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Il re delle cicatrici di Leigh Bardugo- Review party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a “Il re delle cicatrici” di Leigh Bardugo. Un grazie enorme a Ale per aver organizzato l’evento e alla casa editrice per la copia in anteprima, che non ha in alcun modo influenzato le mie opinioni.

Leigh Bardugo
pubblicato da Mondadori

Nikolai Lantsov, sovrano di Ravka, corsaro, soldato, secondogenito di un re disonorato, ha sempre avuto un’innata propensione alle situazioni difficili, ma questa volta sembra dover fare i conti con qualcosa di impossibile, qualcosa che nessuno, tra la popolazione di Ravka, potrebbe mai immaginare. Come se non bastasse, per arrestare l’avanzata dei nemici che si assiepano lungo i confini del regno, il giovane re deve trovare un modo per riempire le casse dello Stato, stipulare nuove alleanze e fermare il nuovo pericolo che minaccia quello che un tempo è stato il glorioso esercito Grisha. Al suo fianco, però, c’è la fedele Zoya Nazyalensky, leggendario generale Grisha, che non si fermerà di fronte a nulla pur di aiutare Nikolai ad affrontare e sconfiggere il potere oscuro che alberga nelle profondità del suo cuore e che, rafforzandosi di giorno in giorno, minaccia di distruggere tutto quello che ha costruito. Zoya sa infatti che, come i Grisha non possono sopravvivere senza Ravka, tantomeno Ravka può sopravvivere a un re tanto indebolito. Nello stesso momento, nelle terre fredde del Nord, Nina Zenik sta combattendo la sua personale guerra contro coloro che vorrebbero spazzare via per sempre i Grisha. Ma per sconfiggere i pericoli che la attendono, sarà costretta a scendere a patti con il proprio terrificante potere e ad affrontare il dolore profondo e lacerante che porta nel cuore. Re, generale e spia di Ravka: tutti e tre nel corso del loro viaggio dovranno spingersi oltre i confini tra scienza e superstizione, magia e fede, rischiare il tutto per tutto per salvare una nazione spezzata, e accettare che alcuni segreti non sono fatti per restare sepolti e che certe ferite non sono destinate a guarire.

Ritornare nel mondo del Grishaverse è stato assolutamente magnifico. Sin da quando Leigh Bardugo aveva annunciato la duologia dedicata a Nikolai, uno dei miei personaggi preferiti, ero su di giri e devo ammettere che, sia leggendola in lingua originale, che in italiano, questo libro è straordinario e ho adorato ogni singola parte. Sarò probabilmente di parte, ma non posso farci nulla, perdonatemi.

Nikolai è re, corsaro, soldato e si ritrova a dover far i conti sia con il suo regno e le pressioni politiche che arrivano da ogni fronte, intuendo un paese indebolito e facile, quindi, da conquistare, sia con un crescente culto che esalta il Darkling come un santo sia con i propri problemi personali, ovvero l’oscuro potere che lo trasforma in un mostro e contro il quale lotta giorno e notte. Al suo fianco Zoya, brillante, sarcastica e leggendaria generale Grisha, disposta a tutto pur di non perdere Nikolai e proteggere il loro Paese. Nel tentativo di impedire una guerra e ottenere alleanze, Nikolai inizia a muoversi su più fronti e quando Yuri, il monaco a capo del culto dedicato al Darkling, gli chiede di nominare quest’ultimo santo, Nikolai decide di intraprendere un viaggio per raggiungere il luogo dove un tempo esisteva la Faglia, sperando di compiere un rituale di purificazione che possa liberarlo dal proprio mostro. Eppure, tra miracoli e santi, nulla va come previsto.

In Fjerda, invece, aiutata da Adrik Zhabin e Leoni, Nina Zenik lavora come spia e lotta per allontanare i Grisha dalle grinfie dei soldati e per fare i conti con il suo lutto e il desiderio di vendetta e rivalsa nei confronti di Jarl Brum. Cercando di abituarsi al suo nuovo e oscuro potere, indagando su donne e bambini scomparsi, Nina incontra Hanne, una Grisha Spaccacuore come lei, e continuerà a cercare il modo per mettere in salvo Grisha come lei e sconfiggere Brum. Anche se ciò significherà fingere di essere ciò che non è.

Il re delle cicatrici presenta tre principali punti di vista: Nikolai, Zoya e Nina che trascinano il lettore all’interno della storia, tra Ravka e Fjerda, travestimenti e colpi di scena, santi e nuovi poteri, miracoli e nuove e vecchie conoscenze. Se la prima parte del racconto può apparire più lenta, la seconda si riprende in fretta, mostrando una serie di colpi di scena, imprevisti e momenti inaspettati. Gli amanti del Grishaverse ritroveranno Genya, David, Tamar, Tolya, Nadia, oltre a nuovi (diciamo così) personaggi. Ho amato ritrovare i personaggi, poco tempo dopo gli avvenimenti dell’ultimo libro della trilogia e notare quanto siano cresciuti e come, ognuno a modo loro, stiano affrontando i lutti e traumi subiti, tra sarcasmo, rabbia, determinazione e desiderio di normalità, in modo assolutamente realistico.

In particolar modo ho trovato estremamente realistico il modo in cui Nina affronta il suo lutto, lottando per restare con Matthias, sentendo il desiderio di vendetta e al tempo stesso maturando e crescendo e arrivando ad accettarne la perdita. Il suo punto di vista è stato uno dei miei preferiti, nel suo dolore, ribellione e rabbia, Nina è un personaggio straordinario.

Impossibile, inoltre, non amare Nikolai e Nina, dei quali abbiamo avuto solo piccoli assaggi nei libri precedenti e dove, qui, finalmente possiamo ammirare a tutto tondo, nelle loro caratterizzazioni, nel sarcasmo che nasconde le loro vere emozioni, nel modo in cui il loro legame cresce e matura e del quale non vedo l’ora di vederne gli sviluppi.

