suo rango e professione, insulti alla sua intelligenza e spesso e volentieri viene maltrattato, picchiato e gli vengono negate cure adeguate. Questo atteggiamento nei suoi confronti migliorerà, lentamente, nel corso della storia. Gen dimostra un’arguzia, sarcasmo e intelligenza che stupirà i suoi compagni di viaggio, dimostrando loro e al lettore stesso con chi hanno a che fare, un personaggio da non sottovalutare con i suoi segreti e obiettivi nascosti.

Ho apprezzato la caratterizzazione dei personaggi e i rapporti interpersonali. Gen spicca in quanto brillante, arguto e sarcastico, con i suoi botta e risposta e le sue conoscenze. Per quanto riguarda gli altri, il magus è una presenza che mostra e vanta la sua intelligenza, Ambiades è un personaggio che nasconde risentimento e rancore, Pol è la guardia tranquilla, ma capace e Sophos è uno dei personaggi che mi è piaciuto di più, con la sua timidezza e passione per i libri, osteggiato dal padre che vuole forgiarlo in qualcuno che non è. Le relazioni interpersonali, fatte di sfide, prese in giro, competizione e rivelazioni, costellano il libro e sono state apprezzate dalla sottoscritta, al punto da lasciarmi coinvolgere quando qualcosa accadeva ai personaggi.

Mi è piaciuto il modo in cui la storia è intrecciata ai racconti di dei e dee, sulla creazione del mondo e degli uomini, mescolandole, rimandando vagamente a Zeus e Era. La presenza di dee e dei, nei sogni, negli incontri, è un altro punto a favore del libro, perché ho adorato come fossero mescolati strettamente alla realtà “concreta” e come la loro presenza influisse e rispondesse alle richieste di Gen.

L’ambientazione non è molto sviluppata, a mio parere. Vengono descritte città e campi, introdotte tensioni politiche con re e regine, ingiustizie e guerre passate ed è molto prolisso. Dal punto della scrittura la storia è scritta abbastanza bene, ma il ritmo è molto lento fino alla metà del libro, per poi presentare colpi di scena alla Indiana Jones, inserire dei e dee che intervengono in aiuto e, nel finale, rivelazioni e sorprese.

Nel complesso ho lamentato principalmente questa lentezza nella narrazione, perché il libro sembra iniziare a metà, dopo un viaggio interminabile dove non accade nulla o quasi, eppure nel complesso non mi sento di condannarlo del tutto. Appare, ai fini della storia, come una grande introduzione a ciò che avverrà dopo. Ho avuto la sensazione che l’autrice avesse deciso di porre le basi, con l’ambientazione, le descrizioni, le tensioni politiche e via discorrendo, per ciò che avverrà nei volumi successivi, quindi appare come un’introduzione. Considerando il modo in cui è finito, sono intrigata nel continuare e sicuramente lo farò.

In conclusione, ho apprezzato la caratterizzazione e i rapporti interpersonali tra i vari personaggi e il modo in cui essi cambiano nel corso della narrazione e delle loro avventure, la presenza e influenza degli dei e dee all’interno della storia e l’intreccio di miti e realtà e i colpi di scena che mi hanno intrigata e fatto desiderare di continuare la saga.

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Vento di libertà di Lelio Bonaccorso- Review party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a Vento di libertà di Lelio Bonaccorso. Un grazie enorme a Valeria per aver organizzato l’evento e creato le grafiche meravigliose e alla casa editrice per la copia in anteprima che non ha influenzato in alcun modo le mie opinioni.

Lelio Bonaccorso
pubblicato da Tunué
Nel 1266 la Sicilia, fino ad allora governata dalla dinastia svevo-normanna, passa sotto il dispotico giogo degli Angioini. Mentre i dominatori si permettono ogni libertà, il popolo si dibatte fra tributi insostenibili, fame e ingiustizia. In questo scenario si intrecciano le vite di Dina e Jacques: lei siciliana, lui francese, due mondi lontani, diversi, ma uniti da un sentimento profondo. Nel 1282 il malcontento popolare esplode nella rivoluzione del Vespro: al grido di Antudo si risvegliano le coscienze dei siciliani che con fierezza ovunque si ribellano agli oppressori. Spinte da un profondo amore per la libertà, due donne – la stessa Dina e la sua amica Clarenza – sfideranno la morte, lottando in nome di colei che infonde coraggio nei propri figli: la grande Sicilia, madre di vita e preziosa custode dei popoli.
Finzione e realtà storica si intrecciano perfettamente in un graphic novel che ci restituisce l’importanza di tematiche centrali, ieri come oggi: il pregiudizio verso lo straniero, il diverso, l’amore come motore per il raggiungimento della salvezza. Una storia al femminile che celebra il coraggio e la determinazione di due donne.

Atto d’amore per Messina e la Sicilia in generale, “Vento di libertà” narra della dominazione degli Angioini e del malcontento della popolazione che, nel 1282, portò alla rivoluzione del Vespro, occasione in cui i siciliani si ribellarono agli oppressori con violenza e orgoglio. Protagoniste della storia e del patrimonio culturale collettivo messinese, che incarnano la graphic novel, sono due donne, Dina e la sua amica Clarenza che sfideranno la morte e lotteranno per la loro libertà, rifiutandosi di cedere agli oppressori e continuando a combattere per un mondo migliore. Interessante è la prefazione di Nadia Terranova, che fornisce al lettore un’introduzione storica alla vicenda, mostrando due donne che, nella cultura avevano il compito di suonare le campane del duomo di Messina e le cui figure sono celebrate poiché furono loro, per una volta ricordate, a salvare gli uomini. La storia di Dina e Clarenza non è di certo l’unica storia in cui le donne sono state protagoniste, ma una delle poche che è sopravvissuta all’oblio di una cultura e memoria prevalentemente maschilista, che tendeva e tende tuttora, a far scivolare nel silenzio il talento femminile esaltando quello maschile. Lelio Bonaccorso reinterpreta la vicenda delle due donne, poiché lacunosa e contraddittoria di suo, a modo suo, inserendo Dina e Clarenza in un’epoca di ribellione e rabbia, intrecciando finzione e realtà storica, romanzando e mostrando una Messina antica, con sguardo nostalgico e potente e con disegni brillanti e intensi, capaci di catturare l’attenzione del lettore e trascinarlo immediatamente nella storia, secoli e secoli addietro.

