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Ponte di anime di Victoria Schwab- Review party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a Ponte di anime della magnifica Victoria Schwab! Grazie, Ambra, per aver organizzato, per le grafiche stupende e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Autore: Victoria Schwab
Traduttore: Marina Calvaresi
Editore: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Anno edizione: 2021
È lei che insegue gli spettri, o è il contrario?
Sia come sia, Cass potrebbe avere un talento per scovare gli spiriti inquieti. Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, è sopravvissuta a due città infestate mentre era in viaggio per il programma televisivo dei suoi genitori. Tuttavia nulla potrebbe prepararla a quel che la attende a New Orleans, un luogo che pullula di antiche magie, società segrete e terrificanti sedute spiritiche. Ma la sorpresa più terribile è un nemico che Cass non avrebbe mai sospettato di dover affrontare: un messaggero della Morte in persona. Sarà all’altezza della sfida? E a cosa dovrà rinunciare per vincerla?

Buonsalve ed eccoci con la recensione del terzo (per ora) volume delle avventure di Cassidy Blake! Dopo la fine misteriosa e piuttosto inquietante del libro precedente, Tunnel di ossa, Cassidy non ha tempo di riprendere fiato e subito lei, i suoi genitori, il gatto Grim e l’amico fantasma Jacob sono pronti (più o meno) per una una nuova tappa: New Orleans. In una città ricchissima di storia e di magia, di fantasmi, sedute spiritiche, società segrete, Cassidy dovrà affrontare nientepopodimeno che l’Emissario della Morte, un messaggero pronto a tutto per ristabilire l’ordine naturale delle cose. Cassidy sarebbe dovuta morire, ma è stata salvata da Jacob e in quanto Traversante ha attirato la sua attenzione. Cosa dovrà fare per liberarsene? A cosa sarà costretta a rinunciare?

Credo che Ponte di anime sia, finora, il mio preferito di questa saga, soprattutto per l’ambientazione. Come è accaduto nei libri precedenti, l’autrice ha un modo straordinario di coinvolgere il lettore e trascinarlo nella storia, nei luoghi visitati, sentendo l’atmosfera che circonda i personaggi. Tramite Cassidy e Jacob, grazie ai genitori della giovane, alla guida del luogo Lucas, il lettore visita cimiteri e inquietanti ville, stanze di sedute spiritiche, assistendo a una particolarmente travolgente, apprendendo la storia ricca, a tratti dolorosa e triste, ma affascinante di New Orleans, tra incendi, morti, spiriti e via discorrendo. Ho sempre voluto visitare le città presenti in questa saga e mi è piaciuto moltissimo poterle conoscere meglio, in modo molto originale. Se esistesse davvero lo show dei genitori di Cassidy e i loro libri ne sarei una grandissima fan.

La storia della città, con i suoi spiriti e le tappe interessanti che i genitori di Cassidy raccontano a lei, e al lettore stesso, s’intreccia con la vicenda della giovane e del suo scontro, fuga e resa dei conti con un messaggero della morte stessa. La conoscenza di Cassidy del mondo paranormale (e quella del lettore con lei) s’allarga, tramite anche l’incontro con una società segreta, nominata in precedenza, la presenza e l’aiuto di Lara e di personaggi dotati di conoscenze e poteri particolari. Come avvenuto nei libri precedenti, spicca moltissimo il legame che Cassidy ha instaurato con Jacob, nonostante sia condito dalla preoccupazione per il potere acquisito dallo spirito nel corso del tempo e viene sottolineato e sviluppato anche quello tra Cassidy e Lara che si ritrovano, fisicamente stavolta, ad affrontare insieme una nuova minaccia e a consolidare la loro amicizia.

Lo stile della scrittrice, i personaggi creati, l’ambientazione, tutto è magnifico, ben scritto e sviluppato e questa saga è una delle mie preferite. Fughe rocambolesche, scoperte scioccanti, momenti divertenti e inquietanti, tesi e tristi, riempiono questo terzo libro che si divora in pochissimo tempo e che consiglio assolutamente.

Se siete fan della Schwab, o se volete una lettura inquietante per Halloween (ma anche in tutti gli altri periodi dell’anno, obiettivamente), questo libro è perfetto per voi!

Date un’occhiata alle altre recensioni, qui il calendario!

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Cemetery Boys di Aiden Thomas- Review Party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a Cemetery Boys di Aiden Thomas. Un grazie enorme ad Ambra per aver organizzato l’evento, per le bellissime grafiche e alla casa editrice per una copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Disponibile su:    

Genere: Fantascienza e Fantasy

ISBN: 9788804739661

408 pagine

Prezzo: € 20,00

Cartaceo

In vendita dal 26 ottobre 2021

YADRIEL HA EVOCATO UNO SPIRITO, E ORA NON RIESCE PIÙ A LIBERARSENE.
Yadriel è un ragazzo trans, ma i suoi – una famiglia latinx molto tradizionalista – faticano ad accettarlo. Lui, però, è determinato a dimostrare loro di essere un vero brujo e con l’aiuto di Maritza, sua cugina­ nonché migliore amica, decide di celebrare da solo il rituale dei quinces, ritrovare il fantasma di suo cugino Miguel, morto assassinato, e liberarlo nell’aldilà.
Ma il fantasma che evoca è quello di Julian Diaz, il bello e dannato della scuola, il quale non ha alcuna intenzione di tornarsene buono buono tra i morti. Anzi è ben deciso a scoprire cosa gli è successo e a chiarire alcune questioni lasciate in sospeso. Yadriel, che d’altronde non ha molta scelta, accetta di aiutare Julian, in modo che entrambi possano ottenere ciò che desiderano. Solo che, più tempo passa con lui, meno ha voglia di lasciarlo andare.

Noi persone queer siamo come i lupi. Ci muoviamo in branco.

Se mi conoscete, online o offline, sapete quanto io abbia amato e ami questo libro. Cemetery Boys è uno dei miei libri preferiti ed ero sia spaventata che al settimo cielo quando ho scoperto che sarebbe stato tradotto. Spaventata, anzi, preoccupata, per le desinenze e come sarebbero state usate, se correttamente o meno. Sono stata piacevolmente sorpresa, quindi, quando ho letto le note della traduttrice, che ha parlato di come, “in spagnolo si usi la desinenza neutra “x”, come alternativa proposta, mentre, in italiano, una delle alternative neutre proposte dal movimento per il linguaggio inclusivo, sia la schwa per il singolare (ǝ) e la schwa lunga per il plurale (з) e usando desinenze “tipiche” di ogni lingua, invece che di uniformare. Sono presenti “combinazioni” di desinenze neutre, come “lз brujx”, coerentemente con la lingua in cui compare la desinenza.” In conclusione, devo ammettere che ho trovato la traduzione molto ben fatta e rispettosa e ho adorato rileggere per l’ennesima volta questo libro magnifico.

Cemetery Boys è il tipo di libro che non vuoi che finisca, che rileggeresti, e rileggi, ancora e ancora, memorizzando citazioni, sorridendo e appassionandoti alle vicende dei personaggi perché è impossibile non sentirsi coinvolti e amarli tutti. Il tipo di libro che devi finire di leggere perché hai bisogno di sapere cosa accadrà e il libro che vorresti gustarti lentamente, perché non vuoi abbandonare quel mondo pieno di magia, di personaggi complessi e straordinari e dei quali vuoi sapere ogni cosa. Ho adorato e adoro Cemetery Boys e ha tutto ciò che si potrebbe mai desiderare: colpi di scena, personaggi ben scritti e sviluppati, tematiche affrontate alla perfezione, cugine simpatiche, un gatto adorabile, cani affettuosi e due ragazzi che sono dei cinnamon rolls.

La storia è bellissima, struggente e dolce ed esplora l’identità trans Latinx, il folklore Latinx e le sue leggende, ingiustizie razziali e classiste, pregiudizi e via discorrendo, una lettura molto importante. Un libro che tratta dell’importanza di essere se stessi, amarsi e accettarsi e le difficoltà incontrate durante questo percorso. Cemetery Boys è una storia d’amore queer, un mistero da risolvere, il tutto in una corsa contro il tempo.

