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Aurora’s end di Jay Kristoff e Amie Kaufman- review party

Salve e benvenut* alla mia tappa dedicata al terzo e ultimo libro della saga di Aurora Cycle. Un grazie enorme a Raggywords per aver organizzato l’evento e alla casa editrice per il file in anteprima che non ha in alcun modo influenzato le mie opinioni.

Abbiamo lasciato la Squadra 312 alle prese con una missione impossibile. La paura li ha fatti lavorare bene insieme (era ora!) mentre imperversava una battaglia intergalattica e una super arma minacciava di annientare la Terra. Tutto, però, è andato terribilmente storto, ovvio. Ma sapete una cosa? Non sempre la fine della storia rappresenta proprio la fine. E il gruppo di Ty ha ancora una possibilità per riscrivere la sua. Forse due. La faccenda è complicata, però. Riuscite a immaginarvi Zila, Fin e Scarlett (e Magellan!) che diventano amici, poi diventano nemici e infine diventano eroi che fanno la storia? Certo, come no. E riuscite a immaginarvi Tyler, Kal e Auri che uniscono le loro forze a quelle di due degli esseri più odiati dell’intero universo? Mmm, ok, va bene. E tutto ciò servirebbe a salvare la galassia dalla distruzione? Ecco, per questo ci vorrebbe un miracolo bello e buono. Ma la nostra squadra ci ha insegnato che niente è davvero impossibile, perciò fate un bel respiro e preparatevi ad affrontare l’ultimo strepitoso capitolo della saga “Aurora Cycle”!

Aurora’s end è il travolgente e fantastico finale di Aurora Cycle e ho adorato ogni singola pagina di questo volume.

Aurora’s end inizia subito dopo il pazzesco cliffhanger del libro precedente e ritroviamo i nostri amati personaggi coinvolti in una battaglia intergalattica, ad affrontare un antico nemico quando, apparentemente, tutto va terribilmente. Eppure nulla è come sembra e la squadra 312 deve, ancora una volta, lottare per salvare non solo l’intera galassia, ma anche l’un l’altro e ad essere separati. Zila, Fin, Scarlett e MAGELLANO si ritrovano in una situazione incredibile e impossibile, formando nuove alleanze e amicizie e cercando di capire cosa sta accadendo loro, mentre Tyler, Kal e Auri sono costretti ad allearsi con i “cattivi” per salvare tutto e tutti.

Narrato da molteplici punti di vista, alternandosi tra i vari personaggi, passato, presente e futuro, Aurora’s end è un romanzo ricco di emozioni, avventure rocambolesche, morti (insomma…), alleati vecchi e nuovi, nemici da sconfiggere, nuove specie e razze, pianeti e tutto mi ha lasciata senza fiato ed emozionata, fino alla fine e alla conclusione brillante.

Adoro questa saga, ho amato e seguito la squadra 312 sin dall’inizio ed è stato davvero emozionante vedere quanto siano cresciuti e quanto sia forte e indissolubile il loro legame, sia romantico che d’amicizia e quanto siano disposti a fare l’uno per l’altro e per l’intera galassia.

Ho amato le coppie che si sono formate e come il romanticismo sia brillantemente mescolato all’azione, al mondo sci-fi, fornendo momenti romantici e dolci, risate a crepapelle (grazie MAGELLANO e Fin), travolgenti e tristi in un ottovolante di emozioni e avventure.

Ho anche trovato incredibile il modo in cui tutto venga spiegato alla fine, come ogni singolo pezzo vada a posto, fornendo risposte a ogni singola domanda e ho adorato ogni singola cosa.

La trama è fitta di colpi di scena, romanticismo e fughe rocambolesche, pianeti nuovi e vecchi, amore e amicizia. Il rapporto che si è instaurato tra i personaggi è fantastico e quanto sia importante è sottolineato più volte, soprattutto per evidenziare quanto l’amore possa cambiare le cose e quanto siano forti se insieme. Mi mancherà ogni cosa.



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La legge dei lupi di Leigh Bardugo- Review party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a “La legge dei lupi” di Leigh Bardugo. Un grazie enorme a Raggywords per aver organizzato l’evento e alla casa editrice per la copia in anteprima che non ha in alcun modo influenzato le mie opinioni.

Leigh Bardugo
pubblicato da Mondadori
Il secondo volume della serie Grishaverse “Il re delle cicatrici”. Anche in questo secondo e ultimo volume della dilogia ritroviamo tre dei personaggi più amati del GrishaVerse: Nikolai Lantsov, Zoya Nazyalensky e Nina Zenik. I tre, re, generale e spia di Ravka, dovranno continuare insieme la loro lotta per strappare all’oscurità il futuro del loro paese. Altrimenti non potranno che assistere al suo disfacimento definitivo.

Ho adorato leggere questo libro e l’ho ritenuto magnifico. Leigh Bardugo è stata in grado di mettere insieme tutti i pezzi del puzzle, concludere la storia iniziata con Il re delle cicatrici e lasciarla, al tempo stesso, aperta per probabili avventure future.

Sono molto affezionata all’universo creato dalla Bardugo e questo libro mi ha molto coinvolta emotivamente, facendomi sentire parte della storia. Ho amato il modo in cui tutti i personaggi siano stati sviluppati all’interno del libro, crescendo, maturando, mostrando al lettore altri lati del loro carattere ed è stato davvero stupendo poter seguire Nikolai, Zoya e Nina nelle loro avventure, battaglie e imparare cosa siano stati disposti a fare per la loro famiglia e i loro amici. Dal punto di vista romantico, ho assolutamente adorato i momenti con Nikolai e Zoya, vedere la loro relazione crescere e svilupparsi, le loro battute, il loro flirtare, l’amore tra Genya e David, il legame tra i vari Grisha.

“La legge dei lupi” è un romanzo ambientato in tre diversi paesi: Ravka, Fjerda e Shu Han e il mondo, prima ristretto soprattutto a Ravka, si espande dinanzi al lettore, permettendogli di venire a conoscenza di diverse dinastie, culture e usanze, oltre a diversi personaggi introdotti. Narrato da molteplici punti di vista, oltre ai principali tre, Nikolai, Zoya e Nina, quasi ogni capitolo si conclude con un colpo di scena, lasciando il lettore a bocca aperta, attirandolo sempre di più nella storia e ogni volta mi sono ritrovata coinvolta emotivamente, preoccupata per i miei personaggi preferiti (spesso avendo ragione). L’autrice ha, come sempre, uno stile di scrittura coinvolgente e un brillante modo di narrare.

Ho adorato leggere sia dei nuovi personaggi che poter incontrare nuovamente i vecchi e amati Corvi, Alina e Mal. Un libro ricco di colpi di scena, rivelazioni e sorprese, che mi ha coinvolta sin dall’inizio. Ho molto apprezzato il modo in cui l’autrice ha affrontato i temi dell’abuso e del dolore, la forza nell’andare avanti, la difficoltà nel farlo, l’importanza di avere una famiglia, non solo biologica, ma anche “found”, formata da amici. Il modo in cui questi amati personaggi siano cresciuti e maturati è davvero impressionante.

Una conclusione quasi del tutto perfetta di una duologia con personaggi impossibili da non amare. Infatti, nono abbia adorato questo libro, trovando emotivamente devastante, riempiendo il mio cuore di gioie e dolori, ci sono cose e personaggi che avrei preferito l’autrice avesse affrontato in maniera diversa.

Ho apprezzato il modo in cui l’autrice descrive il personaggio di Hanne, come si senta a disagio in un corpo femminile, il suo desiderio di essere se stessa con Nina, ma ho trovato leggermente frettolosa e confusionaria la parte finale e avrei preferito fosse stata sviluppata un po’ più estensivamente, nonostante sia un dolcissimo e azzeccato lieto fine.

Per quanto riguarda il personaggio del Darkling non ho apprezzato il modo in cui è stato descritto, il suo “senso” all’interno di questo secondo volume e le domande lasciate irrisolte alla fine.