“Vento di libertà” mostra una Sicilia e una Messina, in particolare, orgogliosa, “fimmina”, stanca degli stenti e degli abusi, stanca di restare in silenzio. Un inno alla speranza e alla libertà, gridato con forza e coraggio e incarnato da Dina e Clarenza. Se nella graphic novel spiccano le figure femminili, c’è, purtroppo da sottolineare come rispecchi anche i tempi attuali e antichi, mostrando uomini che vogliono assoggettare le donne, trattandole come merce, ferendole e silenziandole.

Sono molti i temi affrontati all’interno di “Vento di libertà” e non solo guardare la storia attraverso lo sguardo feroce e brillante delle donne, quanto anche la paura del diverso e dello straniero, la sopraffazione dei più deboli, equilibri di potere che cambiano nel tempo, ma che vedono sempre la lotta tra ricchi e poveri, la speranza e la libertà. Questa graphic novel è potente e può essere vista in molteplici modi, come momento di evasione, di conoscenza e intrattenimento, cultura e arricchimento.

Ho adorato leggere “Vento di libertà”. Non solo ha arricchito il mio patrimonio culturale, mostrandomi una Sicilia e, in particolare, una Messina, piena di forza, orgoglio e speranza, ma ha attirato la mia attenzione con disegni bellissimi, mostrandomi donne forti e testarde, una città che non si è voluta piegare e la brillante speranza rappresentata visivamente dalla colomba.

L’unico aspetto “negativo” di una graphic novel che poteva essere perfetta è la lunghezza. In poco più di 150 pagine vengono condensati avvenimenti storici importanti, relazioni interpersonali che, purtroppo, non vengono sviluppate a dovere e personaggi difficili da affezionarsi perché presenti poco tempo. Avrei voluto conoscere meglio il rapporto tra Dina e Jacques e tra Dina e Clarenza, mentre, nonostante i temi e le numerose qualità, la caratterizzazione è frettolosa e condensa molto in poco spazio.

Nonostante ciò, “Vento di libertà” è una bellissima graphic novel e, pur non riuscendo a darle il massimo, ha le mie 4 meritate stelle.

Inoltre, passate anche dalle altre recensioni!

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Uno di noi è il prossimo di Karen M. McManus- Review party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a “Uno di noi è il prossimo” di Karen M. McManus. Un grazie enorme ad Ambra per aver organizzato l’evento e alla Mondadori per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state influenzate in alcun modo.

di Karen M. McManus (Autore) 
 Roberta Verde (Traduttore)
Mondadori, 2022

Obbligo o verità. Può costarti la vita. Tu cosa scegli?
Il sequel di Uno di noi sta mentendo.


È passato un anno dalla tragica morte di Simon Kelleher, in tanti hanno cercato di imitare la sua app, ma nessuna è riuscita ad affermarsi, anche perché, prosciolti da ogni accusa Nate, Bronwyn, Addy e Cooper, i gossip portati alla luce si sono sempre rivelati poco appetitosi. Fino a questo momento, almeno. Attraverso la chat degli studenti della Bayview High, infatti, ha preso piede una nuova inquietante versione di Obbligo o verità , destinata a portare alla luce altri oscuri segreti degli allievi della scuola e verso la quale tutti provano una morbosa attrazione. È come se tutti a scuola si fossero dimenticati della fine fatta da Simon che, per il modo in cui usava il gossip come arma, aveva finito per soffrire più di chiunque altro. Tra i primi a essere coinvolti c’è anche Maeve, sorella di Bronwyn, costretta suo malgrado ad affrontare una situazione scomoda a causa della sua scelta. Del resto, si sa: a scuola basta commettere un errore per ritrovarti un’etichetta appiccicata addosso per il resto della vita. La posta si fa via via più alta e quando il gioco prende una piega inaspettata è ormai chiaro che bisogna trovare, e fermare, chi lo sta orchestrando prima che sia troppo tardi…

Sequel di “Uno di noi sta mentendo”, “Uno di noi è il prossimo” riprende un anno dopo la tragica morte di Simon Kelleher e lo scandalo che aveva minacciato di rovinare di vite di Nate, Cooper, Addy e Bronwyn. I quattro giovani sono cresciuti, Addy e Nate lavorano, Cooper e Bronwyn sono all’università e il liceo di Bayview ha cercato invano di creare app di gossip come quella di Simon, fallendo. Quando una chat inizia a proporre una contorta versione di “Obbligo e verità”, costringendo i partecipanti a una serie di sfide sempre più pericolose per non rivelare i loro oscuri segreti, la sorella di Bronwyn, Maeve, il suo amico Knox e la compagna di scuola, Phoebe, si ritrovano loro malgrado coinvolti. Un gioco sempre più crudele, con l’intenzione di ferire più persone possibile, se non, addirittura, ucciderle… Maeve, Knox, Phoebe devono trovare il modo per fermare il creatore, prima che sia troppo tardi.

Mi è piaciuto leggere “Uno di noi sta mentendo”. Ho trovato la storia intrigante, carina e ben scorrevole, nonostante ci siano delle tematiche che avrei preferito fossero state evitate o sviluppate meglio. Per quanto riguarda il suo seguito, è stato un piacere ritrovare i personaggi principali della storia precedente, come Bronwyn, Nate, Addy e Cooper, Kris e via discorrendo. Ho adorato rivederli insieme, trovarli affiatati e sempre amici (e nel caso di Bronwyn e Nate qualcosa di più), apprendere di imminenti cambiamenti nelle loro vita.

In “Uno di noi è il prossimo” ho amato poter conoscere meglio Maeve e apprezzare l’introduzione di Knox e Phoebe. Se l’idea di base, un altro gioco crudele che usa i gossips per ferire le persone, era interessante, ho trovato il suo sviluppo un po’ fiacco e lento. Ci sono state situazioni che ho ritenuto eccessive e, come nel libro precedente, tematiche che avrei evitato o che avrei preferito fossero sviluppate meglio. C’è molto slut-shaming, episodi di violenza sessuale, abusi e traumi e, sfortunatamente, molti episodi mi sono sembrati gratuiti. I personaggi sono abbastanza ben fatti e sviluppati e mi è piaciuto il rapporto esistente tra Maeve e Knox e quello che si va a creare con Phoebe, nella loro ricerca del colpevole. Come nel libro precedente, il gioco è presente e integrato alla vita di ciascuno dei personaggi, con le loro problematiche, traumi e difficoltà familiari e ho apprezzato il modo in cui fossero amalgamati. Ogni personaggio è ben scritto e sviluppato, sia nei rapporti interpersonali con altri personaggi e con la famiglia, sia a se stante, con le preoccupazioni, dubbi, paure e desideri di ognuno.