La trama è coinvolgente, la storia piena zeppa di personaggi ricchi e pieni di energia, complessi e molto realistici. Ho amato moltissime cose di questo libro. Una delle cose che mi ha coinvolto sin dall’inizio è lo stile di scrittura di Aiden Thomas, che è fenomenale. Aiden Thomas ha scritto un libro così realistico che è quasi possibile assaggiare e annusare il mondo di Yadriel, quasi vedere gli spiriti che popolano il cimitero, la magia, la cucina, quasi seguire Yadriel, Maritza e Julian nel loro viaggio. Il worlbuilding è evocativo e ben scritto, ricco e complesso ed è stato molto interessante poter imparare cose sulla cultura Latinx, le leggende, i miti, sulla comunità brujx, i poteri e via discorrendo. Affascinante e confortante anche la loro visione della vita e della morte, che ho trovato bellissima.

I personaggi sono ben scritti e sviluppati e mi sono immediatamente affezionata a loro. Yadriel è il protagonista principale, è un ragazzo trans, gay e lotta per essere accettato dalla sua famiglia e dalla comunità brujx sia in quanto ragazzo che brujo. Brillante, testardo, un po’ introverso e timido, Yadriel è costantemente combattuto tra il desiderio di essere se stesso, di essere accettato e l’amore per la sua famiglia. Stanco di combattere, di essere la pecora nera della famiglia, è stato un piacere poter leggere di lui. Compagna di avventure, Maritza è la cugina di Yadriel, sempre pronta a supportarlo e a combinare guai ed è ferocemente leale. Ho amato la relazione che c’è tra lei e Yadriel e quella che si instaura con Julian, fatta di battibecchi, prese in giro e risate. Il terzo e ultimo protagonista è Julian ed è impossibile non amarlo sin dall’inizio. Testardo, chiassoso, senza filtri, ho riso di cuore leggendo i suoi modi di dire, sbagliati, ho sorriso pensando a quanto fosse ferocemente leale e affezionato ai suoi amici e mi sono sciolta nel leggere come la sua relazione con Yadriel sboccia e prosegue nel corso della storia.

La presenza di Julian mette sottosopra la vita, già complicata, di Yadriel che, non solo vuole trovare lo spirito di suo cugino Miguel e liberarlo, provando di essere un brujo, ma che si ritrova trascinato nella vita…anzi, nella morte di Julian, a indagare su cosa sia successo e a mettere insieme i pezzi di un mistero che coinvolgerà e stravolgerà tutti. Uno degli aspetti più dolci e divertenti del libro è il rapporto che si instaura tra Yadriel e Julian, un rapporto che è complesso, ben scritto e ho amato il modo in cui i due personaggi imparano a fidarsi l’uno dell’altro, a confidarsi, aiutarsi ed amarsi, soprattutto visto e considerato quanto siano totalmente diversi. Yadriel e Julian imparano ad accettarsi, a volersi bene e a tenere l’uno all’altro, aprendosi gli occhi a vicenda sull’importanza di accettarsi, sulle relazioni e i sentimenti. Ho amato leggere le loro interazioni, ho riso, mi sono commossa e sono davvero indimenticabili.

Il libro affronta una serie di importanti tematiche, come il bullismo, la trasfobia, deadnaming. Yadriel lotta per essere visto e accettato sia in quanto ragazzo che brujo, stanco di perdonare e giustificare chi, pur senza volerlo (come nel caso della sua famiglia) lo ferisce. La famiglia, quella trovata negli amici e la biologica, è un tema molto presente all’interno della storia e l’autore ha descritto in modo molto realistico le interazioni tra i suoi componenti, tra genitori e figli, nonne e nipoti, fratelli, zie e cugini, tra incomprensioni, litigi, prese in giro. La difficoltà che riscontra Yadriel è proprio quella di essere se stesso in una famiglia, e comunità, molto tradizionale, che lotta tra tradizioni e cambiamenti.

In un libro molto stratificato, l’autore, tramite la famiglia di Julian e ciò che accade a Miguel, affronta anche tematiche come l’abuso familiare, gangs, ingiustizie sociali, razziali e classiste, i pregiudizi e quanto possano essere sbagliati e dannosi. Affronta il dolore e la difficoltà di accettarsi e venire accettati e visti, l’importanza di essere se stessi e fieri, il legame fortissimo presente tra amici e famiglia e una storia d’amore importante e forte.

In conclusione, consiglio questo libro a chiunque voglia innamorarsi di una storia con personaggi realistici e straordinari, una storia queer molto particolare, a chi voglia essere trasportato in un mondo popolato da spiriti, dee e dei, cinnamon rolls, famiglia e amore.

Potete trovare la recensione che scrissi in inglese, l’anno scorso sul mio goodreads. Le altre le trovate qui, seguendo questo calendario!

Pubblicato in: Approfondimento, As Travars-Recensioni

Realm Breaker di Victoria Aveyard- Review party

Benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a Realm Breaker di Victoria Aveyard! Un grazie enorme a Maria Cristina per aver organizzato l’evento e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state influenzate in alcun modo.

Autore Victoria Aveyard
Editore Mondadori
Collana Fantastica
Formato Rilegato
Pubblicato 19/10/2021
Pagine 396
Traduttore F. Santi


Un’oscura presenza si sta facendo largo nel Regno di Allward. La percepisce persino Corayne, figlia della pirata Meliz an-Amarat, che pure è costretta dalla madre a vivere in uno sperduto e tranquillo villaggio sulla costa, mentre sogna un futuro pieno di avventure per mare. Quel che Corayne ancora non sa è che il destino sta per bussare alla sua porta. La sua esistenza, infatti, viene sconvolta il giorno in cui un Avo, creatura mitica e immortale, e un’assassina letale come poche altre al mondo, le fanno visita. I due hanno affrontato un viaggio pericoloso per trovarla e per chiederle aiuto. Un uomo assetato di potere, infatti, sta mettendo insieme un esercito mai visto prima ed è più che mai determinato a sradicare le fondamenta del loro mondo per ridurlo in cenere. Con il cuore ricolmo di veleno e la mano armata da una spada rubata, e potentissima, è pronto a tutto pur di raggiungere il suo scopo. Solo Corayne può fermarlo. Perciò la ragazza, accompagnata da un improbabile e riluttante gruppo di alleati, uno scudiero, un immortale, un’assassina e una strega, si avventura in una missione disperata. Ma proprio nel caricarsi il destino del mondo sulle spalle, imboccherà la strada per trovare finalmente se stessa e scoprire la magia che le scorre nelle vene.

Ambientato in un mondo fantastico, dove il passato e il presente s’intrecciano, dove creature immortali lottano per salvare un regno immenso e complesso, dove spade magiche possono aprire mondi paralleli, una giovane si ritrova il peso del mondo sulle proprie spalle. Corayne è la figlia della pirata Meliz an-Amarat e da sempre anela di viaggiare, di allontanarsi dalla sua città, di vedere il mondo, lottando contro la volontà di sua madre, che non vuole appoggiare i suoi desideri. Quando una creatura immortale, un Avo, le rivela che è figlia di un guerriero, che ha sangue Spectrum nelle vene e ha il potere di usare una spada speciale e di salvare il regno da un’invasione di un esercito disposto a distruggere tutto sul suo cammino, tutto cambia. Corayne inizierà, quindi, un’avventura che la porterà in posti e città mai conosciute prima, accompagnata da un gruppo di alleati, tra cui uno scudiero, un Avo disposto a tutto pur di proteggerla, una strega, un’assassina. Disposti a stravolgere il mondo esistente, una regina e un uomo pieno di rancore e vendetta. La storia è piena di colpi di scena, un viaggio coinvolgente che porterà i protagonisti, e il lettore con loro, a visitare città e deserti, a scoprire segreti e a lottare per salvare il regno e le vite di tutti.

