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TENEBRE E OSSA DI LEIGH BARDUGO- BLOG TOUR

Salve a tutti e benvenuti nella mia tappa del review party di “Tenebre e ossa” di Leigh Bardugo, organizzato dalla straordinaria Francesca, che ringrazio tantissimo!

Autore: Leigh Bardugo

Editore: Mondadori

Collana: Fantastica

Pagine: 240

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“Il dolore e la paura mi vinsero. Urlai. La parte nascosta dentro di me risalì con impeto in superficie. Non riuscii a fermarmi. Il mondo esplose in una sfolgorante luce bianca. Il buio si infranse intorno a noi come vetro”.

L’orfana Alina Starkov non ha grandi ambizioni nella vita, le basterebbe fare al meglio il suo lavoro di apprendista cartografa nell’esercito di Ravka, un tempo nazione potente e ora regno circondato dai nemici, e poter stare accanto al suo buon amico Mal, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata da molto tempo. Ma il destino ha in serbo ben altro per lei. Quando il loro reggimento attraversa la Faglia d’Ombra, la striscia di oscurità quasi impenetrabile che taglia letteralmente in due il regno di Ravka, lei e i suoi compagni vengono attaccati dagli esseri spaventosi e affamati che lì dimorano. E proprio nel momento in cui Alina si lancia in soccorso dell’amico Mal ferito gravemente, in lei si risveglia un potere enorme, come una luce improvvisa e intensa in grado di riempirle la testa, accecarla e sommergerla completamente.

Subito viene arruolata dai Grisha, l’élite di creature magiche che, al comando dell’Oscuro, l’uomo più potente di Ravka dopo il re, manovra l’intera corte. Alina, infatti, è l’unica tra loro in grado di evocare una forza talmente potente da distruggere la Faglia e riunire di nuovo il regno, dilaniato dalla guerra, riportandovi finalmente pace e prosperità. Ma al sontuoso palazzo dove viene condotta per affinare il suo potere, niente è ciò che sembra e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le ombre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore. Da questo romanzo la serie Netflix di prossima uscita.

“Tenebre e Ossa” è il primo volume della trilogia Grisha, edito da Mondadori e in uscita il 3 novembre. “Tenebre e ossa” è il romanzo d’esordio di Leigh Bardugo, della quale la Mondadori ha già pubblicato “La nona casa” e la duologia di “Sei di corvi” e “Il regno corrotto”.

Ambientato in un paese dilaniato dalla guerra e minacciato da più fronti, Ravka prende ispirazione dalla Russia Imperiale e la storia di Alina si svolge in Ravka est, dove lei è un’apprendista cartografa presso l’esercito. La mappa presente all’inizio del libro è di grande aiuto per comprendere l’aspetto geografico della storia.

Ravka è divisa in due dalla Faglia d’Ombra, dal Nonmare, una zona popolata da creature infernali, chiamate volcra e che separa Ravka dal suo sbocco sul mare. La traversata, per quanto letale, è spesso necessaria dal punto di vista economico ed è durante una di esse che il reggimento di Alina viene attaccato e lei manifesta per la prima volta il suo potere di Grisha.

La protagonista principale è Alina Starkov, apprendista cartografa nell’esercito e da sempre innamorata del suo migliore amico, Mal. È durante un’escursione nel Nonmare, zona popolata da esseri mostruosi chiamati volcra, che scopre di possedere un potere straordinario, l’abilità di evocare luce. Alina scopre di essere una Grisha, persone dotate di poteri e viene immediatamente arruolata nel Secondo Esercito, al comando dell’Oscuro. Con il suo potere c’è finalmente la possibilità di sconfiggere la Faglia d’Ombra e riunire un regno minacciato da più fronti e riportare la pace, ma, all’interno del mondo Grisha, nulla è come sembra e tra tensioni e intrighi, inganni e sotterfugi, Alina deve imparare a proteggere se stessa e le persone che ama.

Sono da anni una grandissima fan di Leigh Bardugo e leggere, finalmente, la versione italiana del suo primo romanzo è una grandissima emozione. “Tenebre e ossa” è un romanzo straordinario e cattura immediatamente il lettore, trascinandolo in un universo complesso, fatto di intrighi, poteri magici, tensioni politiche e personaggi complessi e ben scritti.

