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Mexican Gothic di Silvia Moreno-Garcia- Review party

Benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a Mexican Gothic di Silvia Moreno-Garcia! Un grazie ad Ambra per aver organizzato l’evento e aver creato le meravigliose grafiche e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Disponibile su:    

Genere: Gialli e Thriller

ISBN: 9788804742142

348 pagine

Prezzo: € 18,00

Cartaceo

In vendita dal 2 novembre 2021

Noemí Taboada riceve una lettera angosciata e delirante da sua cugina Catalina, che ha appena sposato un inglese altolocato e che implora il suo aiuto. E così si reca a High Place, una tetra dimora sperduta tra le montagne del Messico.
Noemí è poco credibile nei panni della crocerossina: è una raffinata debuttante, più adatta ai cocktail party che alle indagini poliziesche, ma è anche caparbia, sveglia, e non si lascia intimorire facilmente: certo non dal marito di Catalina, uno sconosciuto dall’aria sinistra ma intrigante; né dal padre, l’anziano patriarca che sembra particolarmente attratto da lei; e neppure dalla casa, che inizia a invadere i suoi sogni con visioni di sangue e sventure.
Il suo unico alleato in questo luogo inospitale è il più giovane membro della famiglia. Ma forse anche lui ha un oscuro segreto da nascondere.
Mentre dal passato riemergono storie di violenza e follia, Noemí viene lentamente risucchiata in un mondo terrificante e seducente al tempo stesso. Un mondo dal quale potrebbe essere impossibile fuggire.

TW: omicidio, morte, stupro, tentato stupro, cannibalismo, incesto.

Noemì Taboada è una raffinata debuttante e conduce una vita dorata tra feste, amici, flirt e i suoi studi, nonostante sembri cambiare spesso idea su cosa voglia studiare, interessandosi, al momento, all’antropologia. Quando riceve una lettera delirante da parte di sua cugina Catalina, che implora il suo aiuto e che afferma suo marito la stia avvelenando, Noemì decide di correre da lei. A High Place, una casa dall’aspetto lugubre e trasandata, Noemì si scontra immediatamente con i suoi abitanti e le loro regole, come restare in silenzio durante la cena, abbassare la voce, non fare domande e non fumare. Noemì con i suoi vestiti, la sua vitalità e curiosità si ritrova a sentirsi come un pesce fuor d’acqua, ma è determinata a scoprire cosa stia succedendo a sua cugina e come aiutarla, anche se ciò significa scontrarsi con il marito della donna, Virgil, affascinante e spaventoso, con Florence, che si occupa della casa con fermezza e severità e con il patriarca della famiglia, Howard, che è stranamente e in maniera inquietante affascinato da lei. L’unico alleato sembra essere Francis, il più giovane e timido della famiglia. Quando Noemì inizia ad essere affetta da incubi e visioni, prende la decisione di scoprire cosa stia accadendo in quella casa, quali sono i suoi segreti e cosa nasconde quella famiglia. Prima di restare prigioniera lì per sempre.

Mexican Gothic è un magnifico fantasy gotico femminista, ambientato in una lugubre casa con i suoi misteri, infettata da fantasmi e violenza. La protagonista principale è Noemì, che si ritrova in una situazione e in un mondo lontanissimo da quello cui è abituata, fatto di silenzio, bugie e violenza. Noemì è, però, coraggiosa, determinata e brillante e, affezionatissima alla cugina Catalina, è disposta a tutto pur di salvarla e scoprire i segreti di quel luogo. Noemì si ritrova in un mondo, in un’abitazione, dove sono gli uomini a dominare e controllare ogni cosa, o meglio, il patriarca Howard e lei si scontra sin dall’inizio con le regole e misteri, rifiutandosi di cedere, di abbassare la testa e determinata a salvare se stessa e la cugina da una casa che è diventata, rapidamente, una prigione, quasi fosse viva e non volesse lasciarle andare.

In Mexican Gothic è presente una battaglia tra uomini e donne che lottano per la loro indipendenza e libertà, nel Messico degli anni ’50. Noemì lotta contro ciò che i suoi genitori si aspettano da lei, contro la madre che è convinta che le donne debbano seguire una determinata strada, da debuttante a moglie, senza continuare gli studi, contro suo padre che la considera troppo incostante e che è disposto a lasciarla iscriversi all’Università Nazionale se dovesse riuscire a salvare la cugina. Interessante e inquietante rendersi conto di quanto la libertà femminile sia limitata, anche e soprattutto da sposate, come, ad esempio, la sorte di Catalina che viene decisa dal marito, dal medico e dal suocero.

Nonostante la presenza maschile che lotta in tutti modi per sminuire e ostacolare la libertà femminile, le donne in Mexican Gothic sono forti, testarde e coraggiose, determinate ad affermare se stesse, con i loro piani e le loro scelte e intrighi. Da Agnes a Ruth, che lottano contro i valori e le tradizioni della famiglia, a Catalina e Noemì, queste donne sono disposte a tramare, uccidere, scappare per ottenere la loro libertà e fare le scelte giuste. Inoltre è anche una lotta tra ricchi e poveri, le differenze socioeconomiche lampanti, se si pensa al modo in cui la famiglia Doyle tratta i loro minatori, soprattutto se messicani e la noncuranza nei confronti delle loro sofferenze. In un ciclo costante di violenza, mistero e sangue, Noemì lotta per essere libera e salvare le persone che ama e che ha imparato ad amare.

Uno degli aspetti che ho amato di Mexican Gothic è l’ambientazione, che mi ha ricordato moltissimo Cime tempestose e altri libri gotici, con la sua nebbia, posti inquietanti, domestici silenziosi, incubi, misteri raccapriccianti, con una protagonista e eroina cocciuta e coraggiosa. Singolare è la casa stessa, quasi un personaggio a sé stante, con le sue azioni e desideri, una prigione, una gabbia e un organismo vivente al tempo stesso. Interessante è il personaggio di Francis, il figlio più piccolo, che è disposto a sfidare la sua famiglia e le loro tradizioni pur di fare la cosa giusta, desiderando vedere il mondo e scappare da una casa che è diventata per tutti una prigione, i cui abitanti, volenti o nolenti, sono prigionieri e bloccati in un ciclo di violenza e sangue. Catalina è la prima, seguita da Noemì, a sconvolgerlo, rifiutandosi di essere usate e oggettificate dagli uomini della casa. Le donne, viste e usate come oggetti e considerate in quanto mogli e madri, è un concetto contro il quale Noemì lotta sin dall’inizio.

Nonostante siano presenti personaggi maschili positivi, in Mexican Gothic sono le donne le vere protagoniste. Brillanti, testardi, complesse spiccano all’interno della storia e si rifiutano di condividere il palcoscenico con nessun altro. Lottando contro l’oggettificazione delle donne, che lottano per il loro diritto di avere scelte ed essere libere, Mexican Gothic è ricco di personaggi forti e determinati, presenta un mistero intrigante e un’ambientazione affascinante, seppur inquietante. Consiglio questo libro a coloro che amano un buon mystery, forti personaggi femminili, lotta contro il patriarcato e la volontà di farsi valere.

Eccovi il calendario! Date un’occhiata anche alle altre tappe!

