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Lei che divenne il sole di Shelley Parker-Chan- Review party

Salve e benvenut* alla mia tappa dedicata a “Lei che divenne il sole” di Shelley Parker-Chan. Un grazie enorme a Valeria che ha organizzato l’evento e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Disponibile su:    

Collana: Fantastica

408 pagine

Prezzo: € 20,00

ISBN: 9788804746072

Una piana polverosa, un villaggio tormentato dalla siccità, un indovino. È così che due bambini apprendono il loro fato: per il maschio si prepara un futuro di eccellenza; per la femmina, nulla.
Ma nella Cina del 1345, che soggiace irrequieta al gioco della dominazione mongola, l’unica “eccellenza” che i contadini possono immaginare è negli antichi racconti e il vecchio Zhu non sa proprio come suo figlio, Chongba, potrà avere successo. Viceversa, la sorte della figlia, per quanto intelligente e capace, non stupisce nessuno.
Quando un’incursione di banditi devasta la loro casa e li rende orfani, però, è Chongba che si arrende alla disperazione e muore. La sorella decide invece di combattere contro il suo destino: assume l’identità del fratello e inizia il suo viaggio, in una terra in cui si è accesa la fiamma della rivolta. Riuscirà a sfuggire a ciò che è scritto nelle stelle? Potrà rivendicare per sé la grandezza promessa al fratello e sollevarsi oltre i suoi stessi sogni?
In questo acclamato fantasy storico Shelley Parker-Chan riscrive la vicenda di Zhu Yuanzhang, il contadino ribelle che nella Cina del XIV secolo cacciò i mongoli, unificò il Paese e divenne il primo imperatore della gloriosa dinastia Ming.

“Il Cielo non vuole il mio fallimento.”

Se mi conoscete online o nella vita “reale”, sapete quanto abbia adorato questo libro e sono molto contenta che sia stato tradotto e portato in Italia, perché merita davvero di essere amato e apprezzato da più persone possibile. Di solito non leggo libri storici, non mi capita molto spesso, ma sono stata subito attirata da questo libro in quanto queer retelling e non me ne sono affatto pentita.

In un villaggio tormentato dalla siccità un indovino predice due destini: a due fratelli uno di eccellenza al bambino e un destino di nullità alla bambina, cosa che non stupisce nessuno. Eppure dopo un attacco di banditi che li rende orfani è il ragazzo che si lascia morire e la bambina, determinata a non scomparire e a non soccombere al destino predetto decide di rubare la sua identità ed entrare nel monastero come novizio, iniziando una nuova vita come Zhu Chongba. Spinta da una forza e determinazione incredibile, Zhu farà qualunque cosa in suo potere, non importa quanto crudele o impossibile, per nascondersi dal proprio destino e raggiungere la grandezza. Quando il monastero, che era diventato il suo rifugio, viene attaccato e distrutto perché si era rifiutato di supportare la ribellione contro i Mongoli, Zhu decide di continuare a lottare per raggiungere e ottenere l’eccellenza.

“Lei che divenne il sole” è un brillante retelling al femminile dell’ascesa di Zhu Yuanzhang, il contadino ribelle che nella Cina del XIV divenne il primo imperatore della gloriosa dinastia Ming. La storia è intrigante, la caratterizzazione è assolutamente perfetta e, come scritto in precedenza, nonostante i libri storici non siano il mio genere prediletto, questo mi ha catturato sin dall’inizio.

La protagonista principale è Zhu Chongba e il suo ardente desiderio di sopravvivere, di importare e diventare qualcuno di grande. Testarda, intelligente, forte, la sua determinazione è l’aspetto che più ho amato di lei. La sua ferocia e intelletto, i suoi costanti piani sono caratteristiche mi hanno fatto innamorare del suo personaggio, poiché è molto realistica, brillante e brutale. Soprattutto nel mondo in cui è costretta a vivere, all’interno del quale le donne sono spesso ignorate e sottovalutate, Zhu Chongba comprende quanto sia necessario nascondere la sua vera identità, assumendo quella del fratello deceduto. La protagonista è disposta a tutto, anche a uccidere, ferire e tradire, pur di ottenere ciò che desidera.

Ouyang è un altro personaggio estremamente interessante e brillante, il generale eunuco che è destinato a incontrare e scontrarsi con Zhu Chongba ancora e ancora nel corso del libro. Rappresentano due facce della stessa moneta, entrambi oppressi dai loro passati, entrambi determinati a raggiungere e compiere il loro destino, nonostante sarà doloroso sia per loro che per chi li circonda. Ouyang è un personaggio intenso e geniale, complesso e sfaccettato nelle sue bugie e segreti, nei suoi affetti e devozioni, nel suo dolore e nella vergogna che prova e ho adorato il suo personaggio immediatamente.

La storia è principalmente raccontata dal punto di vista di Zhu Chongba e Ouyang, ma sono presenti anche i punti di vista di Lord Esen e Ma, che contribuiscono a rendere la trama ancora più intricata e meravigliosa e, soprattutto, questo alternarsi non stanca il lettore, ma lo incuriosisce ancora di più.

L’ambientazione è molto evocativa, mescolando aspetti fantastici e storici, lo stile di scrittura è coinvolgente così come il ritmo che alterna scene di battaglia con intrighi, momenti teneri con scene brutali, piani e complotti. Leggere questo libro è stato molto interessante e ho apprezzato moltissimo sia la caratterizzazione dei personaggi che il loro sviluppo, soprattutto quello di Zhu Chongba, che ho amato nella sua ferocia e testardaggine. Ho amato, inoltre, come l’autrice abbia esplorato la questione del genere e dell’orientamento sessuale sia in Zhu Chongba che Ouyang, come abbia sviluppato Ouyang e quanto quest’ultimo si senta intrappolato nel proprio corpo e situazione e come Zhu Chongba s’interroghi su se stessa, il proprio corpo e sulla propria identità. Entrambi i personaggi sono stati messi, da altri e da scelte altrui, lungo le strade dei loro destini, che sono costretti e spinti a compiere, non importa il costo.

Accade raramente che io sia tanto affascinata e stregata da un libro e “Lei che divenne il sole” è diventato uno dei migliori libri che abbia letto quest’anno. Sono stata catturata dall’ambientazione, nella Cina antica e attirata da una caratterizzazione intensa e ben scritta, travolta dalle scelte e complotti dei personaggi, dalle loro perdite e conquiste, dai loro amori e destini. Una storia coinvolgente e dolorosa, che ho amato profondamente e che assolutamente consiglio a tutti.

Date un’occhiata alle note per contestualizzare meglio la storia e, se potete, recuperatelo anche in lingua inglese, perché non ve ne pentirete affatto!

Eccovi il calendario!

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Mexican Gothic di Silvia Moreno-Garcia- Review party

Benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a Mexican Gothic di Silvia Moreno-Garcia! Un grazie ad Ambra per aver organizzato l’evento e aver creato le meravigliose grafiche e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Disponibile su:    

Genere: Gialli e Thriller

ISBN: 9788804742142

348 pagine

Prezzo: € 18,00

Cartaceo

In vendita dal 2 novembre 2021

Noemí Taboada riceve una lettera angosciata e delirante da sua cugina Catalina, che ha appena sposato un inglese altolocato e che implora il suo aiuto. E così si reca a High Place, una tetra dimora sperduta tra le montagne del Messico.
Noemí è poco credibile nei panni della crocerossina: è una raffinata debuttante, più adatta ai cocktail party che alle indagini poliziesche, ma è anche caparbia, sveglia, e non si lascia intimorire facilmente: certo non dal marito di Catalina, uno sconosciuto dall’aria sinistra ma intrigante; né dal padre, l’anziano patriarca che sembra particolarmente attratto da lei; e neppure dalla casa, che inizia a invadere i suoi sogni con visioni di sangue e sventure.
Il suo unico alleato in questo luogo inospitale è il più giovane membro della famiglia. Ma forse anche lui ha un oscuro segreto da nascondere.
Mentre dal passato riemergono storie di violenza e follia, Noemí viene lentamente risucchiata in un mondo terrificante e seducente al tempo stesso. Un mondo dal quale potrebbe essere impossibile fuggire.

TW: omicidio, morte, stupro, tentato stupro, cannibalismo, incesto.

Noemì Taboada è una raffinata debuttante e conduce una vita dorata tra feste, amici, flirt e i suoi studi, nonostante sembri cambiare spesso idea su cosa voglia studiare, interessandosi, al momento, all’antropologia. Quando riceve una lettera delirante da parte di sua cugina Catalina, che implora il suo aiuto e che afferma suo marito la stia avvelenando, Noemì decide di correre da lei. A High Place, una casa dall’aspetto lugubre e trasandata, Noemì si scontra immediatamente con i suoi abitanti e le loro regole, come restare in silenzio durante la cena, abbassare la voce, non fare domande e non fumare. Noemì con i suoi vestiti, la sua vitalità e curiosità si ritrova a sentirsi come un pesce fuor d’acqua, ma è determinata a scoprire cosa stia succedendo a sua cugina e come aiutarla, anche se ciò significa scontrarsi con il marito della donna, Virgil, affascinante e spaventoso, con Florence, che si occupa della casa con fermezza e severità e con il patriarca della famiglia, Howard, che è stranamente e in maniera inquietante affascinato da lei. L’unico alleato sembra essere Francis, il più giovane e timido della famiglia. Quando Noemì inizia ad essere affetta da incubi e visioni, prende la decisione di scoprire cosa stia accadendo in quella casa, quali sono i suoi segreti e cosa nasconde quella famiglia. Prima di restare prigioniera lì per sempre.