Nikolai è un personaggio brillante, pieno di inventiva, piani e sorprese e ciò che gli è successo l’ha cambiato profondamente, lasciandolo frustrato e vulnerabile e desideroso di trovare una soluzione al mostro che ha dentro, sia controllarlo sia, nella migliore delle ipotesi, eliminarlo. Ritroviamo, quindi, un Nikolai che è stato costretto a maturare in fretta a causa degli eventi subiti nella guerra e su se stesso, che deve gestire un paese fragile e minacciato, le cui minacce stanno arrivando da più fronti. Fortunatamente non è da solo, ma è assistito da sul Triumvirato e, soprattutto da Zoya, la cui compagnia è fondamentale.

Zoya è un personaggio che io ho adorato sin dall’inizio, nonostante si sia presentata, nei confronti di Alina, come sgarbata e prepotente. All’interno di questo libro, ma intuito anche nel precedente, si nota quando ci sia molto di più in Zoya rispetto a ciò che il lettore aveva notato all’inizio. Zoya è brillante, intelligente e calcolatrice, ben consapevole dei propri poteri e capacità e disposta a fare di tutto per proteggere le persone che ama e il suo paese. Sicura di sé, lei e Nikolai appaiono come due facce della stessa medaglia, usando il loro sarcasmo e superiorità per nascondere ombre e sofferenze interne. Nikolai con i suoi piani, intelletto e battute comiche è un personaggio fantastico, controbilanciato dalla brillante, ma più severa Zoya e le loro interazioni sono senz’altro le mie preferite. Inoltre, impossibile non notare la tensione romantica tra loro e non vedo l’ora di leggere di più.

Tralasciando la brillante caratterizzazione, della quale ho adorato ogni singola cosa, dal punto di vista della trama questo libro è pieno di colpi di scena e rivelazioni. Come scritto poco sopra, la parte iniziale appare più lenta, tra preparazioni, discussioni sulle politiche, alleanze e via discorrendo, mentre la seconda e, soprattutto il finale, è una costante montagna russa, tra sorprese, nuovi e vecchi incontri, magia e potere e ho amato ogni singola cosa.

Dopo un finale del genere, non vedo assolutamente l’ora di leggere il secondo e ultimo libro della duologia!

Qui sotto potete trovare il calendario con le altre recensioni!

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Rovina e ascesa di Leigh Bardugo- Review party

Salve a tutti e benvenuti alla mia tappa per il review party dedicato a “Rovina e Ascesa” di Leigh Bardugo. Ringrazio infinitamente Ambra per avermi reso partecipe e la casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Ecco a voi il calendario del review party

   

Genere: Narrativa Contemporanea

ISBN: 9788804728757

288 pagine

Prezzo: € 18,90

Cartaceo

In vendita dal 30 marzo 2021

“Disprezza il tuo cuore.” Era quello che volevo. Non volevo più essere in lutto, soffrire per qualche perdita o per i sensi di colpa, o per la preoccupazione. Volevo essere dura, calcolatrice. Volevo essere impavida. Fino a poco prima mi era sembrato possibile. Ora ne ero meno sicura.

L’Oscuro ha ormai esteso il suo dominio su Ravka grazie al suo esercito di creature mostruose. Per completare i suoi piani, gli manca solo avere nuovamente al suo fianco Alina, la sua Evocaluce.

La giovane Grisha, anche se indebolita e costretta ad accettare la protezione dell’Apparat e di fanatici che la venerano come una Santa, non ha perso però le speranze: non tutto è perduto, sempre che un certo principe, sfacciato e fuorilegge, sia sopravvissuto, e che lei riesca a trovare la leggendaria creatura alata di Morozova, la chiave per liberare l’unico potere in grado di sconfiggere l’Oscuro e distruggere la Faglia. Per riuscirci, la potente Grisha dovrà tessere nuove alleanze e mettere da parte le vecchie rivalità. Nel farlo, verrà a conoscenza di alcuni segreti del passato dell’Oscuro che getteranno finalmente luce sulla natura del legame che li unisce e del potere che l’uomo esercita su di lei.

Con una nuova guerra alle porte, Alina si avvia verso il compimento del proprio destino, consapevole che opporsi all’ondata di crescente oscurità che lambisce il suo paese potrebbe costarle proprio quel futuro per cui combatte da sempre.

“Rovina e Ascesa” segna la fine della trilogia iniziata con “Tenebre e ossa”, dedicata al Grishaverse. La fine di un’era, la fine delle avventure di Alina e i suoi amici, la fine delle guerre tra ship Malina e Darklina (che non mi mancheranno per niente) e una degnissima conclusione di un’avvincente saga.

La storia riprende poco dopo la disastrosa fine e fuga rocambolesca del precedente libro e ritroviamo una protagonista, benché stanca e provata e oppressa dalle cure dell’Apparat, determinata a fermare l’Oscuro e a proteggere Ravka. La ricerca della misteriosa creatura di Morozova, il terzo amplificatore la spingerà a scoprire cose sul passato dell’Oscuro e su cosa bisognerà fare per salvare il suo paese e la sua famiglia. Tra nuove e vecchie alleanze, fughe e ricerche, viaggi e nuove conoscenze, Alina, Mal, Nikolai, Genya, Zoya, David e altri alleati si preparano a fare di tutto per sconfiggere l’Oscuro. Anche se, forse, il prezzo da pagare sarà troppo alto.

La conclusione della trilogia, come ogni finale che si rispetti, è molto agrodolce e mi ha particolarmente colpito. Il worldbuilding creato dall’autrice è, come sempre, straordinario e intrigante e amo il modo in cui i personaggi, dal primo all’ultimo, sono maturati nel corso della trilogia, spingendomi a conoscerli meglio ed ad apprezzarli. Inutile dire che ho rivalutato molti di loro, impressionata dalla loro crescita e ho adorato moltissimo David e Zoya, mi sono molto affezionata ai nuovi personaggi introdotti. La storia è, come gli altri libri, piena di colpi di scena e di rivelazioni, sull’Oscuro, su Morozova, sul passato e il potere, sulle conseguenze di esso e i rischi e i sacrifici richiesti. Soprattutto Alina sente su di sé, acutamente, il peso di questa guerra, delle perdite e sofferenze ed è determinata a porre fine al regno de l’Oscuro, a lottare contro di lui e liberare Ravka dalla sua influenza e crudeltà. In un gioco di potere, minacce, perdite e scontri, Alina e l’Oscuro si incontrano, si scontrano, muovono pedine fino alla conclusione finale.