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La confraternita delle streghe di Kass Morgan e Danielle Paige- Review party

Buonsalve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a La confraternita delle streghe di Kass Morgan e Danielle Paige. Un grazie enorme, come sempre, alla fantastica Ambra che l’ha organizzato e ha creato le stupende grafiche e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Kass Morgan – Paige Danielle
pubblicato da Mondadori

Traduttore M. C. Scotto di Santillo


La Kappa Rho Ni non è una confraternita come le altre. Non solo perché è la più potente ed esclusiva del campus. E nemmeno perché tutte le ragazze che ne fanno parte sono bellissime, intelligenti e ambiziose. Il vero motivo è che quelle studentesse nascondono un segreto. Sono tutte streghe. Scarlett Winter ha sempre saputo di esserlo ed è determinata a diventare la presidentessa della confraternita, come prima di lei lo sono state sua madre e sua sorella. L’unico ostacolo è un terribile segreto del suo passato che, dovesse venire alla luce, le farebbe perdere tutto… Vivi Devereaux, invece, non ha idea di essere una strega e non ha mai vissuto abbastanza a lungo in un luogo per riuscire a costruire dei rapporti duraturi. Per lei, entrare a far parte della Kappa Rho Ni significherebbe trovare un posto in cui sentirsi finalmente a casa. E per questo è disposta a tutto pur di riuscirci. Peccato che sulla sua strada trovi Scarlett, assolutamente convinta che lei non sia per nulla adatta a diventare una “sorella”. Quando però un potere malvagio inizia a manifestarsi nel campus, le ragazze si trovano costrette a mettere da parte le loro rivalità per salvare le compagne. Qualcuno, infatti, ha scoperto il segreto della confraternita ed è intenzionato a fare il possibile per vedere bruciare tutte quelle streghe…

Dopo aver trascorso anni trasferendosi da un posto all’altro, senza riuscire a creare rapporti duraturi e seguendo la particolare madre da una città all’altra, Vivi è determinata a far sì che il Westerly College di Savannah diventi un luogo dove potersi finalmente sentire a casa. Quando si ritrova a partecipare alla festa delle Kappa Rho Ni ed ad essere affascinata dalla confraternita femminile, Vivi non solo scopre l’esistenza di un mondo dove le streghe esistono, ma che lei possiede poteri magici dei quali ignorava l’esistenza. Determinata a capirli e a far parte di quel mondo e di quella confraternita, Vivi è disposta a tutto, anche a scontrarsi con la sua nuova “sorella”, Scarlett, convinta che lei non sia adatta a quel mondo. Ben presto entrambe verranno a conoscenza dell’esistenza di pericoli mortali in agguato e che servirà l’aiuto di tutte per proteggersi da chi vuole far loro del male.

La confraternita delle streghe è un libro davvero molto avvincente e scorrevole e che si divora in pochissimo tempo, o almeno è stato così per me. Sono stata trascinata immediatamente nell’atmosfera affascinante del college di Westerly, nella curiosa e intrigante confraternita, i cui membri sono chiamati Corvi (da cui il nome originale del libro, “The Ravens”). Tra lezioni (poche), flirt (tanti), feste e incantesimi, la vita di Vivi verrà stravolta, aprendole nuove porte, spingendola a conoscere lati di se stessa, del suo passato e della sua stessa famiglia che ignorava.

La storia è narrata da due punti di vista, ben distinti l’uno dall’altro, quello di Vivi e di Scarlett, che presentano al lettore due visioni diverse della storia. Da un lato Scarlett, con la sua conoscenza della magia e di come funziona il mondo del college e dall’altro Vivi, che, come il lettore stesso, ignora sia le dinamiche socioeconomiche del luogo, sia magia e incantesimi. Le due giovani non possono essere più diverse e il loro rapporto sarà complicato sin dall’inizio, soprattutto per motivi di cuore. Scarlett appartiene a un mondo fatto di glamour, potere e ricchezza, con le sue amicizie, la sua magia, il suo ragazzo e un destino, apparentemente, già scritto. Tramite il suo punto di vista il lettore entra in contatto con il mondo affascinante della confraternita, apprendendone il passato, le dinamiche e anche la storia di Scarlett, con i suoi legami, le aspettative della famiglia, i suoi desideri e il bisogno, quasi, di aver tracciato già la propria rotta, cosa che, nel corso nel libro, la porterà a scontrarsi con la realtà. Vivi, d’altro canto, contrasta nettamente sia con Scarlett che con il resto dei Corvi della confraternita, per il modo di vestire e muoversi e la sua ingenuità. Grazie anche all’aiuto delle nuove reclute, tra cui l’amica Ariana, la giovane lotterà e imparerà a integrarsi e, tramite il suo punto di vista, il lettore viene coinvolto nel mondo magico, tra incantesimi, formule, rime, esercitazioni, iniziazioni e prove e potrà seguirne la crescita e maturazione.

Il mondo accademico, lo studio fanno solo da sfondo alla confraternita e al legame che si instaura, o che si è già instaurato nel caso di Scarlett, Tiffany e Dahlia, tra i personaggi, la forte sorellanza tra le giovani, gli incantesimi, il loro mondo che sembra iniziare e concludersi all’interno della loro casa. Almeno finché il mondo esterno non inizia a presentare minacce disposte a distruggere le loro vite. L’elemento della minaccia, dell’aggressione, della morte contrasta nettamente con la magia, apparentemente, innocua che Vivi pensava di trovare nei Corvi. Viene spalancato, così, un mondo fatto di vendette, bugie e segreti che rischiano di compromettere ogni cosa e che cambieranno la storia di molte giovani.

Ho trovato questo romanzo davvero travolgente e mi è molto piaciuta la caratterizzazione dei personaggi e come crescano nel corso della storia. Vivi, che all’inizio sembrava molto ingenua, soprattutto nei rapporti interpersonali e a causa della sua storia, diventa più certa e sicura di sé, traendo forza non solo da ciò che ha imparato da se stessa, ma anche dal legame con le altre ragazze. Scarlett, invece, l’ho trovata abbastanza snob e, anche se in maniera molto diversa da Vivi, sempre ingenua, ma ho potuto apprezzare il suo sviluppo e come abbia imparato dalle circostanze e dai rapporti interpersonali. D’altro canto, ho adorato anche la presenza delle altre streghe, come Ariana, Tiffany, Sonali. Sebbene i personaggi maschili siano solo due, Mason e Jackson, e che spicchino in maniera positiva, La confraternita delle streghe è un romanzo che ruota e si focalizza sulle donne, sul legame tra loro, sulla sorellanza che non viene imposta, ma creata e nutrita nel tempo.

Lo stile di scrittura è semplice, molto coinvolgente, intervallando momenti divertenti e dolci a tragici e tristi, riflessioni e battute, conducendo i personaggi e il lettore con loro all’interno della storia sin dalla prima pagina. Sono molto colpita da questo romanzo. Non lo ritengo un capolavoro, avrei evitato i molti momenti di ingenuità da parte di Vivian, legati al fattore romance che non mi è piaciuto particolarmente, ma nel complesso la storia è deliziosa, intrecciando incantesimi e magia ad amicizia e indagini, misteri e segreti. Un buon libro, davvero consigliato.

Ecco a voi il calendario delle altre recensioni!

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Il paese del buio di Melissa Albert- Review Party

Buonsalve e benvenut* alla tappa del review party dedicato a Il paese del buio di Melissa Albert! Grazie mille, Maria Cristina, per aver organizzato l’evento e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state influenzate in alcun modo.

Autore: Melissa Albert
Editore: Rizzoli
Collana: Narrativa Ragazzi
Anno edizione: 2021
Il bosco era solo l’inizio.
Alice è scappata dal mondo fiabesco di Hazel Wood, e ora lei e gli altri abitanti dell’Oltremondo sono sbarcati a New York, alla ricerca di una vita non magica. Ma condurre un’esistenza totalmente umana non è semplice per Alice. Come si dice, si può togliere Alice dall’Oltremondo, più difficilmente l’Oltremondo da Alice. Ci riuscirà? Non sarà facile: dovrà scoprire chi è a uccidere e mutilare i profughi del suo vecchio mondo, affrontare un potentissimo vecchio nemico, fare i conti con la propria doppia (anzi, tripla) identità, e ultimo ma non ultimo salvare – con il sempre provvidenziale aiuto di Ellery Finch – il nostro povero mondo reale.