Mexican Gothic è un magnifico fantasy gotico femminista, ambientato in una lugubre casa con i suoi misteri, infettata da fantasmi e violenza. La protagonista principale è Noemì, che si ritrova in una situazione e in un mondo lontanissimo da quello cui è abituata, fatto di silenzio, bugie e violenza. Noemì è, però, coraggiosa, determinata e brillante e, affezionatissima alla cugina Catalina, è disposta a tutto pur di salvarla e scoprire i segreti di quel luogo. Noemì si ritrova in un mondo, in un’abitazione, dove sono gli uomini a dominare e controllare ogni cosa, o meglio, il patriarca Howard e lei si scontra sin dall’inizio con le regole e misteri, rifiutandosi di cedere, di abbassare la testa e determinata a salvare se stessa e la cugina da una casa che è diventata, rapidamente, una prigione, quasi fosse viva e non volesse lasciarle andare.

In Mexican Gothic è presente una battaglia tra uomini e donne che lottano per la loro indipendenza e libertà, nel Messico degli anni ’50. Noemì lotta contro ciò che i suoi genitori si aspettano da lei, contro la madre che è convinta che le donne debbano seguire una determinata strada, da debuttante a moglie, senza continuare gli studi, contro suo padre che la considera troppo incostante e che è disposto a lasciarla iscriversi all’Università Nazionale se dovesse riuscire a salvare la cugina. Interessante e inquietante rendersi conto di quanto la libertà femminile sia limitata, anche e soprattutto da sposate, come, ad esempio, la sorte di Catalina che viene decisa dal marito, dal medico e dal suocero.

Nonostante la presenza maschile che lotta in tutti modi per sminuire e ostacolare la libertà femminile, le donne in Mexican Gothic sono forti, testarde e coraggiose, determinate ad affermare se stesse, con i loro piani e le loro scelte e intrighi. Da Agnes a Ruth, che lottano contro i valori e le tradizioni della famiglia, a Catalina e Noemì, queste donne sono disposte a tramare, uccidere, scappare per ottenere la loro libertà e fare le scelte giuste. Inoltre è anche una lotta tra ricchi e poveri, le differenze socioeconomiche lampanti, se si pensa al modo in cui la famiglia Doyle tratta i loro minatori, soprattutto se messicani e la noncuranza nei confronti delle loro sofferenze. In un ciclo costante di violenza, mistero e sangue, Noemì lotta per essere libera e salvare le persone che ama e che ha imparato ad amare.

Uno degli aspetti che ho amato di Mexican Gothic è l’ambientazione, che mi ha ricordato moltissimo Cime tempestose e altri libri gotici, con la sua nebbia, posti inquietanti, domestici silenziosi, incubi, misteri raccapriccianti, con una protagonista e eroina cocciuta e coraggiosa. Singolare è la casa stessa, quasi un personaggio a sé stante, con le sue azioni e desideri, una prigione, una gabbia e un organismo vivente al tempo stesso. Interessante è il personaggio di Francis, il figlio più piccolo, che è disposto a sfidare la sua famiglia e le loro tradizioni pur di fare la cosa giusta, desiderando vedere il mondo e scappare da una casa che è diventata per tutti una prigione, i cui abitanti, volenti o nolenti, sono prigionieri e bloccati in un ciclo di violenza e sangue. Catalina è la prima, seguita da Noemì, a sconvolgerlo, rifiutandosi di essere usate e oggettificate dagli uomini della casa. Le donne, viste e usate come oggetti e considerate in quanto mogli e madri, è un concetto contro il quale Noemì lotta sin dall’inizio.

Nonostante siano presenti personaggi maschili positivi, in Mexican Gothic sono le donne le vere protagoniste. Brillanti, testardi, complesse spiccano all’interno della storia e si rifiutano di condividere il palcoscenico con nessun altro. Lottando contro l’oggettificazione delle donne, che lottano per il loro diritto di avere scelte ed essere libere, Mexican Gothic è ricco di personaggi forti e determinati, presenta un mistero intrigante e un’ambientazione affascinante, seppur inquietante. Consiglio questo libro a coloro che amano un buon mystery, forti personaggi femminili, lotta contro il patriarcato e la volontà di farsi valere.

Eccovi il calendario! Date un’occhiata anche alle altre tappe!

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La confraternita delle streghe di Kass Morgan e Danielle Paige- Review party

Buonsalve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a La confraternita delle streghe di Kass Morgan e Danielle Paige. Un grazie enorme, come sempre, alla fantastica Ambra che l’ha organizzato e ha creato le stupende grafiche e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Kass Morgan – Paige Danielle
pubblicato da Mondadori

Traduttore M. C. Scotto di Santillo


La Kappa Rho Ni non è una confraternita come le altre. Non solo perché è la più potente ed esclusiva del campus. E nemmeno perché tutte le ragazze che ne fanno parte sono bellissime, intelligenti e ambiziose. Il vero motivo è che quelle studentesse nascondono un segreto. Sono tutte streghe. Scarlett Winter ha sempre saputo di esserlo ed è determinata a diventare la presidentessa della confraternita, come prima di lei lo sono state sua madre e sua sorella. L’unico ostacolo è un terribile segreto del suo passato che, dovesse venire alla luce, le farebbe perdere tutto… Vivi Devereaux, invece, non ha idea di essere una strega e non ha mai vissuto abbastanza a lungo in un luogo per riuscire a costruire dei rapporti duraturi. Per lei, entrare a far parte della Kappa Rho Ni significherebbe trovare un posto in cui sentirsi finalmente a casa. E per questo è disposta a tutto pur di riuscirci. Peccato che sulla sua strada trovi Scarlett, assolutamente convinta che lei non sia per nulla adatta a diventare una “sorella”. Quando però un potere malvagio inizia a manifestarsi nel campus, le ragazze si trovano costrette a mettere da parte le loro rivalità per salvare le compagne. Qualcuno, infatti, ha scoperto il segreto della confraternita ed è intenzionato a fare il possibile per vedere bruciare tutte quelle streghe…

Dopo aver trascorso anni trasferendosi da un posto all’altro, senza riuscire a creare rapporti duraturi e seguendo la particolare madre da una città all’altra, Vivi è determinata a far sì che il Westerly College di Savannah diventi un luogo dove potersi finalmente sentire a casa. Quando si ritrova a partecipare alla festa delle Kappa Rho Ni ed ad essere affascinata dalla confraternita femminile, Vivi non solo scopre l’esistenza di un mondo dove le streghe esistono, ma che lei possiede poteri magici dei quali ignorava l’esistenza. Determinata a capirli e a far parte di quel mondo e di quella confraternita, Vivi è disposta a tutto, anche a scontrarsi con la sua nuova “sorella”, Scarlett, convinta che lei non sia adatta a quel mondo. Ben presto entrambe verranno a conoscenza dell’esistenza di pericoli mortali in agguato e che servirà l’aiuto di tutte per proteggersi da chi vuole far loro del male.

La confraternita delle streghe è un libro davvero molto avvincente e scorrevole e che si divora in pochissimo tempo, o almeno è stato così per me. Sono stata trascinata immediatamente nell’atmosfera affascinante del college di Westerly, nella curiosa e intrigante confraternita, i cui membri sono chiamati Corvi (da cui il nome originale del libro, “The Ravens”). Tra lezioni (poche), flirt (tanti), feste e incantesimi, la vita di Vivi verrà stravolta, aprendole nuove porte, spingendola a conoscere lati di se stessa, del suo passato e della sua stessa famiglia che ignorava.

La storia è narrata da due punti di vista, ben distinti l’uno dall’altro, quello di Vivi e di Scarlett, che presentano al lettore due visioni diverse della storia. Da un lato Scarlett, con la sua conoscenza della magia e di come funziona il mondo del college e dall’altro Vivi, che, come il lettore stesso, ignora sia le dinamiche socioeconomiche del luogo, sia magia e incantesimi. Le due giovani non possono essere più diverse e il loro rapporto sarà complicato sin dall’inizio, soprattutto per motivi di cuore. Scarlett appartiene a un mondo fatto di glamour, potere e ricchezza, con le sue amicizie, la sua magia, il suo ragazzo e un destino, apparentemente, già scritto. Tramite il suo punto di vista il lettore entra in contatto con il mondo affascinante della confraternita, apprendendone il passato, le dinamiche e anche la storia di Scarlett, con i suoi legami, le aspettative della famiglia, i suoi desideri e il bisogno, quasi, di aver tracciato già la propria rotta, cosa che, nel corso nel libro, la porterà a scontrarsi con la realtà. Vivi, d’altro canto, contrasta nettamente sia con Scarlett che con il resto dei Corvi della confraternita, per il modo di vestire e muoversi e la sua ingenuità. Grazie anche all’aiuto delle nuove reclute, tra cui l’amica Ariana, la giovane lotterà e imparerà a integrarsi e, tramite il suo punto di vista, il lettore viene coinvolto nel mondo magico, tra incantesimi, formule, rime, esercitazioni, iniziazioni e prove e potrà seguirne la crescita e maturazione.