Ho adorato leggere Il regno delle ceneri! Devo ammettere che è stato il primo romanzo che abbia letto di Victoria Aveyard e l’ho trovato molto coinvolgente. Il worldbuilding è molto complesso e, spesso, devo dire, un po’ confusionario e difficile da seguire. Per questo motivo, almeno geograficamente parlando, ho adorato la presenza della mappa, che mi ha permesso di seguire i loro passi. Certe volte sono state date troppe informazioni troppo in fretta e qualche volta era difficile seguire leggende, poteri e giochi politici, ma nel complesso mi è piaciuto leggere Il regno delle ceneri.

Ho molto apprezzato la caratterizzazione dei personaggi e come la storia viene narrata, con molteplici punti di vista, intrecciando protagonisti e antagonisti, luoghi diversi e interessanti scoperte. Il lettore può seguire le vicende dello scudiero Andry, dell’immortale Domacridhan, detto “Dom”, di sua cugina Ridha e della sua ricerca, della coraggiosa Corayne, dell’assassina Sorasa, della strega Valtik, della testarda regina Erida. Ogni personaggio è ottimamente caratterizzato ed è stato un piacere poter conoscere i loro sogni, speranze, paure e desideri. Mi sono piaciuti molto i diversi personaggi, soprattutto la loro complessità e le sfaccettature di ognuno. Come Andry con il suo desiderio di diventare cavaliere, proteggere la madre malata e salvare il regno, Dom con ciò che ha perduto e sua cugina Ridha con il desiderio di salvare i mortali, appellandosi a altri potenti regnanti, la misteriosa Sorasa, la cui storia sono molto curiosa di scoprire, la simpatica e strana strega Valtik. Spiccano, per me, la brillante regina Erida, assetata di potere, desiderosa di essere indipendente e di rinforzare il proprio regno, disposta anche ad allearsi con personaggi pericolosi come Taristan e, soprattutto, Corayne, che si ritrova il peso del mondo sulle spalle.

La storia è interessante, ho apprezzato le voci narranti ben amalgamate, le ambientazioni che variano dai deserti, alle città piene di statue e giardini straordinari, alla corte con i suoi intrighi, ai mostri marini e ai pirati, all’esercito di morti incapaci di essere sconfitti e via discorrendo. Un viaggio fisico e psicologico che ha coinvolto tutti i personaggi, trascinando il lettore dappertutto, facendogli trattenere il fiato per la sorpresa o i colpi di scena, sorridere leggendo alcune interazioni, sorprendendosi per altre, facendolo stare sulle spine. Sono molto curiosa di sapere cosa accadrà in seguito! Sotto potete trovare il mio approfondimento su un personaggio che ho molto adorato: Corayne!

Corayne an-Amarat è uno dei protagonisti principali di Il regno delle ceneri. Figlia di una famosa e temeraria pirata, Meliz An-Amarat, e cresciuta senza un padre, la giovane desidera viaggiare ed esplorare il mondo, ma non è mai riuscita a lasciare la città costiera dov’è nata, costretta a seguire le volontà della madre. Corayne è una giovane intelligente e intraprendente e quando due sconosciuti arrivano alla sua porta e le raccontano una storia surreale e, sfortunatamente per lei, veritiera, si ritrova investita del potere di salvare il mondo e fermare un esercito di creature spietate e difficili da uccidere. Infatti, lei è la figlia di Cortael, figlio di Antica Cor, un guerriero dell’antica stirpe, ha sangue Spectrum nelle vene e con la spada Spectrum può fermare l’antagonista Taristan. Corayne si ritrova, quindi, coinvolta in qualcosa molto più grande di lei, con una responsabilità enorme sulle spalle e l’opportunità, finalmente, di lasciare la sua città ed esplorare il mondo. Anche se non avrebbe mai immaginato di doverlo fare in quelle condizioni. Seguita e appoggiata da un gruppo molto eterogeneo di alleati, tra cui lo scudiero Andry, l’assassina Sorasa, la bizzarra strega Valtik e il testardo Avo Dom, Corayne intraprende il suo cammino, che sarà sia fisico che psicologico e che spingerà tutti, non solo lei, a maturare, crescere e cambiare nel corso dell’intero romanzo.

Corayne è un personaggio che ho molto apprezzato. Ha diciassette anni, è, come tutte le adolescenti, desiderosa di vedere il mondo, lottando contro la claustrofobia che sente, bloccata a Lemarta, protetta da Kastio, il suo guardiano. In grado di muoversi nella città portuale, tra navi, carichi e marinai, gestendo il suo libro mastro, desiderosa di mostrare alla madre il proprio valore, Corayne si sente soffocare e vuole andarsene. L’arrivo di Dom e Sorasa stravolge la sua vita, costringendola ad aprire gli occhi ad antichi poteri, regni in pericolo, eserciti di non morti e uno zio antagonista e spietato.

Una delle cose che ho adorato del suo personaggio è quanto sia estremamente realistico, nelle sue azioni e pensieri, nei suoi dubbi e paure. Corayne si ritrova il peso del mondo sulle spalle ed è un adolescente che scopre di non essere come tutti gli altri, ma contrariamente agli altri “Chosen Ones”, Corayne non cambia improvvisamente. Non scopre di avere abilità nascoste, poteri magici o diventa una guerriera abile, anzi. Resta esattamente ciò che era prima che sapesse la verità sul proprio sangue e suo padre. Corayne è un personaggio ingenuo, un po’ maldestro, incapace di lottare e di proteggersi, di usare la spada e, nonostante le sue conoscenze, apprese studiando a Lamarta, c’è molto del mondo che non conosce e ciò la fa sentire in svantaggio. Quindi si sente smarrita, non sa come comportarsi, come agire e decide di affrontare ciò che le accade man mano, pur sentendosi persa. In un lungo viaggio, che la porterà a racimolare conoscenze e diversi e bizzarri alleati, ognuno con le sue problematiche, difficoltà e desideri, Corayne si ritroverà a visitare città, palazzi, corti reali, ad apprendere cose sulle profezie, nuovi mondi e pericoli.

Stupendo il rapporto che si crea con Sorasa, che si comporta nei suoi confronti un po’ da sorella maggiore, trascinata in quella missione per denaro, ma decidendo di restare per ben altri motivi. O il rapporto con Andry, molto tenero e che ha dell’enorme potenziale, con Dom, appesantito dal lutto per la morte del padre Cortael, amico e compagno dell’Avo e disposto a tutto pur di proteggerne la figlia. Corayne, come del resto anche gli altri personaggi, cresce moltissimo nel corso dell’opera, assumendosi più responsabilità, prendendo in mano la sua vita, decidendo, nel corso del tempo e della storia, di accettare pienamente il suo ruolo in quella complessa situazione.

Ho apprezzato il suo sviluppo e sono davvero curiosa di leggere ciò che accadrà in seguito.

Ecco a voi il calendario! Passate dagli altri blog!

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La corte dei miracoli di Kester Grant- Review Party

Benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a “La corte dei miracoli” di Kester Grant. Un grazie enorme ad Ambra per aver organizzato l’evento, le bellissime grafiche e avermi coinvolta. Grazie alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Kester Grant
Editore Mondadori
Collana Fantastica
Formato Rilegato
Pubblicato 12/10/2021
Pagine 300
Isbn788804721482
Traduttore S. Brambilla

Dopo il fallimento della Rivoluzione e l’uccisione di tutti i rivoluzionari, Parigi è una città divisa in due. Accanto al reticolo di viali severi, fiancheggiati da bossi e frequentati dall’aristocrazia, prospera infatti una giungla tenebrosa popolata da sciami di mendicanti, ladri ed emarginati, teatro di crimini e miseria, un luogo oscuro e senza leggi. Qui il potere è gestito dai Miserabili, una formidabile corte di criminali divisi in nove corporazioni, chiamata la Corte dei Miracoli. Membro della Corporazione dei Ladri, Nina Thénardier può rubare qualunque cosa a chiunque. La ragazza, soprannominata la Gatta Nera, ha sfidato la sorte così tante volte da essere quasi diventata una leggenda tra i Miserabili. Eppure questo non sembra contare molto quando, ancora una volta, la sua strada si incrocia con quella di Lord Kaplan, detto Tigre, feroce capo della Corporazione della Carne. L’uomo ha messo gli occhi sulla sorella della giovane ladra e, si sa, nessuno è mai riuscito a impedirgli di ottenere ciò che vuole. Non ci è mai riuscita la Corte dei Miracoli, come potrebbe farlo Nina, sveglia certo, ma comunque una ragazza, minuta per di più? Di due cose, però, Tigre non ha tenuto conto. La prima è una regola inviolabile per tutti i Miserabili: mai, mai rubare a una ladra. E la seconda è che, quando si tratta di proteggere chi amano, le gatte sono capaci di mostrare denti e artigli e di diventare decisamente pericolose… Ispirandosi a due capolavori della letteratura di tutti i tempi, “I miserabili” di Victor Hugo e “Il libro della giungla” di Rudyard Kipling, Kester Grant tesse un’ammaliante storia di crudeltà, passione e vendetta che, attraverso le vicende della protagonista, condurrà i lettori nel ventre più oscuro di Parigi, passando per la sfavillante corte di Francia per abbracciare l’alba di una nuova rivoluzione.