In conclusione un romanzo molto apprezzato, nonostante alcune cose. Personaggi che ho adorato, sia nuovi che vecchi, ottima crescita, tanti colpi di scena e una ship che finalmente è andata in porto. Ho solo uno spoiler che metterò dopo la foto, quindi state attent*

SPOILERS

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Ovviamente non perdonerò mai Leigh Bardugo per una morte importante, di cui non comprendo l’utilità se non dimostrare le perdite in una guerra e distruggere una delle mie ship preferite. Il personaggio meritava decisamente meglio.



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Le impure di Kim Ligget- Review party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party di “Le impure” di Kim Ligget. Un grazie ad Ambra per aver organizzato l’evento e per le grafiche meravigliose e alla casa editrice per la copia in anteprima che non ha influenzato in alcun modo le mie opinioni.

   

ISBN: 9788804744498

312 pagine

Prezzo: € 19,90

Cartaceo

In vendita dal 12 aprile 2022

Nessuno parla mai dell’anno di grazia. È proibito.
Nella Garner County, tutte le ragazze, al compimento del loro sedicesimo anno, vengono bandite dalla comunità e obbligate a vivere nella foresta per un anno, affinché sfoghino la loro magia nella natura selvaggia per poi tornare nella civiltà, sempre che sopravvivano, purificate e pronte per il matrimonio. Nella società patriarcale in cui sono cresciute, infatti, si è convinti che a quell’età le ragazze abbiano il potere di persuadere gli uomini ad abbandonare i loro letti coniugali, di far perdere la testa ai coetanei e di far impazzire di gelosia le mogli. Si crede che la loro stessa pelle emani un forte afrodisiaco, l’essenza potente della gioventù, delle ragazze sul punto di diventare donne.
Tierney James, però, non si sente potente. Né si sente magica. Ma, questo sì, sente che dietro l’esperienza che la attende si cela qualcosa di più spaventoso dei pericoli nascosti nella foresta o dei bracconieri pronti a rapire lei e le altre ragazze per ucciderle, farle a pezzi e venderle al mercato nero. La minaccia più grande e terribile potrebbe arrivare proprio dalle sue compagne di sventura, ma Tierney non è disposta a subire passivamente la sorte che le è stata assegnata…
Con prosa tagliente e crudo realismo, Le impure racconta i complessi legami che uniscono tra loro le ragazze – e le donne che saranno – e la necessità di opporsi con forza a una società troppo spesso ancora misogina e patriarcale che impedisce loro di esprimere in totale libertà i propri talenti.

Nella Garner County, in una società acutamente patriarcale e misogina, dove la violenza, le regole e le imposizioni sono cose di tutti i giorni, Tierney è una giovane testarda e determinata che si rifiuta di arrendersi alle convenzioni. Denominata Tierney la Terribile, ha appreso dal padre come pescare e muoversi tra i boschi e desidera lavorare in una fattoria, padrona della propria vita e non sottoposta a un marito che non ha possibilità di scegliere. Nella sua comunità, compiuto il sedicesimo anno di età, le giovani sul punto di diventar donne sono considerate pericolose, manipolatrici e vengono esiliate per il loro anno di grazia. Prima, però, le “fortunate” ricevono un velo dal loro futuro marito. Tierney e la sua famiglia sono convinte non riceverà mai una proposta, ma nulla va come previsto e il giorno dopo Tierney viene esiliata in una località lontana, in compagnia di coetanee, costrette a sopravvivere un anno da sole, minacciate da bracconieri che vogliono ucciderle e vendere pezzi dei loro corpi sul mercato nero, dai fantasmi dei boschi attorno a loro. Eppure il pericolo più grande è rappresentato da loro stesse e dalla violenza che l’invidia, la rabbia, il risentimento può scatenare nelle giovane e fin quanto esse siano disposte ad arrivare.

Narrato con crudo realismo e una prosa accattivante, “Le impure” è un romanzo che ricorda un po’ quelli di Stephen King, un po’ “Piccoli favori” di Erin Craig, ma mantenendo la sua vena originale e fresca. Si tratta di una storia femminista, con una protagonista forte e testarda, ambientata in un mondo crudelmente patriarcale all’interno del quale le donne sono considerate merce, oggetti e, nel migliore dei casi, strumenti di procreazione, ma solo di figli maschi, in quanto se femmine…beh, non sono esattamente benviste. In una società dove esprimersi è impossibile, dove basta un’accusa, pur falsa, per finire sul patibolo, Tierney si muove con risentimento e rabbia, lottando cautamente per ritagliarsi momenti di libertà con il suo migliore amico Michael, temendo di crescere e di ricoprire ruoli a lei imposti e, una volta esiliata, costretta a sopravvivere in un mondo dove tutto è pericoloso. La storia segue la giovane crescere e affrontare il suo anno di grazia, instaurando legami, lottando per rendersi utile, combattendo contro la tirannia di Kiersten e le sue seguaci, subendo violenza e bullismo. Il lettore segue Tierney nella sua crescita, nelle sue scoperte, una protagonista capace di sopravvivere e adattarsi, liberarsi dei suoi pregiudizi, lottare per scoprire la verità e per proteggere le persone a lei care.

L’ambientazione è accattivante e molto interessante e può essere divisa grossolanamente, senza contare i boschi e la casa di Ryker, in due “zone”, Garner County e il luogo dove le giovani trascorrono il loro anno di grazia, entrambi contraddistinti da dinamiche interne complesse, menzogne e pregiudizi, violenza e sentimenti contrastanti, ma che si distinguono perché nel primo luogo si tratta di una zona dove la società patriarcale è imposta, mentre all’interno della recinzione le “divinità” sono le giovani donne. In un mini-universo, dove, ben presto, Kiersten impone le sue regole e violenze, Tierney si ritrova ad essere, nuovamente, un’emarginata ed ad essere costretta a scoprire da sola le verità e menzogne che circondano l’anno di grazie, i bracconieri e la crudele complicità della sua stessa complicità.

Il lettore segue Tierney nel suo anno di grazia, contraddistinto da violenze, lotte, sopravvivenza, ma, anche da alleanze e, inaspettatamente, dall’amore. C’è un tenero enemies to lovers all’interno de “Le impure” che viene mescolato sapientemente con la crescita di Tierney, che acquisisce consapevolezza di se stessa e del suo “potere”, lottando contro menzogne e pregiudizi fino a scoprire la verità e tornando dal suo anno di grazia non solo con alleanze, ma anche con il coraggio di voler cambiare la sua stessa comunità.

Kim Ligget ha descritto benissimo le dinamiche all’interno del gruppo delle giovani donne, contraddistinte da rivalità, rabbia, risentimento, coraggio, alleanze, affetto, in un universo che si va a creare all’interno della recinzione, con le sue regole e divieti, bugie e manipolazioni, ma che si modifica nel corso del racconto, trasformandosi in qualcosa di ben più potente e duraturo. Se esistono personaggi maschili positivi, quali il padre di Tierney, Michael e Ryker, che spiccano se confrontati con il resto degli uomini, contraddistinti da misoginia, maschilismo e violenza, sono le donne le vere protagoniste della storia. Tierney è il personaggio principale che da emarginata in grado di cavarsela da sola, proteggersi e sopravvivere si renderà conto dell’importanza dei legami, di amicizia, d’amore e di famiglia e della comunità che può scegliere di avere. Le altre giovani sono acutamente realistiche, nella loro paura, nel modo in cui sono state educate e sono poi costrette a cambiare, come Kiersten, Gertie, la madre di Tierney, le sue sorelle…

Inoltre la storia, pur essendo crudelmente realistica, soprattutto nella rappresentazione del sistema patriarcale e delle violenze che le donne sono costrette a subire per mano degli uomini, mescola superstizioni, magia e convinzioni tanto potenti da modificare la percezione della realtà. Seguendo il punto di vista di Tierney il lettore si ritrova a domandarsi cosa sia vero e cosa falso, accompagnando una giovane acutamente realistica durante il suo anno di grazia, che, però, si interroga sui propri sogni, su giovani sognate e fiori trovati per caso, in una storia dove presente, futuro e magia si mescolano.