Il paese del buio inizia un anno dopo gli eventi del primo libro. Alice è libera dalla propria storia, lontana dall’Oltremondo, salvata e aiutata da Ellery Finch e dalla propria testardaggine. Alla fine del primo libro si ritrova sulla Terra, dopo essere scomparsa da due anni e ora lotta per condurre una vita normale. Desidera essere una ragazza come tante, diplomarsi, lavorare, vivendo con la madre Ella. La sua fuga dall’Oltremondo, però, ha suscitato una reazione a catena, spingendo altre Storie a fare lo stesso e ora il regno, svuotato man mano dai suoi abitanti, sta morendo. Coloro che sono fuggiti da lì ora vivono sulla Terra, cercando di ambientarsi, facendo incontri e andando avanti. La presenza di Dafne, però, un’altra ex Storia e sovversiva, costringe Alice a scegliere tra i due mondi e sceglie quello cui appartiene la madre Ella. Quando alcuni abitanti dell’Oltremondo vengono uccisi, in un modo che ricorda in maniera inquietante quello di Alice, tramite il ghiaccio, la giovane è sospettata e quando inizia a ricevere lettere da una persona che credeva persa per sempre, la vita di Alice è stravolta.

Il paese del buio, sequel di Oltre il bosco, è la conclusione perfetta e travolgente di una storia molto originale ed evocativa. Un mix di fantasy, thriller, un’indagine per omicidio, favole dark e raccapriccianti ed è assolutamente unico. La storia viene raccontata da due punti di vista, quello di Alice e di Ellery Finch e le loro vicende si muovono in maniera quasi parallela, intrecciandosi, precedendosi e anticipandosi. Quella di Alice, sulla Terra, che si ritrova a indagare sugli omicidi e a capire chi stia cercando di incastrarla o di ucciderla e quella di Ellery che, dopo aver visto l’Oltremondo morire, ha deciso di continuare a viaggiare con una misteriosa compagna, alla ricerca del famigerato Paese del buio, la cui favola viene raccontata parallelamente dai due protagonisti. Nel corso dell’intero libro, le storia di Alice e Ellery scorrono su binari diversi, connessi da lettere magiche e coincidenze, attraversando mondi e tempi. Esattamente come il primo volume, Il paese del buio presenta favole dark, come quella di Ilsa, Il paese del buio, favole raccapriccianti, affascinanti e pericolose e, come Oltre il bosco, Alice è coinvolta in un mondo dove le favole esistono e dove le storie, e le Storie, sono in grado di uccidere.

Il paese del buio si compone come un mosaico, un puzzle visto da due punti di vista fino a ottenere l’immagine completa. Composto da tracce, mondi, indizi, morti, sangue e storie, è la conclusione perfetta e ideale per questa storia originalissima ed è stato davvero intrigante vedere la vita di tutti i giorni intrecciarsi con favole, Storie e misteri. Nel secondo volume è chiaro quanto i personaggi principali siano cresciuti, cambiati, Alice è più consapevole del mondo, anzi, dei mondi, che la circondando e se si ritrova travolta da entrambi, è sempre guidata dall’amore della madre a compiere la scelta giusta. Il suo rapporto con Ellery è particolare, soprattutto dopo la fine burrascosa del libro precedente e stavolta appare più presente, sviluppandosi tramite lettere e pensieri e con i due giovani che, stavolta, sono disposti a darsi una possibilità. Ho trovato molto realistico il desiderio di Ellery di visitare e viaggiare e ho amato il modo in cui tutto si collega e come il finale non sia né estremamente felice né triste, ma speranzoso e abbastanza realistico.

Ho amato tornare nel mondo di Alice e Ellery, nell’Oltremondo e venire travolta dall’ambientazione affascinante ed evocativa, dalle storie e Storie. Come il viaggio, psicologico e fisico, dei due protagonisti, Il paese del buio è quasi una spinta alla scoperta, al viaggio, una celebrazione della fantasia, l’immaginazione e l’amore. Meraviglioso poter tornare a viaggiare con loro, venire travolta dalle fiabe e dalle ambientazioni evocative e inquietanti, dai mostri, sogni e desideri. Una conclusione magnifica e i personaggi resteranno con me ancora a lungo, perché è davvero difficile lasciarli andare e tornare alla realtà.

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Ponte di anime di Victoria Schwab- Review party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a Ponte di anime della magnifica Victoria Schwab! Grazie, Ambra, per aver organizzato, per le grafiche stupende e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Autore: Victoria Schwab
Traduttore: Marina Calvaresi
Editore: Mondadori
Collana: Oscar fantastica
Anno edizione: 2021
È lei che insegue gli spettri, o è il contrario?
Sia come sia, Cass potrebbe avere un talento per scovare gli spiriti inquieti. Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, è sopravvissuta a due città infestate mentre era in viaggio per il programma televisivo dei suoi genitori. Tuttavia nulla potrebbe prepararla a quel che la attende a New Orleans, un luogo che pullula di antiche magie, società segrete e terrificanti sedute spiritiche. Ma la sorpresa più terribile è un nemico che Cass non avrebbe mai sospettato di dover affrontare: un messaggero della Morte in persona. Sarà all’altezza della sfida? E a cosa dovrà rinunciare per vincerla?

Buonsalve ed eccoci con la recensione del terzo (per ora) volume delle avventure di Cassidy Blake! Dopo la fine misteriosa e piuttosto inquietante del libro precedente, Tunnel di ossa, Cassidy non ha tempo di riprendere fiato e subito lei, i suoi genitori, il gatto Grim e l’amico fantasma Jacob sono pronti (più o meno) per una una nuova tappa: New Orleans. In una città ricchissima di storia e di magia, di fantasmi, sedute spiritiche, società segrete, Cassidy dovrà affrontare nientepopodimeno che l’Emissario della Morte, un messaggero pronto a tutto per ristabilire l’ordine naturale delle cose. Cassidy sarebbe dovuta morire, ma è stata salvata da Jacob e in quanto Traversante ha attirato la sua attenzione. Cosa dovrà fare per liberarsene? A cosa sarà costretta a rinunciare?

Credo che Ponte di anime sia, finora, il mio preferito di questa saga, soprattutto per l’ambientazione. Come è accaduto nei libri precedenti, l’autrice ha un modo straordinario di coinvolgere il lettore e trascinarlo nella storia, nei luoghi visitati, sentendo l’atmosfera che circonda i personaggi. Tramite Cassidy e Jacob, grazie ai genitori della giovane, alla guida del luogo Lucas, il lettore visita cimiteri e inquietanti ville, stanze di sedute spiritiche, assistendo a una particolarmente travolgente, apprendendo la storia ricca, a tratti dolorosa e triste, ma affascinante di New Orleans, tra incendi, morti, spiriti e via discorrendo. Ho sempre voluto visitare le città presenti in questa saga e mi è piaciuto moltissimo poterle conoscere meglio, in modo molto originale. Se esistesse davvero lo show dei genitori di Cassidy e i loro libri ne sarei una grandissima fan.

La storia della città, con i suoi spiriti e le tappe interessanti che i genitori di Cassidy raccontano a lei, e al lettore stesso, s’intreccia con la vicenda della giovane e del suo scontro, fuga e resa dei conti con un messaggero della morte stessa. La conoscenza di Cassidy del mondo paranormale (e quella del lettore con lei) s’allarga, tramite anche l’incontro con una società segreta, nominata in precedenza, la presenza e l’aiuto di Lara e di personaggi dotati di conoscenze e poteri particolari. Come avvenuto nei libri precedenti, spicca moltissimo il legame che Cassidy ha instaurato con Jacob, nonostante sia condito dalla preoccupazione per il potere acquisito dallo spirito nel corso del tempo e viene sottolineato e sviluppato anche quello tra Cassidy e Lara che si ritrovano, fisicamente stavolta, ad affrontare insieme una nuova minaccia e a consolidare la loro amicizia.

Lo stile della scrittrice, i personaggi creati, l’ambientazione, tutto è magnifico, ben scritto e sviluppato e questa saga è una delle mie preferite. Fughe rocambolesche, scoperte scioccanti, momenti divertenti e inquietanti, tesi e tristi, riempiono questo terzo libro che si divora in pochissimo tempo e che consiglio assolutamente.

Se siete fan della Schwab, o se volete una lettura inquietante per Halloween (ma anche in tutti gli altri periodi dell’anno, obiettivamente), questo libro è perfetto per voi!