Ambientata in una realtà alternativa, nel 1828, in una Parigi nella quale la Rivoluzione Francese è fallita, la città è divisa tra in due nette parti: i Viandanti Diurni, i nobili, la polizia e i Miserabili, che fanno parte di nove Corporazioni: i Ladri, i Mendicanti, gli Assassini, i Giocatori d’azzardo, i Mercenari, i Contrabbandieri, le Prostitute, i Mangiatori d’Oppio e gli Uomini di Lettere. I signori di ogni corporazione formano la cosiddetta Corte dei Miracoli, governata da leggi e regole ben precise. Eponine Thenardier, detta Nina, è la protagonista della storia, membro della Corporazione dei Ladri ed è una talentuosa ladra, conosciuta da tutti come la Gatta Nera. Nina vive in un mondo di criminali, ma regolato da leggi e regole che tutti i membri delle Corporazioni devono rispettare. Quando Ettie, sua sorella adottiva, attira l’attenzione della Tigre, il crudele e spietato capo della Corporazione della Carne, che si occupa di prostituzione e schiavitù, Nina è disposta a tutto pur di salvarla. Anche a scatenare una guerra tra le varie Corporazioni.

Ispirandosi a “I miserabili” di Victor Hugo e “Il libro della giungla” di Rudyard Kipling, Kester Grant crea un complesso e stratificato mondo criminale. Nove Corporazioni, divise dai Viandanti Diurni non solo da tradizioni, regole e differenze socioeconomiche e Nina, grazie alla sua testardaggine e determinazione si ritroverà a incontrare membri delle diverse Corporazioni, rivoluzionari e persino nobili nel tentativo di salvare non solo Ettie, ma anche sua sorella biologica Azelma, prigioniera e isolata.

La Corte dei miracoli è un libro pieno di momenti divertenti e intensi, personaggi sarcastici e leali, una storia di amore, speranza, disperazione e rabbia. In un mondo complesso e oscuro, pieno di pericoli e violenze, Nina di muove tra le diverse realtà, incontrando e facendo amicizie con svariati personaggi. Ho trovato affascinante il modo in cui questo mondo è diviso, le varie Corporazioni con le loro regole, eroi e imprese, intrigante incontrare personaggi presi da “I miserabili” come l’ispettore Javert, una donna in questa versione, la sua ossessione per Jean Valjean, Eponine e così via. Mi sono piaciuti i rivoluzionari, St. Juste e le loro idee e il loro coraggio, così come le relazioni tra i vari personaggi, soprattutto quella tra Nina e la sorella Ettie, piena di affetto e fiducia.

Ci sono cose che, però, non mi sono piaciute. La corte dei miracoli è un libro molto ambizioso, ma, secondo me, non rende del tutto. L’ambientazione è apparentemente complessa, una Parigi alternativa, ma che non viene sviluppata in modo esaustivo. Pur essendo affascinata dalle diverse Corporazioni, spesso e volentieri sono solo accennate e non approfondite, cosa che avrei preferito, così come le relazioni tra i vari personaggi, un po’ troppo frettolose.

Nina, in particolar modo, è un personaggio che, sfortunatamente, non mi ha molto colpita. Definita come scaltra e coraggiosa, lo è, ma in modo piuttosto irrealistico. Nessuno è mai riuscito in questa impresa? Lei ci riuscirà. Nessuno ha mai rubato questo oggetto o entrato in questo posto? Ovviamente Nina ci riuscirà in tre secondi e senza sforzi.

Un vero peccato perché la storia ha molto potenziale, lo stile è scorrevole e è stato rapido e abbastanza piacevole leggerla, ma mi dispiace dire di non riuscire a dare oltre tre stelline. Spero davvero che il sequel sia migliore e sono curiosa di sapere cosa accadrà.

Vi lascio il calendario, date un’occhiata alle altre recensioni!

Pubblicato in: As Travars-Recensioni

Jade Fire Gold by June CL Tan- Book Tour

Hello and welcome to my stop for the Jade Fire Gold by June CL Tan book tour, organized by TBR and Beyond Tours! Thank you so much for this chance!

Genre: Young Adult Fantasy
Publishing date: October 12th, 2021
Goodreads | Amazon | Barnes & Noble | Book Depository | Indigo | IndieBound

Content Warnings: self-harm (gouging, eye horror; non-graphic), child abuse (physical, verbal, emotional manipulation/gaslighting), parent death (implied, off-page), character deaths mentions and descriptions of fantasy/magical violence (blood, war, political violence), mentions and descriptions of physical symptoms that might be triggering to those with emetophobia

Girls of Paper and Fire meets The Tiger at Midnight in June CL Tan’s stunning debut, inspired by Chinese mythology, with rich magic and an epic slow-burn romance.
In an empire on the brink of war . . .

Ahn is no one, with no past and no family.
Altan is a lost heir, his future stolen away as a child.
When they meet, Altan sees in Ahn a path to reclaiming the throne. Ahn sees a way to finally unlock her past and understand her arcane magical abilities.
But they may have to pay a far deadlier price than either could have imagined.

Ferocious action, shadowy intrigue, and a captivating romance collide in June CL Tan’s debut, a stunning homage to the Xianxia novel with a tender, beating heart, perfect for fans of The Bone Witch and We Hunt the Flame.

Thank you, NetGalley, HarperCollins Children’s books and HarperTeen, for the chance to read and review this book in exchange of an honest review.

Set in an empire on the brink of war, where the socioeconomic differences between wealthy and poor is stronger than ever, Ahn and Altan find themselves on a path to change their country. Ahn is no one, she doesn’t remember her family and her past. Adopted by an older woman, now her adoptive grandmother she tries to survive in their poor city, without hopes, money and work. When something happens that changes forever her life, Ahn discovers a new world, secrets and truths about herself and the world around her. Altan is the lost heir of the empire, willing to do anything in his power to avenge his family and reclaiming his throne. When they meet, Ahn and Altan are forced to work together, to protect their country and empire, innocent people, while trying to understand their own magical abilities and their roles.

I really liked reading Jade Fire Gold. I was so curious to read this book and I wasn’t disappointed. It’s a debut work and it’s very good. The writing style is brilliant, the plot captivating and I loved the worldbuilding. I was really interested in the magic system, the socioeconomic divisions and how the main characters face one other, both with their own agendas, fears, hopes and dreams. The story is told by two POVs, Ahn’s and Altan, weaving together, while trying to understand what they have to do, what they want to do and how much they are meaning for one other. The story is captivating, well written and I liked this book.

There are some things I didn’t like, though I wasn’t so impressed by the enemies to lovers romance, I couldn’t like them so much together. I also felt like the final 20% of the book and ending were a bit too rushed. I would have loved to know more about the magic system and more about the worldbuilding, but it’s more of a preference than a criticism. I loved the characterization, main and side characters, but I preferred Altan’s POV to Ahn’s. I liked her characters, but with everything she’s been through, I felt she was a bit more passive than him, while I appreciated more his drive and determination.