Un libro autoconclusivo, che presenta un finale speranzoso, momenti teneri e altrettanti dolorosi e che consiglio a tutt* coloro che sono alla ricerca di una storia brillantemente femminista e ben scritta.

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La casa di cielo e aria. Crescent city 2 di Sarah J Maas- Review Party

Salve a tutt* e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a “La casa di cielo e aria” di Sarah J Mass. Un grazie enorme a Raggywords per aver organizzato l’evento e alla casa editrice per la copia in anteprima che non ha in alcun modo influenzato le mie opinioni.

Sarah J. Maas
pubblicato da Mondadori

Bryce Quinlan e Hunt Athalar hanno stretto un patto e stanno lentamente cercando di tornare alla normalità. Hanno sì salvato Crescent City, ma le loro vite sono così stravolte che l’unica cosa che vogliono è del tempo per rilassarsi. Rallentare. Capire cosa riserva il futuro. Gli Asteri finora hanno mantenuto la parola, lasciando Bryce e Hunt in pace. Ma con il tentativo dei ribelli di Ophion, in gran parte umani e Vanir, di intaccarne il potere, la minaccia che i governanti rappresentano sta diventando sempre più concreta. Quando Bryce, Hunt e i loro compagni vengono loro malgrado coinvolti nei piani dei rivoltosi, la scelta diventa chiara: rimanere in silenzio mentre la popolazione di Midgard viene oppressa o combattere per ciò che è giusto. E il silenzio non è mai stato il loro forte. In “La casa di cielo e aria”, secondo romanzo ricco d’azione della nuova serie fantasy Crescent City, Sarah J. Maas dà ulteriore prova delle sue capacità di intessere l’affascinante storia di un mondo sull’orlo del baratro, celebrando il coraggio di coloro che faranno di tutto per salvarlo. .

Dopo la rocambolesca fine di “La casa di terra e sangue” e le rivelazioni su Danika, arcangeli vari e Bryce, quest’ultima e Hunt desiderano solo di tornare alla normalità. Per quanto normale la loro vita possa essere, sia dal punto di vista sentimentale che lavorativo. Eppure il desiderio di vivere una vita normale viene intaccato dall’introduzione di nuovi personaggi, come un lontano cugino di Bryce e Ruhn, Cormac dalle bizzarre richieste, dal ritorno di vecchie conoscenze, come il fratello di Connor, Ithan e dalla presenza di Tharion, la cui indagine, la presenza di ribelli e nuove rivelazioni, finirà per coinvolgere Bryce, Hunt, Ruhn e i suoi amici e stravolgere le loro vite.

“La casa di cielo e aria” è l’attesissimo sequel di “La casa di terra e sangue” e l’ho semplicemente adorato. A differenza del primo che, nel porre le basi per questo gigantesco worldbuilding, presentava dei momenti più lenti, il sequel è fitto di azioni, rivelazioni, sorprese, vecchi e nuovi personaggi e svariati punti di vista che narrano la storia, che non si concentra solo su Crescent City e su Bryce e Hunt, ma che si allarga alla ribellione, a Ruhn, a Tharion, mostrando e approfondendo aspetti sia dei personaggi che delle Case cui appartengono e cui sono legati. Come nel libro precedente, Danika è fortemente presente, spingendo Bryce in indagini e ricerche per comprendere esattamente cosa la migliore amica le avesse, nuovamente, nascosto e cosa potesse aver avuto a che fare con la ribellione. In un’indagine che si svolge su più fronti, coinvolgendo Ruhn, Cormac, Tharion, oltre a Hunt, Bryce si muove per proteggere le persone a lei care e scoprire di più sul mondo che la circonda e mettendo in dubbio cose che aveva dato per scontato fossero verità assolute.

Se possibile, ho amato ancora di più questo libro rispetto al precedente, ma procediamo per ordine. Nel sequel ritroviamo una Bryce più potente, che cerca di comprendere i suoi poteri, pur cercando, all’inizio, di ignorarne l’importanza. Ritroviamo Bryce e Hunt che vivono insieme, ma che cercano di comportarsi da amici e di non cedere alla passione, pur stuzzicandosi e flirtando e cercando di adattarsi alle loro nuove vite. Ovviamente esse verranno gettate nel subbuglio dai nuovi avvenimenti e personaggi. Ho adorato poter leggere in che modo le relazioni interpersonali tra i vari personaggi siano cambiate e siano state approfondite. Quella tra Bryce e Hunt è una delle mie preferite, perché nel corso della narrazione è evidente il loro legame e ciò che sono disposti a fare l’uno per l’altra, quanto si fidino e supportino. Chi li ama come coppia troverà momenti tenerissimi, prese in giro, momenti bollenti e anche di più. Un’altra relazione che ho amato alla follia è quella tra Bryce e suo fratello Ruhn, che, finalmente, hanno chiarito e si comportano in maniera adorabile, supportandosi, stuzzicandosi e sostenendosi come avrebbero dovuto fare sin dall’inizio e che ora possono concedersi di fare senza segreti tra loro.

Il mondo introdotto nel primo volume si espande comprendendo non solo quello di Tharion, con i suoi ordini e obblighi, la regina che è costretto a servire, ma anche quello di Ithan, che finalmente mette in discussione la crudeltà di Sabine e del suo gruppo, presentandosi come personaggio a tutto tondo e inserendosi nella scena con il suo aiuto e il suo doversi riadattare a una nuova vita, ma, ulteriormente interessante è la presenza dei ribelli, dei nuovi arcangeli e delle verità che vengono portate alla luce. “La casa di cielo e aria” è un volume molto stratificato, con numerosi punti di vista e verità e complotti che vengono svelati man mano che si procede con la lettura, come pezzi di un puzzle che concedono l’immagine finale.

Il volume finisce con un cliffhanger strepitoso, fitto di rivelazioni e l’introduzione di personaggi già conosciuti in precedenza, colpi di scena e fughe rocambolesche, lasciando il lettore senza fiato e sconvolto in attesa del nuovo libro.

Sarah, devi sbrigarti a scrivere. Non puoi finire un libro così e farci aspettare!!!

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Le guerriere dal sangue d’oro di Namina Forna- Review Party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a “Le guerriere dal sangue d’oro” di Namina Forna. Un grazie enorme ad Ambra per l’evento e le grafiche e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state influenzate in alcun modo.

di Namina Forna (Autore)
Mondadori, 2021

Editore: Mondadori

Collana:Fantastica

Anno edizione:2021

Pagine: 288 p.,

EAN:9788804724766

«È tardo pomeriggio quando arriviamo al tempio. La piazza del villaggio è già gremita: le ragazze, nei loro abiti da cerimonia, si mettono in fila davanti ai gradini del tempio, con i genitori ai lati. Mio padre prende posto accanto a me quando i tamburi iniziano a suonare. Gli jatu marciano solennemente verso i gradini, le loro crudeli maschere da guerra brillano nella luce spenta del pomeriggio. Osservo le mura bianche e spoglie del tempio, il suo tetto rosso. Il rosso è il colore della santità. È il colore del sangue delle ragazze pure che saranno messe alla prova oggi.»

Deka conosce bene l’importanza del rituale della purezza. Sa che da esso dipenderà se potrà o meno diventare membro a tutti gli effetti del suo villaggio ed essere finalmente parte di qualcosa, proprio lei che si è sempre sentita diversa e fuori posto. Ma il giorno della cerimonia, il suo sangue si rivela d’oro, il colore della non purezza. Le conseguenze, Deka lo sa bene, potrebbero essere peggiori della morte. Per questo, quando una misteriosa donna va a trovarla nel luogo in cui è imprigionata e le propone di andarsene dal villaggio per entrare a far parte di un esercito composto da ragazze esattamente come lei, le alaki, non ha dubbi. Pur comprendendo i pericoli che la aspettano, Deka decide di abbandonare la vita che ha sempre conosciuto. Ma già nel viaggio che la conduce alla capitale del regno, e alla più grande battaglia della sua vita, scoprirà presto che la grande città serba molte sorprese. E che niente è davvero come sembra, nemmeno lei.