Date un’occhiata alle altre recensioni, qui il calendario!

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Cemetery Boys di Aiden Thomas- Review Party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a Cemetery Boys di Aiden Thomas. Un grazie enorme ad Ambra per aver organizzato l’evento, per le bellissime grafiche e alla casa editrice per una copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Disponibile su:    

Genere: Fantascienza e Fantasy

ISBN: 9788804739661

408 pagine

Prezzo: € 20,00

Cartaceo

In vendita dal 26 ottobre 2021

YADRIEL HA EVOCATO UNO SPIRITO, E ORA NON RIESCE PIÙ A LIBERARSENE.
Yadriel è un ragazzo trans, ma i suoi – una famiglia latinx molto tradizionalista – faticano ad accettarlo. Lui, però, è determinato a dimostrare loro di essere un vero brujo e con l’aiuto di Maritza, sua cugina­ nonché migliore amica, decide di celebrare da solo il rituale dei quinces, ritrovare il fantasma di suo cugino Miguel, morto assassinato, e liberarlo nell’aldilà.
Ma il fantasma che evoca è quello di Julian Diaz, il bello e dannato della scuola, il quale non ha alcuna intenzione di tornarsene buono buono tra i morti. Anzi è ben deciso a scoprire cosa gli è successo e a chiarire alcune questioni lasciate in sospeso. Yadriel, che d’altronde non ha molta scelta, accetta di aiutare Julian, in modo che entrambi possano ottenere ciò che desiderano. Solo che, più tempo passa con lui, meno ha voglia di lasciarlo andare.

Noi persone queer siamo come i lupi. Ci muoviamo in branco.

Se mi conoscete, online o offline, sapete quanto io abbia amato e ami questo libro. Cemetery Boys è uno dei miei libri preferiti ed ero sia spaventata che al settimo cielo quando ho scoperto che sarebbe stato tradotto. Spaventata, anzi, preoccupata, per le desinenze e come sarebbero state usate, se correttamente o meno. Sono stata piacevolmente sorpresa, quindi, quando ho letto le note della traduttrice, che ha parlato di come, “in spagnolo si usi la desinenza neutra “x”, come alternativa proposta, mentre, in italiano, una delle alternative neutre proposte dal movimento per il linguaggio inclusivo, sia la schwa per il singolare (ǝ) e la schwa lunga per il plurale (з) e usando desinenze “tipiche” di ogni lingua, invece che di uniformare. Sono presenti “combinazioni” di desinenze neutre, come “lз brujx”, coerentemente con la lingua in cui compare la desinenza.” In conclusione, devo ammettere che ho trovato la traduzione molto ben fatta e rispettosa e ho adorato rileggere per l’ennesima volta questo libro magnifico.

Cemetery Boys è il tipo di libro che non vuoi che finisca, che rileggeresti, e rileggi, ancora e ancora, memorizzando citazioni, sorridendo e appassionandoti alle vicende dei personaggi perché è impossibile non sentirsi coinvolti e amarli tutti. Il tipo di libro che devi finire di leggere perché hai bisogno di sapere cosa accadrà e il libro che vorresti gustarti lentamente, perché non vuoi abbandonare quel mondo pieno di magia, di personaggi complessi e straordinari e dei quali vuoi sapere ogni cosa. Ho adorato e adoro Cemetery Boys e ha tutto ciò che si potrebbe mai desiderare: colpi di scena, personaggi ben scritti e sviluppati, tematiche affrontate alla perfezione, cugine simpatiche, un gatto adorabile, cani affettuosi e due ragazzi che sono dei cinnamon rolls.

La storia è bellissima, struggente e dolce ed esplora l’identità trans Latinx, il folklore Latinx e le sue leggende, ingiustizie razziali e classiste, pregiudizi e via discorrendo, una lettura molto importante. Un libro che tratta dell’importanza di essere se stessi, amarsi e accettarsi e le difficoltà incontrate durante questo percorso. Cemetery Boys è una storia d’amore queer, un mistero da risolvere, il tutto in una corsa contro il tempo.

La trama è coinvolgente, la storia piena zeppa di personaggi ricchi e pieni di energia, complessi e molto realistici. Ho amato moltissime cose di questo libro. Una delle cose che mi ha coinvolto sin dall’inizio è lo stile di scrittura di Aiden Thomas, che è fenomenale. Aiden Thomas ha scritto un libro così realistico che è quasi possibile assaggiare e annusare il mondo di Yadriel, quasi vedere gli spiriti che popolano il cimitero, la magia, la cucina, quasi seguire Yadriel, Maritza e Julian nel loro viaggio. Il worlbuilding è evocativo e ben scritto, ricco e complesso ed è stato molto interessante poter imparare cose sulla cultura Latinx, le leggende, i miti, sulla comunità brujx, i poteri e via discorrendo. Affascinante e confortante anche la loro visione della vita e della morte, che ho trovato bellissima.

I personaggi sono ben scritti e sviluppati e mi sono immediatamente affezionata a loro. Yadriel è il protagonista principale, è un ragazzo trans, gay e lotta per essere accettato dalla sua famiglia e dalla comunità brujx sia in quanto ragazzo che brujo. Brillante, testardo, un po’ introverso e timido, Yadriel è costantemente combattuto tra il desiderio di essere se stesso, di essere accettato e l’amore per la sua famiglia. Stanco di combattere, di essere la pecora nera della famiglia, è stato un piacere poter leggere di lui. Compagna di avventure, Maritza è la cugina di Yadriel, sempre pronta a supportarlo e a combinare guai ed è ferocemente leale. Ho amato la relazione che c’è tra lei e Yadriel e quella che si instaura con Julian, fatta di battibecchi, prese in giro e risate. Il terzo e ultimo protagonista è Julian ed è impossibile non amarlo sin dall’inizio. Testardo, chiassoso, senza filtri, ho riso di cuore leggendo i suoi modi di dire, sbagliati, ho sorriso pensando a quanto fosse ferocemente leale e affezionato ai suoi amici e mi sono sciolta nel leggere come la sua relazione con Yadriel sboccia e prosegue nel corso della storia.

La presenza di Julian mette sottosopra la vita, già complicata, di Yadriel che, non solo vuole trovare lo spirito di suo cugino Miguel e liberarlo, provando di essere un brujo, ma che si ritrova trascinato nella vita…anzi, nella morte di Julian, a indagare su cosa sia successo e a mettere insieme i pezzi di un mistero che coinvolgerà e stravolgerà tutti. Uno degli aspetti più dolci e divertenti del libro è il rapporto che si instaura tra Yadriel e Julian, un rapporto che è complesso, ben scritto e ho amato il modo in cui i due personaggi imparano a fidarsi l’uno dell’altro, a confidarsi, aiutarsi ed amarsi, soprattutto visto e considerato quanto siano totalmente diversi. Yadriel e Julian imparano ad accettarsi, a volersi bene e a tenere l’uno all’altro, aprendosi gli occhi a vicenda sull’importanza di accettarsi, sulle relazioni e i sentimenti. Ho amato leggere le loro interazioni, ho riso, mi sono commossa e sono davvero indimenticabili.

Il libro affronta una serie di importanti tematiche, come il bullismo, la trasfobia, deadnaming. Yadriel lotta per essere visto e accettato sia in quanto ragazzo che brujo, stanco di perdonare e giustificare chi, pur senza volerlo (come nel caso della sua famiglia) lo ferisce. La famiglia, quella trovata negli amici e la biologica, è un tema molto presente all’interno della storia e l’autore ha descritto in modo molto realistico le interazioni tra i suoi componenti, tra genitori e figli, nonne e nipoti, fratelli, zie e cugini, tra incomprensioni, litigi, prese in giro. La difficoltà che riscontra Yadriel è proprio quella di essere se stesso in una famiglia, e comunità, molto tradizionale, che lotta tra tradizioni e cambiamenti.