Il romanzo, narrato in prima persona da Alina, inizia “in medias res” e il lettore viene spinto all’interno di una storia complessa, in un’ambientazione nuova e a poche pagine dall’entrare in una zona popolata da mostri cannibali. La scelta della prima persona è brillante, poiché il lettore viene immediatamente coinvolto nella storia, seguendo Alina nella sua avventura, venendo a conoscenza dei suoi dubbi, paure, sentimenti e speranze. Il lettore scopre il mondo Grisha insieme a lei e impara con Alina la teoria, la storia, conosce nuovi personaggi, sospetta, si spaventa, si lascia ingannare, cresce insieme alla protagonista.

Amo lo stile di scrittura della Bardugo e la sua abilità di narrare ed evocare è impressionante. Leggendo i suoi romanzi si ha sempre l’impressione di essere all’interno della storia. Lo stile è fluido e coinvolgente, i personaggi sono complessi e ben sviluppati e pur non essendoci particolari colpi di scena, “Tenebre e ossa” è un ottimo libro. Il worldbuilding è ricco e affascinante ed è una delle cose che più ho amato di “Tenebre e ossa”.

Si percepisce che è un romanzo introduttivo, poiché presenta al lettore il mondo Grisha, le divisioni, i poteri, i personaggi, le tensioni politiche, ponendo le basi per i libri successivi e lo sviluppo ulteriore della storia di Alina.

Non vedo l’ora che i fan italiani scoprino e amino questa fantastica storia e si appassionino come me al Grishaverse, di cui hanno appena intravisto una parte nella duologia di “Sei di corvi”.

Ecco alcuni esempi della sua bellissima scrittura:

“Il buio si infranse intorno a noi come vetro.”

“Era un grappolo di mura in legno scuro e di cupole dorate che si ergeva al di sopra degli alberi intorno, come fosse intagliato in una foresta incantata. Quando ci avvicinammo, vidi che era completamente ricoperto di elaborate incisioni di uccelli e fiori, viticci ritorti e animali magici.”

Fatemi sapere che ne pensate di questo libro e date un’occhiata anche alle mie colleghe del blog tour!

AVVISO AI NAVIGANTI

Da questo momento in poi ho deciso di fare una recensione più approfondita, parlando delle tematiche, dei personaggi e dello sviluppo della storia, quindi ci saranno spoilers.

All’interno di “Tenebre e Ossa” vengono introdotti i Grisha, che sono persone dotate di poteri, in grado di manipolare la materia ai suoi livelli più elementari. Ciò che sembrerebbe magia è in realtà scienza, ovvero la manipolazione della materia e, per questo motivo, si parla di “Piccola Scienza”. In base alle loro capacità, sono divisi in tre grandi categorie: Corporalki, che fanno parte dell’Ordine dei vivi e dei morti (le cui sottocategorie sono: Spaccuore, Guaritore e Plasmaforme), gli Etherealki, dell’Ordine degli Evocatori ( Chiamatempeste, Inferni, Scuotiacque ) e i Materialki, dell’Ordine dei Fabrikator (Tempratori, Alchemi).

Alina e l’Oscuro fanno parte dell’Ordine degli Evocatori.

All’interno del libro si comprende sin dall’inizio la netta separazione tra classi e caste, sia nell’esercito, diviso in Primo Esercito, composto da normali soldati (cui faceva parte Alina) e il Secondo Esercito, formato da Grisha al comando dell’Oscuro, l’uomo più potente di Ravka dopo il re, sia tra gli stessi Grisha, dove la separazione tra i diversi gruppi è spesso netta al punto da non sedersi allo stesso tavolo.

Lo squilibrio di potere e denaro, tra il popolo e i ricchi governanti e i Grisha, è palese leggendo le descrizioni del lusso nel Piccolo Palazzo e nel Grande Palazzo, visto attraverso gli occhi di Alina la quale, prima nell’orfanotrofio e poi all’interno dell’esercito di Ravka, è stata costretta a notevoli privazioni, sia a livello di cibo che di abiti e opportunità.