Deka ha sedici anni eteme il rituale della purezza che determinerà se è pura o meno, se potrà far parte del suo villaggio o sarà ostracizzata come sua madre. Quando il suo sangue si rivela dorato e non rosso la sua vita viene stravolta. Da quel momento Deka viene torturata e uccisa più volte, incapace di morire, un giorno una sconosciuta le offre una scelta: restare nel suo villaggio e continuare a morire o unirsi a un esercito di donne come lei, per difendere l’imperatore da una terribile minaccia. Deka è, infatti, un’alaki e non solo è più forte dei comuni esseri umani, ma possiede anche particolari capacità. E Deka sembra essere la più potente e particolare di tutte le alaki. La giovane decide di abbandonare tutto ciò che ha sempre conosciuto, apprendendo, sia durante il viaggio verso la capitale che durante il suo addestramento, bugie e verità su ciò che ha sempre creduto vero, imparando a combattere, a credere in se stessa e nelle sue capacità ed ad accettarsi.

“Le guerriere dal sangue d’oro” è uno dei migliori libri che abbia letto negli ultimi anni. Si tratta di un fantasy femminista con una brillante e forte protagonista, alla quale è stato inculcato, per tutta la sua vita, in che modo le donne debbano o meno comportarsi, cosa possano fare, in che modo debbano vestirsi e via discorrendo. Seguendo “Le saggezze infinite”, un libro sacro del suo villaggio, le donne devono essere remissive e servili e non possono fare nulla che non le prepari ad avere una vita matrimoniale. A loro è vietato cavalcare, correre, bere, alzare la voce, andare a scuola o muoversi senza un accompagnatore. Non vengono viste come esseri umani indipendenti, ma solo inferiori agli uomini. E’ in questo contesto e seguendo questa mentalità che Deka ha sempre vissuto, sotto rigide regoli patriarcali e imposizioni, rassegnata alla loro idea di donna, terrorizzata di essere considerata impura, non naturale. Quando scopre di essere un’alaki tutto cambia, le si apre un mondo completamente nuovo dinanzi, spingendola non solo a smantellare la sua fede e le sue convinzioni, le idee sulla donna in sé, ma anche a imparare nuove cose.

Il libro segue brillantemente la sua crescita personale, il suo mettere in dubbio ciò che riteneva fosse la realtà, il suo trovare il proprio posto nel mondo e crescere più forte e sicura di sé e il lettore segue Deka nel suo sviluppo, nello scoprire segreti e realtà, abilità e nuovi amici.

Ho amato il modo in cui l’autrice ha descritto lo sviluppo fisico e psicologico di Deka, perché il lettore è in grado di seguire e comprendere alla perfezione i suoi sentimenti e pensieri, il suo umore. Il lettore, all’inizio, conosce una giovane che è stata plasmata da rigide regole patriarcali, che teme se stessa e le proprie abilità, terrorizzata di essere vista come un demone. La sua paura, il disgusto, la rabbia e disperazione sono stati d’animo descritti benissimo e il lettore è in grado di sentire sulla propria pelle le sue emozioni e seguire Deka nella sua crescita, vedendola diventare sempre più sicura di sé, fare amicizia e riporre la sua fede in sé e nei suoi compagni, diventando in grado di combattere, per difendere se stessa e la sua nuova famiglia.

Non solo nel villaggio di Deka, ma all’interno del suo paese, le donne sono considerate come inferiori, oppresse e abusate. Leggere il modo in cui i personaggi femminili di questo libro siano state in grado di superare gli ostacoli, diventando più forti e sicure è stato commovente e incoraggiante. La caratterizzazione è una delle migliori che abbia letto in molto tempo. Oltre a Deka, il cui personaggio è brillante e sfaccettato, ho amato leggere e conoscere i personaggi femminili del libro, come Britta e la sua energia, Belcalis con il suo sarcasmo, Mani Bianche con i suoi segreti. Tutte loro combattono contro una società patriarcale e il suo credo, imposto su tutto il paese dall’imperatore, con i suoi preti e generali.


Ho adorato leggere dell’addestramento, soprattutto perché è dove Deka crescerà di più, scoprendo nuovi amici, trovando una famiglia per sé e delle risposte. Ho apprezzato anche il modo in cui vengono descritte le reclute, gli uruni, costretti a lavorare e a combattere con donne che loro, a causa della società e delle sue idee, considerano inferiori e come si rendono lentamente conto delle bugie che sono state loro inculcate. Keita è, probabilmente, l’unico personaggio maschile che abbia adorato in questo libro e mi è piaciuto leggere del suo passato e di come lui sia maturato. Mi piace molto il suo rapporto con Deka, nonostante possa sembrare un po’ frettoloso il cambiamento di rotta.

“Le guerriere dal sangue d’oro” è ricco di colpi di scena, momenti in cui le verità vengono lentamente svelate e dove miti e leggende ricoprono una parte importantissima per Otera e i suoi abitanti. Si tratta di un libro pieno di personaggi femminili forti, con un’ambientazione evocativa e affascinante. Il mondo che viene descritto è brutale e violento, ci sono molto scene sanguinose, scene di battaglia e popolate da mostri.

Una storia che si focalizza su personaggi femminili forti e brillanti, un attacco alla società patriarcale violenta e oppressiva. Una storia che tratta di amore e amicizia, dell’importanza di credere in se stessi e trovare il proprio posto nel mondo e la propria famiglia, anche se non è quella biologica.

Questo fantasy è straordinario e lo consiglio a tutt* coloro che desiderano essere catturati da personaggi complessi e sfaccettati, colpi di scena continui e un’ambientazione intrigante ed evocativa.
Non vedo l’ora di leggere il seguito!

P.S. Mi sfugge ancora il senso di aver cambiato il nome e la copertina, perché preferisco nettamente gli originali!

Ecco a voi il calendario!

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Lei che divenne il sole di Shelley Parker-Chan- Review party

Salve e benvenut* alla mia tappa dedicata a “Lei che divenne il sole” di Shelley Parker-Chan. Un grazie enorme a Valeria che ha organizzato l’evento e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Disponibile su:    

Collana: Fantastica

408 pagine

Prezzo: € 20,00

ISBN: 9788804746072

Una piana polverosa, un villaggio tormentato dalla siccità, un indovino. È così che due bambini apprendono il loro fato: per il maschio si prepara un futuro di eccellenza; per la femmina, nulla.
Ma nella Cina del 1345, che soggiace irrequieta al gioco della dominazione mongola, l’unica “eccellenza” che i contadini possono immaginare è negli antichi racconti e il vecchio Zhu non sa proprio come suo figlio, Chongba, potrà avere successo. Viceversa, la sorte della figlia, per quanto intelligente e capace, non stupisce nessuno.
Quando un’incursione di banditi devasta la loro casa e li rende orfani, però, è Chongba che si arrende alla disperazione e muore. La sorella decide invece di combattere contro il suo destino: assume l’identità del fratello e inizia il suo viaggio, in una terra in cui si è accesa la fiamma della rivolta. Riuscirà a sfuggire a ciò che è scritto nelle stelle? Potrà rivendicare per sé la grandezza promessa al fratello e sollevarsi oltre i suoi stessi sogni?
In questo acclamato fantasy storico Shelley Parker-Chan riscrive la vicenda di Zhu Yuanzhang, il contadino ribelle che nella Cina del XIV secolo cacciò i mongoli, unificò il Paese e divenne il primo imperatore della gloriosa dinastia Ming.

“Il Cielo non vuole il mio fallimento.”

Se mi conoscete online o nella vita “reale”, sapete quanto abbia adorato questo libro e sono molto contenta che sia stato tradotto e portato in Italia, perché merita davvero di essere amato e apprezzato da più persone possibile. Di solito non leggo libri storici, non mi capita molto spesso, ma sono stata subito attirata da questo libro in quanto queer retelling e non me ne sono affatto pentita.