In un libro molto stratificato, l’autore, tramite la famiglia di Julian e ciò che accade a Miguel, affronta anche tematiche come l’abuso familiare, gangs, ingiustizie sociali, razziali e classiste, i pregiudizi e quanto possano essere sbagliati e dannosi. Affronta il dolore e la difficoltà di accettarsi e venire accettati e visti, l’importanza di essere se stessi e fieri, il legame fortissimo presente tra amici e famiglia e una storia d’amore importante e forte.

In conclusione, consiglio questo libro a chiunque voglia innamorarsi di una storia con personaggi realistici e straordinari, una storia queer molto particolare, a chi voglia essere trasportato in un mondo popolato da spiriti, dee e dei, cinnamon rolls, famiglia e amore.

Potete trovare la recensione che scrissi in inglese, l’anno scorso sul mio goodreads. Le altre le trovate qui, seguendo questo calendario!

Pubblicato in: Approfondimento, As Travars-Recensioni

Realm Breaker di Victoria Aveyard- Review party

Benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a Realm Breaker di Victoria Aveyard! Un grazie enorme a Maria Cristina per aver organizzato l’evento e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state influenzate in alcun modo.

Autore Victoria Aveyard
Editore Mondadori
Collana Fantastica
Formato Rilegato
Pubblicato 19/10/2021
Pagine 396
Traduttore F. Santi


Un’oscura presenza si sta facendo largo nel Regno di Allward. La percepisce persino Corayne, figlia della pirata Meliz an-Amarat, che pure è costretta dalla madre a vivere in uno sperduto e tranquillo villaggio sulla costa, mentre sogna un futuro pieno di avventure per mare. Quel che Corayne ancora non sa è che il destino sta per bussare alla sua porta. La sua esistenza, infatti, viene sconvolta il giorno in cui un Avo, creatura mitica e immortale, e un’assassina letale come poche altre al mondo, le fanno visita. I due hanno affrontato un viaggio pericoloso per trovarla e per chiederle aiuto. Un uomo assetato di potere, infatti, sta mettendo insieme un esercito mai visto prima ed è più che mai determinato a sradicare le fondamenta del loro mondo per ridurlo in cenere. Con il cuore ricolmo di veleno e la mano armata da una spada rubata, e potentissima, è pronto a tutto pur di raggiungere il suo scopo. Solo Corayne può fermarlo. Perciò la ragazza, accompagnata da un improbabile e riluttante gruppo di alleati, uno scudiero, un immortale, un’assassina e una strega, si avventura in una missione disperata. Ma proprio nel caricarsi il destino del mondo sulle spalle, imboccherà la strada per trovare finalmente se stessa e scoprire la magia che le scorre nelle vene.

Ambientato in un mondo fantastico, dove il passato e il presente s’intrecciano, dove creature immortali lottano per salvare un regno immenso e complesso, dove spade magiche possono aprire mondi paralleli, una giovane si ritrova il peso del mondo sulle proprie spalle. Corayne è la figlia della pirata Meliz an-Amarat e da sempre anela di viaggiare, di allontanarsi dalla sua città, di vedere il mondo, lottando contro la volontà di sua madre, che non vuole appoggiare i suoi desideri. Quando una creatura immortale, un Avo, le rivela che è figlia di un guerriero, che ha sangue Spectrum nelle vene e ha il potere di usare una spada speciale e di salvare il regno da un’invasione di un esercito disposto a distruggere tutto sul suo cammino, tutto cambia. Corayne inizierà, quindi, un’avventura che la porterà in posti e città mai conosciute prima, accompagnata da un gruppo di alleati, tra cui uno scudiero, un Avo disposto a tutto pur di proteggerla, una strega, un’assassina. Disposti a stravolgere il mondo esistente, una regina e un uomo pieno di rancore e vendetta. La storia è piena di colpi di scena, un viaggio coinvolgente che porterà i protagonisti, e il lettore con loro, a visitare città e deserti, a scoprire segreti e a lottare per salvare il regno e le vite di tutti.

Ho adorato leggere Il regno delle ceneri! Devo ammettere che è stato il primo romanzo che abbia letto di Victoria Aveyard e l’ho trovato molto coinvolgente. Il worldbuilding è molto complesso e, spesso, devo dire, un po’ confusionario e difficile da seguire. Per questo motivo, almeno geograficamente parlando, ho adorato la presenza della mappa, che mi ha permesso di seguire i loro passi. Certe volte sono state date troppe informazioni troppo in fretta e qualche volta era difficile seguire leggende, poteri e giochi politici, ma nel complesso mi è piaciuto leggere Il regno delle ceneri.

Ho molto apprezzato la caratterizzazione dei personaggi e come la storia viene narrata, con molteplici punti di vista, intrecciando protagonisti e antagonisti, luoghi diversi e interessanti scoperte. Il lettore può seguire le vicende dello scudiero Andry, dell’immortale Domacridhan, detto “Dom”, di sua cugina Ridha e della sua ricerca, della coraggiosa Corayne, dell’assassina Sorasa, della strega Valtik, della testarda regina Erida. Ogni personaggio è ottimamente caratterizzato ed è stato un piacere poter conoscere i loro sogni, speranze, paure e desideri. Mi sono piaciuti molto i diversi personaggi, soprattutto la loro complessità e le sfaccettature di ognuno. Come Andry con il suo desiderio di diventare cavaliere, proteggere la madre malata e salvare il regno, Dom con ciò che ha perduto e sua cugina Ridha con il desiderio di salvare i mortali, appellandosi a altri potenti regnanti, la misteriosa Sorasa, la cui storia sono molto curiosa di scoprire, la simpatica e strana strega Valtik. Spiccano, per me, la brillante regina Erida, assetata di potere, desiderosa di essere indipendente e di rinforzare il proprio regno, disposta anche ad allearsi con personaggi pericolosi come Taristan e, soprattutto, Corayne, che si ritrova il peso del mondo sulle spalle.

La storia è interessante, ho apprezzato le voci narranti ben amalgamate, le ambientazioni che variano dai deserti, alle città piene di statue e giardini straordinari, alla corte con i suoi intrighi, ai mostri marini e ai pirati, all’esercito di morti incapaci di essere sconfitti e via discorrendo. Un viaggio fisico e psicologico che ha coinvolto tutti i personaggi, trascinando il lettore dappertutto, facendogli trattenere il fiato per la sorpresa o i colpi di scena, sorridere leggendo alcune interazioni, sorprendendosi per altre, facendolo stare sulle spine. Sono molto curiosa di sapere cosa accadrà in seguito! Sotto potete trovare il mio approfondimento su un personaggio che ho molto adorato: Corayne!

Corayne an-Amarat è uno dei protagonisti principali di Il regno delle ceneri. Figlia di una famosa e temeraria pirata, Meliz An-Amarat, e cresciuta senza un padre, la giovane desidera viaggiare ed esplorare il mondo, ma non è mai riuscita a lasciare la città costiera dov’è nata, costretta a seguire le volontà della madre. Corayne è una giovane intelligente e intraprendente e quando due sconosciuti arrivano alla sua porta e le raccontano una storia surreale e, sfortunatamente per lei, veritiera, si ritrova investita del potere di salvare il mondo e fermare un esercito di creature spietate e difficili da uccidere. Infatti, lei è la figlia di Cortael, figlio di Antica Cor, un guerriero dell’antica stirpe, ha sangue Spectrum nelle vene e con la spada Spectrum può fermare l’antagonista Taristan. Corayne si ritrova, quindi, coinvolta in qualcosa molto più grande di lei, con una responsabilità enorme sulle spalle e l’opportunità, finalmente, di lasciare la sua città ed esplorare il mondo. Anche se non avrebbe mai immaginato di doverlo fare in quelle condizioni. Seguita e appoggiata da un gruppo molto eterogeneo di alleati, tra cui lo scudiero Andry, l’assassina Sorasa, la bizzarra strega Valtik e il testardo Avo Dom, Corayne intraprende il suo cammino, che sarà sia fisico che psicologico e che spingerà tutti, non solo lei, a maturare, crescere e cambiare nel corso dell’intero romanzo.