Ho amato leggere questa trilogia e mi ha lasciato moltissimo. Ho riso, mi sono commossa, ho sorriso nel leggere i battibecchi tra i vari personaggi, ho trattenuto il fiato nell’assistere alle loro fughe, alle morti e alle perdite. La Bardugo descrive perfettamente un paese in guerra, non disdegnando morti brutali e minacce messe in atto, sacrifici da compiere, ma è tutto, nonostante sia ambientato in un mondo fantasy, molto realistico nell’emozioni e reazioni dei personaggi.

So che la storia del Grishaverse prosegue con King of Scars e la duologia di Six of Crows, ma la storia di Alina è terminata e mi mancherà davvero molto. Lo consiglio assolutamente, è un finale davvero degno di una trilogia intrigante e piena di personaggi straordinari, impossibile non amarli.

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Assedio e tempesta di Leigh Bardugo- Review Party

Salve a tutti, amanti della lettura e benvenuti alla mia tappa del review party dedicato a “Assedio e tempesta” di Leigh Bardugo, il secondo libro della trilogia Grishaverse. Un grandissimo grazie ad Ambra (paranormalbookslover) per aver organizzato questo evento ed avermi fatto partecipare e alla Mondadori per la copia digitale in anteprima. La mia opinione non è stata in alcun modo influenzata.

Genere: Narrativa Contemporanea

ISBN: 9788804728740

300 pagine

Prezzo: € 18,90

Cartaceo

In vendita dal 19 gennaio 2021

“Non sarà sempre così” dissi a me stessa. “Più tempo passerai da libera, più diventerà facile.” Un giorno mi sarei svegliata da un sonno senza incubi, avrei camminato per strada senza timore. Fino a quel momento, mi tenevo stretta il mio pugnale sottile, desiderando sentire il peso sicuro dell’acciaio Grisha nella mano.

Ricercata per tutto il Mare Vero, perseguitata dal senso di colpa per le vite spezzate a causa sua nella Faglia d’Ombra, Alina, la potente Evocaluce, sta cercando di ricostruirsi una vita con Mal in una terra dove nessuno è a conoscenza della sua vera identità. Tuttavia, questo dovrebbe averlo imparato, non si può sfuggire al proprio passato. Né, soprattutto, ci si può sottrarre per sempre al proprio destino.

L’Oscuro infatti, che non solo è sopravvissuto alla Faglia d’Ombra ma ha acquisito anche un terrificante nuovo potere, è più determinato che mai a reclamare per sé il controllo della Grisha ribelle e a usarla per impossessarsi del trono di Ravka.

Non sapendo a chi altri rivolgersi, Alina accetta l’aiuto di un alleato imprevedibile. Insieme a lui e a Mal combatterà per difendere il suo paese che, in balia della Faglia d’Ombra, di un re debole e di tiranni rapaci, sta andando rapidamente in pezzi.

Per riuscirci, però, l’Evocaluce dovrà scegliere tra l’esercizio del potere e l’amore che pensava sarebbe stato sempre il suo porto sicuro. Solo lei infatti può affrontare l’imminente tempesta che sta per abbattersi su Ravka e nessuna vittoria può essere guadagnata senza sacrificio. Finché l’Oscuro vivrà – questo Alina lo sa bene – non esisterà libertà per il suo paese. Né per lei. Forse, dopo tanti tentennamenti, è infine giunto il momento di smettere di scappare e di avere paura. Costi quel che costi.

“Assedio e tempesta” riprende poco dopo la fine turbolenta di “Tenebre e ossa”. Alina e Mal cercano disperatamente di nascondersi e di vivere liberamente, ma Alina è perseguitata dal senso di colpa e da incubi. La necessità di non usare il suo potere, per evitare di essere scoperti e riconsegnati all’Oscuro, ha grandi effetti sul suo corpo e sul suo umore. Alina è magra, debole e paranoica. La fuga dei due giovani viene, però, bruscamente interrotta dall’arrivo dell’Oscuro che, non solo è sopravvissuto, ma è anche in grado di evocare dal nulla dei mostri fatti d’oscurità, i nichevo’ya. Di nuovo prigioniera, di nuovo vittima delle minacce dell’Oscuro nei confronti di Mal, Alina si ritrova su una nave al comando del corsaro Sturmhond…nel quale troverà un misterioso e camaleontico nuovo alleato.

Alina sarà costretta a decidere chi dovrà essere e cosa fare, in modo da poter proteggere Ravka da un tiranno pericoloso e da un re incapace. Ciò la porterà a dolorosi conflitti interni, tra desiderio di una vita normale con Mal, idea ormai irraggiungibile, la possibile corruzione del potere e fin dove dovrebbe e potrebbe spingersi per distruggere l’Oscuro e fare la cosa giusta.

“Assedio e tempesta” è il “tipico” secondo libro che, pur introducendo nuovi personaggi ed elementi e pur assistendo allo sviluppo loro e della storia, non è ancora arrivato al punto finale. Un libro centrale, che prepara allo scontro finale e alla risoluzione dei conti.

Il secondo volume inizia con Alina e Mal cercano di avere una vita normale a Cofton, in Novyi Zem (lì, per chi ha letto la duologia di Sei di corvi e Il regno corrotto incontrano anche un personaggio molto amato, che fa una fugace apparizione)e, poco dopo, sono costretti a bordo di una baleniera nei mari del Nord, alla ricerca di qualcosa che non riveler. La maggior parte del libro, però, è ambientata a Os Alta, dove Alina e il lettore ritrovano molti personaggi del libro precedente, come Zoya e David, Marie, Nadia e Sergei e le politiche del Piccolo e Grande Palazzo all’opera, ma in un paese dove ormai la guerra non è più un ipotesi ed è minacciato da più fronti, guidato da un re debole e incapace.