Il mondo accademico, lo studio fanno solo da sfondo alla confraternita e al legame che si instaura, o che si è già instaurato nel caso di Scarlett, Tiffany e Dahlia, tra i personaggi, la forte sorellanza tra le giovani, gli incantesimi, il loro mondo che sembra iniziare e concludersi all’interno della loro casa. Almeno finché il mondo esterno non inizia a presentare minacce disposte a distruggere le loro vite. L’elemento della minaccia, dell’aggressione, della morte contrasta nettamente con la magia, apparentemente, innocua che Vivi pensava di trovare nei Corvi. Viene spalancato, così, un mondo fatto di vendette, bugie e segreti che rischiano di compromettere ogni cosa e che cambieranno la storia di molte giovani.

Ho trovato questo romanzo davvero travolgente e mi è molto piaciuta la caratterizzazione dei personaggi e come crescano nel corso della storia. Vivi, che all’inizio sembrava molto ingenua, soprattutto nei rapporti interpersonali e a causa della sua storia, diventa più certa e sicura di sé, traendo forza non solo da ciò che ha imparato da se stessa, ma anche dal legame con le altre ragazze. Scarlett, invece, l’ho trovata abbastanza snob e, anche se in maniera molto diversa da Vivi, sempre ingenua, ma ho potuto apprezzare il suo sviluppo e come abbia imparato dalle circostanze e dai rapporti interpersonali. D’altro canto, ho adorato anche la presenza delle altre streghe, come Ariana, Tiffany, Sonali. Sebbene i personaggi maschili siano solo due, Mason e Jackson, e che spicchino in maniera positiva, La confraternita delle streghe è un romanzo che ruota e si focalizza sulle donne, sul legame tra loro, sulla sorellanza che non viene imposta, ma creata e nutrita nel tempo.

Lo stile di scrittura è semplice, molto coinvolgente, intervallando momenti divertenti e dolci a tragici e tristi, riflessioni e battute, conducendo i personaggi e il lettore con loro all’interno della storia sin dalla prima pagina. Sono molto colpita da questo romanzo. Non lo ritengo un capolavoro, avrei evitato i molti momenti di ingenuità da parte di Vivian, legati al fattore romance che non mi è piaciuto particolarmente, ma nel complesso la storia è deliziosa, intrecciando incantesimi e magia ad amicizia e indagini, misteri e segreti. Un buon libro, davvero consigliato.

Ecco a voi il calendario delle altre recensioni!

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Ponte di anime di Victoria Schwab- Review party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a Ponte di anime della magnifica Victoria Schwab! Grazie, Ambra, per aver organizzato, per le grafiche stupende e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Autore: Victoria Schwab
Traduttore: Marina Calvaresi
Editore: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Anno edizione: 2021
È lei che insegue gli spettri, o è il contrario?
Sia come sia, Cass potrebbe avere un talento per scovare gli spiriti inquieti. Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, è sopravvissuta a due città infestate mentre era in viaggio per il programma televisivo dei suoi genitori. Tuttavia nulla potrebbe prepararla a quel che la attende a New Orleans, un luogo che pullula di antiche magie, società segrete e terrificanti sedute spiritiche. Ma la sorpresa più terribile è un nemico che Cass non avrebbe mai sospettato di dover affrontare: un messaggero della Morte in persona. Sarà all’altezza della sfida? E a cosa dovrà rinunciare per vincerla?

Buonsalve ed eccoci con la recensione del terzo (per ora) volume delle avventure di Cassidy Blake! Dopo la fine misteriosa e piuttosto inquietante del libro precedente, Tunnel di ossa, Cassidy non ha tempo di riprendere fiato e subito lei, i suoi genitori, il gatto Grim e l’amico fantasma Jacob sono pronti (più o meno) per una una nuova tappa: New Orleans. In una città ricchissima di storia e di magia, di fantasmi, sedute spiritiche, società segrete, Cassidy dovrà affrontare nientepopodimeno che l’Emissario della Morte, un messaggero pronto a tutto per ristabilire l’ordine naturale delle cose. Cassidy sarebbe dovuta morire, ma è stata salvata da Jacob e in quanto Traversante ha attirato la sua attenzione. Cosa dovrà fare per liberarsene? A cosa sarà costretta a rinunciare?

Credo che Ponte di anime sia, finora, il mio preferito di questa saga, soprattutto per l’ambientazione. Come è accaduto nei libri precedenti, l’autrice ha un modo straordinario di coinvolgere il lettore e trascinarlo nella storia, nei luoghi visitati, sentendo l’atmosfera che circonda i personaggi. Tramite Cassidy e Jacob, grazie ai genitori della giovane, alla guida del luogo Lucas, il lettore visita cimiteri e inquietanti ville, stanze di sedute spiritiche, assistendo a una particolarmente travolgente, apprendendo la storia ricca, a tratti dolorosa e triste, ma affascinante di New Orleans, tra incendi, morti, spiriti e via discorrendo. Ho sempre voluto visitare le città presenti in questa saga e mi è piaciuto moltissimo poterle conoscere meglio, in modo molto originale. Se esistesse davvero lo show dei genitori di Cassidy e i loro libri ne sarei una grandissima fan.

La storia della città, con i suoi spiriti e le tappe interessanti che i genitori di Cassidy raccontano a lei, e al lettore stesso, s’intreccia con la vicenda della giovane e del suo scontro, fuga e resa dei conti con un messaggero della morte stessa. La conoscenza di Cassidy del mondo paranormale (e quella del lettore con lei) s’allarga, tramite anche l’incontro con una società segreta, nominata in precedenza, la presenza e l’aiuto di Lara e di personaggi dotati di conoscenze e poteri particolari. Come avvenuto nei libri precedenti, spicca moltissimo il legame che Cassidy ha instaurato con Jacob, nonostante sia condito dalla preoccupazione per il potere acquisito dallo spirito nel corso del tempo e viene sottolineato e sviluppato anche quello tra Cassidy e Lara che si ritrovano, fisicamente stavolta, ad affrontare insieme una nuova minaccia e a consolidare la loro amicizia.

Lo stile della scrittrice, i personaggi creati, l’ambientazione, tutto è magnifico, ben scritto e sviluppato e questa saga è una delle mie preferite. Fughe rocambolesche, scoperte scioccanti, momenti divertenti e inquietanti, tesi e tristi, riempiono questo terzo libro che si divora in pochissimo tempo e che consiglio assolutamente.

Se siete fan della Schwab, o se volete una lettura inquietante per Halloween (ma anche in tutti gli altri periodi dell’anno, obiettivamente), questo libro è perfetto per voi!

Date un’occhiata alle altre recensioni, qui il calendario!

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Cemetery Boys di Aiden Thomas- Review Party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a Cemetery Boys di Aiden Thomas. Un grazie enorme ad Ambra per aver organizzato l’evento, per le bellissime grafiche e alla casa editrice per una copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Disponibile su:    

Genere: Fantascienza e Fantasy

ISBN: 9788804739661

408 pagine

Prezzo: € 20,00

Cartaceo

In vendita dal 26 ottobre 2021

YADRIEL HA EVOCATO UNO SPIRITO, E ORA NON RIESCE PIÙ A LIBERARSENE.
Yadriel è un ragazzo trans, ma i suoi – una famiglia latinx molto tradizionalista – faticano ad accettarlo. Lui, però, è determinato a dimostrare loro di essere un vero brujo e con l’aiuto di Maritza, sua cugina­ nonché migliore amica, decide di celebrare da solo il rituale dei quinces, ritrovare il fantasma di suo cugino Miguel, morto assassinato, e liberarlo nell’aldilà.
Ma il fantasma che evoca è quello di Julian Diaz, il bello e dannato della scuola, il quale non ha alcuna intenzione di tornarsene buono buono tra i morti. Anzi è ben deciso a scoprire cosa gli è successo e a chiarire alcune questioni lasciate in sospeso. Yadriel, che d’altronde non ha molta scelta, accetta di aiutare Julian, in modo che entrambi possano ottenere ciò che desiderano. Solo che, più tempo passa con lui, meno ha voglia di lasciarlo andare.

Noi persone queer siamo come i lupi. Ci muoviamo in branco.