Tra i personaggi ho preferito Maeve che, da personaggio secondario, la cui intelligenza e capacità da hacker ha aiutato i quattro di Bayview nel libro precedente, qui spicca come personaggio principale e che non ha nessuna intenzione di subire in prima persona l’inferno capitato a sua sorella. Phoebe è un personaggio interessante, la cui vita è stata stravolta, spingendola a rimettersi in sesto, tra tensioni familiari, amicizie sbagliate e incontri evitabili. Knox è un altro personaggio che ho apprezzato, sia nel suo rapporto con Maeve, sia nella sua testardaggine e curiosità.

Dal punto di vista della trama, l’ho trovata un po’ lenta ed è impossibile non fare il confronto con il libro precedente, all’interno del quale l’indagine era più avvincente e sviluppata.

Nel complesso, forse a causa del confronto con il libro precedente, la cui eredità è ben chiara nel seguito, non ho apprezzato “Uno di noi è il prossimo” come avrei voluto. I personaggi sono interessanti e i rapporti interpersonali ben fatti, ma la trama è un po’ lenta e le rivelazioni o scontate o poco credibili. Si tratta di un thriller carino, adolescenziale, ma che non spicca in particolar modo.

In conclusione non posso dare più di tre stelline.

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Perchè il re degli elfi odiava le storie di Holly Black- Review party

Salve a tutt* e benvenuti alla mia tappa dedicata a “Perché il re degli elfi odiava le storie” di Holly Black. Un grazie enorme a Ambra per aver organizzato l’evento e creato le bellissime grafiche e alla Mondadori per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state influenzate in alcun modo.

Holly Black
pubblicato da Mondadori
Prima di essere un principe crudele o un re malvagio, Cardan è stato un bambino e poi un ragazzo con un cuore di pietra. Attraverso le pagine di questo libro si getterà luce sulla vita drammatica dell’enigmatico Sommo Re del Regno degli Elfi. Si ricorderanno momenti fondamentali della sua storia, che in certi casi suoneranno familiari ai lettori della trilogia “The Folk of the Air”, raccontati tutti dal punto di vista di Cardan.
Ci sarà spazio per una storia d’amore che fa battere il cuore, per avventure spericolate, ma anche per lo humour, ingredienti di una saga che ha incantato i lettori di ogni dove. Ad arricchire il tutto, poi, le sontuose illustrazioni a colori di Rovina Cai, che rendono questo libro un oggetto prezioso da collezionare, che piacerà agli appassionati dei romanzi della serie, ma anche ai nuovi lettori.

Per chi è appassionato dei romanzi della trilogia “The Folk of the Air” o per chi si vuole affacciare a questa nuova serie, questa raccolta di racconti è una vera e propria chicca, impossibile da perdere. Avventure spericolate, momenti teneri, storie su storie, incontri inaspettati, scoperte e così via costellano questo piccolo libriccino, che è meravigliosamente abbellito dalle illustrazioni a colori di Rovina Cai che accompagnano e rendono le storie ancora più spettacolari.

Cardan non è affatto un personaggio semplice, bensì intrinsecamente complesso, la cui infanzia e adolescenza (ma siamo onesti, gran parte della sua vita) è stata contraddista da abusi, ingiustizie che l’hanno formato e forgiato e spinto ad essere il personaggio amato/odiato da tutti i lettori della saga. Lui è la voce narrante di questo volume e, alternandosi tra passato e presente, la cui differenza è nettissima soprattutto nel modo di parlare e relazionarsi con gli altri personaggi, Jude in particolare, Cardan racconta di incontri e amicizie, rapporti con “amici” e fratelli, abusi e storie con morale, mostri e ragazzi con il cuore di pietra o di vetro, delusioni e rabbia, tradimenti e avventure. Interessante e intrigante è stato vedere vecchi e nuovi personaggi dal punto di vista di Cardan e aver potuto notare e apprezzare il modo in cui aveva iniziato a guardare e pensare a Jude, le sue considerazioni sui mortali, spesso e volentieri influenzate dagli altri, i libri che leggeva, i suoi rari momenti di gentilezza e comprensione, controbilanciati dalla rabbia e dagli eccessi che l’avevano contraddistinto.

Se la trilogia di “The folk in the Air” si era conclusa in un modo che ho adorato e ho trovato adatto e perfetto, ho molto apprezzato questo sguardo ulteriore sia sul personaggio di Cardan, aggiungendo e spiegando come effettivamente è diventato ciò che è diventato, ma anche sul suo rapporto con Jude dopo la fine dell’ultimo romanzo. Il lettore trova, quindi, Cardan e Jude come marito e moglie, re e regina, il cui rapporto, se confrontato con le storie ambientate nel passato, è diversissimo e sottolinea la grandissima evoluzione dei personaggi, sia a se stanti che nella loro relazione. Un Cardan più aperto al mondo, non solo il suo, innamorato e con un cuore non pietra e una Jude non sulla difensiva e piena di rabbia, personaggi che sono maturati e cresciuti e che si fidano l’uno dell’altro in un bellissimo rapporto di coppia.

Mi è piaciuto moltissimo leggere questo volume e ritrovare vecchi personaggi e ho adorato poter ammirare i pensieri di Cardan in questo continuo oscillare tra passato e presente. Ho adorato tutto e lo consiglio davvero a tutti.

Eccovi il calendario!

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Io, i miei mostri e me di Caterina Costa- Cheit.Jpg Review Party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party di Io, I miei mostri e me di Caterina Costa, in arte Cheit.Jpg. Un grazie enorme alla casa editrice Beccogiallo per questa magnifica occasione e per la copia in anteprima e a Valeria per aver organizzato l’evento! Le mie opinioni non sono state influenzate in alcun modo.

di Caterina Costa (Autore)
Becco Giallo, 2021
Caratteristiche: 112 pp. col., brossura
ISBN: 9788833141831

Il primo libro della giovanissima Caterina Costa, instagrammer, autrice di webcomics, conosciuta tra i suoi tanti fans con lo pseudonimo di CHEIT. Un webcomics che racconta senza filtri le ansie, le paure, le inquietudini, le sofferenze dei ventenni di oggi. Un’autrice dall’enorme seguito sui social media.

“Io, i miei mostri e me” è una raccolta di fumetti dalle svariate tematiche e trattano dell’amore, dell’amicizia, famiglia, depressione, dolore, solitudine. Con delicatezza e intensità l’autrice e artista riesce a rappresentare alla perfezione emozioni che, chi più chi meno, provano tutt*, facendoci sentire meno sol*, più compres* e consentendo, a chi non ha provato quelle stesse emozioni, di comprenderle almeno in parte. Un lavoro profondo e vulnerabile, dato che l’autrice si espone, si mette a nudo, esprimendo le sue paure e titubanze, le delusioni e sofferenze, la solitudine e i pensieri negativi, oltre a raccontare momenti di gioia e complicità, di soddisfazione e riscatto.