Alina è un personaggio che è cresciuto moltissimo ed è, come sempre, tremendamente umano e realistico. Incapace di scappare al suo destino, la giovane abbraccia la consapevolezza di ciò che rappresenta e la volontà di prendere il potere a capo dei Grisha e guidarli e di non essere più né vittima né prigioniera di nessuno. Ciò comporterà, però, doversi piegare a sotterfugi, alleanze e rischiare di perdere ciò che ama per il potere e il desiderio di proteggere il suo paese.

Alina ha paura, si sente sopraffatta, è pienamente consapevole della distanza che c’è o si sta creando tra lei e Mal o tra lei e il resto dei Grisha. Dopo il tradimento di Genya e la realizzazione di chi fosse realmente l’Oscuro, la giovane è sempre più isolata, ma, al tempo stesso, determinata a non farsi sopraffare da niente e nessuno.

In “Assedio e tempesta” ci sono nuove scoperte, nuovi orrori e personaggi che vengono introdotti. Primo tra tutti e colui che ho amato di più è certamente il corsaro Sturmond, che non è altri che il principe Nikolai Lantsov, secondogenito del re di Ravka.

Brillante, sagace, sarcastico, inventore, corsaro, camaleonte, Nikolai è un personaggio che ho amato sin dall’inizio, sia in veste di corsaro, sia di principe che di alleato. Il suo rapporto con Alina è fatto di battute, flirt, calci negli stinchi, occhi roteati e risate. Nikolai è un personaggio sfaccettato e pieno di qualità e risorse. Testardo e affascinante, capace di leggere chi ha di fronte e cambiare atteggiamento per adattarsi a ogni tipo di situazione, è un principe amante del suo popolo e cosciente del fatto che, senza l’aiuto di Alina, l’Oscuro li distruggerà tutti. Impossibile non amare Nikolai e non ridere a crepapelle delle sue battute.

«E sono notoriamente immune alle storie tristi. Per cui, a meno che nel tuo racconto non figuri un cane parlante, non voglio ascoltarlo. C’è?»

«C’è cosa?»

«Il cane parlante.»

Come se non bastasse la presenza e l’influenza dell’Oscuro a prendersi gioco dei sentimenti di Alina, anche Nikolai, con il suo atteggiamento, con le sue battute e il suo spudorato flirtare, non fa altro che creare tensioni tra Alina e Mal, trasformando il triangolo amoroso (tanto odiato dalla sottoscritta) in un quadrato. Alina non solo deve sentire su di sé la pressione di un intero paese, che ha bisogno dell’Evocaluce, di un culto nato per venerarla e vederla come Santa (guidato all’Apparat che è sempre più fanatico e inquietante e che appare e scompare nel corso del libro), la necessità di guidare i Grisha e renderli pronti allo scontro, ma anche con problemi di cuore e di inadeguatezza.

Se devo essere onesta, Mal è un personaggio che non ho riesco proprio a mandare giù, perché mi da l’impressione di qualcuno che non vuole solo proteggere Alina (e lui vuole assolutamente proteggerla e tenerla al sicuro) quanto voglia anche “ingabbiarla”, insistendo affinché le cose tornino com’erano prima, senza rendersi conto di quanto ciò sia impossibile, delle pressioni su Alina e di ciò che lei sente di fare in quanto Evocaluce e responsabile dei Grisha e di Ravka. Detto ciò, contestualizzando la situazione, Mal è un adolescente che si ritrova, come tutti i personaggi del resto, a dover affrontare qualcosa cui non è minimamente preparato e ha paura di perdere la persona che ama.

Tralasciando triangoli e quadrati amorosi, ho amato moltissimo la caratterizzazione dei personaggi. Non solo ho potuto ritrovare personaggi conosciuti in precedenza e vederli sotto un’altra luce, cogliendone maggiormente le sfaccettature e le complessità, come con Genya, Zoya e David, ma ho amato l’introduzione non solo di Nikolai (e spero fosse chiaro il mio amore per lui), ma anche dei gemelli Tolya e Tamar, con la loro fede, i loro poteri e la fiducia nei confronti di Nikolai e Alina.

Se nel libro precedente erano evidenti le differenze tra ricchi e poveri, tra i diversi ordini di Grisha, tra Primo e Secondo esercito, Alina è ben consapevole che è necessario essere uniti nello scontro con l’Oscuro e le differenze vengono meno marcate, incoraggiando la collaborazione e l’unione. Contrariamente al primo libro, l’Oscuro è meno presente fisicamente, ma la sua minaccia incombe su tutta Ravka, pesando su Alina, Nikolai e i Grisha e la necessità di proteggere il loro paese.

Nel corso della lettura ho più volte trattenuto il fiato, durante le molte fughe rocambolesche, le invenzioni di Nikolai, le costanti sorprese, seguendo Alina nelle sue scoperte, vedendola diventare sempre più responsabile per se stessa e gli altri, prepararsi allo scontro inevitabile e a ciò che esso comporterà per lei, i suoi cari e l’intero paese.

“Assedio e tempesta” è un degno seguito di “Tenebre e ossa”, all’interno del quale la posta in gioco è ancora più alta e dove potere e ambizione possono distruggere ogni cosa.

Se avete letto fin qui, vi ringrazio e vi invito a lasciare un commento o un mi piace.

Sotto troverete le altre tappe di questo straordinario review party!

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TENEBRE E OSSA DI LEIGH BARDUGO- BLOG TOUR

Salve a tutti e benvenuti nella mia tappa del review party di “Tenebre e ossa” di Leigh Bardugo, organizzato dalla straordinaria Francesca, che ringrazio tantissimo!

Autore: Leigh Bardugo

Editore: Mondadori

Collana: Fantastica

Pagine: 240

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“Il dolore e la paura mi vinsero. Urlai. La parte nascosta dentro di me risalì con impeto in superficie. Non riuscii a fermarmi. Il mondo esplose in una sfolgorante luce bianca. Il buio si infranse intorno a noi come vetro”.