Se mi conoscete, online o offline, sapete quanto io abbia amato e ami questo libro. Cemetery Boys è uno dei miei libri preferiti ed ero sia spaventata che al settimo cielo quando ho scoperto che sarebbe stato tradotto. Spaventata, anzi, preoccupata, per le desinenze e come sarebbero state usate, se correttamente o meno. Sono stata piacevolmente sorpresa, quindi, quando ho letto le note della traduttrice, che ha parlato di come, “in spagnolo si usi la desinenza neutra “x”, come alternativa proposta, mentre, in italiano, una delle alternative neutre proposte dal movimento per il linguaggio inclusivo, sia la schwa per il singolare (ǝ) e la schwa lunga per il plurale (з) e usando desinenze “tipiche” di ogni lingua, invece che di uniformare. Sono presenti “combinazioni” di desinenze neutre, come “lз brujx”, coerentemente con la lingua in cui compare la desinenza.” In conclusione, devo ammettere che ho trovato la traduzione molto ben fatta e rispettosa e ho adorato rileggere per l’ennesima volta questo libro magnifico.

Cemetery Boys è il tipo di libro che non vuoi che finisca, che rileggeresti, e rileggi, ancora e ancora, memorizzando citazioni, sorridendo e appassionandoti alle vicende dei personaggi perché è impossibile non sentirsi coinvolti e amarli tutti. Il tipo di libro che devi finire di leggere perché hai bisogno di sapere cosa accadrà e il libro che vorresti gustarti lentamente, perché non vuoi abbandonare quel mondo pieno di magia, di personaggi complessi e straordinari e dei quali vuoi sapere ogni cosa. Ho adorato e adoro Cemetery Boys e ha tutto ciò che si potrebbe mai desiderare: colpi di scena, personaggi ben scritti e sviluppati, tematiche affrontate alla perfezione, cugine simpatiche, un gatto adorabile, cani affettuosi e due ragazzi che sono dei cinnamon rolls.

La storia è bellissima, struggente e dolce ed esplora l’identità trans Latinx, il folklore Latinx e le sue leggende, ingiustizie razziali e classiste, pregiudizi e via discorrendo, una lettura molto importante. Un libro che tratta dell’importanza di essere se stessi, amarsi e accettarsi e le difficoltà incontrate durante questo percorso. Cemetery Boys è una storia d’amore queer, un mistero da risolvere, il tutto in una corsa contro il tempo.

La trama è coinvolgente, la storia piena zeppa di personaggi ricchi e pieni di energia, complessi e molto realistici. Ho amato moltissime cose di questo libro. Una delle cose che mi ha coinvolto sin dall’inizio è lo stile di scrittura di Aiden Thomas, che è fenomenale. Aiden Thomas ha scritto un libro così realistico che è quasi possibile assaggiare e annusare il mondo di Yadriel, quasi vedere gli spiriti che popolano il cimitero, la magia, la cucina, quasi seguire Yadriel, Maritza e Julian nel loro viaggio. Il worlbuilding è evocativo e ben scritto, ricco e complesso ed è stato molto interessante poter imparare cose sulla cultura Latinx, le leggende, i miti, sulla comunità brujx, i poteri e via discorrendo. Affascinante e confortante anche la loro visione della vita e della morte, che ho trovato bellissima.

I personaggi sono ben scritti e sviluppati e mi sono immediatamente affezionata a loro. Yadriel è il protagonista principale, è un ragazzo trans, gay e lotta per essere accettato dalla sua famiglia e dalla comunità brujx sia in quanto ragazzo che brujo. Brillante, testardo, un po’ introverso e timido, Yadriel è costantemente combattuto tra il desiderio di essere se stesso, di essere accettato e l’amore per la sua famiglia. Stanco di combattere, di essere la pecora nera della famiglia, è stato un piacere poter leggere di lui. Compagna di avventure, Maritza è la cugina di Yadriel, sempre pronta a supportarlo e a combinare guai ed è ferocemente leale. Ho amato la relazione che c’è tra lei e Yadriel e quella che si instaura con Julian, fatta di battibecchi, prese in giro e risate. Il terzo e ultimo protagonista è Julian ed è impossibile non amarlo sin dall’inizio. Testardo, chiassoso, senza filtri, ho riso di cuore leggendo i suoi modi di dire, sbagliati, ho sorriso pensando a quanto fosse ferocemente leale e affezionato ai suoi amici e mi sono sciolta nel leggere come la sua relazione con Yadriel sboccia e prosegue nel corso della storia.

La presenza di Julian mette sottosopra la vita, già complicata, di Yadriel che, non solo vuole trovare lo spirito di suo cugino Miguel e liberarlo, provando di essere un brujo, ma che si ritrova trascinato nella vita…anzi, nella morte di Julian, a indagare su cosa sia successo e a mettere insieme i pezzi di un mistero che coinvolgerà e stravolgerà tutti. Uno degli aspetti più dolci e divertenti del libro è il rapporto che si instaura tra Yadriel e Julian, un rapporto che è complesso, ben scritto e ho amato il modo in cui i due personaggi imparano a fidarsi l’uno dell’altro, a confidarsi, aiutarsi ed amarsi, soprattutto visto e considerato quanto siano totalmente diversi. Yadriel e Julian imparano ad accettarsi, a volersi bene e a tenere l’uno all’altro, aprendosi gli occhi a vicenda sull’importanza di accettarsi, sulle relazioni e i sentimenti. Ho amato leggere le loro interazioni, ho riso, mi sono commossa e sono davvero indimenticabili.

Il libro affronta una serie di importanti tematiche, come il bullismo, la trasfobia, deadnaming. Yadriel lotta per essere visto e accettato sia in quanto ragazzo che brujo, stanco di perdonare e giustificare chi, pur senza volerlo (come nel caso della sua famiglia) lo ferisce. La famiglia, quella trovata negli amici e la biologica, è un tema molto presente all’interno della storia e l’autore ha descritto in modo molto realistico le interazioni tra i suoi componenti, tra genitori e figli, nonne e nipoti, fratelli, zie e cugini, tra incomprensioni, litigi, prese in giro. La difficoltà che riscontra Yadriel è proprio quella di essere se stesso in una famiglia, e comunità, molto tradizionale, che lotta tra tradizioni e cambiamenti.

In un libro molto stratificato, l’autore, tramite la famiglia di Julian e ciò che accade a Miguel, affronta anche tematiche come l’abuso familiare, gangs, ingiustizie sociali, razziali e classiste, i pregiudizi e quanto possano essere sbagliati e dannosi. Affronta il dolore e la difficoltà di accettarsi e venire accettati e visti, l’importanza di essere se stessi e fieri, il legame fortissimo presente tra amici e famiglia e una storia d’amore importante e forte.

In conclusione, consiglio questo libro a chiunque voglia innamorarsi di una storia con personaggi realistici e straordinari, una storia queer molto particolare, a chi voglia essere trasportato in un mondo popolato da spiriti, dee e dei, cinnamon rolls, famiglia e amore.

Potete trovare la recensione che scrissi in inglese, l’anno scorso sul mio goodreads. Le altre le trovate qui, seguendo questo calendario!

Pubblicato in: Approfondimento, As Travars-Recensioni

Realm Breaker di Victoria Aveyard- Review party

Benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a Realm Breaker di Victoria Aveyard! Un grazie enorme a Maria Cristina per aver organizzato l’evento e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state influenzate in alcun modo.

Autore Victoria Aveyard
Editore Mondadori
Collana Fantastica
Formato Rilegato
Pubblicato 19/10/2021
Pagine 396
Traduttore F. Santi


Un’oscura presenza si sta facendo largo nel Regno di Allward. La percepisce persino Corayne, figlia della pirata Meliz an-Amarat, che pure è costretta dalla madre a vivere in uno sperduto e tranquillo villaggio sulla costa, mentre sogna un futuro pieno di avventure per mare. Quel che Corayne ancora non sa è che il destino sta per bussare alla sua porta. La sua esistenza, infatti, viene sconvolta il giorno in cui un Avo, creatura mitica e immortale, e un’assassina letale come poche altre al mondo, le fanno visita. I due hanno affrontato un viaggio pericoloso per trovarla e per chiederle aiuto. Un uomo assetato di potere, infatti, sta mettendo insieme un esercito mai visto prima ed è più che mai determinato a sradicare le fondamenta del loro mondo per ridurlo in cenere. Con il cuore ricolmo di veleno e la mano armata da una spada rubata, e potentissima, è pronto a tutto pur di raggiungere il suo scopo. Solo Corayne può fermarlo. Perciò la ragazza, accompagnata da un improbabile e riluttante gruppo di alleati, uno scudiero, un immortale, un’assassina e una strega, si avventura in una missione disperata. Ma proprio nel caricarsi il destino del mondo sulle spalle, imboccherà la strada per trovare finalmente se stessa e scoprire la magia che le scorre nelle vene.

Ambientato in un mondo fantastico, dove il passato e il presente s’intrecciano, dove creature immortali lottano per salvare un regno immenso e complesso, dove spade magiche possono aprire mondi paralleli, una giovane si ritrova il peso del mondo sulle proprie spalle. Corayne è la figlia della pirata Meliz an-Amarat e da sempre anela di viaggiare, di allontanarsi dalla sua città, di vedere il mondo, lottando contro la volontà di sua madre, che non vuole appoggiare i suoi desideri. Quando una creatura immortale, un Avo, le rivela che è figlia di un guerriero, che ha sangue Spectrum nelle vene e ha il potere di usare una spada speciale e di salvare il regno da un’invasione di un esercito disposto a distruggere tutto sul suo cammino, tutto cambia. Corayne inizierà, quindi, un’avventura che la porterà in posti e città mai conosciute prima, accompagnata da un gruppo di alleati, tra cui uno scudiero, un Avo disposto a tutto pur di proteggerla, una strega, un’assassina. Disposti a stravolgere il mondo esistente, una regina e un uomo pieno di rancore e vendetta. La storia è piena di colpi di scena, un viaggio coinvolgente che porterà i protagonisti, e il lettore con loro, a visitare città e deserti, a scoprire segreti e a lottare per salvare il regno e le vite di tutti.