Come si nota leggendo questo delizioso libro, alcune opere hanno un titolo, dato che l’autrice ha partecipato alla sfida dell’inktober, che consiste nel creare un’opera al giorno partendo da una parola proposta. Le tavole che compongono questo libro presentano e alternano colori caldi e freddi, come l’arancione, il giallo, il rosso che contrastano nettamente con il blu, il nero, il grigio. I colori sono importanti perché oltre a rappresentare quel momento o l’altro aiutano anche a comprendere il cambiamento all’interno dei personaggi. Lo si può notare dalla prima vignetta quando il personaggio presenta il colore blu della malinconia che, nel corso dell’opera, sfuma fino a diventare rosa, ad assumere un colore più caldo appena il personaggio si sente a suo agio in compagnia di altre persone. O, nel caso contrario, in una vignetta quasi a metà del libro che raffigura un personaggio sorridente, i cui colori caldi e avvolgenti che, una volta in balia dei brutti pensieri (rappresentati fisicamente da una figura scura e minacciosa) iniziano a sfumare e a diventare sempre più freddi e bianchi.

Ogni opera, tavola è composta da quattro parti e in queste quattro vignette, l’artista racconta una storia, che può essere una delusione amorosa, un ricordo doloroso, un incontro spiacevole, un momento di debolezza, le difficoltà della vita di tutti giorni, ma anche momenti di serenità e allegria in compagnia degli amici, della famiglia, dell’amore. Riesce, a mio parere, ogni volta a colpire nel segno, esprimendo alla perfezione, senza giri di parole o altro, l’emozione di quella vicenda, trasmettendo sofferenza, sollievo, rabbia, delusione, felicità, ottimismo e ogni possibile sfumatura dell’essere umano.

Spiccano, o almeno hanno colpito me in particolar modo, le vignette che trattano della solitudine e della depressione e l’artista ha rappresentato in maniera estremamente realistica la difficoltà di essere in pubblico, il bisogno di prendersi una pausa, la pressione dovuta all’ansia, la presenza fastidiosa e insidiosa della depressione e dei pensieri negativi, rappresentati da figure nere o da un groviglio scuro che avvolge i personaggi.

Con delicatezza e sensibilità l’artista rappresenta l’immensa gamma delle emozioni che riguardano tutt* noi, le difficoltà nell’amicizia, le delusioni amorose, i momenti di solitudine e depressione, i pensieri negativi, ma anche i momenti di felicità, l’affetto degli amici, il sostegno della famiglia. Opera dopo opera rappresenta l’essere umano nella sua complessità, con i suoi alti e bassi. Si tratta di una raccolta imperdibile, dai disegni intensi e ben definiti e dalle parole, pur essendocene poche, che colpiscono nel segno ogni volta. Assolutamente da divorare tutto di un fiato, soprattutto perché è una raccolta che spinge chi la legge a sentirsi meno sol*, più compres* e quasi avvolt* in un abbraccio. Meravigliosa.

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Date inoltre un’occhiata alle altre recensioni!

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Le vite dei santi. Grishaverse di Leigh Bardugo- Review party

Salve e benvenut* alla mia tappa de Le vite dei santi di Leigh Bardugo, evento organizzato da Ambra che ringrazio moltissimo e che ha anche creato le stupende grafiche. Un grazie alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Leigh Bardugo
pubblicato da Mondadori
Traduttore R. Verde


Direttamente dalle mani di Alina Starkov alle vostre, la riproduzione fedele della Istorii Sankt’ya , per permettervi di entrare nelle pieghe più profonde dell’amatissimo universo creato da Leigh Bardugo. Una raccolta di storie che raccontano le vite, i martirii e i miracoli dei Santi a voi più familiari, come Sankta Lizabeta delle Rose o Sankt Ilya in Catene, ma anche le vicende più strane e meno conosciute, come quelle di Sankta Ursula, Sankta Maradi e del Santo senza Stelle. Una collezione resa ancora più preziosa dalle tavole a colori che accompagnano ogni storia.

Se conoscete anche solo un po’ il Grishaverse, saprete sicuramente l’importanza che ha questo favoloso libriccino all’interno della storia, che non solo ha aiutato Alina nella sua ricerca, ma che ha arricchito e fatto da sfondo alle sue avventure. Poterlo finalmente leggere e ammirare è magnifico.

Si tratta di una raccolta di miracoli e martirii, illustrata da Daniel J. Zollingere, i cui disegni sono stupendi e molto realistici, dai colori sgargianti e intensi. Un libriccino che racchiude miti e leggende, sui santi e le loro vicende, che riguardano geograficamente non solo il territorio di Ravka, ma anche Fjerda, Kerch, Shu Han e Novji Zem. Il lettore è a conoscenza di alcuni racconti, o meglio, di alcune parti di essi, come quello di Alina, o del Santo Senza Stelle, di Grigori e Lizabeta, ma questo libriccino approfondisce i miti e le leggende accennate, fornendo ulteriori storie, impossibili da dimenticare.

Ho amato potermi immergere nella lettura e farmi trasportare dai racconti da un paese all’altro, ammirando e venendo a conoscenza di miracoli, guerre, magie e sacrifici, demoni e patroni vari. L’atmosfera è fiabesca, evocativa e intrigante. La raccolta tratta storie di donne e uomini comuni, tutti contraddistinti dalla fede, ingegno e coraggio, le cui gesta hanno portato poi, in parecchi casi, alla santificazione. Personaggi che hanno lottato per proteggere il proprio popolo e famiglia, per consigliare re, per salvare se stessi, per sconfiggere il nemico e via discorrendo.

All’interno della raccolta, spiccano storie di donne che rifiutando di sottostare alle convenzioni, come l’ingegnosa Vasilka, donne coraggiose come Lizabeta e la brillante Margaretha, come Maradi, che protegge amori impossibili, o Marya che salva la propria famiglia e il proprio popolo. Incontriamo leggende che rimandano a Babbo Natale, come Sankt Nikolai, storie di uomini che amano e proteggono gli animali, o che preferiscono lo studio a ciò che la famiglia o il mondo si aspetta da loro.