L’orfana Alina Starkov non ha grandi ambizioni nella vita, le basterebbe fare al meglio il suo lavoro di apprendista cartografa nell’esercito di Ravka, un tempo nazione potente e ora regno circondato dai nemici, e poter stare accanto al suo buon amico Mal, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata da molto tempo. Ma il destino ha in serbo ben altro per lei. Quando il loro reggimento attraversa la Faglia d’Ombra, la striscia di oscurità quasi impenetrabile che taglia letteralmente in due il regno di Ravka, lei e i suoi compagni vengono attaccati dagli esseri spaventosi e affamati che lì dimorano. E proprio nel momento in cui Alina si lancia in soccorso dell’amico Mal ferito gravemente, in lei si risveglia un potere enorme, come una luce improvvisa e intensa in grado di riempirle la testa, accecarla e sommergerla completamente.

Subito viene arruolata dai Grisha, l’élite di creature magiche che, al comando dell’Oscuro, l’uomo più potente di Ravka dopo il re, manovra l’intera corte. Alina, infatti, è l’unica tra loro in grado di evocare una forza talmente potente da distruggere la Faglia e riunire di nuovo il regno, dilaniato dalla guerra, riportandovi finalmente pace e prosperità. Ma al sontuoso palazzo dove viene condotta per affinare il suo potere, niente è ciò che sembra e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le ombre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore. Da questo romanzo la serie Netflix di prossima uscita.

“Tenebre e Ossa” è il primo volume della trilogia Grisha, edito da Mondadori e in uscita il 3 novembre. “Tenebre e ossa” è il romanzo d’esordio di Leigh Bardugo, della quale la Mondadori ha già pubblicato “La nona casa” e la duologia di “Sei di corvi” e “Il regno corrotto”.

Ambientato in un paese dilaniato dalla guerra e minacciato da più fronti, Ravka prende ispirazione dalla Russia Imperiale e la storia di Alina si svolge in Ravka est, dove lei è un’apprendista cartografa presso l’esercito. La mappa presente all’inizio del libro è di grande aiuto per comprendere l’aspetto geografico della storia.

Ravka è divisa in due dalla Faglia d’Ombra, dal Nonmare, una zona popolata da creature infernali, chiamate volcra e che separa Ravka dal suo sbocco sul mare. La traversata, per quanto letale, è spesso necessaria dal punto di vista economico ed è durante una di esse che il reggimento di Alina viene attaccato e lei manifesta per la prima volta il suo potere di Grisha.

La protagonista principale è Alina Starkov, apprendista cartografa nell’esercito e da sempre innamorata del suo migliore amico, Mal. È durante un’escursione nel Nonmare, zona popolata da esseri mostruosi chiamati volcra, che scopre di possedere un potere straordinario, l’abilità di evocare luce. Alina scopre di essere una Grisha, persone dotate di poteri e viene immediatamente arruolata nel Secondo Esercito, al comando dell’Oscuro. Con il suo potere c’è finalmente la possibilità di sconfiggere la Faglia d’Ombra e riunire un regno minacciato da più fronti e riportare la pace, ma, all’interno del mondo Grisha, nulla è come sembra e tra tensioni e intrighi, inganni e sotterfugi, Alina deve imparare a proteggere se stessa e le persone che ama.

Sono da anni una grandissima fan di Leigh Bardugo e leggere, finalmente, la versione italiana del suo primo romanzo è una grandissima emozione. “Tenebre e ossa” è un romanzo straordinario e cattura immediatamente il lettore, trascinandolo in un universo complesso, fatto di intrighi, poteri magici, tensioni politiche e personaggi complessi e ben scritti.

Il romanzo, narrato in prima persona da Alina, inizia “in medias res” e il lettore viene spinto all’interno di una storia complessa, in un’ambientazione nuova e a poche pagine dall’entrare in una zona popolata da mostri cannibali. La scelta della prima persona è brillante, poiché il lettore viene immediatamente coinvolto nella storia, seguendo Alina nella sua avventura, venendo a conoscenza dei suoi dubbi, paure, sentimenti e speranze. Il lettore scopre il mondo Grisha insieme a lei e impara con Alina la teoria, la storia, conosce nuovi personaggi, sospetta, si spaventa, si lascia ingannare, cresce insieme alla protagonista.

Amo lo stile di scrittura della Bardugo e la sua abilità di narrare ed evocare è impressionante. Leggendo i suoi romanzi si ha sempre l’impressione di essere all’interno della storia. Lo stile è fluido e coinvolgente, i personaggi sono complessi e ben sviluppati e pur non essendoci particolari colpi di scena, “Tenebre e ossa” è un ottimo libro. Il worldbuilding è ricco e affascinante ed è una delle cose che più ho amato di “Tenebre e ossa”.

Si percepisce che è un romanzo introduttivo, poiché presenta al lettore il mondo Grisha, le divisioni, i poteri, i personaggi, le tensioni politiche, ponendo le basi per i libri successivi e lo sviluppo ulteriore della storia di Alina.

Non vedo l’ora che i fan italiani scoprino e amino questa fantastica storia e si appassionino come me al Grishaverse, di cui hanno appena intravisto una parte nella duologia di “Sei di corvi”.

Ecco alcuni esempi della sua bellissima scrittura:

“Il buio si infranse intorno a noi come vetro.”

“Era un grappolo di mura in legno scuro e di cupole dorate che si ergeva al di sopra degli alberi intorno, come fosse intagliato in una foresta incantata. Quando ci avvicinammo, vidi che era completamente ricoperto di elaborate incisioni di uccelli e fiori, viticci ritorti e animali magici.”

Fatemi sapere che ne pensate di questo libro e date un’occhiata anche alle mie colleghe del blog tour!

AVVISO AI NAVIGANTI

Da questo momento in poi ho deciso di fare una recensione più approfondita, parlando delle tematiche, dei personaggi e dello sviluppo della storia, quindi ci saranno spoilers.