Overall, though, Jade Fire Gold is a strong debut, the worldbuilding is very fascinating, the writing is amazing and very captivating and I definitely recommend it.


“History is never written by its victims”

“Children are not born with the fear of falling. It is life that conditions them to be afraid.”

“Alway remember, the heart is not a weakness.”

“You may not be able to change the past, but with each action, you can change the future.”

Life is but a dream, and death is returning home.”

Forgiveness is not weakness.”

June CL Tan grew up in Singapore where she was raised on a diet of classic books and wuxia movies, caffeine and congee. After obtaining three degrees, she decided she had enough of academia. Thankfully, those degrees were somewhat related to telling stories and now, she resides in New York City, writing under the watchful eye of her crafty cat. Jade Fire Gold is her debut novel.
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https://tbrandbeyondtours.com/2021/09/18/tour-schedule-jade-fire-gold-by-june-cl-tan/

US ONLY

You can partecipate to the giveaway, too!

One winner will receive a finished copy of Jade Fire Gold. The giveaway starts on October 11th and ends on October 18th!

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The Hawthorne Legacy di Jennifer Lynn Barnes- Review Party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a “The Hawthorne Legacy” di Jennifer Lynn Barnes, organizzato da Ambra, che ha creato le stupende grafiche e, soprattutto, mi ha fatto conoscere questa saga bellissima! Un grazie enorme alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Autore: Jennifer Lynn Barnes
Traduttore: Cristina Brambilla
Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Pandora
Anno edizione: 2021
Pagine: 390 p., Rilegato
Età di lettura: Young Adult
EAN: 9788820071318

L’atteso, emozionante sequel di The Inheritance Games, il romanzo bestseller di Jennifer Lynn Barnes che si è affermato come un caso editoriale internazionale.
«Non c’è nessuna regola che conti quanto vincere»
Dopo aver ricevuto inaspettatamente l’eredità di Tobias Hawthorne, Avery sta vivendo una nuova vita che mai avrebbe immaginato per sé: paparazzi, schiere di addetti alla sicurezza, una dimora immensa e tentacolare piena di tranelli e più denaro di quanto sia concepibile. Eppure, nella sua mente aleggia una sola domanda: perché io? Ed è per darsi una risposta che si ritrova invischiata in una caccia al tesoro letale a fianco dei quattro fratelli Hawthorne, che a volte paiono alleati, a volte temibili sfidanti sempre un passo avanti a tutti. Indovinello dopo indovinello, segreto dopo segreto, Avery è sempre più combattuta tra due dei ragazzi, Grayson e Jameson. Se il primo la attrae perché è razionale e responsabile, il secondo le piace per il motivo opposto, ovvero perché è folle e sempre pronto a correre rischi. Mentre minacce e pericoli sembrano celarsi dietro ogni angolo, Avery scoprirà qual è il legame tra lei e gli Hawthorne? E, soprattutto, riuscirà a capire a quale dei fratelli donare il suo cuore?

Ho conosciuto davvero da pochissimo questa saga e l’ho divorata in pochissimi giorni in lingua originale, quindi ero al settimo cielo per l’opportunità di leggere e recensire il secondo volume tradotto in italiano.

Dopo il rocambolesco inizio di The inheritance games, libro pieno zeppo di indovinelli, giochi e segreti da svelare, The Hawthorne Legacy non è affatto da meno. Avery lotta per abituarsi alla sua vita da ereditiera, vita complicata non solo dalla presenza di paparazzi, crisi di amicizie, padri che appaiono all’improvviso, tentati omicidi, ma anche da ulteriori segreti e dal triangolo amoroso in cui si ritrova coinvolta. La storia riprende subito dopo la fine di The inheritance games e Avery e i fratelli Hawthorne continuano nella loro ricerca della verità, cercando di capire perché la giovane sia stata scelta da Tobias Hawthorne e soprattutto dove sia Toby e chi sia per Avery. Avery si ritrova a dubitare della propria storia, della verità che credeva di conoscere, determinata, nonostante le molteplici difficoltà, a svelare i segreti che circondano lei e gli Hawthorne, soprattutto il mistero che avvolge Toby e ciò che gli sia successo. Ho adorato seguire Avery e i ragazzi nelle loro ricerche, è stato appassionante e molto interessante e la storia è davvero pienissima di colpi di scena, fino all’ultimo. Alcuni, devo ammettere, un po’ prevedibili, ma altri mi hanno lasciata senza fiato, davvero fenomenali. I rapporti interpersonali sono assolutamente realistici, così come i loro dubbi, paure e desideri, soprattutto quelli di Avery, il cui smarrimento, determinazione e testardaggine sono davvero resi benissimo.

Come nel primo libro, i misteri, i segreti del passato, le ricerche, gli indovinelli proseguono parallelamente alle storie personali dei personaggi, coinvolgendo il lettore nella nuova vita di Avery e le sue difficoltà, nel particolare triangolo amoroso tra Avery, Jameson e Grayson. Devo ammettere di non essere molto fan del romance e ho preferito decisamente gli indovinelli e i misteri, anche se mi è piaciuta la tensione tra i tre giovani. Ho anche apprezzato che sia stato dedicato più spazio a personaggi secondari, come Xander, che ho adorato da morire per il suo carattere e la sua allegria, Thea e Rebecca, i Laughlin… Avrei voluto sapere di più di Nash che, pur essendo leggermente più presente nel sequel rispetto al primo libro, non ha molto spazio. Spero, quindi, di conoscerlo meglio nel libro successivo.

In conclusione, ho amato da morire leggere questo libro, lo consiglio assolutamente e non vedo l’ora di sapere cosa porterà il terzo!

Date un’occhiata alle altre recensioni, eccovi il calendario:

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Virginia Woolf di Liuba Gabriele- Review Party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a “Virginia Woolf” di Liuba Gabriele, edito da Becco Giallo. Un grazie enorme a Valeria per aver organizzato l’evento e aver creato le stupende grafiche e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state influenzate in alcun modo.

Autore: Gabriele Liuba
Editore: Becco Giallo
Collana: Biografie
Anno edizione: 2021
Pagine: 128 p., ill. , Brossura
EAN:
9788833141800

Inghilterra, marzo 1941. Virginia Woolf cammina sulle sponde del fiume Ouse. Raccoglie una pietra da terra, la soppesa sul palmo della mano e guarda l’acqua scorrere. Pensa alla battaglia feroce che si sta svolgendo nel mondo e dentro di lei. Tutto ciò che l’ha accompagnata fino a quella riva rivive in fulgide immagini che rappresentano l’estrema forza dei suoi sentimenti, come la passione per l’amante Vita Sackville-West, la tenerezza per il fondamentale marito Leonard e il dolore per i tremendi lutti familiari. Sentimenti riversati nelle sue opere, con cui ha rivoluzionato la letteratura, passando alla storia come una delle più importanti scrittrici del mondo.

“Virginia Woolf” inizia dalla fine. All’inizio del graphic novel troviamo una Virginia, vittima di un’acuta depressione, che cammina sulle sponde del fiume, pensando al suo dolore, alle battaglie che infuriano nella sua mente e nella realtà. Partendo dal marzo 1941, l’autrice e illustratrice ripercorre a balzi la vita della brillante scrittrice, come l’amore e la passione per l’amante Vita Sackville-West, l’affetto e il profondo legame con il marito Leonard, il dolore dei lutti familiari. Tutte emozioni, intense, travolgenti e dolorose, che la scrittrice, anno dopo anno, riverserà nei suoi magnifici scritti. Con il tratto a matita, le figure ben delineate e precise, Liuba Gabriele ripercorre in poco più di un centinaio di pagine, le esperienze fondamentali della vita di Virginia Woolf, dividendo l’opera in sezioni, separando i mille colori sgargianti delle tavole con pagine bianche con titoli neri, titoli che rimandano alle esperienze della scrittrice, ai suoi scritti, alle sue passioni. I colori dell’opera sono sempre associati alle emozioni di Virginia Woolf e da ciò che le succede. Colori freddi e caldi, tratti netti e decisi, momenti cupi che contrastano con quelli delicati e pieni di felicità. Un’opera travolgente e intensa, che ho divorato subito in pochissimo tempo, dalla quale è stato difficile staccarmi emotivamente.