Si tratta di racconti che mi hanno molto affascinata, non solo perché spaziano geograficamente dappertutto, ma anche per la loro diversità, anche se tutti sono accomunati dalla fine terribile dell’eroe o dell’eroina, chi accusato di stregoneria, chi non creduto, chi sacrificato per salvare gli altri. Sono storie d’insegnamento, di fede e coraggio. Le illustrazioni accompagnano sapientemente le brevi storie che compongono questa meravigliosa raccolta e non posso che consigliarvela, perché è stata davvero un’avventura emozionante potersi immergere in questo mondo. Un mondo ricco di magia, tradimenti, lealtà, mostri e personaggi indimenticabili.

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The ghosts we keep by Mason Deaver-Hear our voices book tours

Hello and welcome to my stop for “The Ghosts we keep” by Mason Deaver! A huge thanks to Hear our voices book tours for the chance to be part of it!

Hardcover, 336 pages

Expected publication: June 1st 2021 by PUSH Scholastic


Perfect for fans of Adam Silvera and Becky Albertalli, this book will rip your heart out before showing you how to heal from tragedy and celebrate life in the process.

When Liam Cooper’s older brother Ethan is killed in a hit-and-run, Liam has to not only learn to face the world without one of the people he loved the most, but also face the fading relationship with his two best friends.

Feeling more alone and isolated than ever, Liam finds themself sharing time with Marcus, Ethan’s best friend, and through Marcus, Liam finds the one person that seems to know exactly what they’re going through, for the better, and the worse.

This book is about grief. But it’s also about why we live. Why we have to keep moving on, and why we should. 




Thank you so much, PUSH Scholastic, for the chance to read and review this book!

TW: death, grief, depression, self-harm, anxiety, panic attacks, misgendering

When their older brother Ethan is killed in a hit-and-run, Liam is forced to face the world without one of the people he loved the most and seeing their relationship with their two best friends slowly fading. Feeling lonely and devastated, Liam finds a friend and a support in Marcus, Ethan’s best friend and have to learn to go through the pain and grief and to move on.

I was DEVASTATED while reading this book. I devoured it and I couldn’t stop reading it, while, at the same time, crying my eyes out and thinking how life was so unfair and cruel.
The ghosts we keep is wonderful, moving and heartwrenching. Told by Liam’s POV, it swings from before Ethan’s death and after it, showing Liam’s and their parents’ struggling to move on and facing their grief and loss, the moments with Ethan and Marcus, with Joel and Vanessa, Liam’s best friends, the fights, the sweet moments and the sad ones.
I loved the way it swings from past to present, letting the reader know Ethan and his relationship with Marcus and Liam and Liam’s bond with their friends and parents.

This is a book about grief, moving on, struggling, lost chances, lost loves, growing up and life in its complexity and unfairness. It’s harrowing, sad and so important. Liam is a wonderful main character and I love their energy and passion about music and their struggle is really relatable in their lashing out, being upset, trying to move on, feeling lonely and lost. I love his relationship with Ethan and how much they loved one other, fighting as all siblings do, supporting and loving each other. I was devasted while learning about Marcus’ pain and loss and it was so hard to read.
Mason Deaver wrote a book that will torn your heart out of the chest and leave you bleeding. A book about life and love, family and bonds, grief and pain and moving on.

I loved everything about it.



“I was foolish in my belief that grief was a straightforward thing. I thought the first wave would it, and gradually the feelings of sadness and desperation would slip away until I found myself normal again. But I was so very wrong. Because grief is a complicated, ugly, messy thing. And it makes you do complicated, ugly and messy things.”


“Fingers finding lost bodies-
floating along the surface, despaired, drowned, dead.
Keeping secrets lost on pale blue lips-
For this is the place the dead things go-
This is the home of the ghosts we keep.


“And I wish you were here,
but you’ve left me alone.
Gone off on a journey,
that’ll never bring you home.”


“Things grow old-
everything does.
But I promise you-
No matter the distance-
My hearts beats the same as yours
and you make it full.”


“But I have to learn to live alongside the pain, alongside this missing part of my life that I’d never get back.”

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Fragile Remedy by Maria Ingrande Mora- Book Tour

Hello and welcome to my stop for the Fragile Remedy by Maria Ingrande Mora book tour, organized by Tbr and Beyond tours! Thank you so much for this chance! I’m so in love with this book and I can’t wait to freak out with you all about it!

Please, check the tour schedule here!

TOUR SCHEDULE: Fragile Remedy by Maria Ingrande Mora

Genre: Young Adult Science Fiction
Publishing date: March 9th, 2021
Goodreads | Amazon | Barnes & Noble | Book Depository | IndieBound | Indigo

Content warning: addiction, violence, characters being held against their will, human trafficking and infertility, For full content warning please see the author’s website: https://www.mariamora.net/books

Sixteen-year-old Nate is a GEM—Genetically Engineered Medi-tissue created by the scientists of Gathos City as a cure for the elite from the fatal lung rot ravaging the population. As a child, he was smuggled out of the laboratory where he was held captive and into the Withers—a quarantined, lawless region. Nate manages to survive by using his engineering skills to become a Tinker, fixing broken tech in exchange for food or a safe place to sleep. When he meets Reed, a kind and fiercely protective boy that makes his heart race, and his misfit gang of scavengers, Nate finds the family he’s always longed for—even if he can’t risk telling them what he is.

But Gathos created a genetic failsafe in their GEMs—a flaw that causes their health to rapidly deteriorate as they age unless they are regularly dosed with medication controlled by Gathos City. As Nate’s health declines, his hard-won freedom is put in jeopardy. Violence erupts across the Withers, his illegal supply of medicine is cut off, and a vicious attack on Reed threatens to expose his secret. With time running out, Nate is left with only two options: work for a shadowy terrorist organization that has the means to keep him alive, or stay — and die — with the boy he loves.

I received this book from NetGalley in exchange of an honest review and I thank them and the publisher so much, because this book is really amazing!

This book talks about the social difference between riches and poors (highlighted by physical separations), addiction, murder, death, torture, the importance and meaning of family, above all the one you can create, love and relationships.

Nate is a GEM (Genetically Engineered Medical Surrogate) and he was created by Gathos City. To save and give him a chance to live and not to be abused all the time, his parents smuggled him out into the Withers, a place separated from the elite city, a lawless place where he learned to survive as a Tinker, finding his own family with a scavenging gang. But Nate's days are threatened and counted, since the scientists of Gathos City built a failsafe, making the GEMs' bodies deteriorate with age, if they don't take regularly their medicine. When his saving medicine's supply is threatened, violence erupts in the Withers and Reed, the boy he loves, is badly hurt, Nate finds himself into a difficult position.