Corayne è un personaggio che ho molto apprezzato. Ha diciassette anni, è, come tutte le adolescenti, desiderosa di vedere il mondo, lottando contro la claustrofobia che sente, bloccata a Lemarta, protetta da Kastio, il suo guardiano. In grado di muoversi nella città portuale, tra navi, carichi e marinai, gestendo il suo libro mastro, desiderosa di mostrare alla madre il proprio valore, Corayne si sente soffocare e vuole andarsene. L’arrivo di Dom e Sorasa stravolge la sua vita, costringendola ad aprire gli occhi ad antichi poteri, regni in pericolo, eserciti di non morti e uno zio antagonista e spietato.

Una delle cose che ho adorato del suo personaggio è quanto sia estremamente realistico, nelle sue azioni e pensieri, nei suoi dubbi e paure. Corayne si ritrova il peso del mondo sulle spalle ed è un adolescente che scopre di non essere come tutti gli altri, ma contrariamente agli altri “Chosen Ones”, Corayne non cambia improvvisamente. Non scopre di avere abilità nascoste, poteri magici o diventa una guerriera abile, anzi. Resta esattamente ciò che era prima che sapesse la verità sul proprio sangue e suo padre. Corayne è un personaggio ingenuo, un po’ maldestro, incapace di lottare e di proteggersi, di usare la spada e, nonostante le sue conoscenze, apprese studiando a Lamarta, c’è molto del mondo che non conosce e ciò la fa sentire in svantaggio. Quindi si sente smarrita, non sa come comportarsi, come agire e decide di affrontare ciò che le accade man mano, pur sentendosi persa. In un lungo viaggio, che la porterà a racimolare conoscenze e diversi e bizzarri alleati, ognuno con le sue problematiche, difficoltà e desideri, Corayne si ritroverà a visitare città, palazzi, corti reali, ad apprendere cose sulle profezie, nuovi mondi e pericoli.

Stupendo il rapporto che si crea con Sorasa, che si comporta nei suoi confronti un po’ da sorella maggiore, trascinata in quella missione per denaro, ma decidendo di restare per ben altri motivi. O il rapporto con Andry, molto tenero e che ha dell’enorme potenziale, con Dom, appesantito dal lutto per la morte del padre Cortael, amico e compagno dell’Avo e disposto a tutto pur di proteggerne la figlia. Corayne, come del resto anche gli altri personaggi, cresce moltissimo nel corso dell’opera, assumendosi più responsabilità, prendendo in mano la sua vita, decidendo, nel corso del tempo e della storia, di accettare pienamente il suo ruolo in quella complessa situazione.

Ho apprezzato il suo sviluppo e sono davvero curiosa di leggere ciò che accadrà in seguito.

Ecco a voi il calendario! Passate dagli altri blog!

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La corte dei miracoli di Kester Grant- Review Party

Benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a “La corte dei miracoli” di Kester Grant. Un grazie enorme ad Ambra per aver organizzato l’evento, le bellissime grafiche e avermi coinvolta. Grazie alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Kester Grant
Editore Mondadori
Collana Fantastica
Formato Rilegato
Pubblicato 12/10/2021
Pagine 300
Isbn788804721482
Traduttore S. Brambilla

Dopo il fallimento della Rivoluzione e l’uccisione di tutti i rivoluzionari, Parigi è una città divisa in due. Accanto al reticolo di viali severi, fiancheggiati da bossi e frequentati dall’aristocrazia, prospera infatti una giungla tenebrosa popolata da sciami di mendicanti, ladri ed emarginati, teatro di crimini e miseria, un luogo oscuro e senza leggi. Qui il potere è gestito dai Miserabili, una formidabile corte di criminali divisi in nove corporazioni, chiamata la Corte dei Miracoli. Membro della Corporazione dei Ladri, Nina Thénardier può rubare qualunque cosa a chiunque. La ragazza, soprannominata la Gatta Nera, ha sfidato la sorte così tante volte da essere quasi diventata una leggenda tra i Miserabili. Eppure questo non sembra contare molto quando, ancora una volta, la sua strada si incrocia con quella di Lord Kaplan, detto Tigre, feroce capo della Corporazione della Carne. L’uomo ha messo gli occhi sulla sorella della giovane ladra e, si sa, nessuno è mai riuscito a impedirgli di ottenere ciò che vuole. Non ci è mai riuscita la Corte dei Miracoli, come potrebbe farlo Nina, sveglia certo, ma comunque una ragazza, minuta per di più? Di due cose, però, Tigre non ha tenuto conto. La prima è una regola inviolabile per tutti i Miserabili: mai, mai rubare a una ladra. E la seconda è che, quando si tratta di proteggere chi amano, le gatte sono capaci di mostrare denti e artigli e di diventare decisamente pericolose… Ispirandosi a due capolavori della letteratura di tutti i tempi, “I miserabili” di Victor Hugo e “Il libro della giungla” di Rudyard Kipling, Kester Grant tesse un’ammaliante storia di crudeltà, passione e vendetta che, attraverso le vicende della protagonista, condurrà i lettori nel ventre più oscuro di Parigi, passando per la sfavillante corte di Francia per abbracciare l’alba di una nuova rivoluzione.

Ambientata in una realtà alternativa, nel 1828, in una Parigi nella quale la Rivoluzione Francese è fallita, la città è divisa tra in due nette parti: i Viandanti Diurni, i nobili, la polizia e i Miserabili, che fanno parte di nove Corporazioni: i Ladri, i Mendicanti, gli Assassini, i Giocatori d’azzardo, i Mercenari, i Contrabbandieri, le Prostitute, i Mangiatori d’Oppio e gli Uomini di Lettere. I signori di ogni corporazione formano la cosiddetta Corte dei Miracoli, governata da leggi e regole ben precise. Eponine Thenardier, detta Nina, è la protagonista della storia, membro della Corporazione dei Ladri ed è una talentuosa ladra, conosciuta da tutti come la Gatta Nera. Nina vive in un mondo di criminali, ma regolato da leggi e regole che tutti i membri delle Corporazioni devono rispettare. Quando Ettie, sua sorella adottiva, attira l’attenzione della Tigre, il crudele e spietato capo della Corporazione della Carne, che si occupa di prostituzione e schiavitù, Nina è disposta a tutto pur di salvarla. Anche a scatenare una guerra tra le varie Corporazioni.

Ispirandosi a “I miserabili” di Victor Hugo e “Il libro della giungla” di Rudyard Kipling, Kester Grant crea un complesso e stratificato mondo criminale. Nove Corporazioni, divise dai Viandanti Diurni non solo da tradizioni, regole e differenze socioeconomiche e Nina, grazie alla sua testardaggine e determinazione si ritroverà a incontrare membri delle diverse Corporazioni, rivoluzionari e persino nobili nel tentativo di salvare non solo Ettie, ma anche sua sorella biologica Azelma, prigioniera e isolata.

La Corte dei miracoli è un libro pieno di momenti divertenti e intensi, personaggi sarcastici e leali, una storia di amore, speranza, disperazione e rabbia. In un mondo complesso e oscuro, pieno di pericoli e violenze, Nina di muove tra le diverse realtà, incontrando e facendo amicizie con svariati personaggi. Ho trovato affascinante il modo in cui questo mondo è diviso, le varie Corporazioni con le loro regole, eroi e imprese, intrigante incontrare personaggi presi da “I miserabili” come l’ispettore Javert, una donna in questa versione, la sua ossessione per Jean Valjean, Eponine e così via. Mi sono piaciuti i rivoluzionari, St. Juste e le loro idee e il loro coraggio, così come le relazioni tra i vari personaggi, soprattutto quella tra Nina e la sorella Ettie, piena di affetto e fiducia.

Ci sono cose che, però, non mi sono piaciute. La corte dei miracoli è un libro molto ambizioso, ma, secondo me, non rende del tutto. L’ambientazione è apparentemente complessa, una Parigi alternativa, ma che non viene sviluppata in modo esaustivo. Pur essendo affascinata dalle diverse Corporazioni, spesso e volentieri sono solo accennate e non approfondite, cosa che avrei preferito, così come le relazioni tra i vari personaggi, un po’ troppo frettolose.