Sono molti gli aspetti che mi hanno colpito di questo primo volume, oltre all’affascinante e ricco worldbuilding. In particolar modo mi è piaciuta la caratterizzazione dei personaggi.

https://thegrishaverse.fandom.com/wiki/Alina_Starkov?file=Tumblr_n53epajdJD1qhvkspo4_500.jpg

Alina, la protagonista principale, viene descritta come un personaggio mediocre sin dall’inizio. Malnutrita, quasi bruttina, troppo alta e magra, senza particolari abilità, orfana e chi ne ha più ne metta, che si ritrova a possedere un potere in grado di salvare, letteralmente, tutto il suo paese. Si ritrova, quindi, costretta ad abbandonare tutto ciò che conosceva, il suo migliore amico e cotta, Mal, l’esercito, il suo lavoro, per vivere in un mondo, apparentemente, straordinario, fatto di lusso e comfort, di vestiti caldi, pasti abbondanti e l’occasione di appartenere a qualcosa, di poter fare qualcosa.

Alina scopre un’inaspettata forza, un potere incredibile dentro di sé, qualcosa che sia completamente suo e di nessun altro.

Alina è un personaggio che può piacere e non piacere e ho spesso sentito pareri negativi nei suoi confronti. Ciò che può, all’inizio, seccare, è il suo voler restare nell’anominato, il suo essere arrendevole e voler restare nella sua mediocrità.

All’interno della trilogia Grisha, Alina appare come un’eroina riluttante, almeno all’inizio, una Chosen One, che dubita delle proprie capacità e che si è sempre vista in un certo modo, sminuendo le proprie abilità e confondendosi nel gruppo. L’aver scoperto di possedere un potere così grande e straordinario, la spaventa e la frena, soprattutto quando le aspettative su di lei crescono e persone iniziano a chiamarla “Santa” e a vedere in lei la soluzione di tutti i loro problemi.

Di fronte a questa pressione, Alina si chiude in se stessa, si blocca, si frena ed è solo grazie all’aiuto della sua insegnante Baghra che sarà poi in grado di usare la propria abilità. Seppur inconsciamente, infatti, Alina è riluttante a lasciar andare il proprio passato, non è pronta a dire addio al suo vecchio mondo e a Mal e solo in seguito sarà in grado di crescere ed ad accettare se stessa e scoprire le sue abilità, godendo nel poterle usare.

Alina è un personaggio molto realistico, nei suoi dubbi, insicurezze e incertezze, reagendo, a mio parere, in modo assolutamente naturale quando la sua vita è stata stravolta dal suo potere. Di fronte a tante aspettative e pressioni, Alina ha, ovviamente, paura, è incerta, non sa come reagire e comportarsi. L’ho trovata estremamente realistica.

Crediti sull’immagine

Oltre ad Alina sono due i personaggi importanti all’interno del libro e che poi formeranno un triangolo amoroso amato e/o odiato da molti: Malyen Oretsev, Mal, l’amico d’infanzia e l’Oscuro.

Mal è la persona alla quale Alina è più legata. È cresciuta con lui, si è innamorata di lui, ha sempre visto in Mal la propria casa, un rifugio. Una casa che, sin dall’inizio del libro, Alina sente che non le appartiene più, vedendolo cresciuto e diverso dal bambino che aveva vissuto con lei e quando sono costretti a separarsi, Alina a lungo resta attaccata a questa figura, per poi lasciarla andare.

Mal è un Tracciatore, la sua abilità di trovare cose importante all’interno della narrazione e figura di riferimento per Alina. Viene descritto come un bel ragazzo, socievole e molto abile nel suo lavoro.

L’OSCURO

L’Oscuro è, invece, l’uomo più potente di Ravka, dopo il re, comandante dei Grisha, del Secondo Esercito e figura misteriosa, potente e affascinante.

“ L’Oscuro comandava i Grisha da prima che io nascessi, mentre l’uomo seduto sulla pedana non sembrava molto più anzia-no di me. Aveva un viso affilato e bello, con una massa di folti capelli neri e chiari occhi grigi che scintillavano come quarzo. “

Alina, come molti altri Grisha, è attratta da questa figura carismatica e potente, non solo per l’aspetto fisico, ma soprattutto per il ruolo e la sicurezza che lui le trasmette. Scoperto il suo potere, Alina sente finalmente di appartenere a qualcosa, ai Grisha, e ha una casa, uno scopo, una missione.