I LOVE Fragile Remedy. It's an AMAZING dystopian fantasy, full of incredibly relatable characters. The plot is intriguing and skillfully written, the worldbuilding is brilliant and complex, the themes and the way the author dealt with them superb, pushing the reader to think about relationships, love, science and life. The bonds between characters are intense and strong and I loved the trope of queer found family.
Reading through Nate's POV was an intense experience; he's an amazing main character, weighed down by his past. He was abused by cruel scientists and he's burdened by own lies, since he's scared to tell the gang what he is and he doesn't know who to trust. It was such a pleasure reading his POV. He's brilliant, stubborn and smart and one of my favourite character! I was really involved in this story!

I loved the characters' complex relationships. They would do anything to protect each other and to survive and when one of them is in danger they are ready to do the impossibile, against the cruelty of greed and people. Their creating a family with each other was a wonderful thing and their loyalty, their love was inspiring and absolute. It was comforting and sweet reading how they have each other's backs, how they support and love one other.

This book wrecked me, emotionally, because it was impossible not to love its characters. I loved the family they created, their fierce loyalty to each other. How their bonds are intense and complicated, beautifully written and it was a pleasure to discover their intricacies.
The writing style is superb and I felt so involved I cried and laughed with the characters, feeling sad, cheering for them, squealing in delight. The author got me hooked since the very beginning, pushing me to read more and more, because I needed to see them safe and sound, to see how the story would pan out.

I liked how, through a story about love, survival, family and relationships, the author talked about the abuse the riches inflict on poor people. The gap was clear through physical separation (the gates) and because the Withers were depending on the City's supplies (food, remedy and so on). It was interesting reading the way its inhabitants struggled to survive, how they choose to escape their reality and life and how Nate and his family fight to survive and be together. How the author dealt with sensitivity and care important themes like addiction, death, torture, pain and grief.

Fragile Remedy lays important questions about morality and science, pushing the reader to think the lenght the science should go.
If a clone was created to save people's lives, what should his/her/their rights be? He/she/they should be considered a human being? What exactly being humans mean? Should science appeal to humanity and decency or shouldn't? The end justify the means and so on.
I found the social message really important and on point. It was intense thinking about that, above all because the reader sees through Nate's eyes, his feeling trapped, used and hurt, his life created to be in other's service, his own life depending on medicine his captors created. Nate's reality was awful and incredibly complex and he wanted to survive and, at the same time, he was ready to do anything for the people he loved the most.
It was hard to read about Nate's story, because I felt acutely his feeling trapped, his hopelessness and also his love for his family, his fierceness and stubborness.


Fragile Remedy was one of my favourite book I've ever read and I'm so in love with everything. The characters are impossible not to love, the story important and I totally recommend this book to those who love a wonderful queer found family, the profound bonds of love and friendships, fights for freedom and love, against injustice and social differences and the strenght of love and protect one other.

I LOVED AND LOVE THIS BOOK SO MUCH!



Maria Ingrande Mora is a marketing executive and a brunch enthusiast. Her love languages are snacks, queer joy, and live music. A graduate of the University of Florida, Maria lives near a wetlands preserve with two dogs, two cats, two children, and two billion mosquitoes. She can often be found writing at her stand-up desk, surrounded by house plants. Unless the cats have already destroyed them.

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I’ve also had the pleasure to interview the AWESOME Maria Ingrande Mora! Here’s my interview:

  1. Where did you get the idea for Fragile Remedy?

I was driving and listening to music and had a vivid image of Reed and his gang sorting through tech. Nate slowly formed from my daydreaming about that scene, and I started playing with it.

  1. How many things changed from the original draft? And which ones?

Quite a bit changed! I fully rewrote the book twice. In the original draft, Nate was actually a fairy. Hard to believe now, right? The final 30% or so of the book was rewritten entirely twice.

  1. What is the easiest character to write and the most difficult one?

Alden was the easiest to write. He was the “loudest” in my head, and the most fun to write. I had the most difficult time with Nate, who didn’t want to be particularly forthcoming about his emotional state.

  1. In Fragile Remedy Nate is a GEM, he was created by scientists. Where did you get the inspiration for that?

I wish I could draw a line to one single point of inspiration, but I think this was the result of growing up watching Star Trek movies, Star Wars movies, and loving Anne McCaffrey’s books as a kid.

  1. Fragile Remedy makes the readers think about the length the science should go and lays important questions about morality, abuse and power. What do you think would happen if, in an hypotethical future, people like Nate existed?

I think that we’re already in dangerous territory when it comes to dehumanizing entire populations. It doesn’t feel particularly far-fetched to me that people like Nate would be mistreated and that complacency would win out over pushing back against this kind of unethical medical practice.

  1. How much of you is in your characters?

I relate to Nate’s issues with self-worth, and I relate to Alden’s tendency to deflect and attack before he allows anyone to talk about his feelings. I relate to Reed’s protective vibes. I relate to Brick’s exasperation and Sparks’s tenacity.

  1. Could you describe Fragile Remedy in three words?

Queer found family

  1. Do you have any headcanons post Fragile Remedy? Maybe about Reed and Nate? I love them so much.

I believe that Pixel grows up and becomes part of a group that upends Gathos City’s unjust government. Nate and Reed stay fairly under the radar in a support role and help young people develop engineering skills and safety nets.

  1. Could you tell me about your future projects? Do you think you will get back to Fragile Remedy’s world?

I am currently working on a fantasy set during an alternative industrial revolution. Surprising no one, all of the main characters are bisexual. It also features an m/m/f throuple. I am pumped.

  1. What are your favourite books?

Swordspoint is a comfort read. I read it every few years and it always devastates me. I loved Weetzie Bat as an older teen and it has a special place in my heart. More recently, I loved The House in the Cerulean Sea, Ember in the Ashes, We Set the Dark on Fire, and Sorcery of Thorns.

  1. Could you tell me five random things about you?

I love paddle boarding, I collect enamel pens, I’m 5’9″, I’m super scared of snakes, and I love anchovies.

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Kid. Il ragazzo che voleva essere Diabolik di Guido Sgardoli- Review Party

Buongiorno a tutti e benvenuti alla mia tappa per il Review Party di “Kid. Il ragazzo che voleva essere Diabolik” di Guido Sgardoli, organizzato dalla straordinaria Chiaramente Lettrice, che ringrazio di cuore!

Senza ulteriori indugi, vi presento questo libro, che mi è piaciuto davvero moltissimo! Prima alcune informazioni e link dove potrete acquistarlo.