In un villaggio tormentato dalla siccità un indovino predice due destini: a due fratelli uno di eccellenza al bambino e un destino di nullità alla bambina, cosa che non stupisce nessuno. Eppure dopo un attacco di banditi che li rende orfani è il ragazzo che si lascia morire e la bambina, determinata a non scomparire e a non soccombere al destino predetto decide di rubare la sua identità ed entrare nel monastero come novizio, iniziando una nuova vita come Zhu Chongba. Spinta da una forza e determinazione incredibile, Zhu farà qualunque cosa in suo potere, non importa quanto crudele o impossibile, per nascondersi dal proprio destino e raggiungere la grandezza. Quando il monastero, che era diventato il suo rifugio, viene attaccato e distrutto perché si era rifiutato di supportare la ribellione contro i Mongoli, Zhu decide di continuare a lottare per raggiungere e ottenere l’eccellenza.

“Lei che divenne il sole” è un brillante retelling al femminile dell’ascesa di Zhu Yuanzhang, il contadino ribelle che nella Cina del XIV divenne il primo imperatore della gloriosa dinastia Ming. La storia è intrigante, la caratterizzazione è assolutamente perfetta e, come scritto in precedenza, nonostante i libri storici non siano il mio genere prediletto, questo mi ha catturato sin dall’inizio.

La protagonista principale è Zhu Chongba e il suo ardente desiderio di sopravvivere, di importare e diventare qualcuno di grande. Testarda, intelligente, forte, la sua determinazione è l’aspetto che più ho amato di lei. La sua ferocia e intelletto, i suoi costanti piani sono caratteristiche mi hanno fatto innamorare del suo personaggio, poiché è molto realistica, brillante e brutale. Soprattutto nel mondo in cui è costretta a vivere, all’interno del quale le donne sono spesso ignorate e sottovalutate, Zhu Chongba comprende quanto sia necessario nascondere la sua vera identità, assumendo quella del fratello deceduto. La protagonista è disposta a tutto, anche a uccidere, ferire e tradire, pur di ottenere ciò che desidera.

Ouyang è un altro personaggio estremamente interessante e brillante, il generale eunuco che è destinato a incontrare e scontrarsi con Zhu Chongba ancora e ancora nel corso del libro. Rappresentano due facce della stessa moneta, entrambi oppressi dai loro passati, entrambi determinati a raggiungere e compiere il loro destino, nonostante sarà doloroso sia per loro che per chi li circonda. Ouyang è un personaggio intenso e geniale, complesso e sfaccettato nelle sue bugie e segreti, nei suoi affetti e devozioni, nel suo dolore e nella vergogna che prova e ho adorato il suo personaggio immediatamente.

La storia è principalmente raccontata dal punto di vista di Zhu Chongba e Ouyang, ma sono presenti anche i punti di vista di Lord Esen e Ma, che contribuiscono a rendere la trama ancora più intricata e meravigliosa e, soprattutto, questo alternarsi non stanca il lettore, ma lo incuriosisce ancora di più.

L’ambientazione è molto evocativa, mescolando aspetti fantastici e storici, lo stile di scrittura è coinvolgente così come il ritmo che alterna scene di battaglia con intrighi, momenti teneri con scene brutali, piani e complotti. Leggere questo libro è stato molto interessante e ho apprezzato moltissimo sia la caratterizzazione dei personaggi che il loro sviluppo, soprattutto quello di Zhu Chongba, che ho amato nella sua ferocia e testardaggine. Ho amato, inoltre, come l’autrice abbia esplorato la questione del genere e dell’orientamento sessuale sia in Zhu Chongba che Ouyang, come abbia sviluppato Ouyang e quanto quest’ultimo si senta intrappolato nel proprio corpo e situazione e come Zhu Chongba s’interroghi su se stessa, il proprio corpo e sulla propria identità. Entrambi i personaggi sono stati messi, da altri e da scelte altrui, lungo le strade dei loro destini, che sono costretti e spinti a compiere, non importa il costo.

Accade raramente che io sia tanto affascinata e stregata da un libro e “Lei che divenne il sole” è diventato uno dei migliori libri che abbia letto quest’anno. Sono stata catturata dall’ambientazione, nella Cina antica e attirata da una caratterizzazione intensa e ben scritta, travolta dalle scelte e complotti dei personaggi, dalle loro perdite e conquiste, dai loro amori e destini. Una storia coinvolgente e dolorosa, che ho amato profondamente e che assolutamente consiglio a tutti.

Date un’occhiata alle note per contestualizzare meglio la storia e, se potete, recuperatelo anche in lingua inglese, perché non ve ne pentirete affatto!

Eccovi il calendario!

Pubblicato in: As Travars-Recensioni

Mexican Gothic di Silvia Moreno-Garcia- Review party

Benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a Mexican Gothic di Silvia Moreno-Garcia! Un grazie ad Ambra per aver organizzato l’evento e aver creato le meravigliose grafiche e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Disponibile su:    

Genere: Gialli e Thriller

ISBN: 9788804742142

348 pagine

Prezzo: € 18,00

Cartaceo

In vendita dal 2 novembre 2021

Noemí Taboada riceve una lettera angosciata e delirante da sua cugina Catalina, che ha appena sposato un inglese altolocato e che implora il suo aiuto. E così si reca a High Place, una tetra dimora sperduta tra le montagne del Messico.
Noemí è poco credibile nei panni della crocerossina: è una raffinata debuttante, più adatta ai cocktail party che alle indagini poliziesche, ma è anche caparbia, sveglia, e non si lascia intimorire facilmente: certo non dal marito di Catalina, uno sconosciuto dall’aria sinistra ma intrigante; né dal padre, l’anziano patriarca che sembra particolarmente attratto da lei; e neppure dalla casa, che inizia a invadere i suoi sogni con visioni di sangue e sventure.
Il suo unico alleato in questo luogo inospitale è il più giovane membro della famiglia. Ma forse anche lui ha un oscuro segreto da nascondere.
Mentre dal passato riemergono storie di violenza e follia, Noemí viene lentamente risucchiata in un mondo terrificante e seducente al tempo stesso. Un mondo dal quale potrebbe essere impossibile fuggire.

TW: omicidio, morte, stupro, tentato stupro, cannibalismo, incesto.

Noemì Taboada è una raffinata debuttante e conduce una vita dorata tra feste, amici, flirt e i suoi studi, nonostante sembri cambiare spesso idea su cosa voglia studiare, interessandosi, al momento, all’antropologia. Quando riceve una lettera delirante da parte di sua cugina Catalina, che implora il suo aiuto e che afferma suo marito la stia avvelenando, Noemì decide di correre da lei. A High Place, una casa dall’aspetto lugubre e trasandata, Noemì si scontra immediatamente con i suoi abitanti e le loro regole, come restare in silenzio durante la cena, abbassare la voce, non fare domande e non fumare. Noemì con i suoi vestiti, la sua vitalità e curiosità si ritrova a sentirsi come un pesce fuor d’acqua, ma è determinata a scoprire cosa stia succedendo a sua cugina e come aiutarla, anche se ciò significa scontrarsi con il marito della donna, Virgil, affascinante e spaventoso, con Florence, che si occupa della casa con fermezza e severità e con il patriarca della famiglia, Howard, che è stranamente e in maniera inquietante affascinato da lei. L’unico alleato sembra essere Francis, il più giovane e timido della famiglia. Quando Noemì inizia ad essere affetta da incubi e visioni, prende la decisione di scoprire cosa stia accadendo in quella casa, quali sono i suoi segreti e cosa nasconde quella famiglia. Prima di restare prigioniera lì per sempre.