Come scritto in precedenza, la storia inizia dalla fine, dal prologo, dal 1941. Con colori cupi, l’acqua del fiume resa quasi nera e viola, l’autrice e artista evidenzia il dolore, la depressione acuta della scrittrice, i pensieri incessanti, le riflessioni sulla sua vita e su ciò che sta accadendo a lei e al mondo. Il passato, una parte almeno, è contraddistinto da colori brillanti, tratti decisi, la scrittura in stampatello, nera e ben evidente, che spicca ancora di più se la tavola presenta principalmente colori tenui. I colori, come scritto in precedenza, sono sempre associati alle emozioni della scrittrice. Ci sono momenti in cui sia il tratto della matita che i colori appaiono rabbiosi, furenti, rimandando a emozioni quali la tristezza, la malinconia, la solitudine, come si è potuto notare dal prologo o, dai ricordi dolorosi legati ai lutti passati, alle violenze della guerra, alla rabbia e solitudine. I momenti felici e pieni di creatività, invece, spiccano con i loro colori brillanti e intensi, come la parte “La tua amante”, la passione e l’amore per Vita sottolineati da onde e fiori luminosi, quasi a voler, ma quasi sicuramente, rimandare al loro amore sbocciato. Colori caldi e freddi, stati d’animo acuti e depressivi, costellano quest’opera. Ci sono tavole meravigliose, come quelle presenti in “Le onde”, colori freddi e intensi, o la descrizione della guerra e di una Londra dilaniata, la cui violenza e morte sono rese dal nero e dal rosso, emozioni violente e traumatizzanti che hanno sconvolto e lasciato un segno permanente nell’anima della scrittrice. Una delle mie scene preferite è una delle ultime tavole, nelle quali Virginia Woolf prende la decisione di togliersi la vita. L’artista, con tratti decisi e rabbiosi, usando particolarmente colori cupi come il nero, rappresenta in maniera chiarissima la depressione della scrittrice, soprattutto nello scrivere e disegnare “Io non so più vedere oltre questo nero. E’ così vicino che non vedo altro.” e l’immagine, dolorosamente realistica, del nero che occupa tutto lo spazio visivo della donna.

Un’opera indimenticabile, dove i colori giocano un ruolo fondamentale, aiutando il lettore a riflettere sull’associazione con le emozioni di Virginia Woolf, tavole bellissime e meravigliosamente illustrate. L’artista è stata in grado di concentrare in un graphic novel, concretamente piccolo, passione, dolore, felicità, ispirazione e morte. Una storia indimenticabile, che mi spingerà sicuramente a leggere di più sulla vita di Virginia Woolf.

Liuba Gabriele è pittrice e illustratrice.
Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera e ha seguito corsi di specializzazione nell’ambito del fumetto e dell’illustrazione.
E’ stata selezionata per mostre ed eventi artistici a livello nazionale e internazionale (Parigi, Los Angeles, Istanbul, Montréal, Shangai, Pechino, Madrid, Tallin, Edimburgo, Camaguey, Stoccarda, Montpellier).
Nel 2016 espone al Festival Internazionale di BilBolBul i disegni tratti dal carnet Viaggio nell’India del Nord.
È stata selezionata  per la mostra Matite in viaggio carnet, disegni, parole (dal 2015 al 2017) e nel 2017 ne vince il premio manifesto.

Potete trovare qui le altre tappe del review party e date un’occhiata nei prossimi giorni, perché dovrebbe essere pubblicata anche una sorpresa…

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Bianco intorno di Wilfrid Lupano e Stéphane Fert- Review Party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a “Bianco intorno”, una meravigliosa e intensa graphic novel di Wilfrid Lupano e Stéphane Fert, edita da Tunué. Un grazie enorme a Valeria per aver organizzato l’evento e creato le bellissime grafiche e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state influenzate in alcun modo.

Bianco intorno. La vera storia di Prudence Crandall e Sarah Harris
 

Autore:Wilfrid Lupano

Traduttore:Stefano Andrea Cresti

Illustratore:Stéphane Fert

Editore:Tunué

Collana:Ariel

Anno edizione:2021

Pagine:144 p., ill. , Rilegato

Età di lettura:Young Adult

EAN:9788867904204

“Bianco intorno, la vera storia di Prudence Crandall e Sarah Harris” è il nuovo graphic novel di Wilfrid Lupano e Stéphane Fert. Siamo in Connecticut, trent’anni prima dell’abolizione della schiavitù, una giovane insegnante apre le porte della sua scuola alla prima alunna afroamericana: Sarah Harris. Per reagire al malcontento locale, in un gesto insieme di rivolta e volontà, Prudence Crandall apre la sua scuola a tutte le giovani donne afroamericane della città. La storia della piccola scuola femminile diventa un pretesto per parlare, ancora una volta, dei principi di eguaglianza e fratellanza su cui dovrebbe basarsi la società. Un graphic novel che ci spinge ad interrogarci su temi ancora attuali e sulla responsabilità di scelta del singolo nei confronti di comunità spesso sorde ad ogni cambiamento. L’opera si regge su due assiomi fondamentali: il rifiuto di ogni discriminazione razziale ed il riconoscimento del diritto all’istruzione. Le piccole allieve della giovane istitutrice del Connecticut diventano simbolo di tutte quelle minoranze che, negli anni passati e presenti, pagano a prezzo spropositato un’eguaglianza che dovrebbe essere garantita. La storia della giovane istitutrice porta l’attenzione sul ruolo chiave che l’istruzione ricopre nella scoperta, lotta e ripresa dei propri diritti. La battaglia al diritto di istruzione si fa scontro contro ogni forma di discriminazione e razzismo.


“Bianco intorno” è il nuovo graphic novel di Wilfrid Lupano, illustrato spettacolarmente da Stéphane Fert, con colori caldi e avvolgenti, che rimandano alla natura e al suo calore.
Ispirata a fatti realmente accaduti, la storia si svolge nel 1832 a Canterbury nel Connecticut, trent’anni prima dell’abolizione della schiavitù, in una zona settentrionale degli Stati Uniti dove la schiavitù è già stata abolita, i neri sono “liberi”, ma non godono di nessuna cittadinanza. In una città dove i pochi neri presenti sono domestici, dove l’idea di istruirli è impensabile ed è in questa situazione che, la decisione di Miss Prudence Crandall, quella di istruire ragazze di colore nel suo collegio femminile, crea scandalo, rabbia e discriminazione razziale.

“Ma poi, perché insegnare alle femmine? In che modo le dovrebbe aiutare con le faccende domestiche?”


Un anno prima di questa storia, uno schiavo ribelle in grado di leggere e scrivere, Nat Turner, si mise a capo di una banda di rivoltosi e massacrò una sessantina di persone provenienti da famiglie di schiavisti e proprietari terrieri. Dopo questo sanguinoso massacro, i latifondisti del Sud avevano implementato misure ancora più rigide contro gli afroamericani, impedendo assembramenti, uccidendo indiscriminatamente per dare “l’esempio”, tenendoli nell’ignoranza e via discorrendo. Lo “spettro” dell’uomo e del massacro compiuto, la paura che ha incuto negli abitanti bianchi, aleggia sulla storia, intrecciandosi ad essa.
La scelta di Miss Prudence Crandall, pur in una zona apparentemente più illuminata, quale poteva essere la zona settentrionale degli Stati Uniti, sconvolgerà la popolazione, attirando ire e denunce, violenze e vessazioni, discriminazioni razziali e sessuali.