All’interno di “Tenebre e Ossa” vengono introdotti i Grisha, che sono persone dotate di poteri, in grado di manipolare la materia ai suoi livelli più elementari. Ciò che sembrerebbe magia è in realtà scienza, ovvero la manipolazione della materia e, per questo motivo, si parla di “Piccola Scienza”. In base alle loro capacità, sono divisi in tre grandi categorie: Corporalki, che fanno parte dell’Ordine dei vivi e dei morti (le cui sottocategorie sono: Spaccuore, Guaritore e Plasmaforme), gli Etherealki, dell’Ordine degli Evocatori ( Chiamatempeste, Inferni, Scuotiacque ) e i Materialki, dell’Ordine dei Fabrikator (Tempratori, Alchemi).

Alina e l’Oscuro fanno parte dell’Ordine degli Evocatori.

All’interno del libro si comprende sin dall’inizio la netta separazione tra classi e caste, sia nell’esercito, diviso in Primo Esercito, composto da normali soldati (cui faceva parte Alina) e il Secondo Esercito, formato da Grisha al comando dell’Oscuro, l’uomo più potente di Ravka dopo il re, sia tra gli stessi Grisha, dove la separazione tra i diversi gruppi è spesso netta al punto da non sedersi allo stesso tavolo.

Lo squilibrio di potere e denaro, tra il popolo e i ricchi governanti e i Grisha, è palese leggendo le descrizioni del lusso nel Piccolo Palazzo e nel Grande Palazzo, visto attraverso gli occhi di Alina la quale, prima nell’orfanotrofio e poi all’interno dell’esercito di Ravka, è stata costretta a notevoli privazioni, sia a livello di cibo che di abiti e opportunità.

Sono molti gli aspetti che mi hanno colpito di questo primo volume, oltre all’affascinante e ricco worldbuilding. In particolar modo mi è piaciuta la caratterizzazione dei personaggi.

https://thegrishaverse.fandom.com/wiki/Alina_Starkov?file=Tumblr_n53epajdJD1qhvkspo4_500.jpg

Alina, la protagonista principale, viene descritta come un personaggio mediocre sin dall’inizio. Malnutrita, quasi bruttina, troppo alta e magra, senza particolari abilità, orfana e chi ne ha più ne metta, che si ritrova a possedere un potere in grado di salvare, letteralmente, tutto il suo paese. Si ritrova, quindi, costretta ad abbandonare tutto ciò che conosceva, il suo migliore amico e cotta, Mal, l’esercito, il suo lavoro, per vivere in un mondo, apparentemente, straordinario, fatto di lusso e comfort, di vestiti caldi, pasti abbondanti e l’occasione di appartenere a qualcosa, di poter fare qualcosa.

Alina scopre un’inaspettata forza, un potere incredibile dentro di sé, qualcosa che sia completamente suo e di nessun altro.

Alina è un personaggio che può piacere e non piacere e ho spesso sentito pareri negativi nei suoi confronti. Ciò che può, all’inizio, seccare, è il suo voler restare nell’anominato, il suo essere arrendevole e voler restare nella sua mediocrità.

All’interno della trilogia Grisha, Alina appare come un’eroina riluttante, almeno all’inizio, una Chosen One, che dubita delle proprie capacità e che si è sempre vista in un certo modo, sminuendo le proprie abilità e confondendosi nel gruppo. L’aver scoperto di possedere un potere così grande e straordinario, la spaventa e la frena, soprattutto quando le aspettative su di lei crescono e persone iniziano a chiamarla “Santa” e a vedere in lei la soluzione di tutti i loro problemi.

Di fronte a questa pressione, Alina si chiude in se stessa, si blocca, si frena ed è solo grazie all’aiuto della sua insegnante Baghra che sarà poi in grado di usare la propria abilità. Seppur inconsciamente, infatti, Alina è riluttante a lasciar andare il proprio passato, non è pronta a dire addio al suo vecchio mondo e a Mal e solo in seguito sarà in grado di crescere ed ad accettare se stessa e scoprire le sue abilità, godendo nel poterle usare.

Alina è un personaggio molto realistico, nei suoi dubbi, insicurezze e incertezze, reagendo, a mio parere, in modo assolutamente naturale quando la sua vita è stata stravolta dal suo potere. Di fronte a tante aspettative e pressioni, Alina ha, ovviamente, paura, è incerta, non sa come reagire e comportarsi. L’ho trovata estremamente realistica.

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Oltre ad Alina sono due i personaggi importanti all’interno del libro e che poi formeranno un triangolo amoroso amato e/o odiato da molti: Malyen Oretsev, Mal, l’amico d’infanzia e l’Oscuro.

Mal è la persona alla quale Alina è più legata. È cresciuta con lui, si è innamorata di lui, ha sempre visto in Mal la propria casa, un rifugio. Una casa che, sin dall’inizio del libro, Alina sente che non le appartiene più, vedendolo cresciuto e diverso dal bambino che aveva vissuto con lei e quando sono costretti a separarsi, Alina a lungo resta attaccata a questa figura, per poi lasciarla andare.

Mal è un Tracciatore, la sua abilità di trovare cose importante all’interno della narrazione e figura di riferimento per Alina. Viene descritto come un bel ragazzo, socievole e molto abile nel suo lavoro.

L’OSCURO

L’Oscuro è, invece, l’uomo più potente di Ravka, dopo il re, comandante dei Grisha, del Secondo Esercito e figura misteriosa, potente e affascinante.

“ L’Oscuro comandava i Grisha da prima che io nascessi, mentre l’uomo seduto sulla pedana non sembrava molto più anzia-no di me. Aveva un viso affilato e bello, con una massa di folti capelli neri e chiari occhi grigi che scintillavano come quarzo. “

Alina, come molti altri Grisha, è attratta da questa figura carismatica e potente, non solo per l’aspetto fisico, ma soprattutto per il ruolo e la sicurezza che lui le trasmette. Scoperto il suo potere, Alina sente finalmente di appartenere a qualcosa, ai Grisha, e ha una casa, uno scopo, una missione.