Mexican Gothic è un magnifico fantasy gotico femminista, ambientato in una lugubre casa con i suoi misteri, infettata da fantasmi e violenza. La protagonista principale è Noemì, che si ritrova in una situazione e in un mondo lontanissimo da quello cui è abituata, fatto di silenzio, bugie e violenza. Noemì è, però, coraggiosa, determinata e brillante e, affezionatissima alla cugina Catalina, è disposta a tutto pur di salvarla e scoprire i segreti di quel luogo. Noemì si ritrova in un mondo, in un’abitazione, dove sono gli uomini a dominare e controllare ogni cosa, o meglio, il patriarca Howard e lei si scontra sin dall’inizio con le regole e misteri, rifiutandosi di cedere, di abbassare la testa e determinata a salvare se stessa e la cugina da una casa che è diventata, rapidamente, una prigione, quasi fosse viva e non volesse lasciarle andare.

In Mexican Gothic è presente una battaglia tra uomini e donne che lottano per la loro indipendenza e libertà, nel Messico degli anni ’50. Noemì lotta contro ciò che i suoi genitori si aspettano da lei, contro la madre che è convinta che le donne debbano seguire una determinata strada, da debuttante a moglie, senza continuare gli studi, contro suo padre che la considera troppo incostante e che è disposto a lasciarla iscriversi all’Università Nazionale se dovesse riuscire a salvare la cugina. Interessante e inquietante rendersi conto di quanto la libertà femminile sia limitata, anche e soprattutto da sposate, come, ad esempio, la sorte di Catalina che viene decisa dal marito, dal medico e dal suocero.

Nonostante la presenza maschile che lotta in tutti modi per sminuire e ostacolare la libertà femminile, le donne in Mexican Gothic sono forti, testarde e coraggiose, determinate ad affermare se stesse, con i loro piani e le loro scelte e intrighi. Da Agnes a Ruth, che lottano contro i valori e le tradizioni della famiglia, a Catalina e Noemì, queste donne sono disposte a tramare, uccidere, scappare per ottenere la loro libertà e fare le scelte giuste. Inoltre è anche una lotta tra ricchi e poveri, le differenze socioeconomiche lampanti, se si pensa al modo in cui la famiglia Doyle tratta i loro minatori, soprattutto se messicani e la noncuranza nei confronti delle loro sofferenze. In un ciclo costante di violenza, mistero e sangue, Noemì lotta per essere libera e salvare le persone che ama e che ha imparato ad amare.

Uno degli aspetti che ho amato di Mexican Gothic è l’ambientazione, che mi ha ricordato moltissimo Cime tempestose e altri libri gotici, con la sua nebbia, posti inquietanti, domestici silenziosi, incubi, misteri raccapriccianti, con una protagonista e eroina cocciuta e coraggiosa. Singolare è la casa stessa, quasi un personaggio a sé stante, con le sue azioni e desideri, una prigione, una gabbia e un organismo vivente al tempo stesso. Interessante è il personaggio di Francis, il figlio più piccolo, che è disposto a sfidare la sua famiglia e le loro tradizioni pur di fare la cosa giusta, desiderando vedere il mondo e scappare da una casa che è diventata per tutti una prigione, i cui abitanti, volenti o nolenti, sono prigionieri e bloccati in un ciclo di violenza e sangue. Catalina è la prima, seguita da Noemì, a sconvolgerlo, rifiutandosi di essere usate e oggettificate dagli uomini della casa. Le donne, viste e usate come oggetti e considerate in quanto mogli e madri, è un concetto contro il quale Noemì lotta sin dall’inizio.

Nonostante siano presenti personaggi maschili positivi, in Mexican Gothic sono le donne le vere protagoniste. Brillanti, testardi, complesse spiccano all’interno della storia e si rifiutano di condividere il palcoscenico con nessun altro. Lottando contro l’oggettificazione delle donne, che lottano per il loro diritto di avere scelte ed essere libere, Mexican Gothic è ricco di personaggi forti e determinati, presenta un mistero intrigante e un’ambientazione affascinante, seppur inquietante. Consiglio questo libro a coloro che amano un buon mystery, forti personaggi femminili, lotta contro il patriarcato e la volontà di farsi valere.

Eccovi il calendario! Date un’occhiata anche alle altre tappe!

Pubblicato in: As Travars-Recensioni

La confraternita delle streghe di Kass Morgan e Danielle Paige- Review party

Buonsalve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a La confraternita delle streghe di Kass Morgan e Danielle Paige. Un grazie enorme, come sempre, alla fantastica Ambra che l’ha organizzato e ha creato le stupende grafiche e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Kass Morgan – Paige Danielle
pubblicato da Mondadori

Traduttore M. C. Scotto di Santillo


La Kappa Rho Ni non è una confraternita come le altre. Non solo perché è la più potente ed esclusiva del campus. E nemmeno perché tutte le ragazze che ne fanno parte sono bellissime, intelligenti e ambiziose. Il vero motivo è che quelle studentesse nascondono un segreto. Sono tutte streghe. Scarlett Winter ha sempre saputo di esserlo ed è determinata a diventare la presidentessa della confraternita, come prima di lei lo sono state sua madre e sua sorella. L’unico ostacolo è un terribile segreto del suo passato che, dovesse venire alla luce, le farebbe perdere tutto… Vivi Devereaux, invece, non ha idea di essere una strega e non ha mai vissuto abbastanza a lungo in un luogo per riuscire a costruire dei rapporti duraturi. Per lei, entrare a far parte della Kappa Rho Ni significherebbe trovare un posto in cui sentirsi finalmente a casa. E per questo è disposta a tutto pur di riuscirci. Peccato che sulla sua strada trovi Scarlett, assolutamente convinta che lei non sia per nulla adatta a diventare una “sorella”. Quando però un potere malvagio inizia a manifestarsi nel campus, le ragazze si trovano costrette a mettere da parte le loro rivalità per salvare le compagne. Qualcuno, infatti, ha scoperto il segreto della confraternita ed è intenzionato a fare il possibile per vedere bruciare tutte quelle streghe…

Dopo aver trascorso anni trasferendosi da un posto all’altro, senza riuscire a creare rapporti duraturi e seguendo la particolare madre da una città all’altra, Vivi è determinata a far sì che il Westerly College di Savannah diventi un luogo dove potersi finalmente sentire a casa. Quando si ritrova a partecipare alla festa delle Kappa Rho Ni ed ad essere affascinata dalla confraternita femminile, Vivi non solo scopre l’esistenza di un mondo dove le streghe esistono, ma che lei possiede poteri magici dei quali ignorava l’esistenza. Determinata a capirli e a far parte di quel mondo e di quella confraternita, Vivi è disposta a tutto, anche a scontrarsi con la sua nuova “sorella”, Scarlett, convinta che lei non sia adatta a quel mondo. Ben presto entrambe verranno a conoscenza dell’esistenza di pericoli mortali in agguato e che servirà l’aiuto di tutte per proteggersi da chi vuole far loro del male.

La confraternita delle streghe è un libro davvero molto avvincente e scorrevole e che si divora in pochissimo tempo, o almeno è stato così per me. Sono stata trascinata immediatamente nell’atmosfera affascinante del college di Westerly, nella curiosa e intrigante confraternita, i cui membri sono chiamati Corvi (da cui il nome originale del libro, “The Ravens”). Tra lezioni (poche), flirt (tanti), feste e incantesimi, la vita di Vivi verrà stravolta, aprendole nuove porte, spingendola a conoscere lati di se stessa, del suo passato e della sua stessa famiglia che ignorava.

La storia è narrata da due punti di vista, ben distinti l’uno dall’altro, quello di Vivi e di Scarlett, che presentano al lettore due visioni diverse della storia. Da un lato Scarlett, con la sua conoscenza della magia e di come funziona il mondo del college e dall’altro Vivi, che, come il lettore stesso, ignora sia le dinamiche socioeconomiche del luogo, sia magia e incantesimi. Le due giovani non possono essere più diverse e il loro rapporto sarà complicato sin dall’inizio, soprattutto per motivi di cuore. Scarlett appartiene a un mondo fatto di glamour, potere e ricchezza, con le sue amicizie, la sua magia, il suo ragazzo e un destino, apparentemente, già scritto. Tramite il suo punto di vista il lettore entra in contatto con il mondo affascinante della confraternita, apprendendone il passato, le dinamiche e anche la storia di Scarlett, con i suoi legami, le aspettative della famiglia, i suoi desideri e il bisogno, quasi, di aver tracciato già la propria rotta, cosa che, nel corso nel libro, la porterà a scontrarsi con la realtà. Vivi, d’altro canto, contrasta nettamente sia con Scarlett che con il resto dei Corvi della confraternita, per il modo di vestire e muoversi e la sua ingenuità. Grazie anche all’aiuto delle nuove reclute, tra cui l’amica Ariana, la giovane lotterà e imparerà a integrarsi e, tramite il suo punto di vista, il lettore viene coinvolto nel mondo magico, tra incantesimi, formule, rime, esercitazioni, iniziazioni e prove e potrà seguirne la crescita e maturazione.