Nina, in particolar modo, è un personaggio che, sfortunatamente, non mi ha molto colpita. Definita come scaltra e coraggiosa, lo è, ma in modo piuttosto irrealistico. Nessuno è mai riuscito in questa impresa? Lei ci riuscirà. Nessuno ha mai rubato questo oggetto o entrato in questo posto? Ovviamente Nina ci riuscirà in tre secondi e senza sforzi.

Un vero peccato perché la storia ha molto potenziale, lo stile è scorrevole e è stato rapido e abbastanza piacevole leggerla, ma mi dispiace dire di non riuscire a dare oltre tre stelline. Spero davvero che il sequel sia migliore e sono curiosa di sapere cosa accadrà.

Vi lascio il calendario, date un’occhiata alle altre recensioni!

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Jade Fire Gold by June CL Tan- Book Tour

Hello and welcome to my stop for the Jade Fire Gold by June CL Tan book tour, organized by TBR and Beyond Tours! Thank you so much for this chance!

Genre: Young Adult Fantasy
Publishing date: October 12th, 2021
Goodreads | Amazon | Barnes & Noble | Book Depository | Indigo | IndieBound

Content Warnings: self-harm (gouging, eye horror; non-graphic), child abuse (physical, verbal, emotional manipulation/gaslighting), parent death (implied, off-page), character deaths mentions and descriptions of fantasy/magical violence (blood, war, political violence), mentions and descriptions of physical symptoms that might be triggering to those with emetophobia

Girls of Paper and Fire meets The Tiger at Midnight in June CL Tan’s stunning debut, inspired by Chinese mythology, with rich magic and an epic slow-burn romance.
In an empire on the brink of war . . .

Ahn is no one, with no past and no family.
Altan is a lost heir, his future stolen away as a child.
When they meet, Altan sees in Ahn a path to reclaiming the throne. Ahn sees a way to finally unlock her past and understand her arcane magical abilities.
But they may have to pay a far deadlier price than either could have imagined.

Ferocious action, shadowy intrigue, and a captivating romance collide in June CL Tan’s debut, a stunning homage to the Xianxia novel with a tender, beating heart, perfect for fans of The Bone Witch and We Hunt the Flame.

Thank you, NetGalley, HarperCollins Children’s books and HarperTeen, for the chance to read and review this book in exchange of an honest review.

Set in an empire on the brink of war, where the socioeconomic differences between wealthy and poor is stronger than ever, Ahn and Altan find themselves on a path to change their country. Ahn is no one, she doesn’t remember her family and her past. Adopted by an older woman, now her adoptive grandmother she tries to survive in their poor city, without hopes, money and work. When something happens that changes forever her life, Ahn discovers a new world, secrets and truths about herself and the world around her. Altan is the lost heir of the empire, willing to do anything in his power to avenge his family and reclaiming his throne. When they meet, Ahn and Altan are forced to work together, to protect their country and empire, innocent people, while trying to understand their own magical abilities and their roles.

I really liked reading Jade Fire Gold. I was so curious to read this book and I wasn’t disappointed. It’s a debut work and it’s very good. The writing style is brilliant, the plot captivating and I loved the worldbuilding. I was really interested in the magic system, the socioeconomic divisions and how the main characters face one other, both with their own agendas, fears, hopes and dreams. The story is told by two POVs, Ahn’s and Altan, weaving together, while trying to understand what they have to do, what they want to do and how much they are meaning for one other. The story is captivating, well written and I liked this book.

There are some things I didn’t like, though I wasn’t so impressed by the enemies to lovers romance, I couldn’t like them so much together. I also felt like the final 20% of the book and ending were a bit too rushed. I would have loved to know more about the magic system and more about the worldbuilding, but it’s more of a preference than a criticism. I loved the characterization, main and side characters, but I preferred Altan’s POV to Ahn’s. I liked her characters, but with everything she’s been through, I felt she was a bit more passive than him, while I appreciated more his drive and determination.

Overall, though, Jade Fire Gold is a strong debut, the worldbuilding is very fascinating, the writing is amazing and very captivating and I definitely recommend it.


“History is never written by its victims”

“Children are not born with the fear of falling. It is life that conditions them to be afraid.”

“Alway remember, the heart is not a weakness.”

“You may not be able to change the past, but with each action, you can change the future.”

Life is but a dream, and death is returning home.”

Forgiveness is not weakness.”

June CL Tan grew up in Singapore where she was raised on a diet of classic books and wuxia movies, caffeine and congee. After obtaining three degrees, she decided she had enough of academia. Thankfully, those degrees were somewhat related to telling stories and now, she resides in New York City, writing under the watchful eye of her crafty cat. Jade Fire Gold is her debut novel.
Website | Twitter | Instagram | Goodreads



https://tbrandbeyondtours.com/2021/09/18/tour-schedule-jade-fire-gold-by-june-cl-tan/

US ONLY

You can partecipate to the giveaway, too!

One winner will receive a finished copy of Jade Fire Gold. The giveaway starts on October 11th and ends on October 18th!

Direct Link: http://www.rafflecopter.com/rafl/display/fc15a59543/?

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The Hawthorne Legacy di Jennifer Lynn Barnes- Review Party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a “The Hawthorne Legacy” di Jennifer Lynn Barnes, organizzato da Ambra, che ha creato le stupende grafiche e, soprattutto, mi ha fatto conoscere questa saga bellissima! Un grazie enorme alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.

Autore: Jennifer Lynn Barnes
Traduttore: Cristina Brambilla
Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Pandora
Anno edizione: 2021
Pagine: 390 p., Rilegato
Età di lettura: Young Adult
EAN: 9788820071318

L’atteso, emozionante sequel di The Inheritance Games, il romanzo bestseller di Jennifer Lynn Barnes che si è affermato come un caso editoriale internazionale.
«Non c’è nessuna regola che conti quanto vincere»
Dopo aver ricevuto inaspettatamente l’eredità di Tobias Hawthorne, Avery sta vivendo una nuova vita che mai avrebbe immaginato per sé: paparazzi, schiere di addetti alla sicurezza, una dimora immensa e tentacolare piena di tranelli e più denaro di quanto sia concepibile. Eppure, nella sua mente aleggia una sola domanda: perché io? Ed è per darsi una risposta che si ritrova invischiata in una caccia al tesoro letale a fianco dei quattro fratelli Hawthorne, che a volte paiono alleati, a volte temibili sfidanti sempre un passo avanti a tutti. Indovinello dopo indovinello, segreto dopo segreto, Avery è sempre più combattuta tra due dei ragazzi, Grayson e Jameson. Se il primo la attrae perché è razionale e responsabile, il secondo le piace per il motivo opposto, ovvero perché è folle e sempre pronto a correre rischi. Mentre minacce e pericoli sembrano celarsi dietro ogni angolo, Avery scoprirà qual è il legame tra lei e gli Hawthorne? E, soprattutto, riuscirà a capire a quale dei fratelli donare il suo cuore?

Ho conosciuto davvero da pochissimo questa saga e l’ho divorata in pochissimi giorni in lingua originale, quindi ero al settimo cielo per l’opportunità di leggere e recensire il secondo volume tradotto in italiano.