Ho adorato leggere Il regno delle ceneri! Devo ammettere che è stato il primo romanzo che abbia letto di Victoria Aveyard e l’ho trovato molto coinvolgente. Il worldbuilding è molto complesso e, spesso, devo dire, un po’ confusionario e difficile da seguire. Per questo motivo, almeno geograficamente parlando, ho adorato la presenza della mappa, che mi ha permesso di seguire i loro passi. Certe volte sono state date troppe informazioni troppo in fretta e qualche volta era difficile seguire leggende, poteri e giochi politici, ma nel complesso mi è piaciuto leggere Il regno delle ceneri.

Ho molto apprezzato la caratterizzazione dei personaggi e come la storia viene narrata, con molteplici punti di vista, intrecciando protagonisti e antagonisti, luoghi diversi e interessanti scoperte. Il lettore può seguire le vicende dello scudiero Andry, dell’immortale Domacridhan, detto “Dom”, di sua cugina Ridha e della sua ricerca, della coraggiosa Corayne, dell’assassina Sorasa, della strega Valtik, della testarda regina Erida. Ogni personaggio è ottimamente caratterizzato ed è stato un piacere poter conoscere i loro sogni, speranze, paure e desideri. Mi sono piaciuti molto i diversi personaggi, soprattutto la loro complessità e le sfaccettature di ognuno. Come Andry con il suo desiderio di diventare cavaliere, proteggere la madre malata e salvare il regno, Dom con ciò che ha perduto e sua cugina Ridha con il desiderio di salvare i mortali, appellandosi a altri potenti regnanti, la misteriosa Sorasa, la cui storia sono molto curiosa di scoprire, la simpatica e strana strega Valtik. Spiccano, per me, la brillante regina Erida, assetata di potere, desiderosa di essere indipendente e di rinforzare il proprio regno, disposta anche ad allearsi con personaggi pericolosi come Taristan e, soprattutto, Corayne, che si ritrova il peso del mondo sulle spalle.

La storia è interessante, ho apprezzato le voci narranti ben amalgamate, le ambientazioni che variano dai deserti, alle città piene di statue e giardini straordinari, alla corte con i suoi intrighi, ai mostri marini e ai pirati, all’esercito di morti incapaci di essere sconfitti e via discorrendo. Un viaggio fisico e psicologico che ha coinvolto tutti i personaggi, trascinando il lettore dappertutto, facendogli trattenere il fiato per la sorpresa o i colpi di scena, sorridere leggendo alcune interazioni, sorprendendosi per altre, facendolo stare sulle spine. Sono molto curiosa di sapere cosa accadrà in seguito! Sotto potete trovare il mio approfondimento su un personaggio che ho molto adorato: Corayne!

Corayne an-Amarat è uno dei protagonisti principali di Il regno delle ceneri. Figlia di una famosa e temeraria pirata, Meliz An-Amarat, e cresciuta senza un padre, la giovane desidera viaggiare ed esplorare il mondo, ma non è mai riuscita a lasciare la città costiera dov’è nata, costretta a seguire le volontà della madre. Corayne è una giovane intelligente e intraprendente e quando due sconosciuti arrivano alla sua porta e le raccontano una storia surreale e, sfortunatamente per lei, veritiera, si ritrova investita del potere di salvare il mondo e fermare un esercito di creature spietate e difficili da uccidere. Infatti, lei è la figlia di Cortael, figlio di Antica Cor, un guerriero dell’antica stirpe, ha sangue Spectrum nelle vene e con la spada Spectrum può fermare l’antagonista Taristan. Corayne si ritrova, quindi, coinvolta in qualcosa molto più grande di lei, con una responsabilità enorme sulle spalle e l’opportunità, finalmente, di lasciare la sua città ed esplorare il mondo. Anche se non avrebbe mai immaginato di doverlo fare in quelle condizioni. Seguita e appoggiata da un gruppo molto eterogeneo di alleati, tra cui lo scudiero Andry, l’assassina Sorasa, la bizzarra strega Valtik e il testardo Avo Dom, Corayne intraprende il suo cammino, che sarà sia fisico che psicologico e che spingerà tutti, non solo lei, a maturare, crescere e cambiare nel corso dell’intero romanzo.

Corayne è un personaggio che ho molto apprezzato. Ha diciassette anni, è, come tutte le adolescenti, desiderosa di vedere il mondo, lottando contro la claustrofobia che sente, bloccata a Lemarta, protetta da Kastio, il suo guardiano. In grado di muoversi nella città portuale, tra navi, carichi e marinai, gestendo il suo libro mastro, desiderosa di mostrare alla madre il proprio valore, Corayne si sente soffocare e vuole andarsene. L’arrivo di Dom e Sorasa stravolge la sua vita, costringendola ad aprire gli occhi ad antichi poteri, regni in pericolo, eserciti di non morti e uno zio antagonista e spietato.

Una delle cose che ho adorato del suo personaggio è quanto sia estremamente realistico, nelle sue azioni e pensieri, nei suoi dubbi e paure. Corayne si ritrova il peso del mondo sulle spalle ed è un adolescente che scopre di non essere come tutti gli altri, ma contrariamente agli altri “Chosen Ones”, Corayne non cambia improvvisamente. Non scopre di avere abilità nascoste, poteri magici o diventa una guerriera abile, anzi. Resta esattamente ciò che era prima che sapesse la verità sul proprio sangue e suo padre. Corayne è un personaggio ingenuo, un po’ maldestro, incapace di lottare e di proteggersi, di usare la spada e, nonostante le sue conoscenze, apprese studiando a Lamarta, c’è molto del mondo che non conosce e ciò la fa sentire in svantaggio. Quindi si sente smarrita, non sa come comportarsi, come agire e decide di affrontare ciò che le accade man mano, pur sentendosi persa. In un lungo viaggio, che la porterà a racimolare conoscenze e diversi e bizzarri alleati, ognuno con le sue problematiche, difficoltà e desideri, Corayne si ritroverà a visitare città, palazzi, corti reali, ad apprendere cose sulle profezie, nuovi mondi e pericoli.

Stupendo il rapporto che si crea con Sorasa, che si comporta nei suoi confronti un po’ da sorella maggiore, trascinata in quella missione per denaro, ma decidendo di restare per ben altri motivi. O il rapporto con Andry, molto tenero e che ha dell’enorme potenziale, con Dom, appesantito dal lutto per la morte del padre Cortael, amico e compagno dell’Avo e disposto a tutto pur di proteggerne la figlia. Corayne, come del resto anche gli altri personaggi, cresce moltissimo nel corso dell’opera, assumendosi più responsabilità, prendendo in mano la sua vita, decidendo, nel corso del tempo e della storia, di accettare pienamente il suo ruolo in quella complessa situazione.

Ho apprezzato il suo sviluppo e sono davvero curiosa di leggere ciò che accadrà in seguito.

Ecco a voi il calendario! Passate dagli altri blog!

Pubblicato in: As Travars-Recensioni

La corte dei miracoli di Kester Grant- Review Party

Benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a “La corte dei miracoli” di Kester Grant. Un grazie enorme ad Ambra per aver organizzato l’evento, le bellissime grafiche e avermi coinvolta. Grazie alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Kester Grant
Editore Mondadori
Collana Fantastica
Formato Rilegato
Pubblicato 12/10/2021
Pagine 300
Isbn788804721482
Traduttore S. Brambilla

Dopo il fallimento della Rivoluzione e l’uccisione di tutti i rivoluzionari, Parigi è una città divisa in due. Accanto al reticolo di viali severi, fiancheggiati da bossi e frequentati dall’aristocrazia, prospera infatti una giungla tenebrosa popolata da sciami di mendicanti, ladri ed emarginati, teatro di crimini e miseria, un luogo oscuro e senza leggi. Qui il potere è gestito dai Miserabili, una formidabile corte di criminali divisi in nove corporazioni, chiamata la Corte dei Miracoli. Membro della Corporazione dei Ladri, Nina Thénardier può rubare qualunque cosa a chiunque. La ragazza, soprannominata la Gatta Nera, ha sfidato la sorte così tante volte da essere quasi diventata una leggenda tra i Miserabili. Eppure questo non sembra contare molto quando, ancora una volta, la sua strada si incrocia con quella di Lord Kaplan, detto Tigre, feroce capo della Corporazione della Carne. L’uomo ha messo gli occhi sulla sorella della giovane ladra e, si sa, nessuno è mai riuscito a impedirgli di ottenere ciò che vuole. Non ci è mai riuscita la Corte dei Miracoli, come potrebbe farlo Nina, sveglia certo, ma comunque una ragazza, minuta per di più? Di due cose, però, Tigre non ha tenuto conto. La prima è una regola inviolabile per tutti i Miserabili: mai, mai rubare a una ladra. E la seconda è che, quando si tratta di proteggere chi amano, le gatte sono capaci di mostrare denti e artigli e di diventare decisamente pericolose… Ispirandosi a due capolavori della letteratura di tutti i tempi, “I miserabili” di Victor Hugo e “Il libro della giungla” di Rudyard Kipling, Kester Grant tesse un’ammaliante storia di crudeltà, passione e vendetta che, attraverso le vicende della protagonista, condurrà i lettori nel ventre più oscuro di Parigi, passando per la sfavillante corte di Francia per abbracciare l’alba di una nuova rivoluzione.