“Tenebre e ossa” è costellato da personaggi secondari e una menzione speciale va a Genya, una Plasmaforme, appartenente all’Ordine dei Corporalki, una Grisha di una strabiliante bellezza, come Alina fa notare spesso all’interno della narrazione. Genya è un personaggio ambiguo, affascinante e con i propri interessi e scopi, ma rappresenta un punto di riferimento per Alina, spaesata da tutti i cambiamenti avvenuti, aiutandola non solo fisicamente, nel vestirsi, nel “sistemare” il suo aspetto, ma anche dal punto di vista psicologico, offrendole consigli e appoggio e aiutandola a muoversi nel mondo Grisha.

“Non feci quasi in tempo tempo a girare la chiave che la porta si aprì di scatto e una ragazza alta entrò spingendomi da parte ed esaminando con sguardo severo prima la stanza, poi me. Era quasi sicuramente la persona più bella che avessi mai visto. Aveva capelli mossi di un intenso castano ramato, grandi iridi dorate, una pelle così liscia e impeccabile che i suoi zigomi perfetti sembravano scolpiti nel marmo. Indossava una kefta color crema con ricami d’oro e bordi di pelliccia di volpe rossa.”

Come Alina e l’Oscuro che, sì, appartengono agli Evocatori, ma che sono separati da essi per l’intensità e peculiarità dei loro poteri, anche Genya è una Grisha particolare e non vive con gli altri Grisha né indossa i loro colori. Lei è, infatti, al servizio del re e della regina, con tutte le difficoltà e implicazioni che ne derivano.

Baghra è un personaggio fondamentale per la crescita di Alina e l’accettazione di se stessa e del suo potere. Con i suoi modi bruschi, i suoi segreti e il suo bastone, con il quale spesso e volentieri colpisce Alina, Baghra è un personaggio complesso e interessante, una delle poche che sa tenere testa all’Oscuro.

“La prima impressione fu di avere davanti una donna inconcepibilmente antica ma, guardandola meglio, non avrei neanche saputo dire perché l’avessi pensato. La pelle di Baghra era liscia e tesa sopra il viso spigoloso. La schiena era dritta, il corpo asciutto e muscoloso come quello di un’acrobata Suli; tra i capelli nero carbone non c’erano fili grigi. E tuttavia, alla luce del fuoco la sua faccia, tutta ossa sporgenti e cavità profonde, ricordava in modo inquietante un teschio. Indossava una vecchia kefta di un colore indeterminato e in una mano scheletrica stringeva un bastone argentato dal manico piatto che sembrava di legno pietrificato.”

L’Apparat è un’altra figura interessante, un prete, un consigliere del re, la cui presenza inquieta e spaventa Alina e che rimanda alla figura di Rasputin. Personaggio ambiguo e inquietante, che sembra spiare e nascondersi, l’Apparat sarà sviluppato in seguito, ma al momento lascia un senso di mistero e angoscia in Alina e, tramite il suo sguardo, anche nel lettore.

“Mentre il re e l’Oscuro si allontanavano per parlare, il prete si avvicinò. «Un miracolo davvero» disse, fissandomi con un’intensità disturbante. Aveva occhi castani così scuri che sembravano neri, e odorava vagamente di muffa e incenso. “Come una tomba” pensai con un brivido.”

La lotta tra bene e male, luce e oscurità è un tema presente nel Grishaverse, fisicamente incarnato da Alina e l’Oscuro e dai loro poteri. Due facce della stessa medaglia, figure che si completano a vicenda, il gioco di potere, seduzione e forza inizia tra loro nel primo volume, ma continuerà anche nei successivi.

Dal punto di vista fisico la Faglia d’Ombra, il Nonmare e l’Oscuro, rappresentano il male e l’oscurità, contrastati dalla presenza di Alina e del suo potere, di Mal e dei suoi futuri alleati e amici.