Nessuno ad Angel-Mer ama il pericolo più di Kid Clermont. La velocità delle minicross, il rombo dei motori prima di una gara, le acrobazie del parkour. E questo che ha sempre fatto frizzare l’adrenalina nelle vene di Kid. Eppure, negli ultimi tempi, qualcosa è cambiato… è come se Kid vivesse tutto con un filtro, con distacco. C’è un’unica passione che accende ancora il suo interesse: Diabolik, il genio del crimine di cui Kid ha letto ogni fumetto, di cui conosce ogni segreto. Ed è proprio durante l’anteprima del film “Diabolik” che nella testa del ragazzo scatta qualcosa. Un clic. Kid all’improvviso decide che la sua vera ambizione non è dare fango all’affascinante Vicky Lambert nelle gare di cross, ma fare la differenza nel mondo, come Diabolik. Va bene, forse mamma e papà non sarebbero così fieri di avere un ladro per figlio, ma Diabolik non è solo questo. Diabolik è un fuorilegge, ma è leale, ha un codice d’onore. E non fa sconti ai cattivi. Kid vorrebbe davvero essere come lui…

Peccato che nella cittadina di Angel-Mer non succeda mai niente di niente. Almeno fino al giorno in cui il padre di Kid, il procuratore Mario Clermont, non decide di accogliere in casa una ragazza coinvolta in una delle sue indagini. Una ragazza dai capelli biondi, che non conserva alcun ricordo dell’incidente che l’ha resa orfana. E che assomiglia straordinariamente alla Eva Kant protagonista dei fumetti di Diabolik. Se questo è un segno… può voler dire soltanto che Kid sta per vivere l’avventura più spericolata della sua vita.

Ho amato leggere “Kid. Il ragazzo che voleva essere Diabolik”. La storia è avvincente, ricca di colpi di scena e, nonostante l’età indicata sia dai 12 anni in su, ho potuto apprezzare e godere di questo libro anche avendone più del doppio!

Ambientato in una cittadina tranquilla dove non accade mai nulla, il protagonista è Kid Clermont, figlio del procuratore della città e di una brillante ingegnere informatico e che vive in Villa Legrand, dall’apparenza inquietante e infestata, ma dotata di tecnologia all’avanguardia e prototipi da provare. Kid trascorre le sue giornate tra minicross, parkour, ma soprattutto con Diabolik, all’interno delle cui avventure si immerge e sogna di vivere in un mondo dove poter fare la differenza, dove poter essere come il suo eroe. Quando nella sua vita entra Evelyn, una giovane coinvolta nelle indagini di suo padre, ben presto il sogno di Kid diventa realtà e con esso l’occasione di poter aiutare qualcuno. Anche se la realtà si rivela ben più pericolosa e rischiosa dei fumetti.

“Kid. Il ragazzo che voleva essere Diabolik” è scritto in modo coinvolgente e brillante e l’autore è capace di attirare l’attenzione del lettore sin dall’inizio, introducendo un protagonista intelligente e brillante, descrivendo luoghi e paesaggi in maniera così intensa che è come se il lettore fosse lì.

Se la storia inizia con Kid e il lettore impara a conoscere questo straordinario protagonista, le sue passioni, le curiosità e gli interessi di un giovane ragazzo, il libro è costellato da altri punti di vista, da ulteriori narratori, pur essendo brevi rispetto a quelli di Kid. “Kid.”, quindi, si svolge su più piani, spesso contemporaneamente, seguendo le avventure di Kid e dei suoi amici e, in seguito, di Kid e Evelyn, leggendo delle indagini della polizia e del procuratore, dei loro sospetti, allargando, pagina dopo pagina l’universo introdotto all’inizio. Non si ha a che fare con Kid e le sue passioni, la scuola, le prime cotte, le uscite con gli amici, o almeno non solo. Con la presenza di Evelyn, l’autore introduce indagini, complotti, misteri e il desiderio di trovare giustizia. La storia si sposta su un piano più complesso e pericoloso.

Con delicatezza l’autore affronta temi come la perdita dei genitori, il PTSD, omicidi, battaglie ecologiche, la salvaguardia della natura, l’importanza di proteggere l’ambiente anche e soprattutto partendo dal proprio piccolo. Temi come l’amicizia, le relazioni tra figli e genitori, l’importanza della terapia e del sostegno di una famiglia, la forza di rialzarsi dopo un lutto, nonostante la difficile salita.

“Kid. Il ragazzo che voleva essere Diabolik” mi ha davvero colpito. La storia è accattivante e cattura l’attenzione del lettore sin dalla prima pagina, ingrandendo e complicando l’universo dove si muovono i personaggi, aggiungendo ai bisticci o incomprensioni tra amici, scuola e rapporti con genitori tematiche complesse, come omicidi, indagini e che vengono trattate in modo davvero brillante.

Volendo si potrebbe dire che la storia si muove tra due piani, quello degli adulti e quello dei ragazzi che, durante il corso della narrazione, s’intersecano e si completano a vicenda. Interessante il modo in cui i pezzi vengono inseriti man mano, quasi fossero pezzi di un puzzle fino ad arrivare al quadro completo della vicenda. I personaggi sono ben scritti e sviluppati e abbastanza realistici, soprattutto Kid e Evelyn e, attraverso i loro atteggiamenti e pensieri, ci vengono presentati due ragazzi testardi, coraggiosi e complessi, che si ritrovano ad affrontare qualcosa di molto più grande di loro e che sono determinati a fare la differenza. La storia è meravigliosamente illustrata da Andrea Artusi, le cui illustrazioni completano l’opera e rendono tutto ancora più realistico ed emozionante da leggere.

In conclusione, “Kid. Il ragazzo che voleva essere Diabolik” è davvero un ottimo libro che consiglio sia ai fan di Diabolik, così da conoscere un fan sfegatato e determinato, sia a chi non ha letto i fumetti o conosce superficialmente la storia. Si tratta di un libro che affronta tematiche importanti, con estrema delicatezza, con personaggi ben scritti e una storia ben sviluppata, che farebbe sorridere anche il più cinico e pessimista di noi, poiché trasmette tanta speranza, parlando di giustizia, amicizia e famiglia.

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REVIEW PARTY “THUNDERHEAD” – NEAL SHUSTERMAN

Titolo: Thunderhead (Arc of Scythe , #2
Autore: Neal Shusterman
Editore: Mondadori (Oscar Vault)
Genere: Fantasy/ Distopico/ YA
Pagine: 396
Data di pubblicazione: 13 ottobre 2020
Prezzo: € 20,00

Ciao a tutti e benvenuti alla mia tappa per il review party dedicato al secondo volume di Falce, Thunderhead. Un enorme grazie alla Oscar Vault e ad Ambra, di Paranormal booklovers, per averlo organizzato ed avermi dato l’opportunità di farvi parte.