Ambientata in una realtà alternativa, nel 1828, in una Parigi nella quale la Rivoluzione Francese è fallita, la città è divisa tra in due nette parti: i Viandanti Diurni, i nobili, la polizia e i Miserabili, che fanno parte di nove Corporazioni: i Ladri, i Mendicanti, gli Assassini, i Giocatori d’azzardo, i Mercenari, i Contrabbandieri, le Prostitute, i Mangiatori d’Oppio e gli Uomini di Lettere. I signori di ogni corporazione formano la cosiddetta Corte dei Miracoli, governata da leggi e regole ben precise. Eponine Thenardier, detta Nina, è la protagonista della storia, membro della Corporazione dei Ladri ed è una talentuosa ladra, conosciuta da tutti come la Gatta Nera. Nina vive in un mondo di criminali, ma regolato da leggi e regole che tutti i membri delle Corporazioni devono rispettare. Quando Ettie, sua sorella adottiva, attira l’attenzione della Tigre, il crudele e spietato capo della Corporazione della Carne, che si occupa di prostituzione e schiavitù, Nina è disposta a tutto pur di salvarla. Anche a scatenare una guerra tra le varie Corporazioni.

Ispirandosi a “I miserabili” di Victor Hugo e “Il libro della giungla” di Rudyard Kipling, Kester Grant crea un complesso e stratificato mondo criminale. Nove Corporazioni, divise dai Viandanti Diurni non solo da tradizioni, regole e differenze socioeconomiche e Nina, grazie alla sua testardaggine e determinazione si ritroverà a incontrare membri delle diverse Corporazioni, rivoluzionari e persino nobili nel tentativo di salvare non solo Ettie, ma anche sua sorella biologica Azelma, prigioniera e isolata.

La Corte dei miracoli è un libro pieno di momenti divertenti e intensi, personaggi sarcastici e leali, una storia di amore, speranza, disperazione e rabbia. In un mondo complesso e oscuro, pieno di pericoli e violenze, Nina di muove tra le diverse realtà, incontrando e facendo amicizie con svariati personaggi. Ho trovato affascinante il modo in cui questo mondo è diviso, le varie Corporazioni con le loro regole, eroi e imprese, intrigante incontrare personaggi presi da “I miserabili” come l’ispettore Javert, una donna in questa versione, la sua ossessione per Jean Valjean, Eponine e così via. Mi sono piaciuti i rivoluzionari, St. Juste e le loro idee e il loro coraggio, così come le relazioni tra i vari personaggi, soprattutto quella tra Nina e la sorella Ettie, piena di affetto e fiducia.

Ci sono cose che, però, non mi sono piaciute. La corte dei miracoli è un libro molto ambizioso, ma, secondo me, non rende del tutto. L’ambientazione è apparentemente complessa, una Parigi alternativa, ma che non viene sviluppata in modo esaustivo. Pur essendo affascinata dalle diverse Corporazioni, spesso e volentieri sono solo accennate e non approfondite, cosa che avrei preferito, così come le relazioni tra i vari personaggi, un po’ troppo frettolose.

Nina, in particolar modo, è un personaggio che, sfortunatamente, non mi ha molto colpita. Definita come scaltra e coraggiosa, lo è, ma in modo piuttosto irrealistico. Nessuno è mai riuscito in questa impresa? Lei ci riuscirà. Nessuno ha mai rubato questo oggetto o entrato in questo posto? Ovviamente Nina ci riuscirà in tre secondi e senza sforzi.

Un vero peccato perché la storia ha molto potenziale, lo stile è scorrevole e è stato rapido e abbastanza piacevole leggerla, ma mi dispiace dire di non riuscire a dare oltre tre stelline. Spero davvero che il sequel sia migliore e sono curiosa di sapere cosa accadrà.

Vi lascio il calendario, date un’occhiata alle altre recensioni!

Pubblicato in: As Travars-Recensioni

Il filo avvelanato di Laura Purcell- Review Party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a “Il filo avvelenato” di Laura Purcell. Un enorme grazie a Franci per aver organizzato l’evento, ad Ambra per le grafiche e alla Mondadori per l’opportunità di leggere questo libro in anteprima. Le mie opinioni non sono state influenzate in alcun modo.

Disponibile su:    

Collana: Fantastica

ISBN: 9788804734550

420 pagine

Prezzo: € 20,00

Cartaceo

In vendita dal 21 settembre 2021

GRAN BRETAGNA, PRIMA METÀ DELL’OTTOCENTO. Dorothea Truelove è giovane, bella e ricca. Ruth Butterham è giovane, ma povera e consumata da un segreto oscuro e terribile. Un segreto che rischia di condurla alla forca. I loro destini si incrociano alla Oakgate Prison, dove Ruth è rinchiusa in attesa di processo per omicidio e dove Dorothea si dedica ad attività caritatevoli; soprattutto, qui la ragazza trova il luogo ideale per mettere alla prova le neonate teorie della frenologia – secondo cui la forma del cranio di una persona spiega i suoi peggiori crimini – che tanto la appassionano.
L’incontro con Ruth fa però sorgere in lei nuovi dubbi, che nessuna scienza è in grado di risolvere: è davvero possibile uccidere una persona usando solo ago e filo? La storia che la prigioniera ha da raccontare – una storia di amarezze e tradimenti, di abiti belli da morire – scuoterà la fede di Dorothea nella razionalità e nel potere della redenzione.
Per tutti gli amanti della letteratura gotica, un racconto da brivido dedicato al male celato dietro il volto dell’innocenza.

Dorothea Truelove è una giovane ricca e bella che si dedica alle attività caritatevoli, appassionata di frenologia. Le sue ricerche e teorie, le sue attività caritatevoli presso le carceri femminili si scontrano spesso con ciò che il padre vorrebbe per lei, per ciò che viene considerato “appropriato” per una giovane donna. All’interno della Oakgate Prison, Dorothea incontra Ruth Butterham che da una parte le consentirà di mettere alla prova la sua scienza, secondo la quale la forma del cranio potrebbe spiegare le tendenze umane a compiere crimini, ma che anche la spingerà a mettere in dubbio ciò in cui ha sempre creduto.

Le due protagoniste sono molto diverse tra loro. Da un lato Dorothea è presa alla sua scienza, dai rapporti, spesso conflittuali, con il padre, dal doloroso ricordo della madre che ha perso anni fa, con i suoi spasimanti e la società che si aspetta determinate cose da lei per il sesso e l’età. Dall’altro Ruth è accusata di un crimine che la porterà alla forca e la giovane, povera e con un orribile vissuto alle spalle, si considera un mostro, colpevole di aver ucciso, pur involontariamente, diverse persone con ago e filo. Davvero è possibile una cosa simile? La storia segue due sequenze temporali: il punto di vista di Dorothea è ambientato nel presente, mentre quello di Ruth, che narra la storia alla giovane, e al lettore, è nel passato, mentre ripercorre i traumi subiti, i lutti, le difficoltà socioeconomiche, gli abusi e soprusi e ciò che l’ha condotta in quella cella. Il racconto di Ruth è doloroso e agghiacciante e mi ha coinvolto emotivamente. La giovane narra delle difficoltà economiche della sua famiglia, delle violenze da parte delle compagne di scuola prima e delle sue padrone dopo, intrecciando la sua storia alla profonda convinzione di possedere un potere, di riuscire a inculcare negli abiti che tesse tutta la sua rabbia, il risentimento, l’odio e la gelosia e così colpire fisicamente chi li indossa.

Ho trovato questa storia molto particolare. Mi ha colpito il personaggio di Ruth, con la sua rabbia, gelosia e desiderio di rivalsa e vendetta, così come il suo senso di colpa e il suo dolore. Mi è piaciuto il modo in cui il romanzo è stratificato, con i due punti di vista che, non solo rappresentano il passato e il presente, ma anche le nette differenze socioeconomiche delle due protagoniste.