Dopo il rocambolesco inizio di The inheritance games, libro pieno zeppo di indovinelli, giochi e segreti da svelare, The Hawthorne Legacy non è affatto da meno. Avery lotta per abituarsi alla sua vita da ereditiera, vita complicata non solo dalla presenza di paparazzi, crisi di amicizie, padri che appaiono all’improvviso, tentati omicidi, ma anche da ulteriori segreti e dal triangolo amoroso in cui si ritrova coinvolta. La storia riprende subito dopo la fine di The inheritance games e Avery e i fratelli Hawthorne continuano nella loro ricerca della verità, cercando di capire perché la giovane sia stata scelta da Tobias Hawthorne e soprattutto dove sia Toby e chi sia per Avery. Avery si ritrova a dubitare della propria storia, della verità che credeva di conoscere, determinata, nonostante le molteplici difficoltà, a svelare i segreti che circondano lei e gli Hawthorne, soprattutto il mistero che avvolge Toby e ciò che gli sia successo. Ho adorato seguire Avery e i ragazzi nelle loro ricerche, è stato appassionante e molto interessante e la storia è davvero pienissima di colpi di scena, fino all’ultimo. Alcuni, devo ammettere, un po’ prevedibili, ma altri mi hanno lasciata senza fiato, davvero fenomenali. I rapporti interpersonali sono assolutamente realistici, così come i loro dubbi, paure e desideri, soprattutto quelli di Avery, il cui smarrimento, determinazione e testardaggine sono davvero resi benissimo.

Come nel primo libro, i misteri, i segreti del passato, le ricerche, gli indovinelli proseguono parallelamente alle storie personali dei personaggi, coinvolgendo il lettore nella nuova vita di Avery e le sue difficoltà, nel particolare triangolo amoroso tra Avery, Jameson e Grayson. Devo ammettere di non essere molto fan del romance e ho preferito decisamente gli indovinelli e i misteri, anche se mi è piaciuta la tensione tra i tre giovani. Ho anche apprezzato che sia stato dedicato più spazio a personaggi secondari, come Xander, che ho adorato da morire per il suo carattere e la sua allegria, Thea e Rebecca, i Laughlin… Avrei voluto sapere di più di Nash che, pur essendo leggermente più presente nel sequel rispetto al primo libro, non ha molto spazio. Spero, quindi, di conoscerlo meglio nel libro successivo.

In conclusione, ho amato da morire leggere questo libro, lo consiglio assolutamente e non vedo l’ora di sapere cosa porterà il terzo!

Date un’occhiata alle altre recensioni, eccovi il calendario:

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Virginia Woolf di Liuba Gabriele- Review Party

Salve e benvenut* alla mia tappa del review party dedicato a “Virginia Woolf” di Liuba Gabriele, edito da Becco Giallo. Un grazie enorme a Valeria per aver organizzato l’evento e aver creato le stupende grafiche e alla casa editrice per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state influenzate in alcun modo.

Autore: Gabriele Liuba
Editore: Becco Giallo
Collana: Biografie
Anno edizione: 2021
Pagine: 128 p., ill. , Brossura
EAN:
9788833141800

Inghilterra, marzo 1941. Virginia Woolf cammina sulle sponde del fiume Ouse. Raccoglie una pietra da terra, la soppesa sul palmo della mano e guarda l’acqua scorrere. Pensa alla battaglia feroce che si sta svolgendo nel mondo e dentro di lei. Tutto ciò che l’ha accompagnata fino a quella riva rivive in fulgide immagini che rappresentano l’estrema forza dei suoi sentimenti, come la passione per l’amante Vita Sackville-West, la tenerezza per il fondamentale marito Leonard e il dolore per i tremendi lutti familiari. Sentimenti riversati nelle sue opere, con cui ha rivoluzionato la letteratura, passando alla storia come una delle più importanti scrittrici del mondo.

“Virginia Woolf” inizia dalla fine. All’inizio del graphic novel troviamo una Virginia, vittima di un’acuta depressione, che cammina sulle sponde del fiume, pensando al suo dolore, alle battaglie che infuriano nella sua mente e nella realtà. Partendo dal marzo 1941, l’autrice e illustratrice ripercorre a balzi la vita della brillante scrittrice, come l’amore e la passione per l’amante Vita Sackville-West, l’affetto e il profondo legame con il marito Leonard, il dolore dei lutti familiari. Tutte emozioni, intense, travolgenti e dolorose, che la scrittrice, anno dopo anno, riverserà nei suoi magnifici scritti. Con il tratto a matita, le figure ben delineate e precise, Liuba Gabriele ripercorre in poco più di un centinaio di pagine, le esperienze fondamentali della vita di Virginia Woolf, dividendo l’opera in sezioni, separando i mille colori sgargianti delle tavole con pagine bianche con titoli neri, titoli che rimandano alle esperienze della scrittrice, ai suoi scritti, alle sue passioni. I colori dell’opera sono sempre associati alle emozioni di Virginia Woolf e da ciò che le succede. Colori freddi e caldi, tratti netti e decisi, momenti cupi che contrastano con quelli delicati e pieni di felicità. Un’opera travolgente e intensa, che ho divorato subito in pochissimo tempo, dalla quale è stato difficile staccarmi emotivamente.

Come scritto in precedenza, la storia inizia dalla fine, dal prologo, dal 1941. Con colori cupi, l’acqua del fiume resa quasi nera e viola, l’autrice e artista evidenzia il dolore, la depressione acuta della scrittrice, i pensieri incessanti, le riflessioni sulla sua vita e su ciò che sta accadendo a lei e al mondo. Il passato, una parte almeno, è contraddistinto da colori brillanti, tratti decisi, la scrittura in stampatello, nera e ben evidente, che spicca ancora di più se la tavola presenta principalmente colori tenui. I colori, come scritto in precedenza, sono sempre associati alle emozioni della scrittrice. Ci sono momenti in cui sia il tratto della matita che i colori appaiono rabbiosi, furenti, rimandando a emozioni quali la tristezza, la malinconia, la solitudine, come si è potuto notare dal prologo o, dai ricordi dolorosi legati ai lutti passati, alle violenze della guerra, alla rabbia e solitudine. I momenti felici e pieni di creatività, invece, spiccano con i loro colori brillanti e intensi, come la parte “La tua amante”, la passione e l’amore per Vita sottolineati da onde e fiori luminosi, quasi a voler, ma quasi sicuramente, rimandare al loro amore sbocciato. Colori caldi e freddi, stati d’animo acuti e depressivi, costellano quest’opera. Ci sono tavole meravigliose, come quelle presenti in “Le onde”, colori freddi e intensi, o la descrizione della guerra e di una Londra dilaniata, la cui violenza e morte sono rese dal nero e dal rosso, emozioni violente e traumatizzanti che hanno sconvolto e lasciato un segno permanente nell’anima della scrittrice. Una delle mie scene preferite è una delle ultime tavole, nelle quali Virginia Woolf prende la decisione di togliersi la vita. L’artista, con tratti decisi e rabbiosi, usando particolarmente colori cupi come il nero, rappresenta in maniera chiarissima la depressione della scrittrice, soprattutto nello scrivere e disegnare “Io non so più vedere oltre questo nero. E’ così vicino che non vedo altro.” e l’immagine, dolorosamente realistica, del nero che occupa tutto lo spazio visivo della donna.

Un’opera indimenticabile, dove i colori giocano un ruolo fondamentale, aiutando il lettore a riflettere sull’associazione con le emozioni di Virginia Woolf, tavole bellissime e meravigliosamente illustrate. L’artista è stata in grado di concentrare in un graphic novel, concretamente piccolo, passione, dolore, felicità, ispirazione e morte. Una storia indimenticabile, che mi spingerà sicuramente a leggere di più sulla vita di Virginia Woolf.

Liuba Gabriele è pittrice e illustratrice.
Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera e ha seguito corsi di specializzazione nell’ambito del fumetto e dell’illustrazione.
E’ stata selezionata per mostre ed eventi artistici a livello nazionale e internazionale (Parigi, Los Angeles, Istanbul, Montréal, Shangai, Pechino, Madrid, Tallin, Edimburgo, Camaguey, Stoccarda, Montpellier).
Nel 2016 espone al Festival Internazionale di BilBolBul i disegni tratti dal carnet Viaggio nell’India del Nord.
È stata selezionata  per la mostra Matite in viaggio carnet, disegni, parole (dal 2015 al 2017) e nel 2017 ne vince il premio manifesto.

Potete trovare qui le altre tappe del review party e date un’occhiata nei prossimi giorni, perché dovrebbe essere pubblicata anche una sorpresa…