Il mondo accademico, lo studio fanno solo da sfondo alla confraternita e al legame che si instaura, o che si è già instaurato nel caso di Scarlett, Tiffany e Dahlia, tra i personaggi, la forte sorellanza tra le giovani, gli incantesimi, il loro mondo che sembra iniziare e concludersi all’interno della loro casa. Almeno finché il mondo esterno non inizia a presentare minacce disposte a distruggere le loro vite. L’elemento della minaccia, dell’aggressione, della morte contrasta nettamente con la magia, apparentemente, innocua che Vivi pensava di trovare nei Corvi. Viene spalancato, così, un mondo fatto di vendette, bugie e segreti che rischiano di compromettere ogni cosa e che cambieranno la storia di molte giovani.

Ho trovato questo romanzo davvero travolgente e mi è molto piaciuta la caratterizzazione dei personaggi e come crescano nel corso della storia. Vivi, che all’inizio sembrava molto ingenua, soprattutto nei rapporti interpersonali e a causa della sua storia, diventa più certa e sicura di sé, traendo forza non solo da ciò che ha imparato da se stessa, ma anche dal legame con le altre ragazze. Scarlett, invece, l’ho trovata abbastanza snob e, anche se in maniera molto diversa da Vivi, sempre ingenua, ma ho potuto apprezzare il suo sviluppo e come abbia imparato dalle circostanze e dai rapporti interpersonali. D’altro canto, ho adorato anche la presenza delle altre streghe, come Ariana, Tiffany, Sonali. Sebbene i personaggi maschili siano solo due, Mason e Jackson, e che spicchino in maniera positiva, La confraternita delle streghe è un romanzo che ruota e si focalizza sulle donne, sul legame tra loro, sulla sorellanza che non viene imposta, ma creata e nutrita nel tempo.

Lo stile di scrittura è semplice, molto coinvolgente, intervallando momenti divertenti e dolci a tragici e tristi, riflessioni e battute, conducendo i personaggi e il lettore con loro all’interno della storia sin dalla prima pagina. Sono molto colpita da questo romanzo. Non lo ritengo un capolavoro, avrei evitato i molti momenti di ingenuità da parte di Vivian, legati al fattore romance che non mi è piaciuto particolarmente, ma nel complesso la storia è deliziosa, intrecciando incantesimi e magia ad amicizia e indagini, misteri e segreti. Un buon libro, davvero consigliato.

Ecco a voi il calendario delle altre recensioni!

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Ponte di anime di Victoria Schwab- Review party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a Ponte di anime della magnifica Victoria Schwab! Grazie, Ambra, per aver organizzato, per le grafiche stupende e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Autore: Victoria Schwab
Traduttore: Marina Calvaresi
Editore: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Anno edizione: 2021
È lei che insegue gli spettri, o è il contrario?
Sia come sia, Cass potrebbe avere un talento per scovare gli spiriti inquieti. Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, è sopravvissuta a due città infestate mentre era in viaggio per il programma televisivo dei suoi genitori. Tuttavia nulla potrebbe prepararla a quel che la attende a New Orleans, un luogo che pullula di antiche magie, società segrete e terrificanti sedute spiritiche. Ma la sorpresa più terribile è un nemico che Cass non avrebbe mai sospettato di dover affrontare: un messaggero della Morte in persona. Sarà all’altezza della sfida? E a cosa dovrà rinunciare per vincerla?

Buonsalve ed eccoci con la recensione del terzo (per ora) volume delle avventure di Cassidy Blake! Dopo la fine misteriosa e piuttosto inquietante del libro precedente, Tunnel di ossa, Cassidy non ha tempo di riprendere fiato e subito lei, i suoi genitori, il gatto Grim e l’amico fantasma Jacob sono pronti (più o meno) per una una nuova tappa: New Orleans. In una città ricchissima di storia e di magia, di fantasmi, sedute spiritiche, società segrete, Cassidy dovrà affrontare nientepopodimeno che l’Emissario della Morte, un messaggero pronto a tutto per ristabilire l’ordine naturale delle cose. Cassidy sarebbe dovuta morire, ma è stata salvata da Jacob e in quanto Traversante ha attirato la sua attenzione. Cosa dovrà fare per liberarsene? A cosa sarà costretta a rinunciare?

Credo che Ponte di anime sia, finora, il mio preferito di questa saga, soprattutto per l’ambientazione. Come è accaduto nei libri precedenti, l’autrice ha un modo straordinario di coinvolgere il lettore e trascinarlo nella storia, nei luoghi visitati, sentendo l’atmosfera che circonda i personaggi. Tramite Cassidy e Jacob, grazie ai genitori della giovane, alla guida del luogo Lucas, il lettore visita cimiteri e inquietanti ville, stanze di sedute spiritiche, assistendo a una particolarmente travolgente, apprendendo la storia ricca, a tratti dolorosa e triste, ma affascinante di New Orleans, tra incendi, morti, spiriti e via discorrendo. Ho sempre voluto visitare le città presenti in questa saga e mi è piaciuto moltissimo poterle conoscere meglio, in modo molto originale. Se esistesse davvero lo show dei genitori di Cassidy e i loro libri ne sarei una grandissima fan.

La storia della città, con i suoi spiriti e le tappe interessanti che i genitori di Cassidy raccontano a lei, e al lettore stesso, s’intreccia con la vicenda della giovane e del suo scontro, fuga e resa dei conti con un messaggero della morte stessa. La conoscenza di Cassidy del mondo paranormale (e quella del lettore con lei) s’allarga, tramite anche l’incontro con una società segreta, nominata in precedenza, la presenza e l’aiuto di Lara e di personaggi dotati di conoscenze e poteri particolari. Come avvenuto nei libri precedenti, spicca moltissimo il legame che Cassidy ha instaurato con Jacob, nonostante sia condito dalla preoccupazione per il potere acquisito dallo spirito nel corso del tempo e viene sottolineato e sviluppato anche quello tra Cassidy e Lara che si ritrovano, fisicamente stavolta, ad affrontare insieme una nuova minaccia e a consolidare la loro amicizia.

Lo stile della scrittrice, i personaggi creati, l’ambientazione, tutto è magnifico, ben scritto e sviluppato e questa saga è una delle mie preferite. Fughe rocambolesche, scoperte scioccanti, momenti divertenti e inquietanti, tesi e tristi, riempiono questo terzo libro che si divora in pochissimo tempo e che consiglio assolutamente.

Se siete fan della Schwab, o se volete una lettura inquietante per Halloween (ma anche in tutti gli altri periodi dell’anno, obiettivamente), questo libro è perfetto per voi!

Date un’occhiata alle altre recensioni, qui il calendario!