Ci sono, però, alcune cose che non mi hanno convinta. L’ambientazione è della Londra Vittoriana, il libro pubblicizzato per “gli amanti della letteratura gotica”, ma non ho riscontrato molte caratteristiche della letteratura gotica e l’ambientazione è accennata molto superficialmente. Per quanto riguarda la trama, l’ho trovata interessante e mi è piaciuto il modo in cui le storie di Dorothea e Ruth si sono intrecciante. Per la caratterizzazione, per quanto abbia adorato Ruth e l’abbia trovata intrigante e complessa come personaggio, non posso dire lo stesso di Dorothea. Ho trovato il suo personaggio molto distaccato, certe volte ossessivo e non mi è piaciuta la sua passione per la frenologia (ma questo riguarda più me che il personaggio, devo ammettere). Il suo punto di vista mi ha spesso annoiata, i suoi capitoli non mi hanno coinvolta, ho trovato molto superficiali e, certe volte, egoistiche, le sue preoccupazioni, il suo oscillare tra David e l’altro pretendente e il risentimento nei confronti della nuova compagna del padre, nonostante siano servite come contrasto con i problemi decisamente più reali di Ruth. Viene accennata, anche se non molto approfondita, la netta separazione tra poveri e ricchi e gli abusi subiti sia in quanto donne che in quanto povere.

Nonostante ciò il romanzo è intrigante, Ruth è un bellissimo personaggio e mi è molto piaciuta la tensione tra il reale e il fantastico e come, fino alla fine, sia Dorothea che il lettore attraverso di lei, non sanno se credere o meno nei poteri di Ruth. Il costante dubbio, se la giovane fosse pazza o avesse poteri magici, il racconto fino al travolgente finale, tutto mi ha abbastanza colpito. Non posso, però, per le cose elencate poco sopra, dare un punteggio alto, quindi per me il romanzo è da 3 stelle.

Date un’occhiata alle altre tappe del review party! Ecco a voi il calendario!

Pubblicato in: As Travars-Recensioni

Tunnel di ossa di Victoria Schwab- Review Party

Salve e benvenut* alla mia tappa per il review party di Tunnel di ossa della mia brillante Victoria Schwab. Un enorme grazie ad Ambra per aver organizzato l’evento e per le grafiche e alla Mondadori per avermi dato l’opportunità di leggere e recensire questo libro in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Disponibile su:    

Collana: Fantastica

ISBN: 9788804740247

352 pagine

Prezzo: € 15,00

Cartaceo

In vendita dal 28 settembre 2021

CASS È NEI GUAI. Ancora più del solito.
Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, Cass si trova a Parigi, dove i suoi genitori stanno girando il loro programma televisivo sulle città più infestate del mondo. Certo, mangiare croissant e visitare la Tour Eiffel è un vero spasso, ma sotto Parigi, nelle raccapriccianti Catacombe, c’è in agguato un pericolo spettrale.
Quando Cass risveglia un poltergeist terribilmente potente, deve affidarsi alle sue abilità di cacciatrice di spettri, ancora tutte da dimostrare, e chiedere l’aiuto di amici vecchi e nuovi per svelare un mistero.
Se fallirà, le forze che ha ridestato potrebbero rimanere a infestare la città per sempre.
L’autrice bestseller Victoria Schwab torna al mondo di Città di spettri, regalandoci nuove emozionanti avventure e un’indimenticabile lezione sull’amicizia (perché, a volte, anche i migliori amici fantasma hanno segreti).

Dopo le terrificanti, ma interessanti, vicende della Scozia, Cassidy è “pronta” a una nuova avventura e quando i suoi genitori arrivano a Parigi per un’altra tappa del loro programma televisivo la giovane spera che la vacanza possa riguardare soltanto croissant e visitare la città. Ovviamente non è così. Quando la sua presenza e i suoi poteri risvegliano un poltergeist, Cassidy è costretta a rivestire nuovamente il ruolo di cacciatrice di fantasmi e affidarsi a vecchi e nuovi alleati, mentre si ritrova a imparare nuove cose su se stessa, il mondo che la circonda e sul suo migliore amico, che sembra avere segreti potenzialmente pericolosi.

Victoria Schwab ritorna con una nuova intrigante avventura ambientata nella meravigliosa Parigi. Come era accaduto con Edimburgo, tramite il racconto dei genitori di Cassidy e Cassidy stessa, il lettore scopre la città e i suoi segreti, con i suoi miti e leggende, omicidi, morti e spiriti inquieti. La presenza del poltergeist apre a Cassidy un mondo del tutto nuovo e pericoloso, spingendola ad agire prima che l’intera città possa essere stravolta dalla rabbia e dal caos scatenato dal giovane spirito.

Ho adorato leggere Tunnel di ossa, perché, esattamente come il primo, mi sono ritrovata coinvolta nelle leggende e miti della città, ricca di storia e di passato, spingendomi a visitare con i personaggi le Catacombe, le strade di Parigi, a seguirli nelle loro ricerche. Molto interessante, infatti, è stata l’indagine condotta da Cassidy, Jacob e Lara nel trovare chi fosse il poltergeist e il modo di proteggere se stessi e la città dalla sua rabbia.

La storia è stupenda, intrigante e i personaggi sono ben caratterizzati, sia i nuovi che i vecchi. Lara con la sua saggezza e supporto, i genitori di Cassidy che si completano a vicenda nel narrare storie e leggende e visitare la città, la nuova guida e un’alleata inaspettata… Ho molto amato sia la curiosità e impulsività di Cassidy, che si ritrova a rivestire il ruolo di cacciatrice di fantasmi, lottando per abituarsi a questa nuova realtà, che l’essere leggermente più cauto e “fifone” di Jacob, il modo in cui i loro caratteri si completano e si bilanciano. Molto realistico il loro rapporto e le loro azioni, in quanto teenagers dinanzi a un mondo a loro quasi del tutto nuovo.

Uno degli aspetti che amo di più di questa saga è, infatti, proprio lo straordinario rapporto tra Cassidy e Jacob, il modo in cui comunicano, battibeccano, accettano e seguono suggerimenti l’uno dell’altra, si completano a vicenda. Il loro rapporto è, però, “appesantito” dai sospetti di Lara e la paura di Cassidy che Jacob possa acquisire maggiori poteri e rappresentare un pericolo e la consapevolezza che lui abbia dei segreti, rendendo il loro legame più teso.

Leggermente più inquietante e triste del precedente, sia per la presenza del poltergeist che per i segreti rivelati, Tunnel di ossa è un avvincente avventura, dove spicca l’amicizia e il legame tra Cassidy e Jacob, che s’impegnano per comprendersi e parlare, anche di ciò che li turba e spaventa, regalando un’importante lezione sui rapporti.

Tunnel di ossa conferma, come se ce ne fosse bisogno!, la brillante capacità di Victoria Schwab nel coinvolgere, attrarre e catturare l’attenzione del lettore. Pur essendo un middle grade, quindi “leggermente” lontano dalla mia età, ho amato leggere questo libro, ho adorato i personaggi, le loro interazioni e avventure e non vedo l’ora di scoprire cosa succederà dopo l’intrigante conclusione.

Date un’occhiata alle altre tappe! Ecco a voi il calendario!

Pubblicato in: As Travars-Recensioni

L’impero del vampiro di Jay Kristoff- Review Party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicata a “L’impero del vampiro” di Jay Kristoff. Un grazie enorme ad Alessandra per aver organizzato l’evento e la Mondadori per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Disponibile su:    

Collana: Fantastica

ISBN: 9788804728177

720 pagine

Prezzo: € 25,00

Cartaceo

In vendita dal 14 settembre 2021

Dal pluripremiato autore bestseller della trilogia Nevernight, una nuova magnifica serie.
Sono passati ventisette lunghi anni dall’ultima alba.
Per quasi tre decenni, i vampiri hanno mosso guerra all’umanità; hanno costruito il loro impero eterno, a costo di demolire il nostro. Ormai, solo poche minuscole scintille di luce resistono in un mare di oscurità.
Gabriel de León, metà uomo, metà mostro e ultimo dei Santi d’argento – confratello nonché una delle migliori spade del sacro Ordine d’argento, dedito a difendere il regno dalle creature della notte -, è tutto ciò che si frappone tra il mondo e la sua fine.
Imprigionato dagli stessi mostri che ha giurato di distruggere, è costretto a raccontare la sua storia. Una storia di battaglie leggendarie e amore proibito, di fede perduta e amicizie trovate, della guerra del Re Sempiterno e della ricerca dell’ultima speranza rimasta all’umanità.
Il Sacro Graal.

TW: sangue, violenza, tortura, omicidio, omofobia

Sono trascorsi ventisette anni dall’ultima alba e i vampiri hanno preso possesso del mondo, creando un vasto impero e distruggendo quello umano. Sono poche le luci che contrastano l’oscurità, come il sacro Ordine d’Argento, ma ora Gabriel de León è l’ultimo Santo. Imprigionato dai mostri che ha combattuto per decenni, è costretto a raccontare la sua storia allo storico, Jean-François della casata Chastain. Inizia così un epico racconto, di lotte, amori passionali, vendette, fede e morti.

Ho trovato molto difficile esprimere a parole ciò che mi ha trasmesso “L’impero del vampiro”. Mi ha coinvolta sin dall’inizio, travolgendomi emotivamente e spingendomi a divorarlo perché la storia è tremendamente avvincente e che mi ha lasciata con il desiderio di saperne di più, quindi…dov’è il secondo libro, Jay? Io ne ho bisogno!