Il destino è un’altra tematica ben chiara in “Tenebre e Ossa” e la capacità di esserne padroni. Alina si ritrova, da ragazza anonima e mediocre, a diventare una delle figure più importanti di Ravka. Leggendo la storia attraverso i suoi occhi è chiara la sua incertezza, il suo spavento, la sua arrendevolezza, almeno all’inizio. La sua crescita, l’accettazione di se stessa e del suo potere è estremamente interessante e si manifesta anche dal punto di vista fisico, poiché, reprimendo e nascondendo il suo potere, Alina appariva come scheletrica, malnutrita, con occhiaie. Una volta accolto il suo potere, anche il suo aspetto fisico cambia, diventando più sano e forte. Liberandosi dal suo passato, dalle catene che la tenevano ferma, Alina cresce e matura. Accetta, abbraccia il proprio destino e lotterà con l’Oscuro per poter essere indipendente e gestire se stessa.

L’appartenenza è un ulteriore tema presente in “Tenebre e ossa”. L’apparteneza a un gruppo è resa visivamente dai colori dei kefta, gli abiti indossati dai Grisha. I Corporalki indossano kefta rossi, i ricami neri se erano Spaccacuore, grigi se Guaritori, blue se Plasmaforme, mentre gli Etherealki kefta blue (ricami blu chiaro Chiamatempeste, rossi Inferni, argento Scuotiacque) e i Materialki kefta viola (ricami grigio Tempratori e rosso Alchemi). L’Oscuro è l’unico a indossare una kefta nera e il voler far indossare ad Alina il suo colore sottolinea la sua volontà, sin dall’inizio, di possederla. Aspetto che ad Alina non dispiace, almeno in un primo momento, prima di rendersi conto dei suoi veri piani.

Essendo orfana di guerra, l’appartenenza è un tema importante anche per Alina ed è chiaro il suo bisogno e desiderio di appartenere a qualcosa, a qualcuno. Senso di appartenenza che provava nei confronti di Mal, poi sentendolo crescere e staccarsi da lei nel corso degli anni e, in seguito, all’interno dei Grisha, ma dove il suo potere, la rende, ancora una volta, diversa e separata dagli altri.

Un ulteriore aspetto interessante è la consapevolezza che nessun personaggio è assolutamente indipendente, ma sempre, in un modo o nell’altro, influenzato da qualcuno. Alina è al servizio dell’esercito e, in seguito, appartiene ai Grisha e all’Oscuro. Mal è un tracciatore dell’esercito. Tutti loro, Oscuro compreso (in teoria) rispondono al re e al suo potere. È in questo mondo di influenze, ipocrisie e oppressioni che si muovono i personaggi, cercando di compiere le loro scelte in maniera autonoma.

L’Oscuro è un potente Grisha, un Evocatore di tenebre ed a capo del Secondo Esercito, un gruppo elité di soldati Grisha. Viene definito il secondo uomo più potente dopo il re, ma ben presto è chiaro quanto potere lui abbia in realtà e quali siano i suoi scopi.

Il suo potere, come quello di Alina, lo inserisce nella categoria degli Evocatori, ma al tempo stesso lui non appartiene a nessun gruppo, grazie alla sua peculiare capacità, che gli permette di evocare e manipolare le tenebre e gli dona longevità.

L’Oscuro viene descritto come un personaggio potente, pericoloso e carismatico. Si mormorano storie su di lui, che sia senz’anima, che sia malvagio. È una figura complessa e interessante che si contrappone al re e protegge i Grisha. Ravka è l’unico paese dove, grazie all’Oscuro, i Grisha possono vivere in tranquillità, mentre, oltre i confini, sono perseguitati, uccisi, venduti e via discorrendo dai Fjerdiani, Shu e Kerch.

L’Oscuro è, senza dubbio, un personaggio affascinante, che attira sia Alina che il lettore stesso, sin da quando ci viene presentato. Appare come un giovane uomo, è affascinante, seducente, è la risposta ad Alina, una risposta concreta perché riesce a risvegliare il suo potere contrastando, quindi, l’inabilità della giovane di usarlo. Alina e l’Oscuro sono opposti, luce e tenebra, anonimato e fama, bene e male, personaggi complementari e intriganti e la loro relazione è complessa.