“Tenebre e ossa” è costellato da personaggi secondari e una menzione speciale va a Genya, una Plasmaforme, appartenente all’Ordine dei Corporalki, una Grisha di una strabiliante bellezza, come Alina fa notare spesso all’interno della narrazione. Genya è un personaggio ambiguo, affascinante e con i propri interessi e scopi, ma rappresenta un punto di riferimento per Alina, spaesata da tutti i cambiamenti avvenuti, aiutandola non solo fisicamente, nel vestirsi, nel “sistemare” il suo aspetto, ma anche dal punto di vista psicologico, offrendole consigli e appoggio e aiutandola a muoversi nel mondo Grisha.

“Non feci quasi in tempo tempo a girare la chiave che la porta si aprì di scatto e una ragazza alta entrò spingendomi da parte ed esaminando con sguardo severo prima la stanza, poi me. Era quasi sicuramente la persona più bella che avessi mai visto. Aveva capelli mossi di un intenso castano ramato, grandi iridi dorate, una pelle così liscia e impeccabile che i suoi zigomi perfetti sembravano scolpiti nel marmo. Indossava una kefta color crema con ricami d’oro e bordi di pelliccia di volpe rossa.”

Come Alina e l’Oscuro che, sì, appartengono agli Evocatori, ma che sono separati da essi per l’intensità e peculiarità dei loro poteri, anche Genya è una Grisha particolare e non vive con gli altri Grisha né indossa i loro colori. Lei è, infatti, al servizio del re e della regina, con tutte le difficoltà e implicazioni che ne derivano.

Baghra è un personaggio fondamentale per la crescita di Alina e l’accettazione di se stessa e del suo potere. Con i suoi modi bruschi, i suoi segreti e il suo bastone, con il quale spesso e volentieri colpisce Alina, Baghra è un personaggio complesso e interessante, una delle poche che sa tenere testa all’Oscuro.

“La prima impressione fu di avere davanti una donna inconcepibilmente antica ma, guardandola meglio, non avrei neanche saputo dire perché l’avessi pensato. La pelle di Baghra era liscia e tesa sopra il viso spigoloso. La schiena era dritta, il corpo asciutto e muscoloso come quello di un’acrobata Suli; tra i capelli nero carbone non c’erano fili grigi. E tuttavia, alla luce del fuoco la sua faccia, tutta ossa sporgenti e cavità profonde, ricordava in modo inquietante un teschio. Indossava una vecchia kefta di un colore indeterminato e in una mano scheletrica stringeva un bastone argentato dal manico piatto che sembrava di legno pietrificato.”

L’Apparat è un’altra figura interessante, un prete, un consigliere del re, la cui presenza inquieta e spaventa Alina e che rimanda alla figura di Rasputin. Personaggio ambiguo e inquietante, che sembra spiare e nascondersi, l’Apparat sarà sviluppato in seguito, ma al momento lascia un senso di mistero e angoscia in Alina e, tramite il suo sguardo, anche nel lettore.

“Mentre il re e l’Oscuro si allontanavano per parlare, il prete si avvicinò. «Un miracolo davvero» disse, fissandomi con un’intensità disturbante. Aveva occhi castani così scuri che sembravano neri, e odorava vagamente di muffa e incenso. “Come una tomba” pensai con un brivido.”

La lotta tra bene e male, luce e oscurità è un tema presente nel Grishaverse, fisicamente incarnato da Alina e l’Oscuro e dai loro poteri. Due facce della stessa medaglia, figure che si completano a vicenda, il gioco di potere, seduzione e forza inizia tra loro nel primo volume, ma continuerà anche nei successivi.

Dal punto di vista fisico la Faglia d’Ombra, il Nonmare e l’Oscuro, rappresentano il male e l’oscurità, contrastati dalla presenza di Alina e del suo potere, di Mal e dei suoi futuri alleati e amici.

Il destino è un’altra tematica ben chiara in “Tenebre e Ossa” e la capacità di esserne padroni. Alina si ritrova, da ragazza anonima e mediocre, a diventare una delle figure più importanti di Ravka. Leggendo la storia attraverso i suoi occhi è chiara la sua incertezza, il suo spavento, la sua arrendevolezza, almeno all’inizio. La sua crescita, l’accettazione di se stessa e del suo potere è estremamente interessante e si manifesta anche dal punto di vista fisico, poiché, reprimendo e nascondendo il suo potere, Alina appariva come scheletrica, malnutrita, con occhiaie. Una volta accolto il suo potere, anche il suo aspetto fisico cambia, diventando più sano e forte. Liberandosi dal suo passato, dalle catene che la tenevano ferma, Alina cresce e matura. Accetta, abbraccia il proprio destino e lotterà con l’Oscuro per poter essere indipendente e gestire se stessa.

L’appartenenza è un ulteriore tema presente in “Tenebre e ossa”. L’apparteneza a un gruppo è resa visivamente dai colori dei kefta, gli abiti indossati dai Grisha. I Corporalki indossano kefta rossi, i ricami neri se erano Spaccacuore, grigi se Guaritori, blue se Plasmaforme, mentre gli Etherealki kefta blue (ricami blu chiaro Chiamatempeste, rossi Inferni, argento Scuotiacque) e i Materialki kefta viola (ricami grigio Tempratori e rosso Alchemi). L’Oscuro è l’unico a indossare una kefta nera e il voler far indossare ad Alina il suo colore sottolinea la sua volontà, sin dall’inizio, di possederla. Aspetto che ad Alina non dispiace, almeno in un primo momento, prima di rendersi conto dei suoi veri piani.

Essendo orfana di guerra, l’appartenenza è un tema importante anche per Alina ed è chiaro il suo bisogno e desiderio di appartenere a qualcosa, a qualcuno. Senso di appartenenza che provava nei confronti di Mal, poi sentendolo crescere e staccarsi da lei nel corso degli anni e, in seguito, all’interno dei Grisha, ma dove il suo potere, la rende, ancora una volta, diversa e separata dagli altri.