Un romanzo complesso, stratificato, un racconto epico, di vampiri, ma anche di legami, d’amore e amicizia, di fede e la sua perdita, di speranza e lotta, di dipendenza e lutto. Non è semplicemente una storia di lotta contro il male e i mostri che popolano il mondo, non solo. Si tratta di un libro che affronta con delicatezza e arguzia temi come l’amore e l’amicizia, il sacrificio e la fede, la perdita della speranza e la lotta per ritrovarla, la dipendenza da qualcosa (droghe, alcool, ricordi…) e la depressione quando si ha perso ogni cosa. Lo stile è coinvolgente, la storia è ben scritta e i personaggi caratterizzati perfettamente. In un racconto di oltre 700 pagine è normale trovare momenti più lenti e altrettanti rocamboleschi e Jay Kristoff li dosa sapientemente.

Il worldbuilding è deliziosamente complesso e ho trovato molto affascinante il racconto delle varie casate di vampiri, i loro poteri e influenze, i loro schemi politici, il complicato mondo dell’Ordine d’Argento, con i loro riti e la loro fede, l’apprendistato di Gabriel, le lotte interne ed esterne e il contrasto socioeconomico che il protagonista si ritrova ad affrontare e subire nel corso della sua crescita. Jay Kristoff racconta di un mondo terrificante, popolato da diversi tipi di mostri e, soprattutto, da vampiri terribili e al tempo stesso affascinanti, in grado di donare vita eterna e poteri straordinari, un mondo dove non esiste alba, solo oscurità e semi-oscurità.

“Chi cazzo ti ha detto che ero un eroe?” esclama Gabriel, nel raccontare la sua storia a Jean-François, sottolineando quando i racconti su di lui appaiano distanti dalla realtà dei fatti. Non ci sono eroi in questa storia e il suo protagonista è decisamente particolare. Sagace, sboccato, drogato, deluso dal e arrabbiato con il mondo, senza fede, Gabriel mi ha colpito sin dall’inizio. Non è il cavaliere delle leggende. Certo, ha fatto (quasi) tutto ciò che viene raccontato su di lui, ma è amareggiato, ferito, tristemente e dolorosamente umano, pur non essendolo del tutto e conservando ancora la sua rabbia. Uno degli aspetti che spicca, sin dalle prime pagine, è il rapporto che si crea tra Gabriel e Jean-François. Da un lato un eroe in disgrazia, dall’altro uno storico vampiro, mandato lì per trascrivere il suo racconto e i loro battibecchi, le battute, gli scambi irritati, il continuo saltare da un tempo dall’altro per irritare il vampiro…sono tutti aspetti che ho trovato creativi e divertenti, soprattutto perché ho amato il modo in cui la storia viene narrata.

La storia oscilla avanti e indietro, intrecciando tre sequenze temporali, che si incastrano sapientemente come pezzi di un puzzle. La prima è ambientata del presente e funge da cornice all’intero racconto. Al suo interno troviamo Gabriel che racconta la sua storia e Jean-François che la trascrive, abbellendola con disegni e interrogando il cavaliere. Uno degli aspetti che mi ha incuriosito della storia è come Jean-François sembri incarnare il lettore, fermando il racconto, chiedendo delucidazioni, invitando Gabriel a raccontare in modo più esaustivo la sua storia. Immaginando di consegnare la storia ai posteri e rivestendo i panni di chi non sa nulla di quel mondo, Jean-François sembra rappresentare chi sta leggendo, che è all’oscuro di tutto ed è quindi necessario essere più specifici possibile. In questo modo il lettore viene a conoscenza di un mondo popolato da mostri per un evento misterioso accaduto decenni addietro, dell’esistenza della progenie di vampiri ed esseri umani, i “sanguepallido”, alla cui categoria appartiene Gabriel, alla sua vocazione presso l’Ordine, cosa sia l’Ordine e via discorrendo.

Le successive due sequenze temporali si dividono in due diversi momenti del passato di Gabriel. In una Gabriel narra la sua infanzia, i legami con i genitori e le sorelle e gli eventi che cambiarono la sua esistenza, spingendolo nell’Ordine d’Argento, il suo apprendistato, le rivalità con gli altri giovani e via discorrendo. Presenta, quindi, al lettore un Gabriel curioso, disposto a tutto per provare le proprie capacità, per appartenere al complesso e stratificato mondo dell’Ordine d’Argento, un microcosmo di lotte e differenze socioeconomiche, dove il tipo di sangue rappresentava prestigio o scherno. Il lettore segue, quindi, Gabriel nella sua crescita, apprendendo i riti, le armi, facendo conoscenza con persone che gli cambieranno la vita. L’altra sequenza temporale, l’ultima, riguarda, invece, l’interesse principale di Jean-François: Il Santo Graal. Sono trascorsi molti anni dal Gabriel di Santa Michon, dall’apprendistato e Gabriel è ormai adulto, è cresciuto, disilluso, drogato e costretto/convinto a unirsi a un gruppo di fedeli alla ricerca di un modo per sconfiggere il sine die e portare la fine del mondo dei vampiri.

Gabriel è protagonista assoluto della storia, oscillando tra le sequenze temporali, interrompendo il racconto, fermandosi per riprendere fiato e trovare coraggio, bisticciando con Jean-François. Come scritto in precedenza, Gabriel è un personaggio particolare, arrabbiato, deluso e intrigante nel suo dolore e la sua rabbia. Il modo in cui narra la storia, fermandosi, andando avanti e indietro, da un lato irrita il lettore e lo stesso storico, dall’altro fa comprendere la difficoltà del protagonista di parlare di certi avvenimenti.

Se mi ha colpito Gabriel e il suo rapporto con Jean-François, rapporto che ho trovato stimolante e divertente, non sono da meno i personaggi secondari che riempiono il libro e le interazioni che Gabriel ha con essi, personaggi snob e antipatici, severi e litigiosi, pieni di rabbia e risentimento, tutti quanti ben scritti e caratterizzati e che accompagnano Gabriel nella sua crescita e vocazione. Anche in questo caso le differenti sequenze temporali presentano personaggi diversi l’una dall’altra, nonostante alcuni travalichino i decenni. Nel passato di Gabriel, incontriamo il maestro Manogrigia e il serafino Talon, il rivale Aaron de Coste, che si scontra più e più volte con Gabriel nel corso del loro apprendistato, ma il cui rapporto si approfondisce e cambia nel tempo, le ricerche con la sorella novizia Chloe Sauvage, ma soprattutto spicca Astrid Rennier, personaggio che cambierà la vita di Gabriel, la cui presenza indugia su di lui anche nel presente, durante il racconto con Jean-François. Nella timeline di Gabriel adulto troviamo, invece, nuovi e vecchi personaggi, ma a farla da padrone è Dior Lachance e il suo rapporto, sboccato, pieno di insulti e prese in giro, con Gabriel e la cui presenza cambierà ogni cosa.

La caratterizzazione dei personaggi è splendida. Se Gabriel spicca in quanto protagonista, gli altri non sono da meno e sono complessi nelle loro paure, desideri, nella loro fede e speranza, nei loro rapporti d’amore e d’amicizia. Sono, inoltre presenti, relazioni LGBTQIA+, che ho molto apprezzato, soprattutto una in particolare perché evidenzia e rimprovera l’omofobia presente in alcuni personaggi secondari e quanto l’amore venga visto come in contrasto con la fede e la missione, scoperchiando una complessa riflessione su Dio, le scritture, dovere verso se stessi e ciò a cui non si è disposti a sacrificare. La fede è un elemento ben presente all’interno del racconto, fede che aiuta e dona forza a coloro che appartengono all’Ordine d’Argento, ma anche, e si evince nel corso della storia, fede perduta, rabbia nei confronti di un Dio che sembra aver dimenticato ognuno di loro.

“Non chiedermi se Dio esiste, ma perché è così stronzo.”

Il romanzo inizia proprio in questo mondo e il contrasto tra la fede, l’orribile mondo che li circonda, l’amore e il desiderio e ciò che viene considerato peccato è ben presente in molti personaggi, come Gabriel, Astrid, Aaron, Baptiste.

“E se il tuo Dio definirebbe il mio amore un peccato, allora non è un Dio che conosco.”

In quanto figli del peccato e sanguepallido, Gabriel, Aaron, Baptiste si muovono in un mondo che non li accetta, pur servendosi di loro come paladini contro i mostri e l’oscurità. Questo continuo contrasto, tra il sangue che scorre nelle loro vene e l’umanità, tra la fede e il peccato (peccato secondo altri uomini, secondo scritture passate e regole), tra bene e male, spicca nel corso dell’intero romanzo. Come scritto in precedenza, nessuno dei personaggi è un eroe e tutti sono contraddistinti da rabbia, vendetta, desiderio, risentimento e amore.

Decido di concludere qui la mia recensione, altrimenti finirei per scrivere un romanzo sul romanzo e non posso non consigliare assolutamente “L’impero del vampiro” (pur facendo attenzione ai numerosi trigger warnings).

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