Conoscendolo attraverso gli occhi di Alina, l’Oscuro è una figura impressionante e ambigua. Si interessa al bene del proprio popolo, vuole proteggere i Grisha, vuole la pace in Ravka ed è pronto a tutto per ottenere ciò che vuole. Uno dei suoi aspetti interessanti è il compiere azioni che chiunque considererebbe sbagliate per motivi, a suo dire, giusti. La volontà dell’Oscuro, non solo quella di ottenere più potere possibile, è di rendere i Grisha liberi, di liberare tutti loro dal giogo del re e della guerra e le tensioni presenti in Ravka.

È un’antagonista estremamente interessante e complesso, le cui complessità sono appena intraviste nel primo volume della saga. L’Oscuro è un personaggio estremamente manipolatore e affamato di potere, al punto da usare le persone accanto a sé per i propri scopi. La sua relazione con Alina è complessa e l’Oscuro trova in lei un personaggio fragile e solo, da poter manipolare e usare. Nel corso del libro sono tanti gli atteggiamenti che fanno capire la sua vera natura. L’aver “donato” Genya al re e alla regina è uno dei primi, facendo intuire cosa sia disposto a fare per ottenere ciò che vuole.

Il modo in cui si comporta nei confronti di Alina, dicendo cose come “Io e te cambieremo il mondo.”, facendola sentire importante e indispensabile, seducendola e ingannandola tra tocchi e carezze, manipolando la sua percezione delle realtà e spingendola a fidarsi di lui sono chiari atteggiamenti di un personaggio abusivo e manipolatore.

L’Oscuro potrebbe rappresentare il tipico protagonista maschile di molti YA, il personaggio bello, alto, bruno e tenebroso, dal passato oscuro e complesso, ma, al tempo stesso, può incarnare tutte le figure manipolative che sono presenti anche nella realtà. Interessante è ciò che ha affermato Leigh Bardugo nella sua intervista con Miss Fiction per Lucca Changes: “Damaging people don’t enter your life with a sign that says “Watch out, I’m evil” (spero di aver citato correttamente) ed è un importante spunto di riflessione.

L’Oscuro non appare come un personaggio malvagio sin dall’inizio, altrimenti sarebbe stato semplice, sia per Alina che per i lettori, capire la sua vera natura. Insieme alla protagonista, i lettori sono affascinanti da lui, dal suo potere, dal suo atteggiamento e solo in un secondo momento, soltanto ponendo attenzione a ciò che sta succedendo, ci si rende conto di ciò che è realmente. Sono tanti i personaggi manipolatori e carismatici presenti nei libri. Il personaggio di Goddard, della trilogia Falce di Neal Shusterman, potrebbe essere un calzante esempio, essendo un personaggio manipolatore e seducente, con i suoi modi di fare e la sua ideologia, ma è solo uno dei pochi.

Basti pensare alla figura di Cersei Lannister, disposta a tutto per proteggere la sua famiglia, il proprio regno e potere, compiendo atti atroci, ma con motivazioni giuste (almeno secondo il suo punto di vista) o a Sebastian Morgenstern dell’universo Shadowhunters.

È proprio il loro essere carismatici, ad attirare la vittima, interessandosi a lei (o a lui o a loro), a renderli pericolosi con le loro manipolazioni e inganni.

Se si pone attenzione a certi atteggiamenti all’interno di “Tenebre e ossa” si nota quanto l’Oscuro sia possessivo nei confronti di Alina, quanto la voglia sedurre e manipolare, trovando in lei la “vittima perfetta”: sola, vulnerabile e incerta. Come scritto in precedenza, l’appartenenza è un tema che è presente nella storia e viene sottolineato più volte anche dalla volontà dell’Oscuro di spingerla a indossare i “suoi” colori, il “suo” simbolo. È una possessione fisica e mentale, la volontà e desiderio di sfruttare la protagonista.

Detto ciò, senza dubbio l’Oscuro è un personaggio complesso e intrigante e rappresenta, quindi, una figura pericolosa e ammaliante e non vedo l’ora di scoprire di più sul suo conto.