In questo clima ostile e in una società fermamente patriarcale, personaggi come Prudence, Mary, Sarah (personaggi esistiti, la cui storia è possibile leggere alla fine del graphic novel) lottano per imparare e per dimostrare di valere esattamente quanto le persone che le circondano.
Spicca l’importanza dell’educazione, il suo valore e ciò che la conoscenza permette a tutti, di conoscere il mondo che ci circonda e noi stessi, a farsi valere, a non permettere a nessuno di impedirci di essere chi vogliamo essere. La scelta di Miss Prudence Crandall è una scelta insolita e coraggiosa, un atto di rivolta e volontà di combattere la discriminazione razziale e il diritto all’istruzione. Spicca, all’interno della storia, la sorellanza che si crea tra le alunne della scuola, la loro fedeltà nei confronti di Miss Prudence Crandall, come, inoltre, la discriminazione sessuale. A tal proposito interessante presenza è quella della “strega” e del “selvaggio”, che non rientrano nei canoni previsti dalla comunità e per questo feriti, bistrattati e isolati.

“Chi decide che una donna è una strega?”
“Le persone, in generale. Sono cose che si sanno nella comunità.”
“La comunità…degli uomini. E delle donne a loro sottomesse. Sciagura a quelle che vogliono vivere diversamente. Somiglia un po’ a quello che succede a voi, no?


Donne discriminate in quanto donne e, doppiamente, in quanto di colore. Fatta eccezione per alcuni personaggi maschili, (tra cui il padre di Miss Prudence Crandall, che anche mostra il suo sessismo interiorizzato e gli uomini della città che osteggiano la decisione della donna, arrivando a intimidazioni e violenze), le donne sono le vere protagoniste della storia.
Non solo donne che lottano per non essere oppresse, per imparare e farsi valere, ma anche donne che praticano una religione diversa da quella imposta e diffusa (ho apprezzato moltissimo la religione con una divinità non solo donna, ma anche di colore), donne oppresse della città, vittime di una società maschilista della quale non si rendono conto di far parte.

Bianco intorno mi ha profondamente colpita, sarebbe impossibile non esserlo dopo aver letto la loro storia. Un graphic novel che ha suscitato profonde discussioni e riflessioni, che mi ha fatto arrabbiare e pensare, che mi ha scossa e spinta a informarmi di più. Una storia di coraggio e volontà, ma anche di violenze e ignoranza, di omicidi e finto perbenismo. Bianco intorno ci spinge a interrogarci sulle discriminazioni, sulla lotta per il diritto all’istruzione poiché, per quanto possa essere lontano il 1832 e i suoi eventi, questa lotta non è nuova, i temi non sono obsoleti.
Basti pensare alle costanti discriminazioni che le donne subiscono in molte parti del mondo, la difficoltà di avere un’istruzione, le violenze perpetrate nei confronti di chi lotta per emergere dalle prigioni in cui sono state costrette.

Una storia importante e fondamentale, che consiglio a tutti. 

Wilfrid Lupano è uno sceneggiatore francese noto per aver vinto il Prix de libraires de BD 2014 e le Prix de la BD Fnac Belgique 2015. Tra i suoi riconoscimenti ricordiamo anche le Prix du Public Cultura. Nel 2016 fonda insieme a Laure Garancher The Ink Link, un’associazione che unisce fumettisti e  disegnatori. Scopo di The Ink Link è affiancare istituzioni o altre associazioni impegnate nel sociale e supportare le loro azioni e campagne umanitarie, sociali ed ambientali attraverso la realizzazione di documenti illustrati appositamente pensati per sensibilizzare il pubblico.

Stéphane Fert è un illustratore francese molto amato in Italia per Morgana e Pelle di mille bestieIl suo lavoro risulta particolarmente influenzato da Mary Blair e Cyril Pedrosa. Inoltre, lui stesso riconosce come modelli artisti del calibro di Gaugin, Matisse e Cézanne. Per quanto riguarda il cinema, si dice ispirato da autori come Lars Von Trier e Miyazaki.

Ecco a voi il calendario con le altre tappe!

Pubblicato in: As Travars-Recensioni

Ragazza, serpente, spina di Melissa Bashardoust- Review Party

Salve e benvenut* alla mia tappa del Review Party dedicato a “Ragazza, serpente, spina” di Melissa Bashardoust. Un grazie enorme a Ambra per aver organizzato l’evento e alla Oscar Mondadori per il file in anteprima. Le mie opinioni non sono state influenzate in alcun modo.

Disponibile su:    

Collana: Fantastica

ISBN: 9788804739029

336 pagine

Prezzo: € 20,00

Cartaceo

In vendita dal 5 ottobre 2021

C’era e non c’era una volta − così cominciano sempre le fiabe − una principessa destinata ad avvelenare chiunque la toccasse.
Ma per Soraya, tenuta nascosta fin dalla nascita, cresciuta lontana dalla sua famiglia, al sicuro solo nel suo giardino, questa non è soltanto una fiaba.
All’approssimarsi delle nozze del suo gemello, Soraya deve decidere se uscire allo scoperto per la prima volta. Nelle segrete del palazzo una div, una demone, potrebbe avere le risposte che sta cercando, la chiave per ottenere la libertà. Al di fuori c’è un giovane uomo che non teme la principessa, nei cui occhi non si legge paura, ma profonda comprensione di chi lei sia veramente, oltre la maledizione e il veleno.
Soraya pensava di sapere quale fosse il suo posto nel mondo, ma quando le sue scelte portano a conseguenze inimmaginabili, inizia a chiedersi chi sia davvero e cosa stia diventando: una donna o una demone? Una principessa o un mostro?

“Le storie iniziano sempre allo stesso modo: C’era e non c’era.”

Inizia così “Ragazza, serpente, spina”, così iniziano tutte le storie, ma per Soraya questa non è una storia, una fiaba, bensì la sua vita. Costretta a nascondersi dal mondo e dalla sua stessa famiglia a causa di una maledizione che ha reso il tuo tocco velenoso, Soraya riesce a sentirsi al sicuro solo nel giardino di cui si prende cura, ma desidera essere libera e normale. Quando scopre che nei sotterranei del suo palazzo è tenuto prigioniero un mostro che, forse, potrebbe avere le risposte che cerca sulla sua maledizione e su come liberarsene, Soraya è disposta a tutto pur di provarci, ma la presenza di un giovane misterioso che pare non avere timore di lei la trascina in un mondo popolato da demoni, bugie, maledizioni e amore. Soraya si ritroverà costretta a lottare per comprendere quale e dove sia il suo posto, sia nel palazzo che nel mondo e cosa sia disposta a diventare.

“Ragazza, serpente, spina” è ambientato in un mondo ispirato all’antica Persia e al suo folkore, un mondo affascinante e intrigante. La storia è narrata dal punto di vista di Soraya e il lettore si ritrova a comprendere immediatamente le sue paure, il suo desiderio di normalità, il bisogno di riuscire a toccare e la necessità di capire cosa le sia realmente successo e perché, stanca di trascorrere la sua vita nascosta dal mondo e timorosa di se stessa e del suo potere. Lo stile è coinvolgente, Soraya è un personaggio molto realistico nei suoi pensieri e nelle sue azioni.

La trama risulta, almeno nella prima parte, più lenta, poiché la storia si focalizza principalmente sul suo viaggio, interiore ed esteriore, che la porterà a conoscere la sua maledizione e se stessa, ma nonostante il ritmo e alcuni colpi di scena abbastanza scontati, la storia è interessante e Soraya è un buon personaggio principale. La giovane si ritroverà a incontrare alleati che si riveleranno nemici e nemici che si riveleranno, invece, alleati, creando e stringendo relazioni complesse, piene di segreti e bugie, incomprensioni e imparando, nel suo viaggio, quanto, spesso, il passato sia capace di influenzare il presente e il futuro. Un mix di vendette, bugie, amicizia, amore e legami di famiglia, che cambierà la sua vita per sempre.