In un mondo che ha sconfitto fame, guerre e malattie, le falci decidono chi deve morire. Tutto il resto è gestito dal Thunderhead, una potentissima intelligenza artificiale che controlla ogni aspetto della vita e della società. Tranne, appunto, la Compagnia delle falci.

Dopo il loro comune apprendistato, Citra Terranova e Rowan Damisch si sono fatti idee opposte sulla Compagnia e hanno intrapreso strade divergenti.

Da ormai un anno Rowan si è ribellato ed è fuggito, diventando una vera leggenda: Maestro Lucifero, un vigilante che mette fine alle esistenze delle falci corrotte, indegne di occupare la loro posizione di privilegio. Di lui si sussurra in tutto il continente.

Ormai divenuta Madame Anastasia, Citra è una falce anomala, le sue spigolature sono sempre guidate dalla compassione e il suo operato sfida apertamente il nuovo ordine. Ma quando i suoi metodi vengono messi in discussione e la sua stessa vita minacciata, appare evidente che non tutti sono pronti al cambiamento.

Il Thunderhead osserva tutto, e non gli piace ciò che vede. Cosa farà? Interverrà? O starà semplicemente a guardare mentre il suo mondo perfetto si disgrega?

Sono innamorata da anni dello stile di Neal Shusterman e, in particolare, di questa trilogia e non ringrazierò mai abbastanza l’Oscar Vault per aver portato in Italia i primi due libri. Attenderò con ansia l’uscita del terzo!

Ambientato in un mondo dove l’umanità ha sconfitto fame, le guerre e, soprattutto, la morte non esiste, le Falci sono le uniche in grado di tenere la popolazione sotto controllo, spigolando con compassione e umiltà. O, almeno, così i fondatori della Compagnia avevano scelto di fare.

Nel corso del tempo un’estrema corruzione è iniziata a dilagare tra di loro, dividendo le Falci in nuovo e vecchio ordine, creando disarmonia e incertezze.

È in questo clima di pericolo, scontri e dubbi che continua la trilogia, con il secondo volume,Thunderhead, riprendendo mesi dopo la fine di Falce, che si era conclusa con la fuga di Rowan e Citra che veniva ordinata Falce sotto il nome di Madame Anastasia.

Ritroviamo Citra/Madame Anastasia, che si sta lentamente abituando al suo nuovo ruolo e compito, spigolando con compassione e utilizzando una metodologia che ha subito attirato le critiche della Compagnia. Infatti Madame Anastasia concede un mese di tempo alle persone che sono state scelte per la spigolatura, per sistemare i loro affari e salutare i loro cari e anche la possibilità di scegliere come morire.

Citra si ritrova, con la sua metologia, compassione e testardaggine, a rappresentare sia un esempio da seguire, le sue idee vicine a quelle del vecchio ordine, sia un pericolo e una minaccia per chi, come i seguaci di Goddard, appartengono al nuovo.

Il lettore ritrova una Citra cresciuta e più matura, che, nel corso del libro, lotta tra le sue identità, fino a comprendere appieno il suo ruolo e il suo nuovo nome.

Rowan, dopo la fine del suo apprendistato, ha deciso di assumersi la responsabilità di ripulire la Compagnia da Falci corrotte, sotto il nome di Maestro Lucifero, uccidendole e bruciando i loro corpi in modo che non possano essere rianimate. I suoi metodi sconvolgono e preoccupano la Compagnia delle Falci che pone un investigatore sulle sue tracce.

Mentre si legge Thunderhead è ben presto chiaro che l’universo di Falce che, nel primo libro, era, per lo più ristretto a Citra, Rowan, al loro apprendistato e al mondo delle Falci, si è espanso e allargato, includendo nuove e interessanti voci.

Come accadeva all’interno del primo libro, Thunderhead presenta molteplici punti di vista e, se in Falce, ad alternarsi con i capitoli dedicati a Citra e Rowan, c’erano gli estratti delle Falci, in Thunderhead venivamo direttamente a conoscenza con il Thunderhead, l’intelligenza artificiale che controlla, protegge e osserva l’intera umanità.

Ho trovato estremamente interessante leggere le sue osservazioni sul proprio potere, sull’umanità, sui pericoli che potrebbe correre, sulla potenziale importanza di alcune figure e sull’impossibilità di intervenire. Come un genitore benevolo, il Thunderhead guida, protegge ed è costretto a osservare gli avvenimenti che non può cambiare.

Viene introdotto il personaggio di Greyson Tolliver, un giovane che, a causa dei suoi genitori disattenti e poco presenti, è stato cresciuto dal Thunderhead, trovando in lui una figura guida, un amico e qualcuno cui affidarsi. Quando la sua vita viene stravolta da una serie di indizi e scelte, Greyson si ritrova a contatto con un mondo che non conosceva e in situazioni molto più complesse di cui poteva immaginare.

Come è accaduto nel primo libro, ma, siamo onesti, come accade con tutti i libri che scrive Neal Shusterman, il lettore è scosso e costretto a farsi domande sulla morale, su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, sull’umanità stessa, su cosa ci rende umani ed è il punto di vista del Thunderhead, ironicamente dato che si tratta di un’intelligenza artificiale, a suscitare domande simili. Fino a che punto la Terra sarà in grado di supportare l’uomo? Cosa si può cambiare?

Se la corruzione all’interno del mondo delle Falci era qualcosa di evidente già nel primo volume, Thunderhead non fa che confermarlo, mostrando, tramite diversi punti di vista, come l’arroganza, la crudeltà e la presunzione ha eroso la Compagnia e chi potrebbe, invece, rappresentarne la salvezza.

È interessante continuare a rendersi conto, perché le basi erano già state poste precedentemente, come il mondo “perfetto” non fosse mai stato del tutto perfetto e come, nonostante la presunta fine di disarmonie e disuguaglianze, alcuni esseri umani, probabilmente a causa della loro stessa natura, finiscano per diventare le versioni peggiori di se stessi.

Thunderhead è un perfetto continuo di questa straordinaria trilogia ed è ben presto chiaro, man mano che si prosegue nella lettura, che, come secondo libro, Thunderhead allarga la prospettiva del lettore, mostrando luoghi sconosciuti e con regole particolari, inserendo vecchi e nuovi personaggi e ponendo, come in un puzzle, le basi per ciò che accadrà nel libro successivo, facendo capire ai personaggi e al lettore che lo schema finale deve ancora essere rivelato.

Non vedo l’ora di poter leggere il terzo volume di questa saga!

Se vi va fatemi sapere cosa ne pensate!