Siamo arrivati alla fine della mia recensione e approfondimento! Fatemi sapere che ne pensate di questo libro e date un’occhiata alle mie colleghe del blog tour:

Francesca: abookshadow.blogspot.com 

Melissa: https://asnowflakereading.blogspot.com/?m=1

Giulia&Ophelia: everyfandomhasastory.blogspot.com

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Ninth House di Leigh Bardugo

Benvenuti, viaggiatori.

Ho deciso di dedicare la mia prima recensione al libro del momento, almeno per me, Ninth House, scritto dalla straordinaria Leigh Bardugo.

Se non siete a conoscenza di questa autrice, ecco una sua piccola presentazione.

Leigh Bardugo ( @LBardugo su twitter e LBardugo su Instagram) è nata a Gerusalemme, cresciuta in California e laureata a Yale; vive e scrive nella città di Los Angeles ed è un’autrice bestseller di racconti brevi e romanzi fantasy tra i quali la saga Grishaverse, che comprende la trilogia Shadow and Bone e la duologia Six of Crows. I romanzi sono stati tradotti in italiano dalla Mondadori e Sei di Corvi è uscito il 24 settembre 2019, mentre il seguito, Il regno corrotto uscirà il 29 ottobre. (Info da https://www.mondadoristore.it/libri/Leigh-Bardugo/aut01038111/ ) . La saga di Grishaverse diverrà, inoltre, una serie televisiva acquistata dalla Neflix con il nome di Shadow and Bone. L’annuncio, pubblicato dalla stessa autrice il 2 ottobre, ha reso noto il cast principale. ( https://variety.com/2019/tv/news/tv-news-roundup-netflix-shadow-and-bone-1203356620/ ).

Dopo questa brevissima panoramica dell’autrice, alla cui saga Grishaverse dedicherò più in là un post più articolato, volevo parlarvi del primo romanzo adult fantasy scritto da Leigh Bardugo, Ninth House.

Pubblicato il giorno 8 ottobre 2019 dalla Flatiron Books ( ISBN1250313074, ISBN13: 9781250313072) e dopo due soli giorni è stato annunciato che Amazon Studios produrrà la serie tv del romanzo, che vedrà Leigh Bardugo in qualità di produttrice esecutiva. L’autrice si occuperà inoltre di scrivere l’adattamento. https://deadline.com/2019/10/grishaverse-authorleigh-bardugo-ninth-house-amazon-studios-tv-series-development-1202756743/

La trama

Ninth House è ambientato a Yale, l’alma mater di Leigh Bardugo e vede come protagonista Galaxy “Alex” Stern, matricola dal misterioso e complesso passato, improbabile membro di Yale. Cresciuta da una madre hippie, abbandonati gli studi e coinvolta in un losco mondo fatto di droga e ricatti dal ragazzo spacciatore, Alex si ritrova a vent’anni ad essere l’unica sopravvissuta di un orrendo e irrisolto omicidio. Le viene offerta, però, una seconda chance, grazie al rettore Sandow, ovvero la possibilità di frequentare la prestigiosa università di Yale. A che scopo? Perché proprio Alex? Alla giovane viene chiesto in cambio di far parte della società segreta Lethe, che si occupa di monitorare le misteriose attività delle ulteriori otto società, le Antiche Otto. L’omicidio di una giovane stravolge quello che doveva essere il nuovo inizio di Alex, spingendola a indagare, nonostante le frettolose risposte della polizia e dell’amministrazione del college. Cercando risposte, Alex si scopre coinvolta in un enorme complotto, molto più grande e sinistro di quanto avrebbe mai immaginato.

POSSIBILI SPOILER DA QUESTO PUNTO

Inizierò la recensione definendo Ninth House uno dei migliori libri che abbia letto in tanto tempo.