Il worldbuilding è assolutamente affascinante e ho adorato l’ambientazione e i personaggi. Soraya spicca, non solo in quanto protagonista, ma soprattutto per la sua fierezza, testardaggine e lealtà. Ha paura di se stessa, delle sue capacità e di ciò che potrebbe fare e lentamente imparerà a sentirsi sempre più sicura di sé, sia con che senza il suo potere, aiutata dalla sua rabbia, dal suo senso di protezione nei confronti delle persone che ama e dal suo coraggio. Ho amato anche conoscere Azad e Parvaneh, personaggi complessi, soprattutto nel loro rapporto con Soraya. Non dirò altro per non spoilerare, ma è stato davvero interessante poter leggere e comprendere le loro motivazioni, molto sfaccettate, in una partita senza esclusione di colpi, in un gioco di menzogne, tradimenti, violenze e perdono.

Il modo in cui l’autrice parla delle storie, dei miti, dei simboli e del potere e di come gli errori del passato e le incomprensioni possano giocare un ruolo molto importante nelle generazioni future, di come le proprie capacità possano cambiare il futuro di una persona e l’importanza di sapersi amare e accettare, sfaccettature e errori compresi, mi ha molto colpita. Consiglio, inoltre, di leggere le note dell’autrice, all’interno delle quali non solo ha narrato la genesi di questo libro, ma ha anche parlato dei termini usati e del perché li ha scelti, della cosmologia del romanzo, delle figure presenti in esso e di altre curiosità davvero molto interessanti. Un’immersione culturale davvero affascinante soprattutto per chi, come me, non era affatto a conoscenza del folklore persiano e che ho davvero adorato.

Inoltre vorrei aggiungere che, nonostante non sia una grandissima fan del romanticismo e l’avrei evitato in alcuni punti, ho trovato la relazione f/f molto dolce, il rapporto tra le due giovani ben scritto e abbastanza ben integrato all’interno del viaggio di Soraya.

“Ragazza, serpente, spina” è un libro davvero stupendo, sui legami, familiari e non, sull’amore, l’amicizia, la capacità di trovare la forza in se stessi e il viaggio che ognuno di noi dovrebbe compiere per accettarsi, amarsi ed essere fieri di chi siamo.

Concludo qui la mia recensione, consigliandovi questo libro se avete voglia di immergervi in una realtà fantastica, con personaggi ben scritti e una trama avvincente.

Ecco a voi il calendario delle altre tappe!


Pubblicato in: As Travars-Recensioni

Il filo avvelanato di Laura Purcell- Review Party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a “Il filo avvelenato” di Laura Purcell. Un enorme grazie a Franci per aver organizzato l’evento, ad Ambra per le grafiche e alla Mondadori per l’opportunità di leggere questo libro in anteprima. Le mie opinioni non sono state influenzate in alcun modo.

Disponibile su:    

Collana: Fantastica

ISBN: 9788804734550

420 pagine

Prezzo: € 20,00

Cartaceo

In vendita dal 21 settembre 2021

GRAN BRETAGNA, PRIMA METÀ DELL’OTTOCENTO. Dorothea Truelove è giovane, bella e ricca. Ruth Butterham è giovane, ma povera e consumata da un segreto oscuro e terribile. Un segreto che rischia di condurla alla forca. I loro destini si incrociano alla Oakgate Prison, dove Ruth è rinchiusa in attesa di processo per omicidio e dove Dorothea si dedica ad attività caritatevoli; soprattutto, qui la ragazza trova il luogo ideale per mettere alla prova le neonate teorie della frenologia – secondo cui la forma del cranio di una persona spiega i suoi peggiori crimini – che tanto la appassionano.
L’incontro con Ruth fa però sorgere in lei nuovi dubbi, che nessuna scienza è in grado di risolvere: è davvero possibile uccidere una persona usando solo ago e filo? La storia che la prigioniera ha da raccontare – una storia di amarezze e tradimenti, di abiti belli da morire – scuoterà la fede di Dorothea nella razionalità e nel potere della redenzione.
Per tutti gli amanti della letteratura gotica, un racconto da brivido dedicato al male celato dietro il volto dell’innocenza.

Dorothea Truelove è una giovane ricca e bella che si dedica alle attività caritatevoli, appassionata di frenologia. Le sue ricerche e teorie, le sue attività caritatevoli presso le carceri femminili si scontrano spesso con ciò che il padre vorrebbe per lei, per ciò che viene considerato “appropriato” per una giovane donna. All’interno della Oakgate Prison, Dorothea incontra Ruth Butterham che da una parte le consentirà di mettere alla prova la sua scienza, secondo la quale la forma del cranio potrebbe spiegare le tendenze umane a compiere crimini, ma che anche la spingerà a mettere in dubbio ciò in cui ha sempre creduto.

Le due protagoniste sono molto diverse tra loro. Da un lato Dorothea è presa alla sua scienza, dai rapporti, spesso conflittuali, con il padre, dal doloroso ricordo della madre che ha perso anni fa, con i suoi spasimanti e la società che si aspetta determinate cose da lei per il sesso e l’età. Dall’altro Ruth è accusata di un crimine che la porterà alla forca e la giovane, povera e con un orribile vissuto alle spalle, si considera un mostro, colpevole di aver ucciso, pur involontariamente, diverse persone con ago e filo. Davvero è possibile una cosa simile? La storia segue due sequenze temporali: il punto di vista di Dorothea è ambientato nel presente, mentre quello di Ruth, che narra la storia alla giovane, e al lettore, è nel passato, mentre ripercorre i traumi subiti, i lutti, le difficoltà socioeconomiche, gli abusi e soprusi e ciò che l’ha condotta in quella cella. Il racconto di Ruth è doloroso e agghiacciante e mi ha coinvolto emotivamente. La giovane narra delle difficoltà economiche della sua famiglia, delle violenze da parte delle compagne di scuola prima e delle sue padrone dopo, intrecciando la sua storia alla profonda convinzione di possedere un potere, di riuscire a inculcare negli abiti che tesse tutta la sua rabbia, il risentimento, l’odio e la gelosia e così colpire fisicamente chi li indossa.

Ho trovato questa storia molto particolare. Mi ha colpito il personaggio di Ruth, con la sua rabbia, gelosia e desiderio di rivalsa e vendetta, così come il suo senso di colpa e il suo dolore. Mi è piaciuto il modo in cui il romanzo è stratificato, con i due punti di vista che, non solo rappresentano il passato e il presente, ma anche le nette differenze socioeconomiche delle due protagoniste.

Ci sono, però, alcune cose che non mi hanno convinta. L’ambientazione è della Londra Vittoriana, il libro pubblicizzato per “gli amanti della letteratura gotica”, ma non ho riscontrato molte caratteristiche della letteratura gotica e l’ambientazione è accennata molto superficialmente. Per quanto riguarda la trama, l’ho trovata interessante e mi è piaciuto il modo in cui le storie di Dorothea e Ruth si sono intrecciante. Per la caratterizzazione, per quanto abbia adorato Ruth e l’abbia trovata intrigante e complessa come personaggio, non posso dire lo stesso di Dorothea. Ho trovato il suo personaggio molto distaccato, certe volte ossessivo e non mi è piaciuta la sua passione per la frenologia (ma questo riguarda più me che il personaggio, devo ammettere). Il suo punto di vista mi ha spesso annoiata, i suoi capitoli non mi hanno coinvolta, ho trovato molto superficiali e, certe volte, egoistiche, le sue preoccupazioni, il suo oscillare tra David e l’altro pretendente e il risentimento nei confronti della nuova compagna del padre, nonostante siano servite come contrasto con i problemi decisamente più reali di Ruth. Viene accennata, anche se non molto approfondita, la netta separazione tra poveri e ricchi e gli abusi subiti sia in quanto donne che in quanto povere.

Nonostante ciò il romanzo è intrigante, Ruth è un bellissimo personaggio e mi è molto piaciuta la tensione tra il reale e il fantastico e come, fino alla fine, sia Dorothea che il lettore attraverso di lei, non sanno se credere o meno nei poteri di Ruth. Il costante dubbio, se la giovane fosse pazza o avesse poteri magici, il racconto fino al travolgente finale, tutto mi ha abbastanza colpito. Non posso, però, per le cose elencate poco sopra, dare un punteggio alto, quindi per me il romanzo è da 3 stelle.

Date un’occhiata alle altre tappe del review party! Ecco a voi il calendario!