Un ulteriore aspetto interessante è la consapevolezza che nessun personaggio è assolutamente indipendente, ma sempre, in un modo o nell’altro, influenzato da qualcuno. Alina è al servizio dell’esercito e, in seguito, appartiene ai Grisha e all’Oscuro. Mal è un tracciatore dell’esercito. Tutti loro, Oscuro compreso (in teoria) rispondono al re e al suo potere. È in questo mondo di influenze, ipocrisie e oppressioni che si muovono i personaggi, cercando di compiere le loro scelte in maniera autonoma.

L’Oscuro è un potente Grisha, un Evocatore di tenebre ed a capo del Secondo Esercito, un gruppo elité di soldati Grisha. Viene definito il secondo uomo più potente dopo il re, ma ben presto è chiaro quanto potere lui abbia in realtà e quali siano i suoi scopi.

Il suo potere, come quello di Alina, lo inserisce nella categoria degli Evocatori, ma al tempo stesso lui non appartiene a nessun gruppo, grazie alla sua peculiare capacità, che gli permette di evocare e manipolare le tenebre e gli dona longevità.

L’Oscuro viene descritto come un personaggio potente, pericoloso e carismatico. Si mormorano storie su di lui, che sia senz’anima, che sia malvagio. È una figura complessa e interessante che si contrappone al re e protegge i Grisha. Ravka è l’unico paese dove, grazie all’Oscuro, i Grisha possono vivere in tranquillità, mentre, oltre i confini, sono perseguitati, uccisi, venduti e via discorrendo dai Fjerdiani, Shu e Kerch.

L’Oscuro è, senza dubbio, un personaggio affascinante, che attira sia Alina che il lettore stesso, sin da quando ci viene presentato. Appare come un giovane uomo, è affascinante, seducente, è la risposta ad Alina, una risposta concreta perché riesce a risvegliare il suo potere contrastando, quindi, l’inabilità della giovane di usarlo. Alina e l’Oscuro sono opposti, luce e tenebra, anonimato e fama, bene e male, personaggi complementari e intriganti e la loro relazione è complessa.

Conoscendolo attraverso gli occhi di Alina, l’Oscuro è una figura impressionante e ambigua. Si interessa al bene del proprio popolo, vuole proteggere i Grisha, vuole la pace in Ravka ed è pronto a tutto per ottenere ciò che vuole. Uno dei suoi aspetti interessanti è il compiere azioni che chiunque considererebbe sbagliate per motivi, a suo dire, giusti. La volontà dell’Oscuro, non solo quella di ottenere più potere possibile, è di rendere i Grisha liberi, di liberare tutti loro dal giogo del re e della guerra e le tensioni presenti in Ravka.

È un’antagonista estremamente interessante e complesso, le cui complessità sono appena intraviste nel primo volume della saga. L’Oscuro è un personaggio estremamente manipolatore e affamato di potere, al punto da usare le persone accanto a sé per i propri scopi. La sua relazione con Alina è complessa e l’Oscuro trova in lei un personaggio fragile e solo, da poter manipolare e usare. Nel corso del libro sono tanti gli atteggiamenti che fanno capire la sua vera natura. L’aver “donato” Genya al re e alla regina è uno dei primi, facendo intuire cosa sia disposto a fare per ottenere ciò che vuole.

Il modo in cui si comporta nei confronti di Alina, dicendo cose come “Io e te cambieremo il mondo.”, facendola sentire importante e indispensabile, seducendola e ingannandola tra tocchi e carezze, manipolando la sua percezione delle realtà e spingendola a fidarsi di lui sono chiari atteggiamenti di un personaggio abusivo e manipolatore.

L’Oscuro potrebbe rappresentare il tipico protagonista maschile di molti YA, il personaggio bello, alto, bruno e tenebroso, dal passato oscuro e complesso, ma, al tempo stesso, può incarnare tutte le figure manipolative che sono presenti anche nella realtà. Interessante è ciò che ha affermato Leigh Bardugo nella sua intervista con Miss Fiction per Lucca Changes: “Damaging people don’t enter your life with a sign that says “Watch out, I’m evil” (spero di aver citato correttamente) ed è un importante spunto di riflessione.

L’Oscuro non appare come un personaggio malvagio sin dall’inizio, altrimenti sarebbe stato semplice, sia per Alina che per i lettori, capire la sua vera natura. Insieme alla protagonista, i lettori sono affascinanti da lui, dal suo potere, dal suo atteggiamento e solo in un secondo momento, soltanto ponendo attenzione a ciò che sta succedendo, ci si rende conto di ciò che è realmente. Sono tanti i personaggi manipolatori e carismatici presenti nei libri. Il personaggio di Goddard, della trilogia Falce di Neal Shusterman, potrebbe essere un calzante esempio, essendo un personaggio manipolatore e seducente, con i suoi modi di fare e la sua ideologia, ma è solo uno dei pochi.

Basti pensare alla figura di Cersei Lannister, disposta a tutto per proteggere la sua famiglia, il proprio regno e potere, compiendo atti atroci, ma con motivazioni giuste (almeno secondo il suo punto di vista) o a Sebastian Morgenstern dell’universo Shadowhunters.

È proprio il loro essere carismatici, ad attirare la vittima, interessandosi a lei (o a lui o a loro), a renderli pericolosi con le loro manipolazioni e inganni.

Se si pone attenzione a certi atteggiamenti all’interno di “Tenebre e ossa” si nota quanto l’Oscuro sia possessivo nei confronti di Alina, quanto la voglia sedurre e manipolare, trovando in lei la “vittima perfetta”: sola, vulnerabile e incerta. Come scritto in precedenza, l’appartenenza è un tema che è presente nella storia e viene sottolineato più volte anche dalla volontà dell’Oscuro di spingerla a indossare i “suoi” colori, il “suo” simbolo. È una possessione fisica e mentale, la volontà e desiderio di sfruttare la protagonista.

Detto ciò, senza dubbio l’Oscuro è un personaggio complesso e intrigante e rappresenta, quindi, una figura pericolosa e ammaliante e non vedo l’ora di scoprire di più sul suo conto.

Siamo arrivati alla fine della mia recensione e approfondimento! Fatemi sapere che ne pensate di questo libro e date un’occhiata alle mie colleghe del blog tour:

Francesca: abookshadow.blogspot.com 

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