Presentato da Stephen King come “Impossibile to put down” Ninth House è un libro magnetico, che spinge il lettore a divorarlo, perché si sente il bisogno di sapere cosa succederà, di andare avanti, di leggere capitolo dopo capitolo. Al tempo stesso, però, si vorrebbe assaporarlo lentamente, come un delizioso piatto prelibato e leggerlo il più piano possibile per poterlo gustare meglio. La scrittura di Leigh Bardugo, notata già leggendo i suoi libri precedenti, è coinvolgente e spinge il lettore in un mondo completamente nuovo, del quale, una volta letta l’ultima pagina, si sente la mancanza. Alex Stern, la protagonista del racconto, possiede un potere (o maledizione, a seconda di come si potrebbe intendere) che ha attirato l’attenzione della misteriosa Nona Casa, la Lethe: può vedere i fantasmi, sin da quando ne ha memoria e questa sua capacità la rende assolutamente perfetta per monitorare le attività delle altre società segrete. Leigh Bardugo, infatti, immagina che ciascuna delle otto società, i cui membri sono importanti personaggi della politica, della cultura e del mondo dello spettacolo, pratica un diverso tipo di magia. Per non anticipare molto (scoprire i diversi rituali delle case è stato magnifico e davvero molto interessante), farò l’esempio di Skull and Bones che pratica la divinazione usando interiora umane e di animali. Lethe ha il compito di sorvegliare e ispezionare i loro rituali e Alex viene coinvolta in un mondo fatto di magia, riti e cerimonie, formule in latino, oggetti magici e misteri. Il romanzo Ninth House è strutturato in maniera molto particolare. Quasi ogni capitolo (che prendono nome dal periodo in cui si svolgono i principali avvenimenti, come Early Spring, Winter and Last Fall) oscilla tra passato e presente, costruendo la trama come pezzi di un puzzle. Sin dal prologo il lettore viene spinto all’interno del mondo di Alex e finisce di leggere la prima parte con moltissime domande,domandandosi chi sia la protagonista e cosa le sia successo. Capitolo dopo capitolo, rivelazione dopo rivelazione, il lettore viene a conoscenza del passato di Alex e del mistero che riguarda la giovane ragazza uccisa che si intreccia con la scomparsa del mentore di Alex, Darlington, sparito durante un’ispezione andata male. Pezzo dopo pezzo, veniamo a conoscenza di Alex e Darlington, delle compagne di stanza di Alex, dei riti magici e seguiamo la protagonista nella sua indagine. Alex, infatti, nonostante le rassicurazioni del rettore e della polizia, sospetta che l’omicidio della giovane Tara Hutchins non sia così “semplice” come tutti gli altri pensano. Non scriverò ulteriori informazioni sulla trama, perché Ninth House è un libro che merita di essere assaporato. La storia è piena di colpi di scena e rivelazioni fino all’ultima pagina. Dotato di personaggi interessanti e accattivanti è un fantasy per adulti, un thriller, un viaggio in un mondo dove la magia è parte integrante del college stesso e delle sue società. Interessantissimo leggere dei riti magici e del passato dei protagonisti. Mi sono immedesimata molto in Darlington, nella sua curiosità e fascino per la magia. Inutile dire che non vedo l’ora di tuffarmi nuovamente nel mondo di Alex e Darlington.

Concludo questa mia prima recensione avvertendo i lettori che Ninth House non è un libro adatto ai giovani, o almeno, chi ha voglia di leggerlo deve sapere che ci sono dei trigger warnings, che potrebbero sconvolgere o rendere difficile la lettura, per chi è sensibile a tali tematiche:

  • stupro sotto l’effetto di una droga
  • stupro di un minore
  • overdose
  • morte
  • omicidi
  • spargimenti di sangue
  • tentato omicidio
  • mangiare escrementi
  • autolesionismo

Per quanto mi riguarda sono venuta a conoscenza dei trigger warnings di Ninth House mesi prima dell’uscita del libro, leggendo commenti su Twitter, e devo ammettere che il doversi aspettare un certo evento mi ha reso più ansiosa. Credo che avrei vissuto meglio la lettura di un dato avvenimento se non avessi letto prima i trigger warnings, ma ovviamente è una mia personale idea.

Concludo scrivendo che Ninth House è un libro che mi ha davvero stupita, essendo molto più di quanto avessi potuto immaginare. Mi ha tenuta sulle spine, mi ha fatto sobbalzare e commuovere e mi ha coinvolto moltissimo. Non vedo l’ora di leggere il seguito.