Pubblicato in: As Travars-Recensioni

Cemetery Boys di Aiden Thomas- Review Party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a Cemetery Boys di Aiden Thomas. Un grazie enorme ad Ambra per aver organizzato l’evento, per le bellissime grafiche e alla casa editrice per una copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Disponibile su:    

Genere: Fantascienza e Fantasy

ISBN: 9788804739661

408 pagine

Prezzo: € 20,00

Cartaceo

In vendita dal 26 ottobre 2021

YADRIEL HA EVOCATO UNO SPIRITO, E ORA NON RIESCE PIÙ A LIBERARSENE.
Yadriel è un ragazzo trans, ma i suoi – una famiglia latinx molto tradizionalista – faticano ad accettarlo. Lui, però, è determinato a dimostrare loro di essere un vero brujo e con l’aiuto di Maritza, sua cugina­ nonché migliore amica, decide di celebrare da solo il rituale dei quinces, ritrovare il fantasma di suo cugino Miguel, morto assassinato, e liberarlo nell’aldilà.
Ma il fantasma che evoca è quello di Julian Diaz, il bello e dannato della scuola, il quale non ha alcuna intenzione di tornarsene buono buono tra i morti. Anzi è ben deciso a scoprire cosa gli è successo e a chiarire alcune questioni lasciate in sospeso. Yadriel, che d’altronde non ha molta scelta, accetta di aiutare Julian, in modo che entrambi possano ottenere ciò che desiderano. Solo che, più tempo passa con lui, meno ha voglia di lasciarlo andare.

Noi persone queer siamo come i lupi. Ci muoviamo in branco.

Se mi conoscete, online o offline, sapete quanto io abbia amato e ami questo libro. Cemetery Boys è uno dei miei libri preferiti ed ero sia spaventata che al settimo cielo quando ho scoperto che sarebbe stato tradotto. Spaventata, anzi, preoccupata, per le desinenze e come sarebbero state usate, se correttamente o meno. Sono stata piacevolmente sorpresa, quindi, quando ho letto le note della traduttrice, che ha parlato di come, “in spagnolo si usi la desinenza neutra “x”, come alternativa proposta, mentre, in italiano, una delle alternative neutre proposte dal movimento per il linguaggio inclusivo, sia la schwa per il singolare (ǝ) e la schwa lunga per il plurale (з) e usando desinenze “tipiche” di ogni lingua, invece che di uniformare. Sono presenti “combinazioni” di desinenze neutre, come “lз brujx”, coerentemente con la lingua in cui compare la desinenza.” In conclusione, devo ammettere che ho trovato la traduzione molto ben fatta e rispettosa e ho adorato rileggere per l’ennesima volta questo libro magnifico.

Cemetery Boys è il tipo di libro che non vuoi che finisca, che rileggeresti, e rileggi, ancora e ancora, memorizzando citazioni, sorridendo e appassionandoti alle vicende dei personaggi perché è impossibile non sentirsi coinvolti e amarli tutti. Il tipo di libro che devi finire di leggere perché hai bisogno di sapere cosa accadrà e il libro che vorresti gustarti lentamente, perché non vuoi abbandonare quel mondo pieno di magia, di personaggi complessi e straordinari e dei quali vuoi sapere ogni cosa. Ho adorato e adoro Cemetery Boys e ha tutto ciò che si potrebbe mai desiderare: colpi di scena, personaggi ben scritti e sviluppati, tematiche affrontate alla perfezione, cugine simpatiche, un gatto adorabile, cani affettuosi e due ragazzi che sono dei cinnamon rolls.

La storia è bellissima, struggente e dolce ed esplora l’identità trans Latinx, il folklore Latinx e le sue leggende, ingiustizie razziali e classiste, pregiudizi e via discorrendo, una lettura molto importante. Un libro che tratta dell’importanza di essere se stessi, amarsi e accettarsi e le difficoltà incontrate durante questo percorso. Cemetery Boys è una storia d’amore queer, un mistero da risolvere, il tutto in una corsa contro il tempo.

La trama è coinvolgente, la storia piena zeppa di personaggi ricchi e pieni di energia, complessi e molto realistici. Ho amato moltissime cose di questo libro. Una delle cose che mi ha coinvolto sin dall’inizio è lo stile di scrittura di Aiden Thomas, che è fenomenale. Aiden Thomas ha scritto un libro così realistico che è quasi possibile assaggiare e annusare il mondo di Yadriel, quasi vedere gli spiriti che popolano il cimitero, la magia, la cucina, quasi seguire Yadriel, Maritza e Julian nel loro viaggio. Il worlbuilding è evocativo e ben scritto, ricco e complesso ed è stato molto interessante poter imparare cose sulla cultura Latinx, le leggende, i miti, sulla comunità brujx, i poteri e via discorrendo. Affascinante e confortante anche la loro visione della vita e della morte, che ho trovato bellissima.

I personaggi sono ben scritti e sviluppati e mi sono immediatamente affezionata a loro. Yadriel è il protagonista principale, è un ragazzo trans, gay e lotta per essere accettato dalla sua famiglia e dalla comunità brujx sia in quanto ragazzo che brujo. Brillante, testardo, un po’ introverso e timido, Yadriel è costantemente combattuto tra il desiderio di essere se stesso, di essere accettato e l’amore per la sua famiglia. Stanco di combattere, di essere la pecora nera della famiglia, è stato un piacere poter leggere di lui. Compagna di avventure, Maritza è la cugina di Yadriel, sempre pronta a supportarlo e a combinare guai ed è ferocemente leale. Ho amato la relazione che c’è tra lei e Yadriel e quella che si instaura con Julian, fatta di battibecchi, prese in giro e risate. Il terzo e ultimo protagonista è Julian ed è impossibile non amarlo sin dall’inizio. Testardo, chiassoso, senza filtri, ho riso di cuore leggendo i suoi modi di dire, sbagliati, ho sorriso pensando a quanto fosse ferocemente leale e affezionato ai suoi amici e mi sono sciolta nel leggere come la sua relazione con Yadriel sboccia e prosegue nel corso della storia.

La presenza di Julian mette sottosopra la vita, già complicata, di Yadriel che, non solo vuole trovare lo spirito di suo cugino Miguel e liberarlo, provando di essere un brujo, ma che si ritrova trascinato nella vita…anzi, nella morte di Julian, a indagare su cosa sia successo e a mettere insieme i pezzi di un mistero che coinvolgerà e stravolgerà tutti. Uno degli aspetti più dolci e divertenti del libro è il rapporto che si instaura tra Yadriel e Julian, un rapporto che è complesso, ben scritto e ho amato il modo in cui i due personaggi imparano a fidarsi l’uno dell’altro, a confidarsi, aiutarsi ed amarsi, soprattutto visto e considerato quanto siano totalmente diversi. Yadriel e Julian imparano ad accettarsi, a volersi bene e a tenere l’uno all’altro, aprendosi gli occhi a vicenda sull’importanza di accettarsi, sulle relazioni e i sentimenti. Ho amato leggere le loro interazioni, ho riso, mi sono commossa e sono davvero indimenticabili.

Il libro affronta una serie di importanti tematiche, come il bullismo, la trasfobia, deadnaming. Yadriel lotta per essere visto e accettato sia in quanto ragazzo che brujo, stanco di perdonare e giustificare chi, pur senza volerlo (come nel caso della sua famiglia) lo ferisce. La famiglia, quella trovata negli amici e la biologica, è un tema molto presente all’interno della storia e l’autore ha descritto in modo molto realistico le interazioni tra i suoi componenti, tra genitori e figli, nonne e nipoti, fratelli, zie e cugini, tra incomprensioni, litigi, prese in giro. La difficoltà che riscontra Yadriel è proprio quella di essere se stesso in una famiglia, e comunità, molto tradizionale, che lotta tra tradizioni e cambiamenti.

In un libro molto stratificato, l’autore, tramite la famiglia di Julian e ciò che accade a Miguel, affronta anche tematiche come l’abuso familiare, gangs, ingiustizie sociali, razziali e classiste, i pregiudizi e quanto possano essere sbagliati e dannosi. Affronta il dolore e la difficoltà di accettarsi e venire accettati e visti, l’importanza di essere se stessi e fieri, il legame fortissimo presente tra amici e famiglia e una storia d’amore importante e forte.

In conclusione, consiglio questo libro a chiunque voglia innamorarsi di una storia con personaggi realistici e straordinari, una storia queer molto particolare, a chi voglia essere trasportato in un mondo popolato da spiriti, dee e dei, cinnamon rolls, famiglia e amore.

Potete trovare la recensione che scrissi in inglese, l’anno scorso sul mio goodreads. Le altre le trovate qui, seguendo questo calendario!